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Non vi chiamo più servi... ma vi ho chiamato amici (Gesù)





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CHISSÀ PER QUESTA SERA CHE SORPRESE CI AVRÀ RISERVATO LA MAMMA?

“La pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo; ecco l’opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi” (Sal. 117,22-23).

Neanche a farlo apposta, più volte, nel pomeriggio di domenica 22 febbraio 2015, parlando con Guillermo, don Eligio ha detto in riferimento al gruppo Piccolo Gregge: “Chissà che sorprese la Mamma ci riserverà per questa sera?”. E puntualmente le sorprese sono arrivate, e senza dubbio più del previsto. Mentre proprio non se lo aspettava, don Eligio ha visto arrivare nella nostra sede del GAM, nientemeno che Cristian Vescovi di Carpignano Sesia (NO), amico di vecchia data, accompagnato da Simone, un suo amico. La sorpresa è stata graditissima e l’incontro ancora più forte del solito. Incredibile ma vero: quando il GAM e la Comunità Cenacolo di suor Elvira lavorano insieme, sanno fare grandi cose! Per quanto ci sarà possibile, attraverso queste righe entriamo nel vivo dell’incontro per ripercorrere le tappe più salienti. Giudicherete voi la caratura delle cose fatte!

Le prime DUE DECINE sono stare riservate al consueto benvenuto-accoglienza GAM.

DAVIDE: Innanzitutto benvenuti! Frequento il GAM da quattro anni e lo sento come una ricchezza, ricchezza che mi dà forza perché ho la possibilità di conoscere tante persone nuove, ricchezza perché qui si prega insieme come in una famiglia, ricchezza perché qui si viene a creare tra noi un clima dove si sta bene, dove ci si trova bene.
MARCO RED: Benvenuti! Venire qui è sinonimo di trovare: la preghiera, l’amicizia vera, una crescita personale e comunitaria, la condivisione di esperienze di vita le une a beneficio delle altre, accomunate in un unico progetto.
CRISTIAN: Questa sera sono qui grazie all’amicizia che mi lega da parecchi anni a don Eligio, poi perché pregare è una cosa buona che mi fa bene. È bello stare insieme a persone che pregano.
GUILLERMO: Sono in Italia da una ventina di giorni e continuo a meravigliarmi per l’accoglienza che mi viene costantemente riservata. Mi hanno colpito e coinvolto molto la sincerità e la spontaneità di questo gruppo. Mi fa bene venire qui!
SIMONE: Io sono originario di Pordenone e mi trovo a casa di Cristian per motivi di lavoro. È la prima volta che vivo un’esperienza del genere in quanto solitamente prego da solo. Mi auguro di poter tornare qui anche altre volte.
GIANLUCA: Noi qui riuniti siamo come tante perle e la preghiera ci unisce tra noi formando un bellissimo Rosario da regalare alla Mamma Celeste. È la preghiera che ci lega e rende salda la nostra amicizia.
FRANCO: Oggi sì posso dire una cosa nuova! Dovevo arrivare all’età di settant’anni per trovare della gente che prova la gioia di pregare insieme e che si appassiona all’ascolto della Parola di Dio. Ascolto volentieri le vostre esperienze, mi sento compreso e l’amicizia che mi donate mi rende felice. Benvenuti anche a voi.
MARIA ROSA: Qui dentro sono una delle più “vecchie” e anche l’ultima arrivata. In questo luogo si prega e si trova la pace. Qui abbiamo trovato dei giovani che ci hanno spalancato le braccia: per noi ormai non più giovani, che cosa ci potrebbe essere di più bello? Qui si parla con il cuore e si ascolta con il cuore, è un gruppo puro perché c’è la Mamma, e dove c’è la Mamma c’è purezza. Benvenuti tra noi.
MARCO L.: Qui vengo perché ci troviamo a pregare insieme e so che ogni volta che torno a casa, sto bene dentro. Il mio augurio è che la stessa cosa possiate viverla anche voi.
CINZIA: Quando sono entrata nel GAM avevo quattordici anni, ora ne ho venticinque; ho visto cambiare tanti volti così come il posto dove trovarci. L’unico, però, che non è mai cambiato è Lui! Lui è la base, il fondamento su cui poggia tutto il resto. Lo scoprirete anche voi. Benvenuti!
RACHELE: Frequento questi incontri da un paio d’anni, e vi torno ogni volta che posso perché qui trovo preghiera e comprensione. Ora sto attraversando un momento in cui sento il bisogno di entrambe queste cose e sempre più spesso devo sforzarmi molto per ottenerle. Qui mi sento aiutata e voglio esserci. Benvenuti e buon cammino anche a voi.
DANIELA: Io non sono di molte parole. Semplicemente vi dico questo: ogni domenica, quando vengo qua, porto a casa un regalo nuovo che mi fa stare bene. Porto a casa gioia e pace.
CAROLINA: Frequento questi incontri da circa un anno e mezzo. Qui trovo Lui che sa coinvolgere tutti in un cuor solo e un’anima sola. Qui l’accoglienza è calorosa, ti senti avvolta dall’amore fraterno tanto da respirare fiducia e capacità di ricambiarla. Quando veniamo qui sappiamo chi troviamo, Gesù e la Mamma Celeste, e loro, non ci possono tradire! Benvenuti!
TERESA: Benvenuti in questa famiglia dove ci si ama in modo semplice e sincero. Ogni volta che si entra qui si assapora un pezzo di Paradiso, si lascia fuori tutto e ci si sente abbracciati dal Loro Amore. Di domenica in domenica scopriamo di essere parte di un mosaico meraviglioso messo insieme a Loro, tassello dopo tassello.
ALBERTO: Benvenuti! Ho conosciuto Cristian nella Comunità di Casaleggio un paio d’anni fa e ricordo, come fosse oggi, l’impressione molto bella allora sperimentata. Ho incontrato dei giovani miti, positivi e collaborativi, contenti di combattere la Buona Battaglia per uscirne vincitori. Grazie di essere venuti tra noi.
DON ELIGIO: Chissà perché la Mamma ci permette di vivere questi intensi scambi di fede, di amore e di amicizia, tra noi giovani GAM e voi giovani della Comunità Cenacolo di suor Elvira? Voi avete ricevuto tantissimo in Comunità, e quanto seminato in sovrabbondanza nel tempo di Grazia del vostro cammino, non può andare perduto. Chissà se la partecipazione alla spiritualità del nostro Movimento non sarà una via privilegiata per dare abbondantemente ciò che abbondantemente avete ricevuto? Ora che siete tornati “nel mondo”, sappiate, nella gioia, nella saggezza del cuore e nella prudenza, non essere più “del mondo”. Sarebbe un giochetto pericoloso, scherzereste con il fuoco, e “Satana che come leone ruggente va in giro cercando chi divorare” (1 Pt 5,8), non rimarrebbe certamente con le mani in mano. Preghiamo insieme e vediamo che cosa ci riserva la Volontà di Dio! Benvenuti e grazie di esistere!

La TERZA DECINA ci ha portati spiritualmente in piazza S. Pietro dove abbiamo ascoltato la riflessione fatta all’angelus da Papa Francesco. Diamo qui solamente uno “stucchino” perché è talmente bella che invitiamo tutti ad andare a leggerla integralmente sul sito del Vaticano.
“Con il rito delle Ceneri è iniziata la Quaresima e nel Vangelo odierno abbiamo ascoltato il racconto delle tentazioni secondo l’evangelista Marco: “Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano” (1,12-13). È una prova da cui il Signore esce vittorioso e che lo prepara ad annunciare il Vangelo del Regno di Dio. Egli, in quei quaranta giorni di solitudine, affrontò Satana “corpo a corpo”, smascherò le sue tentazioni e lo vinse. E in Lui abbiamo vinto tutti, ma a noi tocca proteggere nel nostro quotidiano questa vittoria… La Quaresima è un tempo di combattimento spirituale contro lo spirito del male, con lo sguardo rivolto alla Pasqua che è la vittoria definitiva di Gesù contro il Maligno… Guardare Gesù, cosa ha fatto Gesù, e andate con Lui. Il deserto è il luogo dove possiamo ascoltare la voce di Dio e la voce del tentatore. Nel rumore, nella confusione questo non si può fare; si sentono solo le voci superficiali. Invece nel deserto possiamo scendere in profondità, dove si gioca veramente il nostro destino, la vita o la morte… Il deserto quaresimale ci aiuta a dire no alla mondanità, agli “idoli”, ci aiuta a fare scelte coraggiose conformi al Vangelo e a rafforzare la solidarietà con i fratelli e le sorelle…”.

Dopo l’ascolto delle parole del Papa, ognuno ha potuto esprimere la parola che traccerà l’impegno personale in questo tempo di Grazia.
Il nostro cuore è il campo dove si gioca la partita della vita, lì si fanno le scelte quotidiane.
Leggere ogni giorno la Parola di Dio per cercare l’essenziale lasciandomi guidare da essa.
Impegnarmi nella lotta partendo già con la certezza della vittoria.
Cercare di fare deserto dentro di noi per così trovare la via giusta.
Impegnarmi nel cammino di conversione e cambiare strada se quella percorsa non è buona.
Con la preghiera fare deserto dentro e chiedermi spesso: Che cosa farebbe Lui al mio posto?
Coltivare nella coscienza l’amore per le persone, lottare per vincere l’egoismo.
Impegnarmi per vedere meglio dentro me stessa e lasciare del bene in chi mi avvicina.
Camminare con la duplice visione della Quaresima come tempo di lotta, Pasqua come vittoria.
Allenarmi a dare amore a chiunque, ma amore pagato a caro prezzo.
Sperimentare pace nel sentirmi amato, nell’amare e nel lasciarmi condurre.
Entrare con chi è nel deserto e condividere, non con satana che sembra offrire di più, ma con Gesù che lotta contro le tentazioni, vince e ne esce ancora più forte.

La QUARTA DECINA ci ha visti in religioso ascolto dell’introduzione all’audiocassetta dei fanciulli Bucaneve GAM dal titolo “Spirito Santo Amore”. Una cassetta tutta dedicata allo Spirito Santo, gioia dei piccoli, con dei canti bellissimi composti sulla Parola di Dio in occasione del Giubileo dell’anno 2000. Canti della nuova Primavera. Don Carlo era ben cosciente che “per l’Immacolata Dio torna a creare Cieli nuovi e terra nuova”. All’ascolto è seguita la recita delle Ave Maria senza alcun commento. Il testo dell’introduzione è possibile ascoltarlo nel link OMELIE.

La QUINTA ed ultima DECINA la possiamo chiamare: A TUTTA EVANGELIZZAZIONE!

FRANCO E MARIA ROSA ci hanno parlato della loro missione a Belvedere Langhe il mercoledì delle Ceneri: “Abbiamo trovato un parroco meraviglioso! Sì, mons. Pietro Beccaria è veramente un parroco meraviglioso, entusiasta e felice di essere il pastore delle comunità a lui affidate. La sua attenzione e quella dei suoi fedeli alla nostra testimonianza ci ha praticamente confusi, non ci aspettavamo un’accoglienza simile! Loro ci hanno ascoltati con il cuore, tanto che anche noi abbiamo parlato con il cuore in mano. Abbiamo provato in noi come dei lampi di gioia che ci hanno come tuffati nell’infinito oceano dell’Amore di Dio. Le parole di don Pietro ci hanno molto colpiti perché, pur facendo notare quasi con un velo di amarezza che in chiesa non c’era un solo giovane, ha continuato a sorridere e ad invitare adulti e anziani ad essere di buon esempio per le nuove generazioni. C’è bisogno di ritornare alla fede. Speriamo di avere fatto bene la nostra piccola parte. Il resto lo faranno Gesù e la Mamma Celeste.
DAVIDE ci ha invece parlato del volantinaggio del pomeriggio ad Asti: “Ogni città o paese sono diversi gli uni dagli altri. Asti l’ho trovata una città poco accogliente, ho percepito come una specie di negatività intorno a me. Nonostante ciò, ho volantinato con la consueta passione e con la consapevolezza che in quel momento ero chiamato ad essere Luce come Gesù ci vuole. Incurante di qualsiasi giudizio, a testa alta, sono andato fino in fondo, fino a quando non ho esaurito tutti i PMC che mi erano stati consegnati.
Anche MARCO RED ha parlato del volantinaggio: “Sono stato contentissimo di tutta quella giornata.
Particolare veramente curioso: ieri sera nevicava, il mattino pioveva, al pomeriggio è uscito un sole meraviglioso che ci ha permesso di “seminare” ben 800 PMC! Abbiamo pregato andando, Loredana ha continuato a farlo mentre noi volantinavamo e abbiamo continuato a pregare anche al ritorno. Ci siamo sentiti uniti a chi è in missione nelle famiglie di Monforte e per tutti i piccoli o gli adolescenti che si stanno preparando a fare dei passi importanti per la loro vita spirituale.
Anche GIANLUCA ha avuto uno sguardo sereno ed ottimista sulla giornata trascorsa: “Ringrazio la Mamma per questa bellissima giornata di volantinaggio ad Asti, la mia città. Sono contento del Suo sì al Signore perché anch’io, grazie a quel primo sì, posso ora ripeterlo ogni giorno.
MARCO L. si è invece soffermato un po’ di più sull’aspetto dell'indifferenza incontrata nelle persone volantinate. “Eppure – diceva – ho consegnato anch’io, come Davide, fino all’ultimo i PMC che mi sono stati consegnati all’inizio. La Parola è stata consegnata. Ora farà lo Spirito Santo!
FRANCO, con una gioia che traspariva da un sorriso meraviglioso e da occhi luminosi, ha ricordato l’incontro con un “vecchietto che non solo non ha rifiutato il PMC come hanno fatto tanti altri, ma lo ha chiesto lui stesso e ha iniziato a leggerlo con evidente interesse. In lui ho RIVISTO la mia storia. Se anch’io sono arrivato a settant’anni ad incontrare il Signore, chissà quanto bene la Parola di Dio potrà fare su quel mio coetaneo! Fosse stato anche solamente per quell’anima, andare a volantinare ad Asti, ne è valsa la pena! E poi le cose si fanno non perché aspettiamo un ritorno o il contraccambio; per il Signore si agisce perché sappiamo di fargli piacere, perché è bene e perché, operando il bene, ci alleniamo ad agire con il cuore”.
DANIELA che solitamente è restia a fare degli interventi, anche lei visibilmente colpita dall’esempio e dalle parole di Franco, si è espressa così: ”Franco, nella sua semplicità e nel suo travolgente entusiasmo mi ha trasmesso quel qualcosa che, se non riesco a venire la domenica sera, ne sento davvero la mancanza. Se anche durante il giorno qualcosa non è andato per il verso giusto, e la tentazione sarebbe quella di non partecipare al gruppo, dentro di me penso che lì trovo Franco, e allora vengo!”.

Infine, CRISTIAN e SIMONE, hanno così commentato l’incontro. Dice Cristian: ”Io sono appassionato di calcio e la domenica sera solitamente la passo davanti alla tv per guardare le partite. Quando Gianluca mi ha proposto di partecipare a questa serata, ho risposto senza dubbi di sì perché questi momenti mi riempiono il cuore. Qui si parla tutti la stessa lingua, si prova l’emozione di parlare ed essere ascoltati. Qui ci si trova bene perché ci si sente amati. Grazie per questa bellissima esperienza! Vivere la fede significa vivere l’amicizia e in luoghi come questo non si deve dimostrare niente, ma essere semplicemente se stessi!
Questo è ciò ho provato questa sera”. E Simone conclude: ”È stata una bella esperienza di condivisione e di preghiera, l’esperienza di stare con la nostra Mamma Celeste”.


Aggiunto: Febbraio 28, 2015
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CHI BENE INIZIA È A METÀ DELL’OPERA

“Ricordati che sei polvere, e in polvere tornerai” (Gen. 3,19).

Raccogliamoci, fratelli e sorelle carissimi, in umile preghiera, davanti a Dio nostro Padre perché faccia scendere su di noi la sua benedizione e accolga l’atto penitenziale che stiamo per compiere.

L’esortazione sopra citata viene proposta dalla Liturgia del mercoledì delle ceneri per introdurci nel tempo forte della Quaresima. Quest’anno, come gruppo “La fede è andar”, abbiamo deciso di iniziare questo momento forte dello spirito inserendolo nel nostro consueto incontro del mercoledì. La sera del 18 febbraio 2015 è stato un bel momento di famiglia dove ognuno si è sentito più forte perché sostenuto in questo lungo cammino, ormai iniziato, che ci porterà a celebrare la risurrezione di Gesù.

Due parole sul significato della cenere. Siamo davanti a un segno legato a una materia, la cenere, semplice e povera, eppure presenza familiare almeno fino a un po’ di tempo fa, cioè finché nelle nostre case si trovavano ancora stufe o camini. Era buona per le pulizia più difficili, di paioli e catene ricoperte di fuliggine.
Ma la utilizzava persino per biancheria e lenzuola. Alla cenere era assegnata una funzione ancora più importante, al punto tale da diventare persino proverbiale: resto di un fuoco ormai spento, ciononostante ricopriva con cura le braci, che sarebbero servite per riattizzare il focolare la mattina seguente.
Il segno che la liturgia ci offre, così innocuo all’apparenza, se vogliamo può penetrare dentro di noi e parlare al nostro cuore. Anzi, le ceneri, in realtà scendono ancora più in basso, pur partendo da un po’ più in alto. Questa cenere torna utile quando sbiancanti artificiali e saponi a buon prezzo, cui affidiamo la “biancheria sporca” della nostra vita, o anche solo il nostro bisogno di un po’ di “pulizia”, si sono dimostrati per ciò che davvero sono: div-ersivi più che det-ersivi. Scorciatoie, cerotti, coperte corte in grado di lenire solo per un momento. La nostra vita reclama altro: più vita ancora, più misericordia, più perdono, più speranza! E noi ci guardiamo attorno smarriti e imploranti, consapevoli che da soli non riusciremo mai a darci tutto questo. Allora avviamoci, popolo di Dio in cammino!
Proprio perché questo “resto di un fuoco”, che a volte sembra spegnersi, possa ardere nuovamente e con una forza nuova, ecco una serie di impegni presi mercoledì sera dai giovani Sabra in sostituzione della preghiera dei fedeli.

MARTA: Voglio impegnarmi ad essere coerente tra le parole che dico e le azioni che ogni giorno sono chiamata a compiere. Tra queste metto anche il desiderio di essere più presente ai nostri incontri di gruppo perché, soprattutto ultimamente, sono venuta di meno. Voglio dare di più al Signore.
LUIGI: In questo periodo voglio limitarmi sui dolci perché, a mio parere, mi sono lasciato andare troppo alla golosità. Questo “fioretto” mi aiuterà sia sul piano dello spirito, sia su quello della volontà.
ALESSANDRO R.: In questa Quaresima voglio intensificare il mio rapporto con il Signore attraverso una preghiera più puntuale e sempre meglio approfondita.
MATTIA M.: Mi impegno a guardare sempre più dentro me stesso e fare tutto quello che sento gradito a Dio e che mi fa star bene.
ANDREA F.: Visto che la musica mi piace e mi attira tantissimo, mi impegnerò a staccarmi un po’ per dedicare più tempo alla preghiera.
LORENZO T.: Voglio impegnarmi ad accrescere la mia fede, frequentare con più regolarità la mia parrocchia ed evitare tutto ciò che può offendere Dio.
FABIO: Ultimamente ho trascurato la Messa della domenica, perciò mi impegno ad essere fedele a questo appuntamento, così come per la mia preghiera quotidiana.
FABRIZIO M.: Nel GAM sto comprendendo sempre meglio quant’è importante la Parola di Dio. Il mio impegno sarà per questo quello di leggere, ogni giorno, una pagina del Vangelo.
GIANLUCA: Cercherò di dire con sempre maggior coscienza e consapevolezza la parola GRAZIE!
Quest’impegno aumenterà in me la sensibilità che mi aiuterà a scoprire sempre meglio i benefici che il Signore opera costantemente intorno a me.
GUILLERMO: Voglio offrire tutte le sofferenze che il Signore permetterà in questi quaranta giorni di Quaresima. Questo mi affinerà il cuore e la volontà e non mi farà sciupare niente.
FABRIZIO R.: Io voglio chiedere l’aiuto a Dio per esercitare più pazienza nella mia famiglia.
ANDREA D.: Mi impegno ad intensificare la preghiera di coppia e migliorare la qualità del tempo che voglio dare a Gesù. Questo proposito mi aiuterà ad andare al centro del mio percorso di fede.
IOSIF: Con l’aiuto della preghiera voglio essere più forte nel combattere le tentazioni e operare le scelte con il giusto discernimento. Voglio scoprire ancora meglio l’Amore del Signore.
Dopo l’imposizione delle ceneri, abbiamo dato il nostro benvenuto a Lorenzo Tarditi; questo “rito dell’accoglienza” ha sempre il sapore della famiglia che apre il cuore a nuovi fratelli e sorelle.
Benvenuto nel nostro gruppo. Qui troverai uno stile di vita che ti aiuterà a capire che anche tu sei unico e speciale.
Ti auguro, man mano che tu crescerai, di comprendere sempre meglio che sei una persona importantissima davanti agli occhi di Dio. Sii costante e alimenta dentro di te il fuoco di questo nuovo ideale. Un pezzetto di legno da solo, muore, messo insieme ad altri pezzetti, arde e riscalda.
Qui, se saprai coltivarla, farai una bella esperienza. Ricordati però che non ti verrà dato tutto subito. Ogni giorno scoprirai sempre un nuovo pezzettino che ti formerà GAM dentro, per essere poi testimone in mezzo agli altri, di quello che hai ricevuto.
Quello che viene trasmesso qui non è solo uno stile di vita, ma ogni incontro ti pone davanti a quello che deciderai di essere, dentro e fuori. Tu lascia fare alla Mamma Celeste, sii paziente e non tarderai a renderti conto di come Lei sa lavorare nel Suo Movimento.
In questo gruppo troverai degli Amici che sanno ascoltare e aiutarti in ogni momento e soprattutto in quelli di maggior difficoltà.
Se questa sera anche tu sei qui tra noi è perché sei alla ricerca di qualcosa. Ti auguro di trovarla.
Spero che tu possa trovarti bene tra di noi, dare una risposta alle tue domande e ricevere una spinta alla tua crescita dagli insegnamenti che ci trasmette la Mamma.
Anch’io quando ho iniziato questo cammino ero abbastanza timido, poi, man mano che ho frequentato gli incontri, mi sono progressivamente aperto entrando così nello spirito del Movimento. Ti auguro di iniziare questo nuovo cammino con gioia e di proseguirlo con impegno. I frutti saranno sicuramente abbondanti.
Ti confesso che mi ha fatto molto piacere ricevere il tuo messaggio che desideravi partecipare a questo gruppo. Credo che da questi nostri incontri avrai un grande aiuto per la tua timidezza. Qui trovi della gente valida che potrà aiutarti e certamente anche tu riuscirai a centrare il tuo obiettivo.
In ogni incontro troverai dei giovani che pregano e che desiderano sfatare i luoghi comuni attraverso concrete testimonianze di vita. Conoscerai giovani che credono in valori forti quali la confessione, l’ascolto della Parola di Dio e l’affidamento alla Mamma Celeste insieme alla quale farai grandi cose!
Io ho partecipato per più di un anno al gruppo del martedì “La Luce”, e da qualche mese sono passato a questo gruppo “La fede è andar”. Effettivamente tra i due gruppi c’è una notevole differenza: il primo è praticamente un approccio alla fede, mentre il secondo è un vero e proprio approfondimento di essa, basato sull'esigenza dell’evangelizzazione. I nostri incontri sono paragonabili ad un orto dove viene seminato quello che poi spunterà e crescerà nel tempo. Stasera, nel tuo cuore è stato piantato il seme ciò germoglierà grazie alla tua costanza e pazienza nel coltivarlo. Sicuramente con il tempo i frutti verranno, nell'attesa ti auguro che tu possa sentirti felice.
Il nostro impegno in questo gruppo è quello di costruire un bel rapporto di amicizia, non l’amicizia del bar o della squadra di calcio, ma l’amicizia che ti aiuterà a conoscerti dentro e a farti conoscere come sei. Tutti coloro che sono entrati in questa stanza, non sono venuti per caso o solo perché invitati. Noi crediamo che si arrivi fin qui grazie ad un chiamata interiore. Questo gruppo è paragonabile ad una casa, e dove c’è aria di casa si sta bene e ci si comporta seriamente.
Dopo questo saluto di benvenuto-accoglienza, tanto corposo, il caro Lorenzo ha risposto così: “Grazie a tutti per questo caloroso saluto di benvenuto. Come più volte me lo avete espresso, anch’io cerco quell’aiuto che finora evidentemente mi è mancato e che qui spero di trovare. Grazie ancora a tutti e a ciascuno.
L’incontro è terminato con un ventaglio di proposte concrete per le prossime attività di evangelizzazione e qualche flash storico del GAM della 1° ORA. Maria, Celeste Condottiera, prega per noi. Buona e santa Quaresima a tutti.


Aggiunto: Febbraio 21, 2015
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COSÌ IL GRUPPO “LA LUCE” SI È PREPARATO AD ENTRARE NEL TEMPO FORTE DELLA QUARESIMA Dice l’apostolo Paolo ai cristiani di Corinto: “Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: “Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso”. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza” (2 Cor.6,1-2).

Il modo migliore per preparaci ad entrare nel tempo forte della Quaresima è stato quello di ascoltare la Parola di Dio e pregare affinché, anche noi come il giovane Samuele, “ non lasciamo andare a vuoto niente di tutto ciò che ci verrà detto” (Cfr. 1 Sam 3,19). L’incontro del gruppo “La Luce” di martedì 17 febbraio 2015, si è svolto in tre tempi: la prima parte è stata dedicata all’ascolto in preghiera della Parola di Dio, nella seconda parte abbiamo proposto e condiviso, sempre in preghiera, quelli che vorranno essere gli impegni personali da assumere in Quaresima, nella terza abbiamo condiviso una proposta personale da viversi in Piccola Comunità Cenacolo. Entriamo ora nella prima parte: l’ascolto della parola di Dio. Abbiamo preso in mano il vangelo di S. Matteo al cap. 6 e abbiamo letto l’insegnamento di Gesù sulla necessità di fare l’elemosina in segreto: “Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta” (vss. 2-4).

La decina che ha fatto seguito alla lettura, ha fissato l’attenzione sulla spontaneità del dono. Poi è stato letto il passo sulla necessità di pregare: “Quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (vs.6). La decina pregata ha messo in risalto che la preghiera è frutto del cuore puro che ha come unico interesse quello di piacere a Dio. L’ultimo passo evangelico letto è stato quello riguardante il digiuno: “Tu quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (vss. 17-18).

Rinuncio A qualcosa PER qualcos’altro di molto più importante, e se lo faccio, devo farlo con la gioia della convinzione. Questa è stata l’intenzione della terza decina che ha fatto da apripista ai propositi quaresimali.
SALVATORE: Una forma di digiuno che possiamo scegliere a rotazione può riguardare l’uso moderato della TV, se non addirittura “farla tacere” per qualche periodo; oppure fare la stessa cosa con il cellulare, e il tempo LIBERATO da queste moderne schiavitù, dedicarlo alla preghiera. Così come un’altra forma di digiuno-libertà può essere quella di astenersi dalla frequentazione della discoteca per i quaranta giorni che ci stanno davanti.
MAURO: Io mi impegno a fumare di meno quale primo passo per togliermi di dosso questa schiavitù, e offrire in carità il corrispettivo speso nelle sigarette.
GUILLERMO: Visto che io sono arrivato a fumarne solo più una, dopo cena, voglio provare a fare a meno anche di questa. Così come astenermi qualche giorno anche dal cibo e farlo nel silenzio.
SIMONE: Scegliere quale strumento, e poi non toccare tecnologia almeno per un giorno intero. Senza compromessi perché se si rinuncia alla TV, non si può scappare nel cellulare, o nel computer. Quando mi perdevo ore e ore con la play station, poi mi accompagnava spesso il mal di testa e l’ansia. Se riuscissi a raggiungere quest’obiettivo, sarebbe già una gran cosa.
ALESSIA: Voglio provare a non toccare più le sigarette per almeno quaranta giorni e impegnarmi, ogni sera, a recitare una preghiera.
LORENZO: Voglio impegnarmi a togliere il vizio del fumo e andare a letto più presto la sera, così essere riposato e dare un sollievo anche ai miei genitori. SOFIA: Se riuscissi a smettere di fumare, sarebbe già un bel traguardo quaresimale. DON ELIGIO: Mi impegno a mettere maggior attenzione alla preghiera del breviario e praticare il detto letto in un stanza del santuario di Arenzano. “Dei fratelli e delle sorelle dire solo cose belle”. L’ultima decina del Rosario è stato proposto di recitarla dividendosi in quattro piccole Comunità Cenacolo, tornando a casa considerato che eravamo suddivisi in quattro macchine. Questo piccolo impegno avrebbe già “misurato” la coerenza dei propositi espressi. Una piccola novità prima di lasciarci, ce l’ha offerta Guillermo, accettando l’impegno di contattare tutti giornalmente per ricordare l’impegno preso. Così sì che la moderna tecnologia viene messa a servizio del bene, del bello e del vero! A servizio di Dio! Buona Quaresima a tutti guidati dal Cuore Immacolato di Maria.
Perché nel Vangelo, come in tante apparizioni mariane, viene chiesto costantemente di praticare il digiuno? (Salvatore) Perché il digiuno è una scuola di vita! Chi digiuna sgombera il cuore da tutto il superfluo e lo prepara per accogliere liberamente ciò che è essenziale. Chi digiuna comprende che cosa vuol dire privazione, e si attiva nelle opere di carità. Solo chi ha fame può capire bene che cosa significa avere fame e non avere nulla da mettere sotto i denti. Il digiuno fortifica poi la volontà e prepara lo spirito al combattimento, combattimento per ciò che è importante combattere e conquistare. Tutto il resto diventerà scoperta personale di ciascuno.


Aggiunto: Febbraio 20, 2015
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IL GRUPPO “PICCOLO GREGGE” SI È SCALDATO AL CAMINETTO DEL DIVINO AMORE!

“Ti ascolti il Signore nel giorno della prova, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe. Ti mandi l’aiuto dal suo santuario e dall’alto di Sion ti sostenga” (Sal. 19,2).

Dopo la giornata ad Arenzano, soprattutto per coloro che non sono potuti venire alla Giornata GAM di Formula 1, c’è stato il consueto appuntamento della domenica sera con il gruppo “Piccolo gregge”. Questo gruppo non avrebbe potuto scegliere un nome più indicato visto l’esiguo numero di partecipanti. Ogni domenica sera è comunque sempre una piacevole sorpresa, compreso lo scorso 15 febbraio, quando abbiamo rivisto dopo un po’ di tempo i cari Luigi e Anna, novelli sposi. La caratteristica di questo gruppo è che, non essendo mai in molti, è possibile dare molto spazio ai rapporti umani e all’approfondimento di ogni argomento proposto.
Il proposito di questa domenica è stato quello di pregare semplicemente come facevano le famiglie di un tempo quando, nella stalla o intorno al caminetto della casa, si radunavano per la recita del Rosario, la preghiera dei semplici, la preghiera che “impasta” divino e quotidiano insieme senza nessuna pretesa. Dopo avere invocato lo Spirito Santo, Marcello, collegatosi con il nostro sito GAM, ci ha fatto ascoltare il Vangelo del giorno di Mc 1,40-45 “la guarigione di un lebbroso”. “Se vuoi, puoi guarirmi!” dice il lebbroso a Gesù. E Gesù, mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: “Lo voglio, guarisci!”. Con il cuore così predisposto, cinque dei presenti hanno offerto i seguenti spunti di preghiera per poi recitare la decina corrispondente al mistero enunciato.
ALBERTO nella prima intenzione ha pregato affinché il Signore lo aiuti a rendere più semplice il dialogo in famiglia perché “sempre più spesso le persone, invece di avvicinarsi, si distaccano una volta di più!”. Gesù che è la Pace entri nel cuore di tutti e lo trasformi.
LUIGI nella seconda intenzione ha pregato per i suoi nipoti che sono in disaccordo tra loro, ”litigando per cose di poco conto”. Ha chiesto anche “una benedizione speciale per la sua nuova famiglia”. La famiglia quando è benedetta da Dio è come una casa fondata sulla roccia.
ANNA nella terza intenzione ha pregato per i perseguitati a causa della loro fede in Gesù. Ha allargato lo sguardo e il cuore ai cristiani dell’Africa sempre più dimenticati dai loro governi che non garantiscono loro alcuna sicurezza. Li ha affidati alla Mamma Celeste affinché posi su di loro la Sua mano potente e benedicente. “Infine preghiamo anche per Chiara perché riesca a sostenere tutti gli esami che le mancano ancora”. Quando si prega con il cuore, il buon Dio ascolta.
TERESA nella quarta intenzione ha ringraziato il Signore per la grandezza del Suo Nome e per i tanti benefici elargiti. Ha poi chiesto di pregare per chi è nella sofferenza, per chi è lontano da Gesù, di intercedere per la pace nel mondo e per tutti i benefattori vivi e defunti. “Una preghiera speciale per l’anima buona di Michele Ferrero, perché il Signore lo ricompensi del tanto bene fatto alla nostra terra albese. Quante famiglie ha tirato fuori dalla miseria!”. La preghiera ha ancora abbracciato i nostri nemici affinché l’Amore di Dio li possa prendere e portare al Suo Cuore.
DANIELA, con evidente commozione, nella quinta intenzione ha pregato ancora per l’anima buona di Michele Ferrero. Ha ringraziato il Signore per avergli fatto incontrare una persona così grande pur nella sua disarmante semplicità e umiltà. “Un giorno ce lo siamo visti arrivare nel nostro settore per dirci GRAZIE per un lavoro svolto, lavoro che lui aveva gradito molto. Ha ringraziato me e tutta la mia famiglia”. Nonostante le sue possibilità economiche, è rimasto sempre un Amico umile e sincero, Amico che ha messo le persone prima dell’interesse. GRAZIE per un così grande DONO per la nostra terra albese!
La preghiera del Rosario fatta con questa semplicità, ci ha fatto respirare un’oretta di aria genuina, quella che si percepisce in una famiglia dove ci si vuole bene. Quando in una famiglia si prega insieme, quella famiglia vive insieme; quando una famiglia prega unita, quella famiglia vive unita. Grazie Gesù, grazie Mamma, grazie don Carlo e don Bruno per l’abbondante ricchezza di questa unica ed irripetibile domenica 15 febbraio 2015.


Aggiunto: Febbraio 19, 2015
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ARENZANO (GE) – SANTUARIO DEL BAMBINO GESÚ DI PRAGA

“Chi ha orecchie per ascoltare, ascolti!”. Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole” (Mc 4,9-10).

Nevicherà o no? Riusciremo ad andare ad Arenzano o rimanderanno la giornata GAM? Ecco alcuni degli interrogativi che ci siamo posti nei giorni precedenti a domenica 15 febbraio 2015, riguardanti la Giornata GAM di Formula 1 per i gruppi del nord, organizzata ad Arenzano presso il santuario del Bambino Gesù di Praga. Nonostante le previsioni meteorologiche poco confortanti, il Cielo ci ha sorriso con un bel sole e abbiamo potuto condividere un’intensa giornata di spiritualità e fraternità GAM con i gruppi operanti al nord. Erano presenti i gruppi di Alba, Torino, della Lombardia, del Veneto e della Liguria. All’ultimo momento non hanno potuto partecipare quelli della Toscana e le sorelle del Todocco.
Il programma è stato preparato dai fratelli e dalle sorelle di Torino e sostanzialmente rispettato. Al mattino, don Salvatore V., ha guidato un cenacolo sul Vangelo di S. Giovanni “Io sono la Vite; voi siete i tralci”, commentando i vss 1-13 del cap. 15. E’ stato un momento molto seguito, apprezzato e interiorizzato. Dopo il cenacolo e prima del pranzo, l’assemblea si è suddivisa in tre gruppi, ognuno presieduto da un sacerdote: don Eligio con i più giovani, don Salvatore con le famiglie giovani e padre Romolo con gli adulti. Ogni gruppo ha ripreso, condiviso e approfondito i contenuti trasmessi nel cenacolo.
E’ seguita la pausa per il pranzo e nel primo pomeriggio la visita guidata al santuario. Alle ore 15.00 ci siamo ritrovati in chiesa per la preparazione e per le confessioni a cui è seguita la S. Messa d’orario insieme ai pellegrini. Durante la preparazione alle confessioni, Claudio e Piera di Ceresole d’Alba (CN) hanno condiviso brevemente la storia del figlio Nicolas morto a sedici anni a causa di un incidente stradale.
Sono state poche ore sicuramente ben vissute. Le testimonianze che ora seguono saranno sufficienti per far comprendere com’è stata vissuta questa Giornata di Formula 1.
“Questa è stata la prima volta che ho partecipato ad una giornata GAM. Sono stata accolta molto bene nel gruppo dove abbiamo sottolineato la bellezza del ricevere e del donare. Uno scambio d’amore tra noi e il Signore; un Amore circolare interno nella comunità”. (Piera)
“Come per mia moglie, anche per me è stata la prima volta. L’impressione riportata è quella di un clima di amicizia bello e forte. Le persone che ho incontrato non le avevo mai viste prima, eppure sono stato salutato da tutti e accolto con rispetto. Specialmente durante il pranzo ho parlato amichevolmente con tutti. Al di fuori di ambiti come questo, non è facile notare atteggiamenti del genere. Torno a casa contento!”. (Claudio)
“Mi è piaciuto molto il momento della condivisione dove si è dato risalto all’importanza della Verità, alla bellezza di essere veri e a come dire sempre la verità senza essere arroganti. Quando uno ama la Verità e sceglie di essere sempre sincero, purtroppo, dopo la fatica della Verità, rischia il giudizio altrui e la solitudine”. (Guillermo)
“Queste giornate sono sempre belle perché arricchiscono lo spirito con l’apporto di nuove idee donate da persone che, normalmente, s’incontrano solo in questi raduni”. (Salvatore)
“Ringrazio la Mamma Celeste per avermi permesso di partecipare alla Giornata GAM di Formula 1 di Arenzano. È sempre una grande gioia condividere con degli Amici la Parola di Dio e la preghiera. Mi ha molto colpito il cenacolo sulla Vite e i tralci. Le riflessioni di don Salvatore mi hanno aiutato ad approfondire questo testo del capitolo 15 di S. Giovanni: non si può essere credenti e non praticanti, come neanche praticanti e non credenti. In fondo che senso avrebbe? Come se il tralcio potato dicesse alla vite: Io credo che la potatura mi fa bene, ma io non voglio portare frutto, non mi va di portare frutto!”. O come se i tralci potati si illudessero di fruttificare pur essendo staccati dalla vite e inesorabilmente destinati a seccare. Voglio ringraziare per la chiamata nel Movimento GAM perché mi fa sentire un tralcio vivo inserito in una Vite altrettanto viva, e per tutti gli Amici che ogni giorno Lei mette sul mio cammino. Grazie”. (Marco Red)
“È stata un’esperienza bella e forte. Non avevo mai visto tanta gente così convinta della propria fede e piena di entusiasmo e di gioia. Fa bene stare insieme alle persone che condividono i tuoi stessi ideali, contrariamente a quanto avviene solitamente nella vita di ogni giorno vissuta a fianco di persone non credenti o lontane da Gesù e dalla Chiesa. Questa di Arenzano è un’esperienza che mi piacerebbe ripetere perché, oltre ad avermi ricaricato, mi ha dato anche la forza per continuare a seguire Gesù”. (Marco L.)
Signore, grazie per questa bellissima Giornata GAM di Formula 1 che, sotto lo sguardo della nostra Celeste Condottiera e con la costante presenza di don Carlo e don Bruno, vede i SABRA avanzare nella costruzione del Regno di Dio. Avanti con gioia!


Aggiunto: Febbraio 19, 2015
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ANNA MARIA CARISSIMA ECCOTI A CASA. ORA SARAI ANCOR PIÚ MAMMA E NONNA A TEMPO PIENO, ILLIMITATO!

“Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te” (Mt 11,25-26).

Venerdì 13 febbraio 2015 alle ore 04,30, il “posto preparato per lei fin dall’eternità” è stato occupato. La promessa di Gesù fatta ai suoi servi fedeli prima di ascendere al Cielo: “Vado a preparavi un posto, e quando sarò andato, tornerò a prendervi con me, in modo che là dove sono io ci siate anche voi” (Gv 14,2) per la nostra cara amica, Annamaria Monticone, si è avverata! Ora è lassù con il marito Luigi e da questa nuova Casa, affacciati al balcone, dal Cielo, guardano la loro cara eredità. Innanzitutto i figli: Paolo, Cristina, Carla, Luisa e Katia, e poi lo stuolo dei nipoti, ben tredici: Iacopo, Agnese, Gianluca, Giovanni, Costanza, Gabriele, Carlo, Pietro, Marta, Francesca, Silvia, Maria e Daniele. Che stupenda corona, direbbe l’Apostolo Paolo. Quante volte dalle labbra di nonna Anna maria è uscita l’espressione: “Figli miei e nipoti carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel Signore come avete imparato, carissimi” ( Cfr. Fil 4,1). La sua vita non è stata infruttuosa e se anche per lei “sono ormai passatele cose di questo mondo” (Ap 21,4), la sua luce rimane. Ora raccoglie quello che ha seminato abbondantemente, senza riserva alcuna (Cfr. 2 Cor 9,6) e vede Colui che le ha insegnato: “Quando avrò fame e tu mi darai da mangiare, sete e mi darai da bere; forestiero e mi ospiterai, nudo e mi vestirai, malato e mi visiterai, carcerato e verrai a trovarmi; ogni volta che tu farai queste cose a uno dei miei fratelli più piccoli, in verità ti dico, le farai a Me” (Cfr. Mt 25,35-36.40). Ecco perché ora, a pieno titolo, si è sentita dire da Gesù in persona: “Bene, serva buona e fedele, visto che sei stata fedele nel poco (tempo della vita terrena), ti darò autorità sul molto; prendi parte alla gioia del tuo Signore” (Mt 25,23). Prima lei ha servito tutti ed ora è Gesù stesso che “con le vesti cinte, l’ha fatta sedere a tavola ed è passato a servirla” (Cfr. Lc 12,37). Cari figli, nipoti, parenti e amici tutti di Anna maria, tutta la nostra famiglia GAM, memore del bene che Anna maria ha voluto e dimostrato a don Eligio, collega di scuola della figlia Carla, riconoscente per la disponibilità del nipote Iacopo a tradurci tutti i testi in lingua inglese per il nostro sito, e per quella dell’altra figlia Luisa per le didascalie disegnate sempre per il sito del GAM e per tutte le dimostrazioni di stima e aiuto reciproco, con tutto il cuore vi promette la sua fervente preghiera e il costante ricordo nel sacrificio Eucaristico. E alla cara Anna maria diciamo: GRAZIE DI ESISTERE E ARRIVEDERCI IN PARADISO!

UN PASSAGGIO DELL'OMELIA FUNEBRE

In uno degli ultimi giorni di ricovero all'ospedale di Asti, il cappellano le ha detto:"Signora Anna Maria, presto tornera' a casa e vedra' che bella festa le faranno!". Lei, con voce serena e convinta, rispose:"Io voglio andare in Paradiso: ormai qua la mia missione e' terminata..."


Aggiunto: Febbraio 16, 2015
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CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO CRISTIANO, 5° E ULTIMO ATTO

“Io ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi” (Rm 8,18), “Perché a voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Cristo; ma anche di soffrire per lui” (Fil 1,29).

Se gli altri incontri sono stati belli e tutti interessanti, questo è stato a dir poco SUPERLATIVO! Giovedì 12 febbraio 2015, rimarrà indelebilmente scolpito nella mente e nel cuore delle coppie che hanno avuto la grazia di partecipare al corso in preparazione al matrimonio cristiano. Perché vi chiederete, cari visitatori del nostro sito? Ve lo raccontiamo.
Ogni Vicaria quando organizza i corsi per fidanzati, cerca di inserirvi tutto quello che ritiene essere cosa buona in vista del matrimonio che verrà celebrato in chiesa. Il corso della Vicaria Valli Belbo e Tinella, da qualche anno è organizzato dalla parrocchia in collaborazione con il GAM. Nella riunione preliminare, fatta con Emanuela e Paolo Pelissero, si è pensato: Perché non inserire nell’ultimo giovedì un incontro con i genitori del gruppo “Maria Porta del Cielo?”. Normalmente si parla di tutto, tralasciando l’aspetto fondamentale della sofferenza che però, piaccia o meno, diventerà anch’essa una compagna di viaggio. Sarà accolta e condivisa con gli altri se si vive in Dio, altrimenti sarà rifiutata e spesso maledetta se si è soli e lontani dalla fede. Quest’idea è stata concretizzata con la presenza di quattro famiglie del sopra citato gruppo, presenza e testimonianza che ha scosso tutti. Nessuno è rimasto indifferente alle cose ascoltate e le copiose lacrime versate ne sono state una prova; così come, almeno si spera, le cose dette sono entrate direttamente nel profondo di ogni cuore. Queste affermazioni sono comprovate da due messaggi arrivati a don Eligio una mezz’oretta dopo l’incontro: “Salve don Eligio siamo Gabriele e Alice. Questa sera le storie ascoltate ci hanno toccato e rattristato, ma questo incontro ci ha fatto capire come la fede possa aiutare ciascuno anche nei momenti più difficili. Grazie per questi cinque incontri di pre-cammino insieme a Dio. Buonanotte”. “Ciao caro don Eligio, serata forte con testimonianze che lasciano sicuramente il segno! W Dio e grazie del corso! Camminiamo nella fede. Francesca e Roberto”.
COSÌ È STATO IMPOSTATO L’INCONTRO: accoglienza di Gesù Eucaristia sull’altare, invocazione allo Spirito Santo, decina in cenacolo dell’episodio evangelico di Marta e Maria (Lc 10,38-42), testimonianze dei nostri amici del gruppo “Maria Porta del Cielo” intervallate dal canto e dalla preghiera, benedizione Eucaristica, consegna degli attestati e alcune indicazioni concrete perché il cammino non si abbia ad interrompere e… tanti saluti ed abbracci. Ecco In sintesi il contenuto del cenacolo che ha aperto la via alle testimonianze: Gesu' e' un rabbi itinerante costantemente in cammino sulla strada dei Suoi fratelli e sorelle ed entra in quei cuori dove viene accolto. Marta lo invita a casa sua e l’Amico Gesu' accoglie molto volentieri l’invito. Entrato in quella famiglia amica trova anche Maria, l’altra sorella, che lo ascolta con gioia mentre Marta è affaccendata, preoccupata e agitata per preparare qualcosa per l’Ospite. Vedendo la sorella cosiì assorta ad ascoltare cio' che Gesu' sta dicendo, Marta rimprovera sia Gesu' sia la sorella: ”Signore, ma non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti” (vs 40).Nella vita conta di più il fare o l’essere? La forma o la sostanza? Il contenuto o il contenitore? Gesù, con delicatezza, riequilibra le cose riportando le giuste priorità al posto che meritano: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta” (vs 41-42). Che non le sarà tolta! Ciò che non ci può essere tolto, ecco l’essenziale, quello per cui vale la pena lavorare, impegnarsi, dedicare il tempo e il meglio delle nostre energie. Il resto, seppur importante, deve passare sempre in second’ordine. Questo concetto applicato alla vita familiare ha risvolti molto importanti per la stabilità e la piena valorizzazione della stessa. Con questo stile di pensiero, aiutati e corroborati dalla Grazia di Dio, si riuscirà a camminare speditamente ed a superare qualsiasi momento buio che il cammino di coppia riserverà. Dopo il cenacolo, che ha voluto essere come la Roccia sulla quale fondare tante nuove case, sono seguite le testimonianze.
SERGIO: Quando don Eligio mi ha chiesto questa testimonianza, ho subito capito quale era il suo intento. Mi sono preparato pregando ed ora spero possiate comprenderlo anche voi che mi ascoltate. Non è facile parlare del dolore, della sofferenza e della morte a un gruppo di coppie che si preparano a fare il passo più bello della loro vita. Eppure anche questa è una fase con la quale, prima o poi, sarete chiamati a confrontarvi, se non lo avete già fatto. Vi parlo di parecchi anni fa: con Laura eravamo fidanzati e anche noi abbiamo partecipato ad un corso come questo. Ci erano stati proposti alcuni incontri, con lo psicologo, con l’avvocato… con una coppia che ci ha parlato del loro cammino di sposi cristiani e come ci dovevamo preparare. Finalmente, era proprio quello che volevamo ascoltare! Quando ci siamo incontratati io e Laura, provenivamo entrambi da situazioni non facili: lei da una famiglia numerosa e gravata da molti problemi; io reduce dalla morte di mio papà ancora in giovane età. Ci siamo sposati felici del passo fatto e dopo cinque anni avevamo già tre figli. Eravamo contenti delle nostre scelte e aperti a tutti coloro che avevano bisogno del nostro aiuto. Poco prima che lei si ammalasse, la prova è tornata a bussare alla nostra porta: a lei è morta la mamma e mio fratello ha avuto un grave incidente che lo ha obbligato a lunghe cure durate dieci anni, con alcuni interventi e numerosi ricoveri ospedalieri. Nel frattempo Laura inizia ad non sentirsi bene, ma dopo alcune visite mediche la cosa viene ritenuta un “piccolo disturbo di poco conto”. Eppure lei stava male, vedeva come delle piccole lucine dentro gli occhi che la disturbavano e le procuravano un malessere generale. L’abbiamo accompagnata al Pronto Soccorso e anche qui volevano liquidarla con poco finché, dopo ripetute insistenze, hanno accettato di farle un elettroencefalogramma. La diagnosi fu tremenda: Laura aveva un brutto tumore alla testa e non le rimanevano molti mesi di vita, probabilmente una ventina.
Ed è stato davvero così. La sofferenza e il dolore fanno parte della nostra vita e prima o poi ci tocca confrontarci con essi. Anche se io sapevo tutto ho cercato, almeno all’inizio, di nascondere la cosa il più possibile a lei e ai nostri figli ancora molto piccoli. Abbiamo cercato di vivere il tutto nel miglior modo possibile: continuando a credere e prefissandoci di tenere fermi davanti a noi tre punti precisi: 1) Resistere, 2) Pregare, 3) Togliere tutto quello che non era strettamente necessario. In quei lunghi mesi di malattia e di continui ricoveri in ospedale risuonavano dentro di me le parole che avevo pronunciato nel giorno del nostro matrimonio: Io Sergio, accolgo te Laura come mia sposa. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita. Dicevo al buon Dio: Tu me l’hai donata e io l’ho accolta, e con tutto l’amore possibile ho cercato di non farle mancare niente. Quante volte ci siamo detti: “Affidiamoci al Signore, non possiamo fare altro”. Siamo andati anche a Lourdes, abbiamo chiesto il miracolo. Niente! Su di noi c’era un altro Disegno. Da quell’esperienza ho però capito alcune cose molto importanti. La prima è il valore inestimabile del tempo.
Nei venti mesi di malattia non abbiamo perso un solo minuto di tempo e sono felice di aver fatto tutto quello che lei ha voluto. Non mi pento di niente! Invece dei sette anni di matrimonio precedenti la malattia, mi rammarico di essere andato qualche volta, ma poche, al bar. Se avessi saputo avrei valorizzato in tutto e per tutto anche quel tempo non trascorso con lei. Un’altra cosa molto importante è il valore inestimabile dell’affetto che ci siamo scambiati, che definirei un vero e proprio travaso dall’uno all’altra, vicendevole.
Una ricchezza incalcolabile! Ho imparato ad apprezzare e valorizzare le piccole cose, dal sorriso al grazie detto anche solo con uno sguardo, alle innumerevoli delicatezze, al soddisfare anche le più piccole esigenze… La sorpresa più bella il Signore me l’ha riservata il giorno prima che Laura salisse da questa terra al Cielo. Ormai da più giorni, non era più cosciente e pronunciava in continuazione delle frasi sconnesse senza alcun senso. I medici chiamano questo fenomeno con il termine “logorrea”. Ebbene, proprio poche ore prima di morire, con voce e parole chiare, Laura ha canterellato per ben due volte la promessa di Gesù fatta a Marta e Maria di Betania: “Io sono la Risurrezione e la Vita; chi crede in me, anche se è morto, vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà in eterno”(Gv 11,25-26). Dopo queste parole non ha più detto niente. Il dono ricevuto quel giorno è stato grandissimo perché è come se avesse voluto dirmi: Sergio guarda che io ci sarò sempre, sarò sempre con voi perché sono viva, viva in Colui che è la Vita senza fine. Che grazia e che consolazione ho ricevuto quel giorno! Io la sento vicina e dopo ventotto anni di matrimonio siamo ancora entrambi fedeli al nostro SÌ! Grazie del vostro attento ascolto.
ITALO E SILVANA: Siamo i genitori di Marco, un bravo giovane mancato a 26 anni a causa di una mononucleosi non riconosciuta in tutta la sua gravità. Noi eravamo una famiglia felice e, pur con tutti i nostri problemi, non ci mancava nulla. Il 30 ottobre del 2009 Marco ha accusato un malessere e si è pensato ad una comune sindrome influenzale. Purtroppo la febbre si alzava e il malessere cresceva. Le cure inadeguate hanno fatto sì che la malattia avesse il sopravvento e il 15 novembre nostro figlio ci ha lasciati. Da quel giorno tutta la nostra vita è cambiata, il mondo è sembrato crollarci addosso. L’unica cosa che ci ha sostenuti, e che continua a sostenerci, è l’aiuto del Signore. Dice Silvana: “Io, e di questo ora me ne rammarico, il Signore lo trascuravo perché davo più importanza al lavoro, ai tanti impegni che una mamma ha nella sua famiglia. La domenica era il giorno in cui mi concentravo di più sulle faccende di casa che non riuscivo a sbrigare nella settimana a motivo del lavoro nelle vigne. Mi spiace averLo trovato ed aver capito la Sua importanza con la morte di Marco. Avrei voluto farlo prima!”. Ora la nostra famiglia - noi genitori con nostra figlia Daniela - sta camminando insieme nella fede, nell’unità e nel sostegno a vicenda. Marco è con noi sempre, lo sentiamo vicino, gli parliamo e lui ci segue ovunque. La sofferenza è tanta ma con il grande dono della fede e la vicinanza di Marco che vive nel Signore, ogni giorno ci rafforziamo sempre di più e stiamo diventando capaci di leggere tanti segni che accompagnano il nostro vivere quotidiano. Cose che prima sicuramente non vedevamo. Con l’aiuto del Signore e di Marco andiamo avanti, ci sentiamo guidati e rasserenati nelle nostre lotte. La preghiera ci aiuta a resistere.
ANDREA E ROMANA: Possiamo pregare con un’altra decina del Rosario così avremo il cuore ancor più ben disposto a condividere la nostra testimonianza? (Richiesta accolta di buon grado). Vi confessiamo che in questo momento per noi non è facile essere qui a parlarvi, a testimoniare la nostra storia di sofferenza a coppie che stanno iniziando un nuovo cammino di vita. Anche noi come voi eravamo partiti con tanti sogni, con tanta gioia nel cuore, in attesa delle sorprese che la vita ci avrebbe riservato. Certo non sapevamo quali e come sarebbero state queste sorprese. Tre di queste ci sono state certamente la nascita dei nostri tre meravigliosi figli: Marco, Paola e Chiara. “A quel tempo – racconta Romana – io insegnavo come maestra alla scuola elementare e il mio lavoro mi piaceva moltissimo. In un dialogo con mio marito ci siamo posti una domanda molto importante: È bene che io continui ad insegnare dedicando molto del mio tempo alla scuola e rischiando di toglierlo alla mia famiglia? O è meglio che mi dedichi alla famiglia come sposa e madre a tempo pieno? Dopo averci ragionato con calma ed affidandoci alla preghiera, ho optato senza nessun ripensamento per il bene della famiglia. Con il senno di poi, in considerazione di come sono andate le cose, benedico il Signore per la scelta fatta, perché ho potuto passare più tempo con i figli”. I figli che Dio ci dona sono dei tesori grandi e noi abbiamo il compito di custodire questi doni e accompagnarli nella loro crescita. E stare con loro significa anche goderseli! Il nostro percorso ha avuto un prima e un dopo. Un prima ricco di speranze, di sogni e di tante gioie piccole e grandi; un dopo accompagnato dalla sofferenza, gradualmente accettata con la consapevolezza della nuova realtà che ci stava davanti. All’età di quindici anni, la nostra secondogenita Paola, un sabato sera è uscita di casa felicissima per andare a mangiare una pizza con i suoi amici e, a causa di un grave incidente, non vi ha più fatto ritorno. Quando ci è arrivata quella terribile notizia che non avremmo mai voluto sentire, il mondo ci è crollato addosso all'improvviso. Non credevamo che la cosa fosse vera, pensavamo che chi era venuto a dirci la cosa volesse scherzare o che si fosse sbagliato. Non volevamo capire e invece era tutto vero, quanto ci avevano detto era la realtà! Una realtà dura come il granito ma purtroppo, era la realtà che ci siamo trovati davanti. Non l’abbiamo cercata, ce la siamo trovata davanti e, anche se impreparati, eravamo chiamati a vivere quella realtà e non un’altra che avremmo certamente preferito se avessimo potuto scegliere. Ma ecco che, sulla “via del Calvario”, siamo stati aiutati da tante buone persone e soprattutto da Gesù che è sempre stato al centro delle nostre vicende. Da quando Paola è tornata alla Casa del Padre - sono ormai passati quindici anni - la sua eredità è veramente grande! In lei riconosciamo non solo una figlia, ma anche una maestra di vita. Con il suo costante darsi da fare per gli altri e con una sollecitudine tale da far sembrare che le mancasse il tempo, ci ha insegnato che la vita va vissuta pienamente. Ci ha mostrato i valori della sincerità e dell’amicizia, del sorriso che calmava e aiutava a superare i problemi con eleganza e superiorità. Ci ha trasmesso la capacità di scegliere l’essenziale. Vi ringraziamo di averci ascoltato con tanta attenzione e ribadiamo la necessità di accogliere e rielaborare la sofferenza che potrete incontrare sul vostro cammino. Questo vi aiuterà a crescere come coppia e come famiglia. Vi auguriamo con tutto il cuore di vivere intensamente la bella avventura del vostro matrimonio.
CLAUDIO E PIERA: Nostro figlio Nicolas non ci ha abbandonati, è solo andato a stare meglio. Finché Nicolas era ancora con noi, nella nostra famiglia come in tante altre si dava molta importanza al lavoro; eravamo sempre impegnati, sabato e domenica compresi. “Nicolas mi ha detto tante volte: Papà, goditi la vita! Solo adesso capisco il valore di quei ripetuti inviti e se ho un rimorso è quello di non avere passato ancor più tempo insieme a lui”. Se avete dei figli, godeteveli, date loro del tempo perché non sappiamo che cosa ci riserva il futuro. Abbiamo chiamato Nicolas alle 07:00 per andare a scuola, alle 07:27 abbiamo visto nostro figlio steso per terra, sulla strada. Valorizzate i vostri figli. Quando era in coma all’ospedale, quante volte abbiamo pensato e detto che pur di poterlo riavere sano e salvo, avremmo dato un calcio a tutto il resto! È stata nostra figlia Aurora a riportarci alla realtà ricordandoci: “E io chi sono? Sono ancora qui con voi! E dove andrebbero a finire tutti i sacrifici che avete fatto finora per costruire quello che abbiamo?”. Queste parole ci hanno aperto gli occhi e ci hanno aiutato a capire che anche i fratelli e le sorelle soffrono come i genitori e hanno bisogno della nostra presenza. Tutti, noi e loro, abbiamo bisogno di conforto e di aiuto.
Nicolas ci ha lasciati nel mese di giugno 2014. A dicembre siamo stati in pellegrinaggio a Medjugorje e in quel luogo benedetto abbiamo avuto la certezza di sentire Nicolas ancor più vicino a noi: ci ha incoraggiati, ci ha confermato la necessità di pregare per sentirci forti e capaci di superare le difficoltà. “Ora prego tutte le mattine, ricorda papà Claudio. Da casa mia al luogo del lavoro ci sono praticamente cinquanta metri, eppure ci metto quasi venti minuti a percorrerli perché quel tratto di strada è diventato lo spazio per la mia prima decina del Rosario. E così continuo a pregare fino a fine servizio con lo scuolabus”. È la preghiera che ci fa andare avanti, è quello l’unico mezzo per sentire la vicinanza di nostro figlio. Come vi hanno detto anche gli altri, anche noi eravamo una famiglia felice, come lo era nostro figlio, gioioso di vivere in pienezza la sua giovinezza. Nell’ultimo anno, a detta anche dei suoi professori, era cresciuto, maturato, e aveva scelto ciò che avrebbe realizzato i suoi sogni. Papà Claudio ricorda ancora quando Nicolas all’approssimarsi del suo 18° anno gli diceva: “Quando faremo la festa della leva, la faremo così grande da fermare il paese! E così è avvenuto, prima della leva, però, e lui da solo! Ha fermato non solo il nostro paese, ma anche tanti paesi limitrofi perché lui si era fatto conoscere da tutti, dai più piccoli ai più grandi, lui aveva il sorriso e la mano tesa verso tutti! Per la sua serietà e positività, pur avendo solo 16 anni, gli venne affidato il ruolo di istruttore dei più piccoli nel campo del ciclismo, sua grande passione. Conclude mamma Piera: “Ringrazio e invoco ancor di più la nostra Mamma Celeste perché, da Lei, mamma come me, ho avuto fin dall’inizio una forza immensa. Non mi ha mai abbandonata un solo istante!”. Ora preghiamo molto di più, soprattutto insieme, e nulla riesce a distrarci. Abbiamo imparato a trascurare il superfluo per valorizzare solamente l’essenziale. Grazie per averci ascoltati e auguri sinceri per il vostro nuovo cammino. Possiate sperimentare tanta felicità.
Con questo straordinario incontro è terminato il corso in preparazione al matrimonio cristiano: un’esperienza ricchissima che sicuramente lascerà il segno. Chi avesse piacere di conoscere più da vicino le storie di Laura, Marco, Paola e Nicolas, può andare sull’homepage e cliccare il link “I nostri angeli”. Finché non si ha la costanza di fermarsi ed entrare nel profondo di ogni avventura umana, non si riuscirà mai a capire quale tesoro ognuno di noi nasconde dentro di sé! Appena possibile seguiranno le testimonianze che ci perverranno dalle coppie che hanno frequentato il corso. Buon cammino a tutti, buon cammino benedetto dal Signore e protetto da Maria Regina delle famiglie.


Aggiunto: Febbraio 16, 2015
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MA QUANT’È STATO BELLO L’INCONTRO DI MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO 2015!

Dite a Dio: “Stupende sono le tue opere! Venite e vedete le opere di Dio, mirabile nel suo agire sugli uomini” (Sal 65,3.5).

Sì, è proprio vero! Mercoledì è stata una serata speciale, una serata di quelle che lasciano intravvedere quella Luce che, nella misura in cui viene accolta, segnerà il percorso dei singoli e del gruppo a cui si appartiene. A differenza delle altre volte l’incontro del gruppo “La Fede è andar” non si è svolto nella nostra sede GAM di Alba (CN) ma a Neive Capoluogo, nella cappella invernale. Perché? Perché ha condiviso la serata con il gruppo parrocchiale di I Superiore, gruppo che ha iniziato, da qualche mese, il cammino in preparazione alla Cresima. Nonostante fosse la prima volta che questi due gruppi si incontravano la familiarità, il benessere e l’armonia che si sono instaurati fin da subito, sono stati formidabili. L’imput iniziale lo ha dato Giuseppe B. del gruppo di I Superiore chiedendo: “Cominciamo con il conoscerci: il GAM che cos’è e che cosa fa?”.
LUCA B.: Partecipo da cinque anni alla spiritualità e attività del Movimento GAM, ci troviamo settimanalmente per la nostra formazione e abbiamo anche parecchie attività che, a vari livelli, ci impegnano nel mandato di Gesù ai Suoi discepoli: “Andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15). Sentiamo l’evangelizzazione come nostro compito prioritario.
Don Eligio: vi presento Luca Bar: non udente dalla nascita, tutto ciò che conosce a sa fare è frutto di un grande impegno da parte sua, della sua famiglia e di chi gli sta intorno per aiutarlo a fare dei buoni passi per la piena integrazione nella società. Da quando aveva 14 anni è entrato a far parte piena del nostro Movimento ed è una presenza semplice, forte e significativa. Accettato e amato, lui nel GAM, “ ha sentito e sperimentato la bellezza dell’amicizia”. Anche questa è una forma altissima di evangelizzazione!
FABRIZIO R.: Conosco il GAM da circa un anno e mezzo e l’ho incontrato in un periodo particolarmente difficile della mia vita. Malattie e varie vicende familiari, mi hanno portato fin qui. È bello sentirsi giovani GAM! Giovani dentro, costantemente anche se il tempo passa. Ardenti perché la Parola di Dio arde costantemente nel nostro cuore, lo riscalda e lo rende capace di donarsi nell’evangelizzazione. Mariana perché Gesù, dalla croce, ci ha donato la Sua Mamma come nostra vera Mamma ed è Lei a guidare il Suo Movimento. Al giovane GAM piace molto ascoltare e comprendere la bella Parola di Dio.
ANDREA F.: Tutte le attività che facciamo nel GAM sono principalmente di formazione in preparazione all’evangelizzazione. Alcuni di noi, più preparati nel campo della tecnologia, si sono attivati per mettere questi mezzi a servizio del bene e della Verità. Da tempo stiamo realizzando un lavoro sui salmi che, una volta postati in rete, diventano occasione di preghiera per tutti coloro che navigano sul nostro sito.
ALESSANDRO R.: Il GAM mi ha aiutato molto a sentire la confessione sacramentale come il “Sacramento della gioia”, una riscoperta bellissima che mi riempie di gioia il cuore. Confessarsi frequentemente, oltre a sentirsi perdonati e amati da Dio, diventa anche un modo per togliersi di dosso quei pesi che ci impediscono di spiccare il volo. Se un vuol “volare alto”, deve lasciare alle spalle tutto ciò che lo blocca.
NOEMI: Il GAM è un dono molto importante che mi aiuta a camminare e dare un senso a tutto quello che faccio. Talvolta, per poter partecipare ai vari incontri e alle attività proposte, devo organizzare molto bene i miei molteplici impegni ma faccio tutto con gioia e passione perché la ricompensa che me ne viene in cambio è sempre grande!
MARILENA, la Responsabile: Ho avuto il dono di veder nascere il Movimento nella nostra diocesi albese e tutto è partito proprio da un gruppo di adolescenti come questo, come il vostro. Cresimandi, poi cresimati, per diventare, infine, giovani apostoli per gli altri giovani. Così in questi anni sono molti i giovani che abbiamo avvicinato e che hanno fatto un cammino serio di fede e di preghiera con noi. Si sono interessati al Movimento, alla sua spiritualità e attività, fino a chiedere di poterne far parte. Sono nate delle bellissime amicizie che, guidate dalla nostra Mamma Celeste, si aiutano ad entrare in profonda sintonia con Gesù. Un cammino, il nostro, che non si può conoscere apriori perché una volta entrati e bandita la superficialità, tutto diventa progressiva scoperta. Una coltivata curiosità di sapere, di conoscere, ci porta a sentirci parte viva di un meraviglioso disegno d’amore. Tutto questo, ed altro, viviamo nei nostri gruppi.
Ogni breve intervento è stato accompagnato dall’Ave Maria così che tutto potesse passare attraverso il Suo Cuore Immacolato. Dopo i giovani del GAM, anche gli amici di I Superiore ci hanno donato il loro pensiero sul cammino che hanno intrapreso.
GIUSEPPE B.: Noi è solo da quest’anno che ci troviamo insieme per il fare il cammino in preparazione alla Cresima. Io, personalmente, sono contento di venire perché mi piacciono i discorsi che facciamo e, cosa importante da sottolineare, non sono mai venuto contro voglia.
IACOPO: Io qui ho ritrovato degli amici con i quali ho vissuto insieme gli anni delle elementari e delle medie e mi piace venire a questi incontri perché approfondiamo degli aspetti che riguardano la nostra adolescenza e leggiamo gli avvenimenti odierni con gli occhi della fede.
FRANCESCA: Anch’io sono contenta di partecipare a questi incontri perché i discorsi che facciamo qui dentro normalmente nella vita di tutti i giorni non li facciamo. Mi arricchiscono e aumentano l’amicizia seria tra di noi.
MELISSA: Quando ci siamo incontrati la prima volta eravamo in tanti, forse perché attirati dalla “parolina magica”, Cresima! Ora siamo rimasti in meno perché quando le cose si prendono superficialment, la loro durata non è molta. Noi siamo qui per capire che cosa vogliamo fare della nostra vita. Noi vogliamo guardare i problemi reali e poter parlare tra noi senza nessun problema.
GIUSEPPE I.: Io più che parlare amo ascoltare e poi vengo volentieri a questi incontri perché fuori di qui non riusciamo a fare dei discorsi così importanti.
RICCARDO: Siamo qui per migliorare noi stessi e per aiutare anche i nostri amici che non vengono più.
EUGENIO: Mi piace venire qui perché parliamo di argomenti che ci aiutano a distinguere il bene dal male. Ad ogni incontro fatto esco più felice.
VIVIANA: Approfondiamo ciò che avviene attorno a noi e dentro di noi. Questi incontri ci fanno crescere, migliorare ed evitare quegli errori che ci possono danneggiare.
DESIRÈ: Vengo con piacere perché i discorsi che facciamo mi aiutano a stare meglio con me stessa e con gli altri. Quanto appreso mi aiuta a pensare alle scelte che faccio ogni giorno. Quando esco di qui mi sento come avvolta di una rinnovata freschezza.
CI SONO DELLE PAROLE COLTE NEI NOSTRI INCONTRI, CHE STANNO DIVENTANDO COME UNA BUSSOLA DI ORIENTAMENTO PER LE TUE SCELTE?
Fede- camminare e non passeggiare- amicizia-Gesù- idee chiare che nascono in noi- sincerità- certezze e chiarimenti- non farmi influenzare- legare il cuore a Gesù- non mollare- fiducia in chi mi può aiutare.
ERA PRESENTE TRA NOI GUILLERMO, UN GIOVANE SPAGNOLO, CHE HA CONDIVISO QUESTI PENSIERI: “Vi ringrazio tantissimo perché mi piace ascoltarvi, fate delle cose belle che a Madrid si comprenderebbero a fatica. Io alla vostra età ero “morto dentro”, non ho seguito questa strada che state percorrendo voi. Mi sono lasciato sedurre dalla massa. Solo entrando nella Comunità Cenacolo ho iniziato a seguire un serio cammino di vita. Con l’esperienza che ho adesso, se potessi tornare indietro, sono molto più sicuro di ciò che sceglierei. Voi avete delle possibilità straordinarie di ascoltare e imparare sempre qualcosa di nuovo. Non perdete queste occasioni! Una mia amica, in Spagna, ha un fratello di 16 anni che aveva iniziato a fare uso di marjuana e cocaina riducendosi in uno stato pietoso. Quando uno entra nel mondo della droga gli sembra di vedere che tutto va più veloce. Su richiesta pressante della mia amica ho parlato a questo ragazzo almeno tre volte, ma sempre senza risultato. Allora l’ho caricato in macchina e portato in un quartiere malfamato di Madrid dove regnano i drogati, la prostituzione, anche minorile, la violenza, lo spaccio e ogni tipo di sporcizia morale e materiale. Non mancano “le pantegane” e in questo quartiere la polizia non riesce ad entrare. Il ragazzo visto quel degrado non voleva saperne di scendere dalla macchina. L’ho preso per un braccio e l’ho trascinato fuori lasciandolo lì, da solo, un paio d’ore dicendogli: “Tanto se non entri oggi, continuando sulla strada che hai iniziato, ci finirai domani!” Quando sono tornato l’ho trovato tremante di paura, senza portafoglio e senza cellulare perché gli avevano rubato tutto. Quell’esperienza lo ha toccato così in profondità da costringerlo a lasciare la cattiva strada intrapresa. Attenzione, amici cari, a coloro che vi diranno: “tirate due righe di coca, sarà bello e dopo una bella dormita passerà tutto”. Questa è una menzogna che si pagherà molto cara! Ancora grazie per avermi accolto tra voi e ascoltato.
Il tempo a nostra disposizione è scaduto senza che ce ne accorgessimo. Benediciamo il Signore per questa nuova meravigliosa esperienza, sperando di poterne fare altre in avvenire. Questi ragazzi sono come un giardino che va curato, protetto e ampiamente valorizzato.


Aggiunto: Febbraio 14, 2015
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Messaggio
GRUPPO “LA LUCE”, DI SORPRESA IN SORPRESA

“Io sono la vera Vite e mio Padre è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto egli lo recide; e ogni tralcio che porta frutto lo rimonda perché ne porti ancora di più… Chi rimane in me come io in lui porta molto frutto; perché fuori di me voi non potete fare nulla” (Gv 15,1-2.5).

Incuranti del freddo abbastanza pungente e delle varie sindromi influenzali che hanno bloccato a letto non poche persone, martedì 10 febbraio 2015, i nostri amici del gruppo “La Luce” sono arrivati alla spicciolata per il loro consueto appuntamento settimanale. Dopo l’invocazione allo Spirito Santo, don Eligio si è messo a disposizione per il Sacramento della gioia mentre Salvatore e Mauro hanno letto, pregato, commentato e attualizzato il testo evangelico che racconta la storia del figliol prodigo e del Padre Misericordioso (Luca 15,11-32). Dopo l’ascolto è stata recitata una decina del Rosario che ha preparato il cuore ad esprimere le varie riflessioni. Ne riportiamo qui una sintesi.
SOFIA: Dio è Padre e come tale perdona qualsiasi nostro sbaglio, soprattutto quando siamo pentiti, pronto ad accoglierci con le braccia spalancate. E’ Amore che salva perdonando.
ALESSIA: Anche se noi irrazionalmente rifiutiamo la libertà per renderci schiavi dei vizi, non dobbiamo mai dimenticare che Dio ci aspetta sempre a braccia aperte per perdonarci. E il Suo perdono è rinnovamento.
SALVATORE: La parabola, se paragonata a noi, simboleggia l’errata coscienza che ci porta fuori strada, preferendo altre esperienze alle offerte d’amore del Padre. Questa strada ci allontana da Dio. Tendiamo a fare altre cose invece di dedicare il tempo a Dio. Ma questo Padre, grazie al sacramento del perdono, la confessione, ci fa ritornare sulla buona strada.
GUILLERMO (un amico della Comunità Cenacolo nostro ospite): Ogni volta che sbagliamo e siamo capaci di abbassare la testa e chiedere scusa, ritorniamo dal Padre. Riascoltando questa storia mi sono rivisto; anch’io ho sprecato tanti doni che Dio e la mia famiglia mi avevano dato, preferendo la strada della falsa libertà, circondandomi di amicizie fasulle che mi hanno pian piano portato nel buio della droga. Un giorno, quando ero ormai al colmo della disperazione che mi ero scelto, quando sembrava che tutto per me fosse finito, il Signore è arrivato e anche la mia famiglia mi ha spalancato nuovamente le braccia. Ho iniziato a rivedere la Luce.
SALVATORE: Invece di distruggere la nostra esistenza in fesserie che poi paghiamo a caro prezzo, Dio ci invita a fare un esame di coscienza per capire come ci siamo allontanati da Lui e come possiamo fare per ritornare sui nostri passi. Ognuno di noi vive situazioni diverse e questa parabola, calata nell’esperienza personale di ciascuno, ci presenta il modo per rialzarci dopo essere caduti nel peccato. Tocca però sempre a noi decidere cosa rispondere a Dio quando Lui ci interpella. Quando avevo la vostra età ho dovuto scegliere di lasciare la mia compagnia perché stavamo percorrendo una strada sbagliata, e grazie a questa scelta radicale ho conosciuto molte altre persone. Solitamente la droga viene usata dalle persone frustrate nella mente e nel cuore. Invece, se uno è felice dentro e realizzato nelle sue aspirazioni non cercherà mai qualcosa fuori da se che lo possa rendere contento. Dopo una certa età gli sbagli si pagano molto più cari di quelli che si compiono da adolescenti. Dobbiamo darci una “svegliata” e aiutare a ritrovare la strada anche gli altri che la stanno perdendo.
LUIGI: Quando si trovano di fronte a situazioni particolari, le persone cambiamo radicalmente stile di vita, sia nel bene che nel male. Più si matura e si accetta di crescere, non rimanendo fermi ad una eterna adolescenza, più si diventerà responsabili nel scegliere ciò che è bene per noi e per gli altri.
SALVATORE: Perché le nostre scelte siano sempre pure dobbiamo seguire coloro che sappiamo essere un esempio per noi.
LUIGI: Sì, queste persone positive diventano il nostro “esame di coscienza” che ci sprona a cambiare i comportamenti sbagliati.
Questo importante dialogo è stato “interrotto” per mettere tutto in preghiera con un’altra decina del Rosario.
SALVATORE: Bisogna imparare ad essere attenti a quello che si deve fare e a come farlo. In questo gruppo si viene per imparare insieme come vivere un’esistenza cristiana partendo dalle piccole cose di ogni giorno, lette con i Suoi occhi.
IOSIF: Sì, è proprio partendo dalle piccole cose che noi possiamo migliorare la nostra vita.
LUIGI: Io sono riconoscente al Signore perché grazie ai miei genitori, al don e ai miei amici, non ho seguito le tentazioni che mi sono state proposte dalla massa.
SALVATORE: Fra poco entreremo nel tempo forte di Quaresima: avete pensato a qualcosa da fare per migliorare lo spirito e fortificare la volontà? Mettiamo bene a fuoco le nostre debolezze e soprattutto, con un costante impegno di preghiera quotidiana, cerchiamo di combatterle per migliorare.
LUIGI: Dopo aver passato molte ore davanti a un videogioco, mi arrabbiavo facilmente per qualunque cosa che mi venisse detta. Ora tutto sta pian piano cambiando. Togliendo molto tempo ai videogiochi, lo sto investendo in altre cose più importanti che mi aiutano a crescere.
SOFIA: Il valore dei rapporti umani deve prevalere su tutti i mezzi virtuali, e allora, oltre a migliorare noi stessi, aiutiamo a migliorare anche gli altri.
GUILLERMO: Vi ringrazio per questi preziosi dialoghi che ho ascoltato stasera e mi compiaccio che al giorno d’oggi ci siano ancora dei ragazzi come voi che sanno dare importanza alle cose vere.
SIMONE: Quando si capisce che una cosa è sbagliata è da stolti continuare a farla. Si cambia direzione e si inizia qualcosa di nuovo e utile.
SOFIA: Nel mondo di oggi è quasi impossibile non seguire le tendenze che ti vengono imposte. Qui si ha la forza di ragionare con la propria testa e, unendo le forze, si riesce anche ad andare controcorrente camminando a testa alta.
MAURO: I genitori veri cercano sempre di farti percorrere la buona strada, sta a noi seguire o meno i loro insegnamenti.
ALEX: Questa sera la nostra coscienza ci ha parlato e ci ha fatto capire che cosa non va bene. Circondiamoci sempre i di buone persone e queste ci aiuteranno a camminare sulla buona strada.
Alcuni altri ragazzi presenti all’incontro invece di intervenire hanno preferito ascoltare e riflettere. Il “miracolo” si rinnova ogni martedì sera nella sede del GAM di Alba, quando un gruppetto di adolescenti come tanti, invece di fossilizzarsi davanti ad un computer, aprono il cuore al Signore, lo ascoltano e condividono tra loro la ricchezza delle Sue risposte. È proprio il caso di dire: “O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza” (Sal 8,2).


Aggiunto: Febbraio 12, 2015
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Messaggio
CARI GUILLERMO E BARBARA, BENVENUTI AL NOSTRO INCONTRO

“Questo è il più grande e il primo dei comandamenti: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti” (Mt 22,37-40).

Ma che bello l’incontro di domenica 8 febbraio 2015! Ogni volta la Mamma ci riserva delle novità coinvolgenti, in grado di lanciarci nella freschezza della Primavera della Chiesa in arrivo. Papa Francesco nell’Evangelii gaudium, con uno slancio da Vicario di Cristo, al N° 278 dice: “La risurrezione di Cristo produce in ogni luogo germogli di questo mondo nuovo; e anche se vengono tagliati, ritornano a spuntare, perché la risurrezione del Signore ha già penetrato la trama nascosta di questa storia, perché Gesù non è risuscitato invano. Non rimaniamo al margine di questo cammino della speranza viva!”. Domenica sera, per vari motivi eravamo veramente un “Piccolo gregge”, eppure le sorprese non sono mancate. Provenienti da due luoghi diversissimi, con due storie altrettanto diverse, c’erano tra noi anche Guillermo, un giovane spagnolo in Italia per un po’ di tempo, e Barbara, la mamma di Lorenzo R. del gruppo “La Luce”. Perché abbiamo avuto il dono di averli tra noi? Ce lo hanno raccontato loro aprendo la PRIMA DECINA del Rosario. Ecco le due testimonianze, accompagnate poi dall’Ave Maria.
GUILLERMO: Ho conosciuto don Eligio quando mi trovavo nella Comunità Cenacolo di Madonna delle neve a Montoso (CN) e tra noi è nata una bella amicizia. Finito il mio percorso comunitario mi sono fermato in famiglia, ma dopo più di un anno a casa ho chiesto di poter tornare qualche tempo in Italia per ritrovare un po’ di pace in me stesso, per staccare dai problemi familiari, per riposarmi dentro e possibilmente trovare un lavoro che in Spagna non si trova.
BARBARA: Mi trovo qui perché mio figlio Lorenzo mi ha parlato molto bene di questi gruppi e ci teneva molto che partecipassi. Sono sola da tredici anni in quanto divorziata da mio marito e, dovendo crescere due figli, faccio più lavori e alla sera quando torno a casa sono molto stanca. Con tanta gente non mi sento più in sintonia e fatico ad instaurare dei rapporti che mi lascino qualcosa dentro. Mi mancano le forze e sento il bisogno di ritrovare la serenità, di ritrovare me stessa.
A questo punto, i due nuovi amici sono stati accolti da tutti con il benvenuto e la preghiera.
MARCELLO: Innanzitutto benvenuti! Non abbiamo molto da offrirvi, ma pregheremo con voi e per voi pensando che sia questa la cosa più importante di cui abbiamo bisogno tutti per stare bene. Ci impegniamo a rendere questo posto un luogo dove possiate condividere le vostre gioie e le vostre pene, dove “lasciare” le vostre storie con la certezza della comprensione e della riservatezza. Non è facile fuori di qui trovare tante possibilità come questa. Portare avanti un cammino di fede da soli è un’impresa ardua, specialmente oggi. Qui troverete delle persone che ascoltano e che si affiancano a voi per camminare insieme nella fede. Vi auguro di trovarvi bene con noi e di aiutarci a camminare tutti insieme verso la meta. Se questa sera vi metterete in ascolto sincero, sicuramente da quest’incontro ci sarà un messaggio anche per voi.
LOREDANA: Questo è il 22° anno che faccio parte del GAM e, senza alcun problema, posso dire che questo Movimento mi ha trasmesso molti valori, tra questi l’amicizia. Mi ha insegnato a fare il primo passo nelle situazioni più difficili, a donare se stessi… Quando siamo davanti ad un fuoco che arde, se guardiamo attentamente vediamo che ci sono tanti piccoli pezzi che riscaldano, perché ardono insieme. Se da quest’insieme leviamo anche un solo pezzetto, inesorabilmente si spegne e il fuoco s’impoverisce. Questo paragone serve a spiegare il valore del gruppo: quando preghiamo insieme ardiamo insieme riscaldandoci al fuoco dell’Amore di Dio. Quando si è da soli si va avanti un po’ e poi si rischia di spegnersi. Benvenuti. Possiate sentire tutto l’aiuto che questo gruppo dà.
MARCO RED: Quando si viene qua è bello sapere che si trovano altri amici con i quali pregare insieme. Qui trovo verità, serietà, amicizia vera. Non mi sento giudicato per i valori in cui credo. Qui si condivide e si cresce insieme. Insomma, è bello venire in questo gruppo!
TERESA: Molte volte sperimentiamo di essere un “Piccolo gregge” guidato dal Pastore che, soprattutto quando ci vede stanchi e scoraggiati, ci prende in braccio e ci porta sulle sue spalle. Ci sentiamo uniti dalla forza della preghiera, conosciuti dall’Amore e chiamati per nome (Gv 10,3-5).
CINZIA: La cosa che io trovo più bella in questo gruppo è il “miracolo” che si viene a creare qui: quando si entra da quella porta ci sono solo Loro, Gesù e Maria, e noi, e tutto il resto rimane fuori. Questo è ciò che conta veramente, l’essenziale per essere felici e nella pace. Vi auguro con tutto il cuore di trovare ciò che qui siete venuti a cercare.
MARCO L.: Frequento questo gruppo da parecchi anni e qui sto bene perché si prega insieme. Anch’io spero che possiate trovare la serenità che state cercando.
DON ELIGIO: La nostra povera umanità crede di avere superato la necessità della fede perché la scienza “può” ormai spiegare tutto, invece si trova sempre più spesso povera, illusa e sbandata, come un gregge senza il suo pastore. Senza pretese, in ogni nostro incontro, il buon Dio vi darà delle risposte che il vostro cuore attende e vi farà scoprire che anche voi fate parte di un Suo importante disegno d’Amore. “Dio ama tutto ciò che è piccolo”, diceva Santa Teresina del Bambino Gesù; il nostro gruppo è piccolo, pertanto sentiamoci amati da Dio e desiderosi di ridonare l’Amore ricevuto. Benvenuti a quest’incontro.
Un brillante cenacolo sul salmo 61 “Solo in Dio è la nostra pace”, quale risposta alle attese di Guillermo e Barbara, è stato inserito nella SECONDA DECINA del Rosario. Riportiamo solo alcuni concetti condivisi.
Il salmo 61 è il canto di un perseguitato; ma non c’è un grido, un gemito, un’imprecazione, nemmeno una supplica, il salmista non cede ad alcun sentimento di apprensione o di paura. Il salmo 61 è tutto soffuso in un’atmosfera di serenità e di pace.
Il salmo 61 è un lamento che trabocca in meditazione; è come un laghetto tra i monti che nessun soffio di vento increspa in superficie: pace, anzi silenzio (in ebraico “riposo” equivale a “silenzio”, dumiiàh, v.1).
L’insegnamento del salmo si può racchiudere in queste due affermazioni: bisogna affidarsi in tutto a Dio e non bisogna tenere alcun conto degli uomini.
Il cristiano quando prega con il salmo 61 deve vedervi come protagonista Gesù, vincitore di tutte le forze del male, che comunica alla Sua Chiesa il segreto dell’inalterabile pace della Sua anima nelle prove e nei pericoli: l’abbandono fiducioso al Padre.
Ha detto Gesù ai suoi discepoli: “Voi mi lascerete solo; ma io non sono solo; il Padre è con me” (Gv 16,32).
Non c’è prova, non c’è momento buio che ci veda lottare da soli: Lui è con noi, sempre!È veramente bello poter confidare sempre in Lui ed effondere il nostro cuore senza paura, senza riserva alcuna, con la certezza che le cose dette sono sicuramente capite e accolte. Se altri si possono stancare ad ascoltarci o non comprendeno quanto diciamo, così non è per il nostro Amico Gesù.
Se anche tutti ci voltassero le spalle, Lui non lo farà mai! Anzi, continua a venirci a cercare per offrirci il meglio di se. Quant’è bello sapere di essere così tanto amati! Questo si trasforma in noi in un oceano di pace, di gioia, di quel benessere che ci fa guardare alla vita e al futuro con l’ottimismo della fede. “Perché avete paura, uomini di poca fede?, disse Gesù; poi comandò al mare: “Silenzio, taci!” e si fece una grande calma” (Mt 8,26).
Santa Caterina da Siena diceva: “Dio è un oceano di pace”. Le persone, invece, sono inquiete, agitate, nevrasteniche. Questo salmo insegna invece a rivolgersi confidenzialmente a Dio dicendogli: “Parla, o Signore, al cuore di me tuo servo, tua serva, così che il nostro cuore ti parli”.
“Solo in Dio riposa l’anima mia; da lui la mia salvezza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare” (Sal 61,2-3). Chi fa un bel cammino di fede utilizza tutte le occasioni come piste di lancio per innalzarsi in Dio e attingere da lui la pace. Allora dove si passa anche il deserto diventa prateria.
“Secondo le sue opere tu ripaghi ogni uomo” (vs 13). Quello che si semina oggi si raccoglie domani, sia nel bene che nel male. Sta a noi scegliere ciò che desideriamo diventi, oggi e domani, la nostra felicità o infelicità. Qui siamo tutti in cordata verso il Cielo sulla via della Pace.
I commenti personali alla Parola ascoltata, hanno accompagnato la TERZA DECINA del Rosario.
MARCELLO: Pregando con le parola di questo salmo, non ho potuto non pensare alle alte espressioni di Santa Teresa d’Avila: “Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, solo Dio basta!”. Queste sono espressioni molto forti e ci vuole coraggio a crederlo: quando c’è Lui nella nostra vita, non ci deve spaventare nulla, non ci deve fermare nulla! Gesù non ci invita a non occuparci delle cose, ma a far sì che le cose da fare non diventino un’ossessione. C’è un Padre che ci ama e pensa a noi, al nostro bene, più di quanto noi possiamo immaginare. Niente ci deve spaventare perché la meta che abbiamo davanti è chiara, e qualsiasi cosa facciamo lungo questo nostro cammino verso il Cielo ha senso, anche ciò che umanamente potrebbe essere incomprensibile. Le cose che ci capitano, spesso ci scuotono, allora noi, con ancor più forza e convinzione, dobbiamo credere che “solo Dio basta!”. Il Signore aumenti la nostra fede e ci aiuti a credere.
LOREDANA: “Solo in Dio riposa l’anima mia, da lui la mia speranza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare” (vss 6-7). Se avremo fede in Gesù, in quello che ci dice, allora non potremo vacillare. Se no è vano ciò che diciamo e facciamo. Altra cosa buona è quella di non attaccarci troppo al cuore delle persone perché sono fragili e possono deluderci. Solo in Gesù troveremo sicurezza piena e nulla mai potrà crollare.
MARCO RED: “Solo in Dio riposa l’anima mia… in Dio è la mia salvezza e la mia gloria; il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio” (vss 6.8). Un saggio proverbio dice che la speranza è sempre l’ultima a morire, soprattutto quando c’è la certezza che Dio ci aiuta, non ci abbandona! Come è triste vedere la disperazione di chi non crede in niente, la nostra difesa è in Dio! Noi non ci nascondiamo e non scappiamo dai problemi perché in Gesù troviamo sicuro rifugio, con Lui alle nostre spalle affrontiamo qualsiasi difficoltà. Pregate per me perché possa riuscire ad abbandonarmi completamente in Dio.
BARBARA: Premetto che io non credo molto a quelle che spesso sembrano delle “coincidenze”. Questa sera sono entrata in questa stanza per la prima volta e mi sono trovata di fronte alla statua della Madonna di Fatima; abbiamo pregato con un salmo che risponde a quanto sto vivendo adesso, sentimento riassunto molto bene nel versetto 2: “Solo in Dio riposa l’anima mia; da lui la mia salvezza”. Credo anche nella presenza degli angeli che ho potuto constatare concretamente, e più volte, nella mia vita. No! Non ci sono coincidenze nella vita, basta avere occhi per vedere e cuore per capire.
TERESA: “Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare” (vs 7). Questo versetto riflette molto bene la mia vita e ringrazio continuamente per quello che mi capita e che ogni giorno Lui mi dona. Quando vedo che tutto ciò che ho intorno mi abbandona o mi crolla addosso, so che Lui c’è e mi tende la Sua mano, sento questa Sua costante presenza. Abbiamo letto nella lettura quando Gesù comandò al mare in tempesta: “Silenzio, taci”, e si fece una grande calma. Così è per me la mia vita, dopo i momenti di paura, ecco arrivare la pace, quella pace che solo Lui sa darmi. Quando il momento di buio è passato, la Luce è ancora più forte e in questi momenti di prova io vedo il Suo intervento. Voglio abbandonarmi sempre di più all’Amore di Dio, proprio come fa una figlia quando si abbandona, perché si sente sicura, tra le braccia del suo papà.
GUILLERMO: Grazie per la bellissima serata, un dono della Provvidenza perché avrei potuto scegliere di rimanere a casa. Ringrazio il Signore perché mi ha tolto dal buio, dalla disperazione. Quante volte mi sono chiesto perché proprio a me questa grazia mentre alcuni miei amici di ventura oggi non ci sono più! Non so darmi una spiegazione, ma Lui lo sa e, adesso più che mai, voglio scoprire il cammino d’amore che ha preparato per me. Voglio mettere Dio al 1° posto, che sia la mia priorità. Grazie ancora a tutti.
CINZIA: “Fino a quando vi scaglierete contro un uomo, per abbatterlo tutti insieme, come muro cadente, come recinto che crolla?” (vs 4). Quante volte può capitare che alcune persone vengano abbattute, calunniate, annullate… ma se queste confidano in Lui, avranno sempre la carica e un motivo in più per non lasciarsi andare, per rinunciare a lottare, per credere che l’ultima parola non è mai quella delle persone, ma di Dio.
MARCO L.: “Solo in Dio riposa l’anima mia; da lui la mia salvezza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza mia roccia di difesa: non potrò vacillare “ (vss 2-3). Se ci affidiamo completamente alle mani di Dio, Lui ci difenderà da ogni male e donerà serenità al nostro cuore.
DON ELIGIO: Carissimi, grazie per il bell’incontro che abbiamo vissuto anche questa domenica, grazie per la gradita presenza di Guillermo e di Barbara, grazie al buon Dio perché, anche quando tutto dovesse sembrare di crollarci addosso, noi come l’Apostolo Pietro potremo sempre dire: “Signore, da chi andremo?
Tu solo hai parole di Vita eterna” (Gv 6,68) Fidiamoci, affidiamoci e non rimarremo delusi!
Gesù rispose: “ Il Regno non è di qui, sono venuto al mondo a testimoniar. Chi ascolta la mia voce, che è verità, la Vita eterna sempre in sé avrà” (Canto GAM).


Aggiunto: Febbraio 11, 2015
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