I dati da lei inviati saranno trattati secondo la normativa vigente sulla privacy e non saranno ceduti a terzi

Non vi chiamo più servi... ma vi ho chiamato amici (Gesù)





Messaggio
Chiedo a voi solo una preghiera, chè il Signore mi dia la forza di superare i miei tanti errori.

Aggiunto: Agosto 9, 2012
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
Ciao a tutti io sono la cugina di Christian Marsala,volevo solo dire cugino mio mi manchi tantissimo lo sò che da la sù mi stai guardando, spero che stai bene sai adesso non sei più solo ci sono i nonni che mi mancano anche loro ,io tutto bene mi sono sposata e sono contenta e felice,mancavi solo tu al mio matrimonio ma io so che quel giorno eri li con noi a festeggiare il mio matrimonio. E spero che mi sorveglierai da la sù e che ci guardi.Adesso ti saluto voglio solo dirti TI VOGLIO BENE CHRISTIAN SALUTAMI I NONNI E DIGLI CHE LI PENSO SEMPRE COME PENSO A ANCHE A TE CIAO :!cry:

Aggiunto: Luglio 21, 2012
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP



Messaggio
Carissimi amici del GAM
mi complimento per il bel sito e desidero anche chiedervi una preghiera perchè tra mercoledì 23 maggio e 27 Maggio 2012 le sorelle del GAM tengono una missione nella mia parrocchia ( S. Maria Assunta e s. Giorgio in Badalucco ( IM ) con la presenza della Madonna di Fatima.
Sono molto contento e credo che porterà tanto beneficio alla comunità.
il mio desiderio che possa , grazie anche a questo evento di grazia, aprire un cenacolo GAM che possa aiutare particolarmente i giovani.
Dio vi benedica e la Madonna vi protegga
don Antonio
uniti in preghiera - don Antonio


Aggiunto: Maggio 21, 2012
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
Pace e bene,

sono un Frate Minore Cappuccino, e apprezzo molto il vostro apostolato, e la vostra spiritualità.
Vi seguo spesso, attraverso l'utilizzo del messalino che mensilmente mi giunge, e per il quale mi congratulo..
Quante cose belle opera il Signore e la Vergine Maria, quanto docilmente ci mettiamo nelle sue mani..dicendo il nostro SI...Compie "meraviglie"..e di ciò Maria ci è di testimonianza e di grande esempio.."grandi cose ha fatto in me l' Onnipotente.."
Vi chiedo di pregare per me, i miei confratelli e la mia Famiglia, come io farò per voi tutti.
un fraterno abbraccio.

PS. ho ascoltato il canto " DONNA VESTITA DI SOLE" Stupendo!!! sapete dirmi dove posso trovare lo spartito, o se potete inviarmelo voi via mail?
Grazie infinite, il Signore vi dia pace!!


Aggiunto: Maggio 1, 2012
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
Sapete che...

Siate cauti quando dite:
...se non vi accetta spolverate la polvere dai vostri piedi e andate avanti, perché in giudizio e in vita terrena il Signore farà altrettanto con voi, così: "quando perderete la fede, non ve la farà ritrovare perché non gli hai dato la possibilità di farglielo fare, malgrado le possibilità che non avete dato agli altri", e tante altre cose, "se non hai fatto (...questo...) se non hai (...visto bene...) se non hai (...valutato bene...), sè infiniti. Quale merito può darti il Signore?". Ecco, quando usate le Parole del Signore siate cauti:
Gesù disse: “siate astuti come serpenti e candidi come le colombe” (Mt 10,16). USATE IL CERVELLO PRIMA DI CONDANNARE QUALCUNO - VI E' STATO DONATO ANCHE QUELLO - VE LO TOGLIERA' SE NON LO SFRUTTATE, però non vi dimenticate del CUORE, che è più importante!

Giovanni Battista insisteva con tutti, era uno perspicace e capace. Tanti oggi non fanno niente e dicono niente e quel poco che fanno o dicono si credono GIUSTI .
Ma sapete davvero valutare come valutava Gesù?
Sapete davvero essere così convinti di quello che fate?

Giovanni era convinto, e ...tu?

Tante volte giudichiamo persone o cose che se vedendole bene (anche se ci vuole tempo) non vi avreste mai immaginato che fossero state come voi pensavate.
Un trovatore di oro in una miniera vede qualcosa lo prende in mano e subito lo butta via.... Un'altro si ferma e lo guarda molto bene "era una pietra molto sporca, ma pulendola si accorse che aveva appena trovato una pietra preziosa!"


Aggiunto: Aprile 16, 2012
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
Ciao a tutti cari amici tutti.
Oggi è Pasqua il giorno che aspettavo con gioia e ansia per la risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, che vi dia coscienza vera che Egli c'è sempre e non verrà mai meno alle sue promesse.

"Signore Gesù: non permettere che la poca coerenza del nostro cristianesimo sia occasione del fatto che gli altri condannino te o la tua chiesa"

Solo ieri notte presso la Chiesa S.S. Pietro e Paolo di Neive ricevo i tre sacramenti e finalmente grazie alla bontà e alla gratuità di nostro Signore faccio parte in corpo e in spirito di Lui e della Sua Santa Chiesa Cristiana.
Grazie a Don Eligio Mantovani e Don Pier Luigi Voghera, al mio amico e Padrino Marco Rosso, ai miei amici Marcello Cane, Emiliana Pasquero e loro figlio Lorenzo, che mi hanno sostenuto e guidato egregiamente durante il mio cammino, a tutti i miei amici e amiche del GAM Alba(MARCO ROSSO - MARCO LIISTRO - MAURO MANZONE - CLARA ROAGNA - LOREDANA FERRANTELLI - ANNA OCCHETTI - GAETANO GIORDANO - SALVATORE ARENA - LORENZO E SUA MOGLIE - FABIO E LA SUA FAMIGLIA - GIOVANNI - MIRCO VICO - VERONICA - DOMENICA VINCI E MARCO CAI - CRISTIAN SUGLIANO - i coniugi MONTALDO e tutti gli altri cui non ricordo il nome che sono stati presenti e hanno partecipato.
In particolare rinGrazio di vero cuore le Famiglie che con il loro amore e sostegno aiutano noi giovani non facendoci sentire mai soli creando sempre con spontaneità e vero amore un vero calore di una famiglia vera!
Grazie alla famiglia:
BASILE: Aurora, Andrea, Arianna, francesca, Antonio
BORDINO: Marco, Mery, Roberta, Massimo
MARASSO: Viviana, Maurizio, Maria Pia, Marco
PELISSERO: Luca, Chiara, Emanuela, Paolo
PIO: Serena, Ornella, Roberto
RISO: Sabrina, Claudia, Domenico
SEGINO: Elda, Vittorino
ZICHI: Francesco, Giulia, Marzia, Massimiliano

Con affetto e ricambio
Vostro amico, Davide Alborino


Aggiunto: Aprile 8, 2012
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
salve a tutti voi avrei un desiderio grandissimo che mi porto da quando ero bambino, quando si faceva il mese mariano la mattina prima di andare a scuola,il sacerdote ci faceva ascoltare alcuni brani che mi sono rimasti dentro. per caso ascoltanto i canti del sito li ho risentiti ed ho provato le stesse emozioni che provavo quando ero piccolo. vi chiedo gentilmente come posso avere il cd Laus Gloriae * * * Maria Volume 11.

Aggiunto: Aprile 4, 2012
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
Colui che giudica si illude di poterlo fare al di là di questa divisione che determina anche il suo giudizio.

Romani 2:1-11

Vs. 1 Che il mondo fosse ben chiaramente diviso, senza Cristo, era già apparso evidente qualche versetto fa: il giudeo e il greco. Ecco la grande divisione, ecco il muro. Solo con Cristo, come colui che è la fine della legge, ha inizio la riconciliazione umana. In Cristo la distinzione è solo memoria (Gal. 3:28)
Colui che giudica si illude di poterlo fare al di là di questa divisione che determina anche il suo giudizio. Il giudizio è dentro la divisione, opera ulteriormente la divisione. Chi giudica partecipa al grande peccato umano: la separazione! Il giudice è uguale al giudicato, fa le sue stesse cose perché nel giudicare divide, rompe, separa.
Ecco svelata l’illusione dell’uomo pio religioso, prigioniero di se stesso, che condanna gli altri, che si erge a giudice degli altri, e già in quest’atto egli pronunzia la sua condanna. Con il metro col quale giudicate, così sarete da Dio giudicati, dice Gesù. Ancora una volta, Paolo segue il suo Maestro.
Chi giudica lo fa dimenticando i suoi peccati. Il giudice soffre di amnesia! Il grande critico verso gli altri è generoso verso se stesso! Ma facendo così, egli, proprio lui, non gli altri, è senza scuse!

Vs. 2 Paolo svela al giudice la sua propria condizione. “Noi sappiamo”, dice. Quindi intende dire: io lo so, ma lo sai anche tu. Sì, anche il giudice lo sa, anche nell’esercizio di negarlo. Più giudica gli altri, più nega a se stesso questa verità e più la nega a se stesso più giudica gli altri.
Chi giudica tende a dimenticare il giudizio di Dio. Ma cos’è il giudizio di Dio? E’ l’ultima parola di Dio, perché Dio pronuncia l’ultima parola, Egli soltanto ha diritto a quest’ultima parola. Chi giudica vuole rubare a Dio questa ultima parola che può solo appartenere a Dio. Ultimo ovviamente non semplicemente nel senso temporale, che viene alla fine; ma ultimo nel senso dell’unica parola che può giudicare, della parola che è al di sopra di tutte le parole, e quindi è prima, durante e dopo la nostra parola!
Tu sai che il giudizio di Dio è vero, come puoi dimenticare questa verità? Vero è sinonimo di ultimo: la parola al di sopra di tutte le altre.

Vs. 3 Se chi giudica sa, non può sfuggire all’attacco sferrato da Paolo. E’ messo nell’angolo! Ma ancor più: è messo nell’angolo da Dio, non può sfuggire l’attacco di Dio. Paolo gli dice: se insieme a me sai la verità del giudizio di Dio come puoi pensare di sfuggire a questo giudizio? Come puoi pretendere di separarti da colui che pecca, se tu ergi il muro della separazione col tuo giudizio e quindi sei tu stesso il peccatore. Perché essere peccatore è vivere nella condizione di separazione.
Qui Paolo è duro, ma anche molto efficace. Ancora una volta si mostra esperto dell’animo umano: colui che giudica gli altri, commette le cose degli altri perché produce la divisione, la separazione.

Vs. 4 Ecco finalmente definito chiaramente il peccato di chi giudica: deride la bontà, la clemenza e la pazienza di Dio. Si fa egli stesso dio, senza saper essere però clemente come Dio. Pronuncia l’ultima parola. E’ il Giona di Ninive. Non riconosce il potere che ha la bontà di Dio di cambiare i cuori dell’uomo. Il giudice non crede nella conversione. Non ha la pazienza di attendere. E’ il fondamentalista che ritiene di avere Dio dalla sua parte invece di mettersi lui dalla parte di Dio. Il fondamentalista indulgente verso se stesso e severo verso gli altri.
Quanti di questi giudici popolano le nostre chiese? Ma la chiesa non dovrebbe essere invece l’officina dell’uomo e della donna nuovi? Ma come spiegare al giudice degli altri che ci vuole tempo, pazienza, perseveranza per costruire questa nuova creatura? Che bisogna tollerare i fallimenti e le sconfitte? E chi se non colui che giudica vuole togliere alle chiese quest’unico compito: costruire faticosamente l’uomo e la donna nuovi?
Il termine greco “anochè” dice di Dio la sua pazienza. Egli è colui che rimanda, che compie questa dilazione d’ira, che si trattiene. L’Iddio paziente che rimanda è l’Iddio che ama. L’amore spinge Dio, il giudice vero, sulla scivolosa scia della grazia. Il moralista, il giudice umano non sopporta questo volto di Dio. E’ troppo debole un Dio così, non produce alcuna sicurezza, e quindi cerca di mettersi al posto di Dio. Dio è indulgente, l’essere umano no!!! Dio è ricco proprio nell’atto di trattenersi, di contenersi, di farsi povero; l’essere umano è povero proprio nell’atto di esplodere, di invadere, di sopraffare.
Che paradossale meraviglia abita nella parola di Dio: colui che chiama gli altri al ravvedimento ( e li giudica) non s’avvede che Dio, con la sua bontà, sta chiamando lui stesso al ravvedimento: “Non osservi tu che la bontà di Dio vuol trarti a ravvedimento?”, proprio quella bontà che il giudice non ha verso il giudicato.

Vs. 5 Così si genera un cuore sclerotizzato, incapace di voltarsi (convertirsi) Ecco l’uomo chiuso in se stesso, ostinato, che non dà a Dio un accesso nella sua vita e quindi lo nega anche agli altri. Come il gentile è abbandonato al suo proprio destino, anche il religioso è abbandonato al suo proprio prodotto destino: il giudizio. L’immagine distorta del dio giustizialista si ritorce contro il religioso che la subisce. L’idolo giudice che si è costruito ora è pronto a condannarlo.
Ancora una volta però l’abbandono di Dio e il suo implacabile giudizio non sono solitari, essi nascondono anche l’altra faccia: la giustizia, cioè l’atto misericordioso di Dio che supera la separazione. Il giusto giudice, Dio, manifesta il suo volto ruvido, irato, terribile, tremendo (e come potrebbe evitare di farlo se vuole scardinare gli idoli che ci siamo costruito dentro?), ma non è il suo unico sguardo, il suo unico volto, la sua unica parola: c’è anche la giustificazione dell’empio. La parola risolutrice che salva.
Una dottrina della giustificazione che evitasse il concetto di giudizio indebolirebbe la proclamazione della signoria di Dio contro il peccato umano e lascerebbe l’essere umano prigioniero dei suoi idoli.
Ma nello stesso tempo, un concetto di giudizio che non fiorisse sul terreno della dottrina della giustificazione negherebbe ogni possibilità di salvezza all’essere umano.

Vs. 6 Paolo giunge al culmine del suo discorso: se Dio dà a ciascuno in base a ciò che ciascuno fa, il giudice degli altri ottiene da Dio il giudizio. Dio restituisce al giudice il giudizio con cui giudica gli altri, il lato tagliente e doloroso del suo proprio atto. Lo abbandona a se stesso, anche se sappiamo che l’abbandono di Dio non è mai totale!
Il “ciascuno” torna prepotentemente, non c’è soltanto un modo unico e singolare di salvare ciascuno, c’è anche una singolarità del nostro peccato. Ognuno pecca in modo unico e singolare.

Certo questo versetto, così come i versetti seguenti e gran parte del capitolo 2 pongono grossi problemi teologici. Sembra che Paolo stia dicendo che si è salvati per mezzo delle opere, contraddicendo così la sua teologia che nega chiaramente che sia possibile una salvezza per mezzo delle opere.
Come spiegare questa incoerenza? Non è facile rispondere. E’ chiaro dal contesto che Paolo voglia porre gentili e giudei sullo stesso piano, entrambi sono peccatori, perché siamo tutti peccatori. E non c’è altra via d’uscita che essere salvanti soltanto mediante Cristo e quindi soltanto per fede.
Ma perché allora parlare di una salvezza per mezzo delle opere? La risposa più convincente la dà uno studioso di nome Ed Parish Sanders, egli dice che in questo capitolo Paolo sta usando un materiale proveniente da omelie sinagogali.
Resta comunque la domanda: come abbia potuto Paolo usare questo materiale senza modificarlo? Come abbia potuto tollerare questa incoerenza con la sua grande teologia? Per nostro profondo dispiacere, ma forse anche per nostra buona fortuna, non possiamo spiegarci ogni cosa!

Quando commentavamo i vss.16 e 17 del capitolo 1, ci siamo posti il problema della salvezza e ci siamo posti la domanda: se soltanto coloro che credono sono salvati, che ne sarà di quelli che non credono? Avevamo allora detto che una risposta sarebbe stata rimandata alla prossima occasione: è questa l’occasione? Dovremmo forse poter parlare di una salvezza per coloro che credono accanto ad una salvezza che non è frutto della fede, ma nemmeno frutto delle opere, ma di un atto ulteriore di Dio a noi sconosciuto e che è svelato al versetto 16 del capitolo 2: “Il giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio Evangelo”? Vedremo più attentamente questo versetto quando sarà il suo turno, ma mi chiedo: potrà Dio giudicare chi non crede diversamente dal suo proprio stile: secondo il mio Evangelo; e con uno strumento diverso dal: per mezzo di Gesù Cristo? Non sarà questo giudizio dei nostri segreti comunque frutto della sua grazia e misericordia?
Se questa domanda è plausibile, non potremmo aggiungere quindi che la frase: “Egli pagherà ciascuno secondo le sue opere”, dovrebbe avere il suo accento nel soggetto: Dio. Dio pagherà! Egli è colui che dispone del prezzo, egli è colui che determina il loro valore, egli è lo stimatore. Il “secondo le opere” quindi non significherebbe: secondo il valore oggettivo delle opere, ma secondo il valore soggettivo di Dio. Meglio detto: secondo il mio Evangelo e per mezzo di Gesù Cristo!

Vss. 7-10 Siamo chiaramente di fronte ad un inno (chiasmo), potrebbe essere stato aggiunto qui da Paolo in modo acritico. Paolo cerca l’effetto retorico e non si preoccupa della coerenza teologica. Così come non si preoccupava dell’irrealtà delle accuse: tutti i gentili omosessuali e tutti i giudei piromani dei templi (così si esprimerà Paolo più avanti). Paolo cerca l’effetto, poiché ha già in mente il “Ma ora però Cristo…”.
Epperò cosa sono queste buone opere che cercano la gloria, l’onore e la incorruttibilità? Non sarebbero evidentemente la fede, perché cosa cerca la fede se non la gloria, l’onore e la incorruttibilità, che tradotti in lingua corrente significano semplicemente la restituzione di un legame non più distorto con Dio? E il contrario non è proprio l’egoismo (la solitudine), il non riconoscimento della verità e quindi l’obbedire alla ingiustizia (alla separazione del legame con Dio), e quindi la mancanza di fede? E in base al chiasmo, l’operare il male non è la miscredenza (vs.9) e l’operare il bene la fede (10)?
E’ una possibile interpretazione: resta una domanda: Si può veramente parlare di opere buone come un sinonimo della fede?
N.B. eritheias significa: “cercare per se”, quindi egoismo, bramosia di guadagno, arroganza, presunzione. Ciò che l’uomo pretende di avere con l’uso delle sue forze. Il prefisso ex (fuori da) che precede eritheias sembra indichi quasi che colui che cerca per sé è fuori di se. L’egoista è espropriato del suo proprio io.

Vs. 11 L’imparzialità di Dio non significa uniformità: a ciascuno il suo, ma in modo imparziale. Il termine greco letteralmente significa che Dio non considera le persone in base ad un loro status e quindi a partire da un loro privilegio, o potere, o altro. Nessun raccomandato! Dio è imparziale! Che sollievo!


Aggiunto: Marzo 8, 2012
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
INVITO A RIFLETTERE:(dopo un'approfondita lettura...)

Nella vita molte volte si è dovuto affrontare la sofferenza e la morte di qualche persona cara. E' sempre difficile parlare di queste cose: e tuttavia fanno parte della vita. Disgrazie, incidenti mortali, malattie colpiscono anche persone giovani, ci fanno riflettere, a volte ci interrogano amaramente.
Quale risposta dare? Come reagire di fronte al mistero della sofferenza e della morte?

Beh inviterei a leggere cosa dice il libro di Giobbe:
cc. 35-37;42,1-6
Certo è falso dire: "Dio non ascolta e l'Onnipotente non presta attenzione", così pure quando dici la sua ira non punisce né si cura molto dell'iniquità. Ecco, DIO E' GRANDE E NON SI RITRATTA, EGLI E' GRANDE PER FERMEZZA DI CUORE. Egli libera il povero con l'afflizione, egli apre l'udito con la sventura. Ecco, Dio è così grande che non lo comprendiamo...
L'Onnipotente noi non lo possiamo raggiungere, sublime in potenza e rettitudine e grande per giustizia: egli non ha da rispondere.
Giobbe prese a dire al Signore: Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto.

Ecco, eppure, ci siamo chiesti tante volte: <<Dov'è Dio quando i terremoti e le inondazioni distruggono centinaia di vite umane? Dov'è Dio quando un bambino soffre ingiustamente a causa di una malformazione? E quando un innocente viene perseguitato ingiustamente?
DIO E' COSI' GRANDE CHE NON LO COMPRENDIAMO, l'uomo è inadeguato per dare certe risposte, ma un mistero della storia e della vita.
State certi che se fate come dice il Signore e lo amate e adorate davvero avrete una possibilità di una vera e nuova vita che stà per essere preparata per noi tutti alla venuta di Gesù dove giudicherà i vivi e i morti.

Inoltre non sarebbe sensato dire che sono volontà di Dio, né che dobbiamo rassegnarci, né che poi ci sarà il premio finale. Tanto meno che sono un castigo di Dio: sarebbe una bestemmia.

Perché la sofferenza perché la morte? l'uomo è troppo piccolo davanti a Dio. Sono fuori luogo sia il tentativo di giustificarlo sia quelli di accusarlo. L'atteggiamento * * * davanti a lui è L'UMILE E FIDUCIOSO ABBANDONO:
<<Comprendo che puoi tutto e che nessuna cosa è impossibile a te>> (Giobbe 42,2).
Cioè diciamo: << non capisco dove vuoi arrivare, oh Signore; non lo accetto, farò di tutto per ricacciare la mia sofferenza, tuttavia, mi fido di te. So che servirà a qualcosa di grande e tu saprai ricavare anche dal male qualche cosa di buono per tutti>> "QUESTA E' VERA FEDE".

In breve, nessuno sa perché dobbiamo soffrire, ma un buon cristiano sa che il Padre è accanto a noi anche nella sofferenza per salvarci, attraverso Gesù. Un regno concreto della sua vicinanza può essere l'amore di chi amandoci amandoci accompagna la nostra sofferenza con la cura, sollecitudine e preghiera.


Aggiunto: Marzo 4, 2012
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP




Messaggio
Per tutti quelli che vengono a Terni:
Sabato prossimo 10 Marzo, ore 8:00, partenza da Neive, piazza Garibaldi, per Foce di Amelia (Terni).
Ritorno previsto per domenica sera.


Aggiunto:
Eliminare questa voce Risposta alla voce Indirizzo IP
Powered by PHP Guestbook 1.7 from PHP Scripts
 
« Prima ‹ Indietro 28 29 30 31 32 33