I dati da lei inviati saranno trattati secondo la normativa vigente sulla privacy e non saranno ceduti a terzi

Non vi chiamo più servi... ma vi ho chiamato amici (Gesù)





Messaggio
Davide Parato
Ciao a tutti! È la prima esperienza che vivo fuori dalla mia città, Alba. L’ho trovata emozionante e ricca di entusiasmo. Confesso che era da un po’ di tempo che non stavo così bene con i miei amici.

Marco Costa
Sono contento di avere partecipato a questa giornata con la mia famiglia. Ho rivissuto le esperienze fatte quando ero molto più giovane.

Sara
Confermo quanto precedente detto da Raissa: questi incontri oltre ad aver dato una grande carica a noi, sono una eloquente testimonianza per i nostri figli che hanno potuto vedere che non siamo soli a vivere la bellezza della fede. Ci siamo sentiti spronati a buttarci ancora di più nell’impegno per il Regno di Dio.

Salvatore
È stata una giornata veramente piena di quel “Qualcosa di più” che il mondo non riesce a dare. Da soli non ce la faremo a fare nulla! Ringrazio tutti per questa stupenda giornata condivisa tra noi con il Signore.


Aggiunto: Aprile 6, 2014
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
Marta e Andrea
Grazie a tutti per questa possibilità di vivere insieme un’esperienza GAM così forte. Per anni abbiamo fatto percorsi separati. Oggi siamo tutti insieme per dirci che non siamo soli, ma che solo uniti possiamo riscoprire la bellezza “dell’ora decima”. Eravamo in tanti ed era bello vedere tante famiglie, nate, cresciute e formate nel GAM, che a loro volta hanno trasmesso questo spirito ai propri figli. A pochi giorni ormai dal nostro matrimonio, questo è stato un bell’esempio. Abbiamo scelto, memori di quanto fosse importante questa data, di sposarci il 24 maggio 2014 nel Duomo di Alba. La scelta di questo giorno vuole essere il preludio di una bella primavera.

Mattia e Giulia
Oggi abbiamo pensato alla nostra piccola realtà di Alba che, unita a tutte le altre realtà GAM, formano un’Opera stupenda in continuo sviluppo. Ci siamo sentiti immersi nella luce e abbiamo potuto fare un bagno di fede. Forti le presenze di don Carlo e della Mamma. Torniamo ancora più convinti che le cose di questo mondo non possono dare ciò che offre Gesù.


Aggiunto: Aprile 6, 2014
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
Alessia P., Lorenzo, Igor, Alessia N.
Siamo stati tutti molto contenti e ringraziamo per l’accoglienza riservataci. Non siamo abituati ad un ritmo così intenso di preghiera, ma fatta così insieme a tanti altri l’abbiamo scoperta insieme alla messa come qualcosa di bello che crea entusiasmo. Ricchi anche i momenti comunitari come il pranzo, i giochi e i tanti dialoghi. Abbiamo respirato tanta unità di gruppo.

Loredana
È stata una bellissima esperienza che onestamente, vent’anni fa, quando sono entrata nel GAM, non avrei immaginato. Ho provato tante emozioni che più volte mi hanno fatto salire il nodo alla gola ricordando eventi passati. Mi auguro che una giornata come questa possa essere un trampolino di lancio per nuove avventure.

Fabrizio
È la prima volta che partecipo a una giornata GAM di Formula 1. Posso solamente dire grazie a tutti. È stato tutto molto bello, bellissimo!

Marta U. M.
Ringrazio tutti per questa splendida giornata dove ho cantato moltissimo e ho riempito il cuore di gioia. Ora questa gioia sono chiamata a donarla ai miei amici e amiche.


Aggiunto: Aprile 6, 2014
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
Marilena
Grazie di cuore a tutti per aver condiviso questa giornata. Ora, tornando a casa invito tutti ad impegnarsi nelle varie serate di incontro per concretizzare le cose autentiche che contano veramente. Possa questa giornata avere ricaricato tutti di quella luce che ci aiuterà a realizzare avventure sempre nuove. Sicuramente giornate come queste suscitano nel cuore di ognuno delle chiamate specifiche. Assecondiamo queste mozioni dello Spirito.


Aggiunto: Aprile 6, 2014
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
“Le piccole comunità cenacolo dei giovani GAM sono tante e accendono la luce nel mondo. Il mondo è nelle tenebre. Ha bisogno di questi fari di luce. Voi siete il sale della terra, dice Gesù, voi siete la luce del mondo. Ma noi siamo luce del mondo se saremo agganciati in presa diretta con la VERA sorgente della Luce che è Gesù. Giovane GAM sii una piccola sorgente di luce in presa diretta con la grande Luce che è Gesù. Ascoltalo, sentirai nel tuo cuore fiammeggiare la gioia e diventerai un atomo fosforescente di luce nel mondo” (don Carlo).

Aggiunto: Aprile 6, 2014
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
CARO DON FRANCO, LA TUA DOLCE MAMMA ANNA MARIA ORA È CON GESU’ PER SEMPRE!
“Davanti al trono dell’Agnello fu aperto il libro della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quel libro, ciascuno secondo le sue opere” (cfr Ap 20, 12).
Tra le braccia amorose di suor Piera, mercoledì 12 marzo 2014, nella “Piccola casa della Divina Provvidenza” di Alba (CN), la mamma di don Franco Ciravegna, Anna Maria Chiabra, ha consegnato il suo spirito nelle mani di Dio. Ormai glorificato il Padre e compiuto l’opera che le era stata data da fare (Gv 17, 4), Gesù con grande gioia ha potuto dire: “Vieni, benedetta dal Padre mio, ricevi in eredità il regno preparato per te fin dalla fondazione del mondo” (cfr Mt 25, 34). Noi giovani GAM di Alba, ci stringiamo con tanto affetto intorno al nostro fedele Amico don Franco Ciravegna, assicurando il suffragio per la mamma e la fraterna preghiera per lui, affinché abbia la forza di superare questo momentaneo distacco. Prima, della sua dolce presenza poteva beneficiarne un tempo limitato, ora invece è con lui per sempre! Quando ha bussato alla porta del Paradiso è potuta entrare con la sua lampada accesa, attesa dallo Sposo. La sua prima “preoccupazione” è stata quella di consegnare a Gesù il ministero di suo figlio sacerdote. Se quand’era sulla terra lo ha seguito con ininterrotto amore e passione materna, ora che non ha più le limitazioni del tempo e dello spazio, è con lui sempre! Questa viva presenza la sentirà come forza di consolazione e rinnovato quotidiano coraggio nello svolgere tutti gli impegni pastorali. Caro don Franco, noi don Eligio, Marilena e tutti i giovani GAM di Alba, siamo riconoscenti a tua mamma per aver detto SI’ alla vita, permettendoci così di averti come vero dono del Signore tra noi! Come tu ci sei sempre stato Amico così noi ti rinnoviamo ancora una volta la nostra riconoscenza e la buona disposizione del cuore ad ascoltare i tuoi insegnamenti. E a te cara mamma Anna Maria (scusaci se ci siamo permessi di darti del tu), promettiamo il ricordo nella preghiera quotidiana affinché tu possa dal Cielo fare ancora tanto lavoro, tanto bene sulla terra. Ti vogliamo bene! Grazie!
“Tutto quello che avete fatto a uno solo dei miei fratelli più piccoli, in verità, vi dico, lo a avete fatto a me” (Mt 25, 40).


Aggiunto: Aprile 6, 2014
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
MARCELLO , EMILIANA E LORENZO, GRAZIE PER L’OSPITALITA’
“Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione e nessuno dirà: Eccolo qui, eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!” (Lc 17, 21).
Domenica 9 marzo 2014 il gruppo “Piccolo gregge” è andato in trasferta a Piobesi d’Alba (CN) per vivere il consueto incontro settimanale. Oltre le solite presenze, a questo appuntamento era presente anche tutta la famiglia Riso, piccoli e grandi. L’ospitalità riservataci da Marcello, Emiliana e il figlio Lorenzo, è stata eccellente; oltre a spalancare le porte di casa hanno anche offerto un ottimo momento di agape fraterna a base di pizza e dolci. Per quella serata si possono benissimo applicare le parole del Salmo 132: “Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli e le sorelle vivano insieme!...Là il Signore dona la benedizione e la vita per sempre” (cfr vss 1.3).
Dialoghi semplici, riflessioni profonde e preghiera intensa, hanno reso la serata veramente UNICA! La statuetta della Madonna pellegrina non ha potuto che “sorridere” a questa nuova puntata del cammino di gruppo. Lasciamo ora la parola a Marcello il capogruppo: “È stato un momento molto intenso che ha consentito anche a mia moglie Emiliana e a nostro figlio Lorenzo di condividere, per una sera, questo gruppo, cosa che abitualmente non possono fare. La preghiera del rosario è stata come sempre il momento più emozionante anche perché erano presenti i figli di Massimo e Rachele che, con la loro semplicità, hanno contribuito alla preghiera. Questi incontri vissuti nell’ambito familiare, ci aiutano ancor più a capire che siamo tutti un’unica famiglia, fratelli e sorelle sotto lo sguardo della nostra Mamma Celeste. La gioia di questi momenti è difficile da descrivere in poche parole. Ci auguriamo di poter ripetere altri momenti come questo, sperando che si possano unire anche tanti altri.
“Essi saranno come un giardino irrigato, non languiranno mai!” (Ger 31, 12).


Aggiunto: Aprile 6, 2014
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO CRISTIANO. PARTITO IL SECONDO CORSO

“Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te.Poichè, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno i popoli alla tua luce…”(Is 60,1-3).
Nel mese di febbraio 2014, è terminatao il primo corso (giovedì 6), e la settimana successiva è iniziato subito l’altro. Perché due corsi così ravvicinati? Semplice! Abbiamo moltiplicato l’impegno e le forze per rendere entrambi i cammini con le coppie che ne hanno fatto richiesta, molto famigliari e seguiti personalmente; cosa più difficile da realizzare quando le stesse superano un certo numero. Una cosa è seguire 14-16 persone, un’altra è seguirne 50 e più cpme è stato per l’anno precedente. Pertanto, consultati Paolo ed Emanuela, referenti del gruppo fidanzati presso l’ufficio diocesano famiglie, si è deciso di non fare gruppi oltre le venti persone. Di qui la scelta di proporre due corsi distinti. La prima esperienza si è rivelata molto positiva, così come ottima la partenza del secondo turno. Duplice novità! Il primo incontro, quello davanti a Gesù Eucarestia, è avvenuto sabato 15 febbraio e non il giovedì sera com’era solito farsi. Anche questo, perché? Perché quel sabato sera coincideva con il terzo del mese, serata dedicata all’incontro del gruppo famiglie della parrocchia insieme alle famiglie del GAM. Quale occasione migliore di questa per offrire un ricchissimo primo incontro sia sui contenuti sia sulla testimonianza concreta? La cappella invernale era al completo e Gesù, dall’ostensorio, visibilmente contento di quello spettacolo di cui era circoncondato. Invocazione allo Spirito Santo, Ave Maria in cenacolo con la Parola di Dio, esempi concreti di vita, scelte che si è chiamati a fare nella vita matrimoniale, dialogo spontaneo…insomma, un concentrato di cose belle! Al termine, ogni famiglia presente ha preso in “consegna” una coppia da incontrare nella settimana successiva. Le testimonianze arrivate dopo i vari incontri famigliari, sono state tutte più che positive. Quasi un ritornello ripetuto era:”Speriamo anche noi di poter diventare una famiglia così!”. Il giovedì 27 febbraio, ecco un’altra novità. Il nostro vescovo di Alba, Monsignor Giacomo Lanzetti, a causa di un imprevisto non ha potuto incontrare le coppie nell’oratorio di Neive, come concordato. Così sono state le coppie ad andare da lui. L’incontro è avvenuto al santuario della Madonna Moretta in Alba. Che spettacolo vedere il “pastore circondato dal gregge”, intrattenersi con i fidanzati in modo affabile e paterno, dialogare con loro rispondendo alle domande e chiarendo dubbi e perplessità. Si sono respirati pace e armonia. Il saluto di congedo è stato caloroso quanto quello di benvenuto, dandosi appuntamento per il 6 marzo nell’oratorio di Neive. Delle prossime due tappe ne parleremo, a Dio piacendo, nell’articolo del mese seguente.


Aggiunto: Aprile 6, 2014
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
II TURNO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO CRISTIANO: TRAGUARDO RAGGIUNTO!
“Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: - Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra…- Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco era cosa molto buona” (Gn 1,27-28.31).
Gli ultimi due incontri in preparazione al matrimonio, giovedì 6 e 13 marzo 2014, con le coppie che hanno chiesto di sposarsi in chiesa, sono stati una vera miniera di Spirito Santo, un cammino sicuro per realizzare il matrimonio come il Signore lo vuole.
Per la prima serata è nuovamente tornata la dott.sa Lara Coscia che, partendo dal testo biblico sopra citato, ha aiutato le coppie ad indirizzare l’esercizio della loro sessualità a servizio del dono dell’amore e dell’apertura alla vita, sempre!
Importante in questo percorso è stato conoscere anche i metodi naturali che permettono e accrescono il rispetto dei tempi di maturazione dell’amore. La competenza di Lara e la sua passione cristiana nel comunicare questa “possibilità”, per molte coppie è stata una piacevole scoperta. Per altre, invece, un approfondimento chiaro e preciso, informazioni precise e approfondite, attinte da fonte chiara ed autorevole. Il dialogo-confronto che si è acceso, durante e dopo l’esposizione di Lara, è stato il chiaro segno del gradimento di quanto trattato.
E la cosa non si è fermata qui perché, il vivace confronto se sia giusto accogliere o non accogliere di portare a termine la gravidanza di un feto “catalogato non normale”, ha gettato le basi per l’incontro successivo che ha visto come “relatrici” due mamme con i figli diversamente abili.
Giovedì 13 marzo non poteva esserci proposta migliore per coronare un tratto di strada molto intenso fatto con queste coppie.
Proviamo a condividere qualche pensiero…

Con Enrica, la mamma di Alessandro Bergolo, un alunno di quinta superiore all’Arte Bianca di Neive (CN) affetto da sindrome di Down.
(L’incontro è iniziato con la recita comunitaria della coroncina della Divina Misericordia)

-Vi ringrazio per l’invito a venirvi ad incontare e per l’esempio di fede che mi avete dato. Avere pregato insieme, non ha dato forza solo a voi del gruppo, ma anche a noi che veniamo dall’esterno.
Questo lo capisco bene perché anch’io e mio marito Enzo frequentiamo da tanti anni il gruppo-famiglie della nostra parrocchia, e questo ci ha dato una grande forza per essere arrivati fin qui.
La nostra avventura con nostro figlio Alessandro è iniziata dopo il nostro matrimonio. Mio marito aveva allora 27 anni e io 20. Due giovani pieni di sogni e di tante aspettative. Alessandro è il primo figlio che ci è arrivato, e non sarei sincera se vi dicessi che il suo arrivo ci ha visti subito contenti. Accertata la sindrome di Down non è stato facile accoglierla come un dono. Questa scoperta ha inizialmente destabilizzato la nostra coppia, dando un deciso scossone al sogno che hanno tutti i genitori: avere un figlio “normale”.

-Dopo un iniziale momento di smarrimento, è stato proprio Alessandro ad aiutarci ad accogliere la sua “diversa abilità”. Il suo costante sorriso ci ha incoraggiati a non mollare, a credere che qualcosa di nuovo era possibile. Le nostre famiglie d’origine ci sono state molto vicine con la loro costante presenza, anche se rispettosa e discreta. Quanti ospedali ha girato il nonno per trovarne uno, il più idoneo possibile a prestare le cure necessarie ad Alessandro

-Un altro ruolo molto importante lo ha avuto il gruppo-famiglie della parrocchia. Per noi è stato una vera ricchezza perché, da soli, non ce l’avremmo mai fatta! La vicinanza di tutti quegli amici, che perdura tutt’oggi, ci ha molto coinvolti in quella spiritualità che ci ha aiutato a placare l’iniziale rabbia e rispondere alle tante domande che ci portavamo dentro. Una tra tutte: perché proprio a noi? Che cosa abbiamo fatto di male per meritare quel castigo?

-Intanto Alessandro ci stava aiutando ad essere sempre più una vera famiglia. Purtroppo lui però cresceva pochissimo e dopo ripetute visite scoprimmo che una grave cardiopatia stava minando seriamente la sua già gracile salute. Aveva allora due anni e mezzo. Da quella “scoperta”, ha subito ben venti ricoveri con tre interventi chirurgici molto delicati.
La fatica e la sofferenza non sono mancate, ma il suo costante sorriso, i suoi tentativi di comunicare con la parola e la sua irrefrenabile voglia di crescere, ci hanno aiutato a non mollare mai neanche per un solo istante. Così la sua lotta per farcela a tutti i costi, ci ha aiutato a dimenticare noi stessi.

-Un ruolo molto importante nel “lavoro” di riequilibrio della famiglia senza dubbio lo ha avuto mio marito Enzo. Perché? Perché una mamma con il proprio figlio, anche a motivo di averlo portato nel grembo per nove mesi, ha con esso una rapporto viscerale. Il padre, per il suo diverso compito, ha invece un rapporto più “distaccato” e questo ruolo diverso aiuta molto a instaurare nella vita della coppia e nel rapporto con i figli un buon equilibrio. Naturalmente questo processo esige comunque maturità in entrambi i coniugi.

-Nella nostra famiglia, inserendosi poi la lotta per permettere ad Alessandro di vivere una vita il più normale possibile, lui, inconsapevolmente, ci ha aiutato ad essere ancor più vicini tra noi, più innamorati, ma di un amore vero! Abbiamo altri due figli, due bei figli, ma Alessandro è il più bello di tutti! Lui è orgoglioso dei suoi fratelli e loro, ricambiando, sembrano fare a gara nell’amarlo, proteggerlo e responsabilizzarlo. Pertanto quando noi pensiamo a lui, non ci fermiamo alle fatiche e ai sacrifici, ma alla sua forza caparbia nel portare avanti un’opera intrapresa.

-Insieme a questo figlio ho girato tanti ospedali e vi posso dire che c’è ben di peggio di ciò che abbiamo vissuto noi. Vi parlo anche da insegnante: un conto è dire agli altri come si può affrontare un problema e un altro è l’essere madre di un figlio con dei problemi. Torno però a dirvi che noi siamo stati molto uniti dalla condivisione di valori forti che non ci hanno mai permesso di rallentare i nostri passi. Un ricordo che non si cancellerà più dalla nostra mente è quando, oltre agli altri problemi, abbiamo scoperto che Alessandro aveva una gravissima cardiopatia. Allora avevamo don Valentino come parroco, e lui ci ha chiesto se avevamo piacere di incontrare una famiglia il cui figlio aveva li stessi problemi di Alessandro. Quell’incontro e la loro solidarietà ci hanno molto aiutato, soprattutto in quel momento. Lo suggerisco anche a voi: quando vi troverete davanti a un problema non chiudetevi mai in voi stessi, condividetelo con persone a voi vicine e immancabilmente non farete che crescere.

Mamma Enrica ha poi letto questo racconto, commentandolo…
“ Un giorno, da non si sa dove, arrivò un bambino. Era un bambino come tutti gli altri, ma sembrava più piccolo per via del fatto che con lui non c’era nessuno. Lo videro un uomo e una donna che passavano di lì, e si chiesero da dove potesse venire. “ Per me viene da molto lontano “, disse l’uomo. “ Tutti i bambini vengono da luoghi lontanissimi “, disse la donna. “ Sì, ma questo sembrava più lontano degli altri “, insistette l’uomo. “ E, invece, a me sembra più vicino. Anzi, vicinissimo “, disse lei. E indicò che sul piede del bambino era cominciata a spuntare una fogliolina. “ Vedi,” spiegò, “ ha già cominciato a mettere radici “. E aveva ragione perché i bambini sono bravissimi a mettere radici. Anzi a far mettere radici a tutto quello che è intorno a loro: donne, uomini, cose, animali, nuvoile, paesi… “.

Questo l’ho sentito molto vicino e rispecchia il nostro comportamento, mio, di mio marito e di Alessandro. Lui dove passa mette le radici e lascia un segno perché è speciale! Queste sue radici guardano verso l’alto perché è da là che ci viene il senso e il valore di tutto! Grazie di avermi ascoltato”.

Seconda “ relatrice “, la mamma di Davide Bevione, un ex alunno dell’Arte Bianca affetto da sindrome di Lesch Njhan.
Rosita saluta tutti e inizia così il suo dialogo. La nostra storia è iniziata 26 anni fa, esattamente l’età di Davide. Egli è nato sano e vispo come tutti i bambini, ma a due mesi e mezzo sono iniziati i problemi. Si vedeva che progressivamente stava male, i valori nel sangue erano tutti sballati, molto più alti della norma, ma, nessuno era in grado di darci una risposta sul perché di quanto stava succedendo.
Siamo finiti al Regina Margherita di Torino, ma anche là i dottori ci hanno lasiati con tanta incertezza. Lo hanno portato in una camera per effettuare altre accurate visite e a me e a mio marito hanno detto di aspettare fuori. Nel frattempo siamo andati a cercare la cappella e, in preghiera davanti alla statua della Madonna, glielo abbiamo affidato con tutto il cuore. Umanamente non potevamo fare di più! Dopo due ore di estenuante attesa ce lo hanno fatto vedere : steso su un lettino bianco ci è parso di vedere Gesù sulla croce, tanto era grande quel “dolore innocente”. Alle ore 18 di quello stesso giorno ebbe un primo attacco cardiaco. Pensavamo di perderlo. Poi la crisi passò, ma ecco che alle ore 20 ne ebbe un altro molto più grave. Anche quella volta pensavamo che non l’avremmo più rivisto. I medici vedendoci straziati dal dolore ci hanno fatti uscire, ma nel frattempo la situazione critica era nuovamente passata. Un altro sospiro di sollievo. Quel ricovero è durato dal 6 giugno fino al 14 settembre : esami su esami, ipotesi su ipotesi. I consulti avvenivano anche con altri ospedali specializzati in malattie infantili. Così, contattato anche l’ospedale “Bambin Gesù” di Roma, di là è stato chiesto di prelevare un campione di sangue per inviarlo a Copenaghen a un centro specializzato allora all’avanguardia, per esaminarlo. Per l’esito, ci dissero, che avremmo dovuto attendere almeno 15 giorni. Di giorni, invece, ne erano passati solamente 3 e l’esito era già nelle mani dei medici di Torino. Con Giorgio, mio marito, abbiamo chiesto subito : “Per Davide c’è qualche possibilità o non ce la farà?”. I medici pur non sbilanciandosi troppo non ci hanno dato un verdetto solo negativo, ma pur dicendoci che c’era una sospetta sindrome in corso, si sono riservati di far ripetere l’esame del sangue in un altro centro specializzato. Questa volta a Houston. Anche qui si ripetè il “miracolo” dei 3 giorni invece dei 15 ipotizzati. Il verdetto dei medici allora è stato molto chiaro : sindrome di Lesch-Njhan, dal nome degli scienziati che l’avevano identificata. In tutto il mondo erano allora 300 casi conosciuti. Ma al di là di questo nulla di più hanno saputo dirci. E i medici hanno ancora aggiunto : “Tranquillizzatevi perché il bambino è fuori pericolo. Qualcosa riusciremo a fare per lui, ma non possiamo nascondervi che corre il rischio di rimanere un vegetale per tutta la vita”. Quelle parole inaspettate ci hanno fatto crollare il mondo addosso e la mente si è arrovellata nelle inevitabili domande : “Se fosse veramente così, per lui che vita sarà? E noi ce la faremo?…”. Ma in quel momento non ci era permesso fermarci ; dovevamo andare avanti sulla strada intrapresa. Oggi, ringraziando, Davide è ancora con noi e non è un vegetale! Purtroppo non cammina perché questa malattia toglie l’autocontrollo di tanti movimenti, però lui per noi e per tutti è una continua lezione di vita. Quanti grazie dice in una giornata, solo Dio lo sa e anche chi gli vive accanto. Per non parlare poi dei suoi sorrisi e del suo sguardo attento a tutto quanto gli capita intorno. Quando non riesco a nascondere più di tanto qualche momento difficile, lui, prontamente, mi dice : “Forza mamma, non mollare, non mollare mai!”. Quando vede che uno non sta bene, aumenta incredibilmente la sua sensibilità e cerca subito di tranquillizzarlo invitando tutti a guardare avanti e a ringraziare Dio per le tante cose buone che abbiamo. Un momento non facile è stato quello dove lui ci ha chiesto ripetute volte : “Mamma, papà perché io sono così? Perché tutti mi guardano?” abbiamo cercato di farlo ragionare dicendo, tra le altre cose, che sarebbe potuto succedere a chiunque. Dopo parecchi spunti che gli abbiamo offerto di volta in volta secondo le sue domande, un giorno ci ha finalmente detto : “Se le cose stanno così, come Dio ha permesso questa malattia, Egli mi darà anche la forza di andare avanti!”, e dal quel momento non ci ha mai più chiesto nulla a riguardo. Superata quella fase ecco arrivarne un’altra causata dall’affermazione : “Mamma, voglio morire” e subito con prontezza ecco la risposta : “Tesoro, guarda che prima o poi moriremo tutti : è solo questione di tempo!”. E a forza di dire e di fare anche quella fase è stata superata. A differenza di tanti altri a questi giovani basta molto poco per renderli felici : un saluto, un semplice gesto di considerazione, un atto d’amore che li faccia sentire vivi, stare in mezzo agli altri ... Tutte queste cose li rendono le persone più contente del mondo.
Qui Rosita, racconta un aneddoto molto interessante
Davide frequentava allora la terza elementare e la scuola aveva organizzato una gita a Serralunga d’Alba (CN) a vedere il castello medioevale. Anche lui voleva andare, e in pulman insieme a tutti gli altri. Per lui non esistevano difficoltà particolari : era la sua prima uscita, la gita era stata organizzata per la sua classe, lui faceva parte di quella classe perciò anche lui doveva andare con tutti gli altri. Il ragionamento filava, e con gli occhi bene aperti scrutava tutti i movimenti del mio volto. Come si poteva dirgli di no? “Quella notte – racconta mamma Rosita – non ho chiuso occhio pensando che l’impresa fosse troppo ardua, e invece tutto andò meglio del previsto. Una preghiera e una parola “magica” hanno reso possibile la cosa : Rosita – mi sono detta – dai che ce la farai!”. Con l’aiuto delle maestre la carrozzina è stata fatta salire sul pulman ed è anche stata fatta scendere, sia all’andata sia al ritorno. Le barriere architettoniche del maniero, non certo pensate in funzione anche dei diversamente abili, non erano anch’esse facili da affrontare, eppure con l’aiuto delle maestre anche quell’ostacolo non è riuscito a fermare il sogno di Davide. Scale per arrivare al primo piano superate! Anche quelle fino al secondo, superate! Per l’ultimo piano tutto era invece più complicato perché i gradini erano molto stretti e la scala ripida. Come si faceva dire a Davide che l’impresa sarebbe stata molto difficile e, soprattutto, pericolosa? “Così – continua Rosita – una davanti e una dietro, gradino dopo gradino siamo arrivati fino alla cima. Terzo piano! Davide era il bambino più felice del mondo. Anche lui era arrivato fin lassù insieme a tutti i suoi compagni. Guardava tutto e tutti con occhi estasiati e, voltandosi mi disse : - Grazie mamma! - . Quel grazie tanto speciale mi ha ripagato di ogni fatica!” ma la più stupita è stata la custode del castello tanto che disse : “Sono qui da alcuni anni e ho visto altre carrozzine salire, ma tutte si sono fermate al massimo al secondo piano. Oggi è la prima volta che vedo una cosa simile : una carrozzina di queste dimensioni salire fino al terzo piano! Non ho parole … ! “. Al ritorno verso casa i grazie di Davide non si contavano più. Però un’altra pagina molto bella su quella avventura non era ancora stata scritta. Rosita prosegue il racconto : “Circa una settimana dopo, le maestre mi hanno chiamata per farmi leggere un testo scritto da Davide dove ha raccontato le emozioni e le cose viste in gita. Il suo racconto finiva così : - se ho passato una giornata tanto bella devo dire grazie alle maestre, ai miei compagni, all’autista … ma soprattutto a mia mamma! Se non ci fosse stata lei io in gita con i miei compagni non sarei andato. Mamma grazie con tutto il cuore! - . Davide è veramente il nostro maestro!”. Neanche l’autolesionismo lo ha scoraggiato. La sua malattia lo portava a mordersi le labbra, le mani, fino a farle sanguinare. Ha chiesto aiuto a papà e mamma … dopo qualche giorno anche quella nuova prova è stata superata. Nulla ha potuto fermare quell’Opera iniziata con tanto amore e tanto sacrificio.
Rosita chiude questa avvincente storia con l’avventura di Telethon.
Quella sera il programma non lo abbiamo guardato, ma ci è stato segnalato da una parente di aver visto un caso simile a quello di Davide. Rosita sente una voce insistente dire dentro di lei : “Devi fare qualcosa, devi scoprire quel ragazzo che hanno fatto vedere, devi muoverti … Me lo sentivo dentro!”. Ma come fare, dove andare, chi cercare non avendo nessun indizio tra le mani? Allora prende in mano il telefono e contatta la Rai. Non le sono date risposte per via della privacy e venne interrotta la comunicazione. Non si perde d’animo. Riprova e riesce ad avere un primo punto di riferimento : quel ragazzo si trova in Toscana, probabilmente in provincia di Pisa. Nulla di più. Telefona ai carabinieri di Pisa e lì scopre che questo ragazzo abita a Pontedera. Telefona allora ai carabinieri di Pontedera e tra un tira e molla sempre per motivo della privacy, viene a sapere che si trova a Buti, una frazione di Pontedera. Con il cuore in gola chiama in comune e dopo le stesse difficoltà sopra citate, finalmente riesce a sapere il nome, il cognome, dove abitava e il numero di telefono. Tutta la mattina era “partita”, e in più 500 mila lire di telefonate, ma l’obiettivo era stato raggiunto. Rosita ha potuto parlare con quella mamma e da quella telefonata è nata un’associazione attualmente composta da 52 famiglie tutte legate dal medesimo problema. Non erano più soli! L’unione ha creato il “miracolo della solidarietà” che perdura tutt’oggi. La forza della fede, la tenacia di papà e mamma e l’aiuto di tutti, hanno reso possibile tutto ciò che finora è stato raccontato.
Rosita ed Enrica hanno così concluso il loro intervento : “Il pensiero dell’aborto ci fa rabbrividire. Il mondo ha bisogno di esempi, di maestri di vita come Davide e Alessandro. Un possibile NO a loro, vorrebbe dire : negare al mondo una grande forza per affrontare tutti i problemi. Essi sono un DONO PER TUTTI ! Ancora grazie per l’ascolto e per la commossa partecipazione”.
Sorrisi, qualche lacrima, tanti commenti e calorose strette di mano … hanno concluso questo secondo corso.
Com’è stato per il primo, seguiranno ora alcune testimonianze che “parleranno da sole” circa la ricchezza trasmessa in quei cinque incontri.


Aggiunto: Aprile 5, 2014
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
Carissimo Don Eligio,
Carissimi Amici,
Carissimi Compagni di Viaggio
Questa sera siamo qui a scriverVi per ringraziarVi nuovamente per la bella esperienza vissuta. In questi cinque incontri, abbiamo avuto modo di avere una visione più ampia di quella che viene definita “vita di coppia”, attraverso esempi reali di famiglie cristiane. Ci ha particolarmente toccato la fede delle mamme di Davide e di Alessandro: sentendo cosa è successo loro, ci siamo resi conto che senza Fede non si va da nessuna parte. La fede ha dato loro la forza, la tempra e la capacità di affrontare i dolori e le disgrazie che purtroppo la vita ha riservato loro: “Dio mi ha permesso, e mi darà anche la forza di affrontarlo” – come ha detto Davide. Tutto ciò ci ha aperto gli occhi e abbiamo capito che Dio è sempre con Noi dal primo all’ultimo giorno della nostra esistenza: Lui c’è stato, c’è, e ci sarà sempre per noi: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” disse Gesù. Ma noi siamo sempre disponibili verso Lui? Eppure Dio è con noi nella vita di tutti i giorni! Siamo stati ospitati da Francesca e Antonio e dai loro tre figli – una famiglia squisita. Li ringraziamo per l’accoglienza, l’ospitalità e la disponibilità che ci hanno riservato. Ci hanno fatto capire che fede e quotidianità non albergano in due mondi diversi, ma che la fede è il cuore pulsante della famiglia cristiana. La fede e i principi cristiani ti aiutano a superare le difficoltà quotidiane, le situazioni di confronto, ed i malumori che ci possono essere - come ribadito anche nell’incontro con il Ns. Vescovo, Monsignor Lanzetti.La semente donataci è la migliore: starà a noi mettercela tutta affinché il seme non cada né nella roccia, né nella strada, né fra le spine, come recita la parabola del buon seminatore. Il nostro impegno è quello che, dopo l’entusiasmo iniziale, il seme vada a cadere nel buon terreno e porti frutto con perseveranza.
Un grazie di cuore a Voi tutti. Sara Muratore e Dario Marco Boffa


Aggiunto: Aprile 5, 2014
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP
Powered by PHP Guestbook 1.7 from PHP Scripts
 
« Prima ‹ Indietro 26 27 28 29 30 31 32 33 Dopo › Ultima »