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Non vi chiamo più servi... ma vi ho chiamato amici (Gesù)





Messaggio
È PROPRIO VERO CHE...
“Il padrone di casa uscì ancora verso le cinque, ne vide altri (lavoratori) che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna” (Mt 20, 6-7).

“Le vie di Dio sono infinite!” Com’è vero questo antico adagio, specialmente se applicato alle ore di Religione all’Arte Bianca di Neive (CN) di venerdì 9 maggio 2014! Un ex alunno, Marco Leppa, membro del gruppo “La Luce”, insieme a don Eligio, l’insegnante curricolare, ha partecipato a tutte le ore di quel mattino visitando ben cinque classi. In alcune si è inserito nel percorso specifico, nelle altre ha dato il suo contributo maturato crescendo.
1^ I: Quale livello di amicizia di classe è stato raggiunto da settembre a maggio?
Sono gli ideali condivisi che creano e mantengono l’amicizia!
Soprattutto per il modo di pensare, a tutti Marco è parso un giovane maturo. Più che parlare ha preferito ascoltare, tuttavia le idee sull’amicizia condivise, sono state significative. Quando l’amicizia è bene impostata e vissuta, è duratura e si presenta solida anche dopo anni.
2^H: Che cosa si deve fare per chiarire e superare gli immancabili equivoci che nascono in un percorso di classe?
L’incontro con Marco è stato molto bello e interessante e la sua presenza molto discreta perché, quale esterno, ha ascoltato attentamente i nostri ragionamenti, dando qualche parere su possibili atteggiamenti da tenere specialmente in alcune situazioni più delicate. Una cosa certa che ci ha fatto comprendere ancora meglio è che, spesso, tanti problemi ce li creiamo noi e sono il frutto di “sciocchezze ingigantite”.
1^F: Quant’è importante vivere nella sincerità, nella verità con sé stessi innanzi tutto se si vuole poi esserlo con gli altri.
Abbiamo trovato questo uno degli incontri più interessanti, anche perché Marco ha età ed esperienze vicino alle nostre. Abbiamo condiviso l’importanza di non tenere le cose dentro, ma soprattutto se c’è qualcosa che ci fa star male, chiarirla subito. Così facendo si evitano inutili polemiche. La verità rende le persone libere.
1^F: L’orologio della vita: io da grande farò, boh!... Chi nella vita si ferma, torna indietro.
Abbiamo assodato che nel corso della vita, chi vuole realizza i sogni che coltiva nel cuore. Nella vita è importante prendere coscienza e capire che anche dagli errori si impara per non tornare a commetterli. E bisogna aprire i propri orizzonti, sia nelle conoscenze sia nelle amicizie.
3^G: La via del bene e la via del male, saperle distinguere con chiarezza e chiamarle con il suo nome. Scambio di esperienze in merito.
Un incontro, quello con Marco, che ha lasciato parecchi punti di domanda. Comunque è sempre importante saper andare oltre l’apparenza per arrivare al cuore delle situazioni e delle persone. I frutti di una compagnia sbagliata amareggiano, rattristano e non è possibile non vederli. Nasconderli è un suicidio personale e collettivo. Anche se a volte può costare, è necessario scegliere le compagnie migliori, lasciando da parte quelle che portano fuori strada.
QUESTO IL “LAVORO “ NELLE CINQUE CLASSI. ECCO ORA, QUALCHE CONCLUSIONE DI MARCO.
È stata un’esperienza che ho vissuto molto bene e che mi ha dato tantissimo.
Sto sperimentando sempre di più quant’è bello poter aiutare gli altri,soprattutto con la luce che viene dal buon esempio.
Aver potuto testimoniare in cinque classi la bellezza della virtù e la bruttezza del peccato, mi ha riempito il cuore di gioia. Spero tanto che le mie parole possano aiutare ad evitare gli errori che ho fatto io.
Non ricordo di essere stato così ascoltato e apprezzato da tante persone. Il peccato paga subito, mentre il bene lo fa a distanza. Ma quanto lascia il bene è impagabile. Voglio andare avanti fino in fondo in questa nuova via intrapresa. È una nuova avventura, troppo bella, dagli orizzonti sconfinati.

“Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro… Così gli ultimi saranno i primi, e i primi ultimi!” (Mt 20, 8- 9. 16)


Aggiunto: Giugno 5, 2014
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Messaggio
DUPLICE MISSIONE A VACCHERIA DI GUARENE (CN)
“Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio” (Rm 8, 3).

“Tu venerdì sera ci saresti per incontrare un gruppo di cresimandi a Vaccheria?”
Questo è quanto don Eligio ha chiesto a Salvatore, Andrea C., Fabrizio e Iosif del gruppo “La Luce”. Incassato il loro “sì”, ha subito chiesto a Corrado e Federico, sempre di suddetto gruppo, se avessero voluto partecipare con lui ad un altro incontro parallelo con i genitori sia dei cresimandi sia dei comunicandi. Anche la seconda richiesta ha avuto immediato esito positivo. Pertanto, venerdì 9 maggio 2014, questo drappello capeggiato dalla Mamma Celeste, puntualissimo, è partito alla volta di Vaccheria. I genitori, i padrini e le madrine si sono radunati nel locale teatro; i cresimandi al piano superiore. Dopo aver invocato lo Spirito Santo, nei due gruppi sono stati trattati i seguenti argomenti:
ADULTI:
Senso e responsabilità nel fare il segno della croce;
Importanza di dare l’esempio;
Che cosa significa celebrare un sacramento;
Genitori, padrini e madrine, insieme, nel cammino della fede;
La gioia cristiana;
Essere sale e luce in famiglia, sul lavoro, a scuola…ovunque.

CRESIMANDI:
Perché “FARE” la Cresima?
Che cosa significa celebrarla, soprattutto oggi?
L’importanza di sentirsi parte di un gruppo di fede;
Come vivere secondo i comandamenti;
Importanza di pensare prima di agire;
Come prendere seriamente la vita.

Per aiutare a capire l’intensità dei due incontri, condividiamo alcune testimonianze.
UNA CATECHISTA – L’incontro con i genitori è stato bello e vivacemente partecipato dalla maggior parte di loro. Molto interessante e utile ho trovato l’interazione che è venuta a crearsi tra l’assemblea e i due giovani 18enni che don Eligio ha portato con sé. La comunicazione è stata chiara e i contenuti forti, segno questo che conferma quanto sia importante saper arrivare al cuore delle persone. Altrettanto importante è stato sottolineare con decisione il ruolo fondamentale dei genitori che devono essere i primi catechisti e le prime guide dei loro figli. La loro parola deve convincere, ma a “trascinarli” sarà l’esempio. Indubbiamente mi ha entusiasmato vedere l’assemblea piacevolmente stupita da questo incontro. (Luisella)
UNA CRESIMANDA – Le cose che ho ascoltato le ho sentite giuste, significative e mi hanno fatto riflettere molto. Di tutti gli incontri di catechismo finora fatti, è il primo dove siamo stati tutti in silenzio e abbiamo ascoltato ogni cosa detta. Ho trovato anche molto interessante le domande fatte da noi cresimandi e le risposte date dagli amici che sono venuti ad incontrarci. (Roberta)
UNA MAMMA – Incontro diverso dai soliti, perché più coinvolgente e vissuto, grazie anche alla partecipazione e alle testimonianze dei giovani intervenuti. Ascoltare le impressioni e i pensieri dei nostri figli sicuramente può aiutare anche noi genitori a correggere i nostri errori o atteggiamenti sbagliati. In questo incontro abbiamo, quindi, capito ancora di più il valore della famiglia. Ringraziamo per questa collaborazione e preghiamo per il buon proseguimento dei vostri progetti. (Marina)
UN PADRINO – L’incontro è stato bello e significativo, coinvolgenti gli argomenti trattati. Ho riflettuto seriamente su parecchi punti che mi hanno coinvolto a tal punto da farmi sentire parte viva nel compito che mi è stato affidato. Ora ho chiaro che diventare padrino di Cresima significa assumermi un grande impegno che devo e voglio rispettare. (Andrea )
UN SABRA GAM – Anche se il comportamento dei cresimandi posso definirlo ottimo, tuttavia ho riscontrato carente interesse per il sacramento che si stanno preparando a ricevere. Spero che man mano che matureranno, ne comprenderanno l’inestimabile valore. Comunque in questo incontro alcuni hanno partecipato in modo attivo, intervenendo anche con domande mirate che hanno acceso un interessante dialogo. Non hanno avuto timore ad esporre apertamente il loro pensiero, però sono sempre pochi se considerato il numero di coloro che riceveranno il sacramento. Devono educarsi tutti a non avere paura della Verità, sia da accogliere, sia da testimoniare. Preghiamo per loro affinché diventino ancora più consapevoli della grandezza della scelta che si stanno preparando a fare. (Andrea C.)
“Dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono” (Mt 11,12).


Aggiunto: Giugno 5, 2014
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Messaggio
“Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’’(Mc. 6,31)

Giovedì 1 maggio abbiamo vissuto ad Altavilla una bella esperienza di Chiesa diocesana, dove intorno ad un piccolo gruppo dei cresimandi di Canale si sono trovate realtà diverse della Parrocchia e della Diocesi per aiutarli a prepararsi all’appuntamento con lo Spirito Santo.

In settimana l’incontro dei cresimandi aveva avuto ad oggetto “La promessa dello Spirito Santo” ed aver vissuto la giornata proprio in quel contesto è stata come una promessa, una prima Pentecoste.

I ragazzi presenti, accompagnati da don Iosif e dai catechisti hanno incontrato gli Scout di Canale, il Gam di Alba, fratel Felice del Cufrad . Tutto questo è stato accompagnato dalla preghiera , dall’ascolto e dalla riflessione sulla Parola, Adorazione e Santa Messa, gioco creativo e formativo.
Nell’ultima parte della giornata sono stati presenti anche alcuni genitori.

Tutte esperienze diverse, tutte ci hanno parlato di Dio, che in mezzo a noi suscita tante manifestazioni dello Spirito che ci possono unire.

Quando avremo ricevuto il sigillo dello Spirito Santo , se lo accoglieremo, porteremo il nostro frutto. Chi il 30 chi il 60 chi il 100 %.

Forse i ragazzi sono stati stupiti di questa esperienza, ma la loro attenzione ci ha fatto comprendere che si sono lasciati coinvolgere. A noi educatori certo Gesù ha voluto dire qualcosa, a me personalmente sono venute in mente le parole di Papa Giovanni Paolo II “Spalancate le porte a Cristo, non abbiate paura” . Spalancare le porte noi perché loro possano vedere ed entrare. Anche se Gesù ci dice “Entrate per la porta stretta”.

Marilena


Aggiunto: Giugno 5, 2014
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IL 1° MAGGIO 2014 E’ ARRIVATO MATTIA, “ DONO DI DIO”
Dite a Dio:” Stupende sono le tue opere! A te si prostri tutta la terra, a te canti inni, canti al tuo nome” (Sal 65,3-4).
Durante il pellegrinaggio a Medjugorje, a don Eligio è arrivato un bellissimo sms dove, con tanta gioia, i nostri amici Chiara e Lorenzo Baldovino, giovedì 1° Maggio 2014, hanno annunciato la nascita del loro primogenito, Mattia. Lo hanno atteso con grande amore e la fervente preghiera è stata la “prima culla” del neonato. Dopo un travagliato parto, alle prime luci dell’alba, all’ospedale di Asti, Mattia ha emesso il suo primo vagito e Lorenzo e Chiara, stringendo tra le braccia quel capolavoro, hanno pianto di gioia!
Quante volte negli incontri del gruppo “Piccolo gregge” hanno condiviso l’aspirazione a diventare mamma e papà e, finalmente, questo grande sogno si è realizzato. Così come anche la scelta del nome è stata ben precisa, Mattia che significa “Dono di Dio”. A Chiara, Lorenzo e Mattia auguriamo ogni bene invocando su di loro la divina Benedizione con tutti i doni necessari per poter compiere, ogni giorno, la volontà di Dio.
Anche la Mamma Celeste veglierà su questo bimbo e la sua famiglia e ne farà dei forti e felici araldi del Vangelo. Tutta la grande famiglia GAM Albese vi rinnova stima e affetto e vi assicura sempre preghiera e amicizia. Grazie di esistere e ancora vive felicitazioni.
CARO NONNO NICULAI “SEI ENTRATO NELLA GIOIA DEL TUO SIGNORE!”
“ Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare e, saliti in una barca, si avviarono verso l’altra riva…” (Gv. 6,16-17).
Il gruppo “La Luce”, con sincera amicizia, si è stretto intorno all’amico Razvan assicurandogli preghiera e vicinanza spirituale, accompagnando il suo caro nonno materno Niculai nel suo ultimo viaggio dalla terra al cielo. Essendo “ ormai giunta l’ora di passare da questo mondo al Padre” ( Gv 13,1), “dopo avere combattuto la Buona Battaglia” (2 Tm 4,7), egli, salutando la moglie Elisabeta e la figlia Nicoleta, dalla città di Bacau in Romania, il 22 Aprile 2014, è entrato nella Gerusalemme Celeste per raccogliere i frutti del tanto appassionato lavoro nella porzione della Vigna del Signore a lui affidata. Egli che ha creduto, sperato e trasmesso ai suoi figli a fare altrettanto, ora contempla estasiato “il fiume d’acqua viva limpida come cristallo che scaturisce dal trono di Dio e dell’Agnello. Vede in mezzo alla piazza della città e da una parte all’altra del fiume l’albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese. Egli sta contemplando il volto di Dio e porta il suo nome sulla fronte. Per lui non vi è più notte e non ha più bisogno né di luce di lampada né di luce di sole, perché Dio lo illuminerà e regnerà nei secoli dei secoli” (Cfr.Ap.22,1-5).
Caro Razvan, sii felice perché tuo nonno ora è nella gioia, nella consolazione è felice e senza afflizzioni e sta abbondando dei beni del Signore. La Celeste Condottiera guiderà le schiere angeliche e anche noi a non mollare il cammino nel deserto finchè, con nonno Niculai, arriveremo al TRAGUARDO! Che grande festa sarà quel giorno! Ciao Razvan, grazie di esistere!


Aggiunto: Maggio 15, 2014
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MEDUGORJE: IL GIA’ MA NON ANCORA!
“Venite a vedere”,disse loro Gesù (Gv 1, 39).
Mercoledì 30 aprile 2014 è iniziato il pellegrinaggio con meta Medugorje; domenica 4 maggio c’è stato il rientro a Neive. Tutto l’intenso programma vissuto si può tranquillamente riassumere in queste espressioni: quanta luce! Quanta grazia! Quanta forza! Non c’è parola umana che possa spiegare la profondità del rapporto con il Divino che si sperimenta in quel luogo benedetto. La gioia e l’entusiasmo GAM “stampati” sul volto di tutti i pellegrini erano il segno più eloquente di quanto questo sia stato vero. Le fatiche e i disagi del viaggio, i vari spostamenti alle ore più impensate, la vita in comune che ha dovuto mettere insieme tante esigenze diverse, l’alternarsi di pioggia e freddo con tratti di tempo soleggiato, le “sgridate” di Franco…nulla ha impedito al pellegrinaggio di svolgersi nel miglior modo possibile. Anzi, abbiamo tutti sperimentato la delicatezza di un “tocco materno” che ci ha aiutato a superare i disagi anche meteorologici di quei giorni. La collina delle apparizioni, la S. Messa all’aperto con tutti gli altri pellegrini italiani,tanti in quei giorni; Medugorje parlava italiano. Via Crucis al monte della Croce, apparizione della veggente Mirjana, S. Messa nella cappella di Macino Shelo, l’adorazione della sera, incontro a casa di Ivan, Rosari comunitari, preghiera dal Cristo Risorto, confessioni sacramentali... A tutta questa pura grazia si possono applicare le espressioni del Salmo 67: “Pioggia abbondante riversavi, o Dio, rinvigorivi la tua eredità esausta. E il tuo popolo abitò il paese che nel tuo amore, o Dio, preparasti al misero” (vss 10-11).
Le testimonianze che seguiranno, cercheranno di far parlare il cuore.
DOMENICO: Pellegrinaggio bello e profondo, una vera crescita spirituale. Sia una vera benedizione per tutte le nostre famiglie!
SONIA: Bellissima esperienza inserita in una delle tante chiamate della Mamma. Anche in un momento economicamente difficile Lei è arrivata a Oleggio (NO) e ci ha presi per mano. Troppo bello ! Grazie.
CRISTINA: Voglio tornare a casa nella pace, quella pace che si sperimenta a Medugorje.
GABRIELLA: Sono stati giorni di vera pace, necessari a contrastarne altri di prova e di buio. A Medugorje ho finalmente ritrovato la pace. Non ho potuto che intensificare il mio dialogo personale cpn Gesù e la Mamma Celeste. Sembrava quasi che uno mi rimandasse all’altra e viceversa.
MARCO SIC: Ho vissuto questo pellegrinaggio con il “cuore” di S. Giovanni Paolo II soprattutto in relazione al suo motto “TOTUS TUUS”. Ottima anche la compagnia di don Carlo che ha completato il tutto un’altra importante intuizione- indicazione: “Ci pensa la Mamma!”.
Torno molto carico!
MARTA U.: Per essere stata la mia prima volta considero bellissima l’esperienza vissuta e il gruppo stupendo. Mi piacerebbe ripeterla. Grazie a tutti!
SALVATORE: Medugorje è stato un dono che mi impegno ad alimentare quotidianamente, altrimenti verrebbe meno il valore di suddetto dono. Tornando alle nostre consuete attività dobbiamo chiederci costantemente qual è la nostra chiamata specifica.
DAVIDE: Sono stati giorni di grazia e di gioia vera sempre nuovi. Anche se sono partito a “scoppio ritardato”, tuttavia, torno carico di amore e di gioiose novità! Avevo bisogno di questa ulteriore spinta per ripartire alla grande!
NICOLAS: Quando ho visto il programma del pellegrinaggio, credevo proprio di non farcela a sostenere il ritmo. Invece è stata un’esperienza bellissima! Ho vissuto tante belle emozioni come quella del sole che all’improvviso ha squarciato le nuvole lasciando trasparire luce e calore. Dio è Luce e Amore!
FRANCESCO: Se ho vissuto quest’esperienza, il primo grazie devo dirlo ai miei genitori per aver fatto un’intensa opera di convincimento. Mi trovavo davanti a due scelte ed ero più predisposto verso quella che mi sembrava più interessante con minori sforzo ed impegno. Poi ho vissuto questa che mi è piaciuta moltissimo a tal punto che sarei felice di poterla presto rifare..
PAOLO: Pellegrinaggio e gruppo sono stati bellissimi! Il pullman si è riempito con il passa parola; dopo l’annuncio hanno aderito subito in 35, nel giro di pochi giorni siamo passati a 60, per arrivare agli attuali 70 presenti sul pullman. Tutti i problemi per la buona organizzazione del pellegrinaggio che man mano aumentavano, la Mamma, da perfetta regista li ha appianati tutti meravigliosamente! Ogni pellegrinaggio diventa un momento di grazia, un mix di insegnamenti e condivisioni.
SABRINA: Questo è stato il mio primo pellegrinaggio a Medugorje: bellissimo! Mi sono dilettata a saper cogliere e leggere i tanti segni con i quali la Mamma ci ha accompagnato.
VIVIANA: Anche questa volta è stata un’esperienza nuova ed emozionante: bambini, ragazzi e adulti come una sola famiglia. La Mamma a Medugorje sa creare tutto questo!
MARTA A. : Il nome della località e il lungo viaggio intrapreso, parlano da soli: sono stati giorni di preghiera, di riflessione e di vera fraternità. Ognuno è stato coerente con la scelta operata recandosi a Medugorje.
PIA: A Medugorje ci siamo sentiti come i discepoli sul monte Tabor ed è stato spontaneo anche per noi dire a Gesù: “Maestro è bello stare qui!” (Mt 17, 4), con te Gesù e con la Mamma Celeste. Ma Gesù ci ha invitati in questo posto benedetto affinché abbandonassimo a Medugorje “l’uomo vecchio per rivestire quello nuovo” (cfr Ef 4, 17-24) e nella concretezza de quotidiano, essere anche solo un fiammifero, ma un fiammifero che “completi” quel “disegno” iniziato a Medugorje.
ITALO: Anche se in questi giorni sarei stato molto impegnato con il lavoro, tuttavia mi sono sentito chiamato a questo pellegrinaggio. La mia scelta è stata premiata, l’esperienza si è rivelata bellissima anche perche' condivisa con persone splendide. Nulla mi ha fermato a salire la collina delle apparizioni e il monte della Croce, nemmeno le ginocchia doloranti. Marco e la Mamma Celeste dal Cielo, mi hanno sostenuto tanto che, il dolore della perdita, è diventato forza condivisa con Colei che comprende che cosa significa veder morire un figlio. Grazie a tutti per questa stupenda esperienza.
DANIELA: È stata un’esperienza talmente forte che torno a casa carica di emozioni. Mi si è spalancato davanti un “nuovo mondo” ed è la prima volta che ho pianto di gioia! Grazie, grazie di cuore a tutti!
SILVANA: Ho il cuore pieno di gioia e non posso che ringraziare la Mamma Celeste per avermi fatto sentire la sua chiamata. Ho vissuto forti emozioni, specialmente al pensiero che Marco è là vicino a Lei, e queste sono traboccate in un pianto liberatorio. Sento di dover dire grazie a tutti: a don Eligio che ci spiega la Parola quale “medicina” per curare l’anima; a Franco perché si è mostrato eccellente punto di riferimento; agli autisti Ezio e Roberto per l’ottimo servizio offertoci, e infine a tutti gli amici del pellegrinaggio con i quali ho condiviso problemi e sfoghi. Un grazie sincero scaturito dal cuore.
SARA E CLAUDIO: Ogni pellegrinaggio a Medugorje, lascia sempre nel cuore, un segno indelebile. Ci hanno particolarmente colpito i volti delle persone che abbiamo incontrato alle Messe e all'Adorazione, volti di persone toccate e "sconvolte" dall'amore di Gesu' e di sua Madre. Tutto e' Grazia!

Queste testimonianze sono solamente alcune delle tante che, per mancanza di tempo, non si sono potute condividere sul pullman nella via del ritorno. Comunque sia, piccoli e grandi custodiranno sempre nel loro cuore come ha fatto la Mamma Celeste i tanti eventi di grazia vissuti in questo intenso pellegrinaggio. Ci piace concludere questo articolo con alcune espressioni del salmista: “Beato chi ha trovato in te la sua forza e ha deciso nel suo cuore il santo viaggio. Passando per la valle di pianto l’ha cambiata in una sorgente, e anche la prima pioggia l’ha ammantata di benedizioni. È cresciuto lungo il cammino il suo vigore” (cfr Sal 83, 6- 8).

“Cari figli, se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia!”


Aggiunto: Maggio 15, 2014
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Messaggio
QUARESIMA IN FAMIGLIA
“Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce”(Lc 11,33).

A Neive e Neviglie (CN), i cenacoli famigliari in preparazione alla Pasqua, si sono susseguiti senza sosta facendo ruotare tutto il gruppo famiglie intorno a quattro nuclei domestici:
Venerdì 21 marzo a casa di Montaldo Italo e Silvana;
Sabato 22 marzo a casa di Riso Domenico e Claudia;
Venerdì 4 aprile a casa di Bordino Massimo e Roberta;
Sabato 12 aprile a casa di Marasso Marco e Mariapia.
Ogni singolo incontro ha avuto il sapore delle cosiddette “cose di una volta”, quando le famiglie si riunivano insieme nelle case o nelle stalle per pregare e condividere le fatiche della giornata. Così anche in questi incontri, il capofamiglia iniziava con la preghiera e, man mano, i convitati si univano attivamente, ognuno secondo come lo spirito suggeriva loro. Parola di Dio e Ave Maria, Ave Maria e situazioni di vita concreta; e poi, tanta solidarietà e amicizia cristiana. Italo e Silvana, che hanno lanciato per primi quest’iniziativa quaresimale, interrogati su “com’è stato l’incontro?”, hanno così risposto:
Italo: ”E’ stato un momento bellissimo, una preghiera intensa durante la quale anche nostro figlio Marco, dal Cielo, ha fatto sentire la sua presenza, aiutandoci a condividere, cristianamente, il dolore e la speranza con amici cari e sinceri. La serata è volata via in un battibaleno”.
Silvana: ”Sono rimasta molto contenta perché è stato un momento semplice in cui, con mio marito Italo, abbiamo potuto parlare di nostro figlio Marco, raccontare come stiamo vivendo la nostra fede e come riusciamo a portare avanti la croce che sentiamo sulle nostre spalle. Sembrava di essere due genitori in mezzo a tanti figli e nipoti dai quali abbiamo ricevuto ascolto, affetto e anche buoni consigli. Tra questi, l’idea di un prossimo pellegrinaggio a Medugorje per poter rafforzare ancor più la nostra fede. Che bello vedere che ci sono ancora delle famiglie sane e felici di educare i figli con l’esempio alla scuola della fede! Quest’incontro ci ha molto ricaricati. La Mamma Celeste è una straordinaria “regista!”. Desideriamo continuare a impegnarci affinché altri momenti così forti si possano ripetere ancora tante altre volte”.

Grazie Gesù! È stata una vera Quaresima di Luce!


Aggiunto: Maggio 4, 2014
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Messaggio
IL GIOVANE SABRA NON SI FERMA DAVANTI A NESSUN OSTACOLO!

“Non avere paura, ma continua a parlare e non tacere, perche' io sono con te e nessuno cerchera' di farti del male, perché io ho un popolo numeroso in questa citta' “(At 18,9).
Sabato e domenica 26-27 aprile 2014, sono state due giornate di grazia, di seminagione della Parola di Dio, secondo le indicazioni lasciateci da don Carlo sul volantinaggio “blitz click”. Alba, Monforte, Neive, Boglietto e Costigliole d’Asti, Castagnole delle Lanze...Tutti “obiettivi sensibili” mirati a ricevere “raffiche di luce” attraverso le cartoline stampate in occasione della canonizzazione dei Papi Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII e dai PMC. Non un volantinaggio sistematico, ma “manciate di luce” sparse un po’ ovunque e da parecchi seminatori, alcuni appartenenti al GAM e altri simpatizzanti. Caldo, il giorno prima, con vento nel pomeriggio; pioggia insistente e freddo il giorno dopo... ma nulla ha fermato questi “bazooka” del Regno di Dio. I volantini sono stati consegnati direttamente nelle mani delle persone, posati sui tergicristalli, infilati nelle buche delle lettere, inseriti in alcuni bollettini parrocchiali, donati tra le bancarelle del mercato, proposti come piccolo impegno per un gruppo di cresimandi da portare a casa, e consegnarlo anche ad amici e conoscenti. Insomma, evangelizzazione a tutto campo purche' la Parola di Dio potesse arrivare ad un maggior numero possibile di persone. E, come sempre, il volantinaggio e' stato preceduto, accompagnato e seguito dalla preghiera. Che bello sapere che molti hanno potuto scaldarsi e rallegrarsi al fuoco e alla luce della Parola di Dio! E i giovani GAM tornare a casa con la gioia di sapere che, ancora una volta, il loro nome e' stato scritto nel Cielo, cioe' nel Cuore di Dio! Lanciare i giovani nell'evangelizzazione: fu questa una delle intuizioni piu' nuove e geniali di don Carlo, nata dal suo straripante amore al Vangelo e ai giovani e da quell'ascolto dei segni dei tempi - quelli autentici, dono dello Spirito Santo - che caratterizzera' sempre la sua andatura spirituale cosi' fresca e giovane. “Lo vuole la Mamma – diceva con la sua solita semplicita'; - e' Lei che vuole inviare i Suoi giovani, così come ha fatto Gesu' con i discepoli. Vuole preparare con loro il Regno del Figlio dell’uomo”. E allora: ALL'ASSALTO FORTE GIOVENTU',PORTA AVANTI IL REGNO DI GESU' COL ROSARIO E UN GRANDE AMORE E IL VANGELO NEL TUO CUOR!


Aggiunto: Aprile 28, 2014
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Messaggio
“VACANZE” A ROMA!
“Abbiamo avuto il coraggio nel nostro Dio di annunziarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte...Dio ci ha trovati degni di affidarci il vangelo, così lo predichiamo, non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio” (1Ts 2,2-4).
Il calendario regionale piemontese fissava le vacanze pasquali da giovedì 17 aprile fino a sabato 26, compreso. Don Eligio, essendo anche insegnante, ha colto l’opportunita' di trascorrere un paio di giorni a Roma con i giovani GAM, rendendo cosi' possibile un meraviglioso “scambio di provvidenza spirituale”. Alba- Roma ancora una volta insieme per uno scambio di “grazia su grazia” (Gv 1,16). Questa e' stata la constatazione di tutti al termine di ogni singolo incontro. Ed ora, una rapida sintesi di queste due intense giornate romane.
-Mercoledi' 23. Don Eligio ha incontrato i primi due gruppi, uno al pomeriggio e l’altro alla sera. Il primo era composto da adolescenti prevalentemente di primo livello, con il quale si e' soffermato sulla preghiera- attualizzazione del salmo 22, il buon Pastore. La sera, invece, con quelli di secondo e terzo livello; preghiera- attualizzazione del salmo 130, confidare in Dio come il bimbo lo fa con la propria mamma. Entrambi i gruppi hanno avuto la possibilita' di accostarsi al sacramento della gioia.
-Giovedi' 24. La nostra guida ha avuto il dono di poter incontrare ben tre gruppi. Al pomeriggio un altro gruppo di primo livello, con qualche eccezione di secondo. Il programma e' consistito nella preghiera- attualizzazione del salmo 35, bonta' del Signore e malizia del peccatore. Gli interventi sono stati numerosi e molto profondi, e hanno permesso delle risposte altrettanto profonde; un vero e proprio “ addestramento” per la Buona Battaglia della fede. Abbondanti sono state le confessioni che hanno ridato slancio al gruppo e delle motivazioni ancora piu' forti per confermare la propria chiamata nel GAM.
Poi, nella prima serata, in una casa privata del quartiere Acilia, si sono date appuntamento alcune giovani famiglie per un momento di “Chiesa domestica”. Un cenacolo in piena regola che ha fuso insieme piu' elementi in un “cuor solo e un’anima sola” (At 4,32). In appendice verra' elencata una sintesi delle varie intenzioni emerse in preghiera- canto GAM. Questo primo momento e' proseguito con un altro di agape fraterna organizzativa.
Intanto don Eligio si e' trasferito al quartiere Anagnina, nella chiesa di San Raimondo, dove un bel gruppo di adulti era in attesa per il cenacolo. Gesu', solennemente esposto sull’altare, e' stato inizialmente invocato con la coroncina della Divina Misericordia, in seguito adorato e ascoltato attraverso il capitolo 1° del Vangelo di San Luca, “Maria in visita da Elisabetta (Lc 1,39-46)”. Ogni Ave Maria e' stata “ letta” nell’ottica della risurrezione e del mandato di Gesu' ai suoi: ” Andate in tutto il mondo e annunciate il vangelo ad ogni creatura” (Mc16,15).E' stato un incontro ricco di tanto ascolto, entusiasmo e slancio missionario. La Sua benedizione e' equivalsa ad un sorriso di compiacimento per il tempo trascorso con Lui.
Poche ore, quelle romane, intense e intrise di tanta luce!

Appendice dal gruppo giovani famiglie.
-Non e' facile conciliare lavoro, famiglia, GAM. Sentiamo, pero', il bisogno di trovarci piu' spesso.
-Pigrizia e stanchezza non ci sono di aiuto, ma con un po’ di impegno possiamo riuscire ad esserci. A volte gli “impedimenti” diventano solamente scuse. Mi sento GAM e voglio rispondere a questa chiamata.
- Essere qui la sento “grazia su grazia”. Nel vortice quotidiano, momenti come questi sono un respiro, una boccata di ossigeno per l’anima.
- In momenti come questi si rivedono amici e si rinsaldano amicizie. Anche la fede dei simpatizzanti puo' apportare dei benefici ed approfondirsi.
- Ora, come moglie e madre, il mio tempo e' limitato, tuttavia mi sento sempre una giovane GAM. Vivo la quotidianita' in modo profondo, sempre attenta alle varie occasioni per evangelizzare. Non posso piu' fare delle missioni come facevo prima, ma rendo la mia vita tutta una missione.
- Questi momenti mi aiutano a pregare. Non importa quante cose si fanno, ma l’intensita' con cui si fanno. Questo tempo voglio viverlo bene, in modo forte, con la calma necessaria a sentirmi ancora un giovane GAM
- Dopo una settimana molto intensa, un momento come questo diventa, per me, uno spiraglio di pace, di quiete spirituale, di ricarica. Per esserci ho cercato di “incastrare” un po’ tutto. Mi sento parte di un “disegno” e dico grazie per momenti come questi che mi aiutano a svelarlo di giorno in giorno.
- Momenti per la preghiera personale si riescono a trovare mentre gli altri momenti bisogna volerli e cercarli. Ogni volta sono una ricarica ed offrono stimoli nuovi magari nel momento in cui ce n’e' maggior bisogno.“I disegni di Dio avanzano misteriosamente e il filo conduttore e' lo Spirito Santo. E' Lui, Dio in azione, che conduce e lievita dall’interno la storia del mondo e la piccola storia di ogni uomo” ( don Carlo).


Aggiunto: Aprile 28, 2014
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NICOLO’: UN NUOVO FIOCCO AZZURRO E UN ALTRO CAPOLAVORO DI DIO!

“Svegliatevi, arpa e cetra, voglio svegliare l’aurora. Ti loderò tra i popoli, Signore, a te canterò inni tra le genti” (Sal 107, 3-4).
Per la seconda volta in casa Guastafierro, dopo la piccola Sara, mercoledì 23 aprile 2014, si è alzato un altro grido di gioia per l’arrivo di Nicolò. Alle 00.04, mamma Alice e papà Davide hanno sperimentato ancora una volta la grazia di poter accogliere nella loro famiglia il dono di una nuova vita. Un altro germoglio fresco e pulito, quale segno di un grande Amore che riserva per l’umanità continue sorprese, prima fra tutte la vita nascente!
Spesso le notizie che ogni giorno vengono trasmesse dai mass media abbondano di tragedie, guerre, suicidi e omicidi… dipingendo il mondo di tinte fosche.
Invece, con la lieta notizia della nascita di Nicolò, vogliamo unirci alla gioia dei nostri amici Davide e Alice, per ammirare con rinnovato stupore “che Dio crea l’uomo poco meno degli angeli, coronandolo di onore e gloria” (cfr. Sal 8,6).
La nostra grande famiglia GAM, memore dell’affetto e della collaborazione avute da Davide e Alice, si stringe intorno a loro per affidare all’Amore di Dio e alla protezione della Mamma Celeste il neonato Nicolò e la sorellina Sara. La vostra famiglia abbia la gioia di cantare: “Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali, si saziano dell’abbondanza della tua casa e li disseti al torrente delle tue S
Grazia, luce e vita sono tutti attributi di Dio che danno gioia all’uomo e ella donna e si condensano nell’immagine della luce del volto di Dio, che è infinita bontà.
La luce è bellezza, bontà, sapienza, colore e forma, suono e profumo; la luce è gioia, sorriso e canto, movimento e forza, ordine e armonia; la luce è sentimento e conoscenza, chiarezza e verità, calore e donazione; la luce è vita, è Dio che si dona.
Cari Davide, Alice, Sara e Nicolò, siate sempre figli della Luce.


Aggiunto: Aprile 27, 2014
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PASQUA DI RISURREZIONE
PER IL GRUPPO “MARIA PORTA DEL CIELO” NON C’E’ GIORNO PIÙ BELLO

“Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova cristo assiso alla destar di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra” (Col. 3,1-2).

La terza domenica del mese di aprile cadeva il giorno 20 ed era la solennità della Pasqua. “Che facciamo per il nostro incontro?” - chiede Italo - “Noi ci siamo e anche gli altri al quali abbiamo chiesto”. “Anch’io ci sono – risponde don Eligio -, perciò ci ritroviamo domenica puntualmente e come ogni mese”. Nel frattempo arriva, indirizzato al gruppo, un significativo messaggio inviato da Elvira: “Risurrezione del Signore: non c’è giorno più bello!”. Sono sufficienti queste parole per comprendere con quale desiderio era atteso l’incontro, vissuto nella Cappella feriale di Neive Capoluogo.
Nostalgia del Cielo, certezza nella promessa di Gesù “vado a prepararvi un posto” (Gv. 14, 2), gioia nel saperci in comunione col Risorto e con i nostri “figli in Cielo”, ormai immersi nella Sua luce e in attesa del nostro arrivo tra loro, e tanta, tanta pace comunicata a vicenda è stata l’atmosfera nella quale è stata vissuto questo incontro di famiglia.
Nella preghiera del rosario, che ha scandito le diverse riflessioni, quanta tenerezza la Mamma Celeste ha riservato a questi figli tanto provati da un dolore, che tende ad acutizzarsi specialmente nei giorni di Festa. Ma Lei, Consolatrice degli afflitti, Lei, che per prima ha creduto alle parole di suo Figlio: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno” (Gv. 11,25-26), Lei, che contro ogni speranza, ha tenuta accesa la lampada della fede, ha saputo infondere in tutti una tale serenità intrisa di una pace vera, che non è di questo mondo.
Peccato che non siano di più le persone che, provate dal dolore della perdita di un figlio, possano sperimentare che cosa significhi vivere questa sofferenza illuminata dalla croce di Gesù. Gesù, infatti, non ha eliminato il dolore e nemmeno l’ha spiegato; l’ha, invece, illuminato e trasfigurato. Gli ha dato un senso dal di dentro, immergendosi ed affondando nel dolore in modo da farvi sprizzare una luce che servisse per ogni età.

Vogliamo ora condividere una bellissima riflessione scambiata in quel luminoso pomeriggio:
“Cari papà e mamma, se mi amate non piangete più. Le creature che non vedete, continuano a vivere. Non piangete. Non pensateci dispersi, non cercateci nel buio, non vedeteci nel pianto, non siamo scomparsi solo perché siamo usciti dalle nostre case. Noi, vostre creature, siamo avanti a voi, siamo tornati a Casa e in questa Casa dove anche voi ci raggiungerete. Non piangete se ci amate; non raggomitolatevi nel dolore, fate entrare la luce dentro. Noi vi siamo vicini, anzi ora siamo in voi! Non siamo scomparsi solo perché i vostri occhi non ci vedono, solo perché le vostre orecchie non ci odono. Noi parliamo al vostro cuore. Vi siamo più vicini di sempre, vi abbiamo solo preceduti. Non chiedetevi perché. Questi cadranno nel momento in cui ci ritroveremo, perché l’amore unisce, non può dividere. Dove ci ritroveremo tutti, non avrete più bisogno di chiedere perché, anche i vostri occhi vedranno e allora comprenderete. Non legateci sempre a ricordi di dolore, non pensateci sempre raccolti dalla morte; la morte non è tenebra, è un angelo di profumo e di luce e, attraverso di lei, si passa dalle mani dure e callose di quella che voi chiamate vita, alle braccia dolci e tenere di un altro Papà e Mamma, che da tutta l’eternità attendono di abbracciarci. E voi sapete che un giorno tutto questo vi apparterrà, vi raccoglieranno come hanno raccolto noi ma, nel raccogliervi, a lato, le vostre creature si ergeranno luminose. Non piangete per i progetti falliti, per i tempi interrotti, sono più importanti quelli che stiamo vivendo ora. I tempi non si sono interrotti, ma continuano a dilatarsi nell’amore puro passando di meraviglia in meraviglia. Ora noi facciamo parte di un universo che la vostra “piccola mente” non può capire. Noi siamo vivi, immersi nell’amore perfetto dei Tre: Padre, Figlio e Spirito Santo. Non è il Padre che ci ha tolto a voi, ma siamo noi che siamo andati da Lui, non per abbandonarvi, ma per potervi seguire meglio. Se ci amate non piangete… non piangete, papà e mamma, perché siamo diventati degli angeli, siamo i vostri angeli. Vi abbiamo preceduti per farvi da angeli, perché vi amiamo e vogliamo rimanere con voi per l’eternità! Non piangete per un figlio che ora non vedete, non piangete per qualcuno che pensate di avere perso. Preparatevi, invece, a ritrovarci, a ritrovarmi, e quando mi rivedrete vi rendere conto che nulla vi è stato tolto. Vi attendiamo così, con “l’aspetto del viso trasfigurato e con vesti di una bianchezza sfolgorante” (cfr. L. 9, 29). Fra tanti altri noi vi sorridiamo e guardiamo verso di voi e, in coro, tutti insieme ripetiamo: “Non piangete se ci amate!”. Con amore, i vostri figli”

Con lo sguardo carico di luce e con calorose strette di mano e abbracci sinceri, ci siamo dati appuntamento al prossimo incontro aspettando nel frattempo il Paradiso che ci attende.


Aggiunto: Aprile 24, 2014
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