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Salmo 7 Salmo 23
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SALMO 1
LE DUE VIE DELL’UOMO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Beati coloro che, sperando nella croce, scesero nell’acqua del battesimo (da un autore del II
secolo).


CANTO


1. Il Signore veglia
sul cammin dei giusti;
il Signore veglia!


2. E tu, Madre nostra,
Vergine Maria,
guidaci a Gesù!


TESTO DEL SALMO
1 - Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
2 - ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.


(Canto)


3 - Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.


(Canto)


4 - Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde;
5 - perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell’assemblea dei giusti.


(Canto)


6 - il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.


(Canto)


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
· Il salmo 1 parla di due strade aperte davanti a ogni uomo: una, conduce alla felicità,
simboleggiata dall’albero verdeggiante; l’altra, conduce alla frustrazione, simboleggiata
dalla «pula che il vento disperde».
· Il salmo 1 faceva parte del Rituale dell’Alleanza e lo si cantava probabilmente alla Festa
delle Tende, quando veniva rinnovata l’Alleanza con Dio.
· Il salmo 1 è una prefazione a tutto il libro dei Salmi: parla di scontro fra il bene e il male
(concretamente, il salmista parla di scontro tra i giusti e gli empi) con la vittoria finale del
bene.


(Canto)

LETTURA CON GESÙ
· Le Beatitudini (Luca 6,20-23), che riassumono tutto il pensiero e la predicazione di Gesù,
cominciano con la stessa parola di inizio del salmo 1: «beati».
· Gesù ha ripreso spesso l’immagine dell’albero che dà buoni frutti: «Ogni albero buono dà
frutti buoni, ma l’albero guasto dà frutti cattivi» (Matteo 7,17).
· Gesù stesso si è paragonato a una vite: «Io sono la vera Vite e mio Padre è il vignaiuolo»
(Giovanni 15,1).
· La corrente d’acqua viva che permette all’albero di verdeggiare, Gesù dice che è lo Spirito
Santo: «L’acqua che io gli darò diverrà in lui sorgente d’acqua zampillante nella vita
eterna» (Giovanni 4,14).

(Canto)

LETTURA GAM, OGGI
· Il nostro tempo ha bisogno di giovani che siano come «alberi piantati lungo corsi d’acqua».
· La gioventù d’oggi capisce che, senza Dio, la vita non ha senso è vuota; con Dio, invece,
l’esistenza umana diventa una splendida maturazione e realizzazione di vita, suggerita
dall’immagine dell’albero.
· Sotto la spinta dello Spirito Santo, qualche cosa nel mondo è in procinto di «maturare». La
nostra terra giovanile darà il suo frutto: si va verso la «civiltà dell’amore», verso un mondo
nuovo.
· Tu puoi cominciare oggi stesso. Rifiuta il contagio del male; non battere la strada dei
malvagi o della violenza. Prendi il tuo Vangelo (soprattutto San Giovanni) e meditalo ogni
giorno, ogni notte. Vivere vuol dire scegliere. Ebbene, scegli Gesù. È lui la tua gioia.

(Canto)

 


SALMO 2

IL MESSIA, RE VITTORIOSO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE

«I capi di questa città si radunarono insieme, contro il tuo santo servo Gesù, che tu hai
consacrato Messia» (Atti 4,27).


CANTO


1. «Io, il Signore del cielo e della terra
ho posto mio Figlio come Re».
Tutte le nazioni a lui si prostreranno,
lo adoreranno come Re.


2. Nato da Maria, qui visse come noi;
e poi sulla croce s’immolò.
Tutte le nazioni a lui si prostreranno,
lo adoreranno come Re.

TESTO DEL SALMO
1 -Perché le genti congiurano,
perché invano cospirano i popoli?
2 -Insorgono i re della terra
e i principi congiurano insieme
contro il Signore e contro il suo Messia:
3 - «Spezziamo le loro catene,
gettiamo via i loro legami».


(Canto)


4 -Se ne ride chi abita i cieli
li schernisce dall’alto il Signore.
5 -Egli parla loro con ira,
li spaventa nel suo sdegno:
6 - «Io l’ho costituito mio sovrano
sul Sion mio santo monte».


(Canto)


7 -Annunzierò il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio,
io oggi ti ho generato.
8 -Chiedi a me, ti darò in possesso le genti
e in dominio i confini della terra.
9 -Le spezzerai con scettro di ferro,
come vasi di argilla le frantumerai».


(Canto)


10 -E ora, sovrani, siate saggi,
istruitevi, giudici della terra;
11 - servite Dio con timore
e con tremore esultate;
12 - che non si sdegni
e voi perdiate la via.
Improvvisa divampa la sua ira.
Beato chi in lui si rifugia.


(Canto)


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
· Il salmo 2 descrive una rivoluzione mondiale contro Dio. Tutta la terra si è
ribellata: prìncipi e popoli fanno coalizione per rifiutare la Sovranità a Dio. Una
massa tumultuosa si lancia contro Dio e contro il suo Consacrato, il Re d’Israele.
· «Chi abita i cieli» interviene in favore del suo Re: «Io l’ho costituito mio
sovrano». Chi è questo Re? È l’Eletto di Dio. La parola con la quale Dio gli dà
l’investitura ha in sé un’efficacia una potenza che gli uomini nemmeno
immaginano.
· Prendendo la parola, il nuovo Re proclama l’oracolo di Dio: «Egli mi ha detto: Tu
sei mio figlio, io oggi ti ho generato». «Tu sei mio figlio», dice Dio per insediarlo
sovrano al tornante più difficile della storia del mondo. Nell’antico Oriente era
questa la formula di adozione; ma qui nel salmo 2 Dio non adotta; dice: «Ti ho
generato». Il Re non può essere che il Messia, partecipe della natura e della vita
divina.
· Avvertimento finale a tutti i «signori della terra»; è un invito a rinunciare ai loro
vani tentativi di ribellione. Questo Re d’Israele, di cui ignoriamo l’identità, è una
figura storica che annuncia la realtà futura: il Messia Gesù Cristo e il suo Regno.


(Canto)


LETTURA CON GESÙ
· Quando Natanaele, di Cana di Galilea, viene da Filippo condotto a Gesù e gli dice:
«Rabbi, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re Israele», porta l’eco dei versetti 6 e 7 del
salmo: «mio sovrano... mio figlio».
· Al battesimo di Gesù e sul Tabor, una voce che viene dal cielo proclama: «Tu sei
mio Figlio». «Figlio unico», precisa S. Giovanni (1,14 e 3,18), generato nell’oggi
dell’eternità.
· «Io oggi ti ho generato», dice Dio al Messia: è l’oggi divino della generazione
eterna del Verbo; e l’oggi della sua Incarnazione («Oggi è nato per voi il Cristo
Signore», dice l’Angelo ai pastori); è l’oggi della rinascita gloriosa del Risorto
(Romani 1,4).
· Predicando ai Giudei, San Paolo cita questo salmo 2: «Dio ha risuscitato Gesù.
Così e scritto: "Tu sei mio Figlio, io oggi ti ho generato"» (Atti 13,33).


(Canto)


LETTURA GAM, OGGI
· «Servite Dio con timore»: ecco un bellissimo invito ai giovani. «Servire»indica
umile amore. «Timore» significa affettuosa riverenza, un brivido di infinito
rispetto. L’Angelo ai fanciulli di Fatima insegnò la seguente preghiera: «Mio Dio,
io credo, adoro, spero e ti amo; ti prego per coloro che non credono, non
adorano, non sperano e non ti amano».


(Canto)

 


SALMO 3


IL SIGNORE MI SOSTIENE
SPUNTO DI MEDITAZIONE

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Cristo si è addormentato nella morte e si è risvegliato nella risurrezione, perché Dio lo
sosteneva (Sant’Ireneo).


CANTO


Tu, Signore, sei difesa,
sei mia gloria e salvator.
Madre santa e Regina,
non lasciarci notte e dì.


TESTO DEL SALMO
1 - (Salmo. Di Davide. Al tempo della sua fuga davanti al figlio Assalonne).
2 - Signore, quanti sono i miei oppressori!
Molti contro di me insorgono.
3 -Molti di me vanno dicendo:
«Neppure Dio lo salva!».


(Canto)


4 - Ma tu, Signore, sei mia difesa
tu sei mia gloria e sollevi il mio capo.
5 - Al Signore innalzo la mia voce
e mi risponde dal suo monte santo.


(Canto)


6 - Io mi corico e mi addormento
mi sveglio perché il Signore mi sostiene.
7 - Non temo la moltitudine di genti
che contro di me si accampano.
8 - Sorgi, Signore, salvami, Dio mio.
Hai colpito sulla guancia i miei nemici,
hai spezzato i denti ai peccatori.
9 - Del Signore è la salvezza:
sul tuo popolo la tua benedizione.


(Canto)


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
· Il salmo 3 è un salmo del mattino che inizia con una preghiera: «Tu, Signore, sei
mia difesa», di fronte ai molti oppressori. Prima impressione del salmista al
mattino: il terrore. Gli viene però in mente la parola di Dio ad Abramo: «Non
temere, io sono per te uno scudo di difesa».
· I versetti 5-7 sono una meditazione: la fiducia in Dio si alimenta delle esperienze
del passato e anche dell’esperienza della notte stessa, che non è stata segnata da
alcun incidente. Il salmista si è svegliato dolcemente, con tutta naturalezza,
segno evidente della protezione di Dio nella notte, «sorella del caos primitivo».
· La supplica finale fa sentire la sicurezza nell’aiuto di Dio, che diventa come un
guerriero nel difendere i suoi fedeli. Dio diceva al profeta Geremia: «Non temere
e non tremare davanti ai tuoi avversari. Ti faranno guerra, ma non potranno nulla
contro di te» (Geremia 1,17.19).


(Canto)


LETTURA CON GESÙ
· Gesù diceva ai suoi discepoli nell’ultima Cena: «Se il mondo vi odia, sappiate che
ha odiato me prima di voi. Se voi foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è
suo; ma poiché non siete del mondo, poiché la mia scelta vi ha tirati fuori dal
mondo, il mondo vi odia» (Giovanni 15,18-19).
· Gesù è stato il più grande perseguitato nella storia. Diceva ai suoi intimi:
«Ricordatevi della parola che vi ho detto: il servo non è più grande del suo
padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno
accolto la mia parola, accoglieranno anche la vostra» (Giovanni 15,20).


(Canto)


LETTURA GAM, OGGI
· Il giovane deve pregare questo salmo 3 del mattino persuaso che è una delle più
belle espressioni di fiducia in Dio che possiede il Salterio: una fiducia eroica, a
punta di diamante, come Dio la esige dalle anime giovanili.
· I giovani devono capire che, se hanno fede, possono rischiare tutto per amare e
diffondere la conoscenza del loro Maestro divino, nonostante le opposizioni del
mondo e dei nemici della causa di Dio.
· Trionfale certezza: il salmo 3 fa capire che Dio vince sempre: «I mulini di Dio
macinano lentissimamente, ma macinano finissimamente». Davide, l’autore di
questo salmo 3, era così sicuro dell’aiuto di Dio che col suo bastone di pastore
colpiva coraggiosamente «il leone o l’orso che gli portavano via una pecora del
suo gregge» e «li afferrava alla mascella per ucciderli» (cfr. 1Samuele 17,34-35).


(Canto)

 


SALMO 4

RENDIMENTO DI GRAZIE

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
E Dio che disse: «Rifulga la luce dalle tenebre», rifulse nei nostri cuori per far risplendere
la conoscenza della gloria divina, che rifulge sul volto di Cristo (2 Corinzi 4,6).


CANTO


In pace mi addormento
con tanta gioia in cuore;
tu solo sei il Signor,
sei mio Padre e sei Amor.
So che tu mi vegli accanto,
dolce Vergine Maria;
sei tu la Mamma mia,
sei la Mamma di Gesù.


TESTO DEL SALMO
1 - (Al maestro di canto. Da eseguirsi su strumenti a corda. Salmo di Davide).
2 - Quando ti invoco, rispondimi,
Dio, mia giustizia:
dalle angosce mi hai liberato;
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
3 - Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore?
Perché amate cose vane
e cercate la menzogna?


(Canto)


4 - Sappiate che il Signore
fa prodigi per il suo fedele:
il Signore mi ascolta quando lo invoco
5 -Tremate e non peccate,
sul vostro giaciglio riflettete e placatevi.
6 - Offrite sacrifici di giustizia
e confidate nel Signore.


(Canto)


7 - Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene?».
Risplenda su di noi, Signore,
la luce dei tuo volto.
8 -Hai messo più gioia nel mio cuore
di quando abbondano vino e frumento.
9 -in pace mi corico e subito mi addormento:
tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.


(Canto)


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
· Il salmista ringrazia il Signore che l’ha liberato dalle angosce durante la giornata.
· Poi (nei versetti 3 e 6) il salmista rivolge un vibrante appello ai suoi avversari:
pensavano che il Signore l’avesse abbandonato e pensavano di aver riportato
vittoria. Il salmista gli grida che solo Dio ha sempre l’ultima parola. «Guardate
allora com’è bello vivere nell’amore di Dio!».
· Ancora un grido di gioia e di ringraziamento a Dio. «Illuminati da Dio, noi
diventiamo dei segni agli occhi di tutti gli uomini». Il sentirsi amato da Dio
procura al salmista più gioia di quanta ne abbiano coloro che sono ricchi di beni
materiali, quali il frumento e il vino.


(Canto)


LETTURA CON GESÙ
· «Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore?». L’espressione richiama alla
mente l’episodio di Emmaus, quando Gesù dice ai due discepoli depressi: «Spiriti
senza intelligenza, cuori lenti a credere... Non occorreva forse che il Cristo
soffrisse per entrare nella sua gloria?» (Luca 24,25-26).
· «Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto» richiama alla mente la frase di
Gesù nel Vangelo di San Giovanni: «"Finché sono nel mondo, io sono la Luce del
mondo". Detto questo, Gesù sputò in terra e fece con la saliva un po’ di fango, ne
spalmò gli occhi del cieco e gli disse: "Va’ a lavarti alla piscina di Siloe" (parola
che significa: Inviato). Il cieco andò, si lavò e tornò che ci vedeva» (Giovanni 9,5-
7).


(Canto)


LETTURA GAM, OGGI
· Questo piccolo salmo 4 è immenso. Pone l’unico e grande interrogativo che
tormenta il cuore dei giovani: «Chi ci farà vedere bene, la gioia?». I giovani
cercano disperatamente la gioia.
· Ti vedo correre dietro il vuoto di tante ideologie e illusioni menzognere:«Perché
ami cose vane?».
· Il silenzio ti spaventa; ti agiti; non ti fermi mai a riflettere; ti stordisci nel turbine
del male. Perché non preghi? «Il Signore mi ascolta quando lo invoco».
· Lo sai che «la luce del Volto di Dio è impressa su di te»? C’è una luce immensa
dentro di te.


(Canto)

 


SALMO 5

PREGHIERA DEL MATTINO PER AVERE L’AIUTO
DEL SIGNORE

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Quelli che hanno accolto il Verbo e diventano sua dimora esulteranno per sempre.


CANTO


Io voglio entrare nella tua casa,
io voglio entrare per adorar.
Ascolta la voce e il mio grido, Signor!
Tu dalla croce hai dato una Mamma;
io voglio dirti: «Grazie, Signor!».


TESTO DEL SALMO (1-10.12-13)


1 - ( Al maestro di canto. Per i flauti. Di Davide).
2 - Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole:
intendi il mio lamento.
3 - Ascolta la voce del mio grido,
o mio re e mio Dio,
perché ti prego, Signore.
4 - Al mattino ascolta la mia voce;
fin dal mattino t’invoco e sto in attesa.

(Canto)

5 - Tu non sei un Dio che si compiace del male;
presso di te il malvagio non trova dimora;
6 - gli stolti non sostengono il tuo sguardo.
Tu detesti chi fa il male,
7 - fai perire i bugiardi.
Il Signore detesta sanguinari e ingannatori.
8 - Ma io per la tua grande misericordia
entrerò nella tua casa;
mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio.
9 - Signore, guidami con giustizia
di fronte ai miei nemici;
spianami davanti il tuo cammino.

(Canto)

10 - Non c’è sincerità sulla loro bocca
è pieno di perfidia il loro cuore
la loro gola è un sepolcro aperto,
la loro lingua è tutta adulazione.
12 - Gioiscano quanti in te si rifugiano,
esultino senza fine.
Tu li proteggi e in te si allieteranno
quanti amano il tuo nome.
13 - Signore, tu benedici il giusto:
come scudo lo copre la tua benevolenza.

(Canto)

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE
· Il salmo 5 è la preghiera di un’anima fedele che, braccata e calunniata, viene al
mattino a cercare conforto e protezione dal suo Dio. La preghiera, in questo
salmo, viene innalzata davanti all’Arca dell’Alleanza, cioè «nella tua casa, nel tuo
santo tempio».
· La preghiera si esprime in un duplice grido al Signore: al Dio santo, nemico di
ogni empietà e malvagità; al Dio giusto, sempre propizio ai buoni.
· Il salmo 5 si chiude con l’evocazione della gioia che proveranno tutte le anime
buone quando sapranno che Dio ha salvato il salmista supplicante. «La gioia in
Dio per tutti quelli che entrano nel tempio a pregare nella felicità come nella
disgrazia e nel dolore, è uno dei motivi più importanti del Salterio».

(Canto)

LETTURA CON GESÙ
· «Gioiscano quanti in te si rifugiano». Gesù nell’ultima Cena diceva ai suoi
discepoli: «Se voi rimanete in me e se le mie parole rimangono in voi, chiedete
ciò che vorrete e l’otterrete» (Giovanni 15,7).
· «Tu li proteggi e in te si allieteranno, quanti amano il tuo nome». Un rabbi di
nome Meir Ibn Gabbai diceva: «L’amore del Nome di Dio deve formare lo scopo
supremo del servizio del tempio». E Gesù nella preghiera sacerdotale: «Padre
giusto, io ho rivelato loro il tuo Nome e glielo rivelerò ancora perché l’Amore con
cui tu hai amato me sia in essi e io in loro» (Giovanni 17,26).

(Canto)

LETTURA GAM, OGGI
· I salmi scaturiscono dalla vita. Sono anzi la vita diventata preghiera. La supplica di
questo salmista escluso dalla società («intendi il mio lamento») condensa la voce
straziante e implorante di una moltitudine di fratelli che in tutti i continenti
alzano la voce a Dio.
· San Paolo ci domanda di «piangere con chi piange»; i giovani, dimenticando le
proprie lacrime, devono cercare, in questa preghiera della Chiesa, di portare
come sulle braccia l’incommensurabile sofferenza del mondo.
· Uno scrittore ha fatto la trasposizione di questo salmo 5 in linguaggio moderno:
«Ascolta le mie parole, o Signore, ascolta i miei gemiti, ascolta le mie proteste.
Nell’ora delle sirene di allarme, tu sarai con me; tu sarai il mio rifugio nei giorni
del bombardamento aereo. Chi non crede alle menzogne degli annunci
commerciali, chi non crede alle campagne pubblicitarie e politiche, tu lo
benedici, tu lo cingi di amore come di altrettante inviolabili autoblinde»

(Canto)

 

 


SALMO 6

L’UOMO NELLA PROVA IMPLORA LA
MISERICORDIA DI DIO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Ora l’anima mia è turbata... Padre, salvami da quest’ora (Giovanni 12,27).


CANTO


I miei occhi si consuman nel dolor!
Presso la Croce sta la Madre di Gesù!

TESTO DEL SALMO


1 -(Al maestro di canto. Su strumenti a corda. All’ottava. Salmo. Di Davide).
2 - Signore, non punirmi nel tuo sdegno,
non castigarmi nel tuo furore.
3 - Pietà di me, Signore: vengo meno;
risanami, Signore: tremano le mie ossa.
4 - L’anima mia è tutta sconvolta,
ma tu, Signore, fino a quando?


(Canto)

5 - Volgiti, Signore, a liberarmi,
salvami per la tua misericordia.
6 - Nessuno tra i morti ti ricorda.
Chi negli inferi canta le tue lodi?
7 - Sono stremato dai lunghi lamenti,
ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio,
irroro di lacrime il mio letto.
8 - I miei occhi si consumano nel dolore,
invecchio fra tanti miei oppressori.

(Canto)

9 - Via da me voi tutti che fate il male,
il Signore ascolta la voce del mio pianto;
10 - il Signore ascolta la mia supplica,
il Signore accoglie la mia preghiera.
11 - Arrossiscano e tremino i miei nemici,
confusi, indietreggino all’istante.

(Canto)

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE
· Il salmista del salmo 6 è colpito da una grave malattia che l’ha condotto alle
porte del sepolcro; la sua sofferenza cresce nel conoscere che i suoi avversari ne
godono. I salmi dei malati menzionano spesso gli avversari, i nemici, i malevoli.
L’Antico Testamento vedeva nella malattia una punizione e un castigo di Dio;
senza confondere, anzi senza identificare malattia e colpa, gli israeliti sapevano,
per esperienza, che c’è tra la malattia e la colpa un misterioso rapporto; di qui si
spiega il trionfo facile dei calunniatori e dei rivali gelosi. Con il perdono cessava la
collera di Dio (cioè la sua giustizia) e con ciò il castigo della malattia.
· Il salmista implora perciò perdono da Dio, poi domanda la sua guarigione ed
espone a Dio la propria sofferenza.
· Sicuro di venire esaudito da Dio, il salmista giubila di riconoscenza al pensiero
dell’intervento di Dio che, salvandolo, getterà i suoi avversari nella confusione e
nello scompiglio.

(Canto)

LETTURA CON GESÙ
· «Signore, non castigarmi nella tua collera». La collera di Dio è nella Bibbia
l’espressione della giustizia divina. Alle folle colpevoli, il Battista dice
chiaramente: «Chi vi ha insegnato a fuggire la collera che vi sovrasta? Fate
dunque frutti degni di pentimento» (Luca 3,7-8).
· «Risanami, Signore». Il lebbroso, avvicinandosi a Gesù, lo supplicava: «Se tu vuoi,
mi puoi sanare» (Matteo 8,2; Marco 1,40).
· «Salvami, per la tua misericordia». Pietro, nell’imminenza del naufragio, getta un
grido: «Salvaci, Signore, noi periamo» (Matteo 8,25).

(Canto)

LETTURA GAM, OGGI
· Il salmo 6 è il lamento di un malato grave. I giovani, di fronte alle sofferenze
fisiche, negli ospedali e nelle case di cura, dovrebbero ricordare che «tremano le
ossa» e che «ogni malato è solo nella sua notte».
· «Il Signore ascolta i miei singhiozzi». Un proverbio tibetano rammenta
che «quando la notte è più fonda, è segno che l’alba è vicina». La notte, nei
salmi, non è mai priva di stelle perché «il Signore e vicino».

(Canto)

 

 


SALMO 7

PREGHIERA DI UN GIUSTO CALUNNIATO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Ecco, il giudice è alle porte (Giacomo 5,9).


CANTO


Signore, mio Dio, in te io mi rifugio.
L’Addolorata, Madre di Dio,
disse al Signore sempre di sì.


TESTO DEL SALMO


1 - (Lamento. Di Davide. Lo cantò al Signore in occasione di Kush il Beniaminita).
2 - Signore, mio Dio, in te mi rifugio:
salvami e liberami da chi mi perseguita,
3 - perché non mi sbrani come un leone,
non mi sbrani senza che alcuno mi salvi.
4 - Signore mio Dio, se così ho agito:
se c’è iniquità sulle mie mani,
5 - se ho ripagato il mio amico con il male,
se a torto ho spogliato i miei avversari,
6 - il nemico m’insegua e mi raggiunga,
calpesti a terra la mia vita
e trascini nella polvere il mio onore.

(Canto)

7 -Sorgi, Signore, nel tuo sdegno,
levati contro il furore dei nemici,
alzati per il giudizio che hai stabilito.
8 - L’assemblea dei popoli ti circondi:
dall’alto volgiti contro di essa.
9 - Il Signore decide la causa dei popoli:
giudicami, Signore, secondo la mia giustizia,
secondo la mia innocenza, o Altissimo.
10 - Poni fine al male degli empi;
rafforza l’uomo retto,
tu che provi mente e cuore, Dio giusto.

(Canto)

11 -La mia difesa e nel Signore,
egli salva i retti di cuore.
12 - Dio è giudice giusto,
ogni giorno si accende il suo sdegno.
13 - Non torna forse ad affilare la spada,
a tendere e puntare il suo arco?
14 - Si prepara strumenti di morte,
arroventa le sue frecce.
15 - Ecco, l’empio produce ingiustizia,
concepisce malizia, partorisce menzogna.
16 - Egli scava un pozzo profondo
e cade nella fossa che ha fatto;
17 l- a sua malizia ricade sul suo capo,
la sua violenza gli piomba sulla testa.
18 - Loderò il Signore per la sua giustizia
e canterò il nome di Dio, l’Altissimo.

(Canto)

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE
· Il salmo 7 è la preghiera di un innocente, accusato di avere offeso e lesionato
qualcuno che lo perseguita di un odio implacabile. Il salmista supplica il Signore
che lo vendichi (con sentimenti che sono ancora prima dell’insegnamento di
Gesù di amare anche i nemici).
· Il salmo 7 fa vedere che la giustizia divina e in azione ogni giorno nella coscienza
dei buoni (dandogli la convinzione che Dio li protegge) e dei cattivi (per fargli
sentire il dispiacere che prova Dio a loro riguardo e fargli capire la grande
pazienza del Signore).
· Il salmo 7 insegna che ogni azione umana, buona o cattiva, riceve una sanzione
sulla terra: qualche volta in maniera sensibile sul piano sociale; sempre in
maniera spirituale sul piano della coscienza individuale, in attesa dell’inevitabile
e definitivo verdetto del giudizio finale, escatologico di Dio. La giustizia di Dio
scatta inesorabilmente.

(Canto)

LETTURA CON GESÙ
· «La malizia del malvagio ricade sul suo capo, la sua violenza gli piomba sulla
testa». In San Giovanni (3,20-21) è così espressa questa teologia dell’autoretribuzione
del peccato: «Chiunque infatti fa il male, odia la Luce e non viene
alla Luce per timore che siano svelate le sue opere; chi invece agisce nella verità
viene alla Luce così che appaia in tutta chiarezza che le sue opere sono fatte in
Dio».
· «Ecco: l’empio produce ingiustizia, concepisce malizia...». In San Giovanni c’è
un’espressione potente: «Gesù non si fidava di loro, perché li conosceva tutti e
non aveva bisogno di essere informato su alcuno; lui sapeva bene che cosa c’è
nell’uomo» (Giovanni 2,24-25).

(Canto)

LETTURA GAM, OGGI
· «La mia difesa è nel Signore». Succede che di fronte al bene, il male si irrita; il
demonio agita il malvagio, lo acceca e lo rende aggressivo. Il motivo profondo,
inconfessato ma reale, è il seguente: chi si presenta virtuoso, chi non è come gli
altri, esaspera i malvagi. Lo vogliono perciò denigrare, declassare e, al limite,
toglierlo di mezzo: «Mi hanno odiato senza motivo», diceva Gesù (Giovanni
15,25). Non c’è che ricorrere al Signore: «Non temete... Il Padre sa».
· In un film un gruppo di giovani dicono stizzosi a un loro amico limpido e molto
buono: «Perché non vuoi essere come tutti noi?». Il giovane che intende essere
libero e senza compromessi con il male, dovrà conoscere, a causa della purezza
della sua vita, la solitudine e l’ostilità. Ma Dio lo stracolma di gioia.

(Canto)

 

 


SALMO 8

GRANDEZZA DEL SIGNORE E DIGNITÀ
DELL’UOMO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Tutto ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della
Chiesa (Efesini 1,22).


CANTO

1. Quanto è grande il tuo nome,
o Signore nostro Dio;
quanto è grande sulla terra
il tuo nome, o Signor.
2. Ci hai donato dalla croce
una dolce Mamma buona;
quanto è grande sulla terra
il tuo nome, o Signor.
3. Ci hai donato sull’altare
il tuo Corpo e Sangue vero;
quanto è grande sulla terra
il tuo nome, o Signor.


TESTO DEL SALMO
1 -(Al maestro di canto. Sull’aria di un canto per vendemmia o di una villotta della città di
Gath. Salmo. Di Davide).
2 - O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome
su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

(Canto)

3 - Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
4 - Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
5 - che cosa è l’uomo perché te ne ricordi,
il figlio dell’uomo perché te ne curi?

(Canto)

6 - Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
7 - gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
8 - tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
9 - gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.
10 - O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!

(Canto)

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE
· Questo inno di lode alla regalità di Dio doveva venir cantato in qualche festa
notturna, nell’incanto del cielo scintillante di stelle. Il salmo 8 non fa che mettere
in preghiera ciò che era l’insegnamento elementare della Genesi: Dio ha creato
tutto; al vertice della creazione è l’uomo, a cui Dio affida tutto: «Facciamo
l’uomo a nostra immagine e somiglianza... Dominate la terra e soggiogatela... io
vi dono tutto» (Genesi 1,26.28).
· Uno dei più bei temi offerti al pensiero religioso è il salmo 8: la gloria del
Creatore nello splendore del creato. Un altro tema altrettanto bello è inserito in
mezzo: la grandezza dell’uomo. Verso il 411 avanti Cristo, il poeta greco Sofocle
ebbe queste parole di lode all’uomo che fanno pensare al salmo 8: «Dappertutto
il cielo sfavilla di meraviglie; ma non c’è nulla di così meraviglioso come l’uomo»
(Antigone, 1° coro).

(Canto)

LETTURA CON GESÙ
· Gesù cita esplicitamente questo salmo 8 per difendere, contro i farisei e gli scribi,
i fanciulli del popolo che lo acclamavano nel giorno delle palme: «Senti ciò che
dicono quelli là? - Certo, rispose Gesù. Non avete mai letto questo testo: Dalla
bocca dei fanciulli e dei piccoli, ti sei preparata una lode»? (Matteo 21,16). Per
Gesù la vera grandezza dell’uomo è dalla parte dei piccoli, quando l’uomo
accetta come i bimbi di ricevere tutto con semplicità. Gesù insisteva sull’umiltà
tanto necessaria: «Padre, ti benedico di aver nascosto queste cose ai sapienti e
agli intelligenti e di averle rivelate ai piccoli» (Luca 10,21).
· Ogni uomo si pone la domanda radicale: «Che cos’è l’uomo? Che senso ha la sua
fragilità e finitudine di fronte alle immensità siderali e stellari?». Non c’è altra
risposta che la seguente: «L’uomo è questa "condizione" che il Figlio di Dio ha
voluto assumere; "il Verbo si e fatto carne", Dio si e fatto uomo».

(Canto)

LETTURA GAM, OGGI
· Ogni giovane deve coltivare in sé il senso dello stupore; più la scienza ci rivela le
meraviglie dell’universo, più noi possiamo pregare questo salmo 8 con verità:
«Quando contemplo il tuo cielo, opera delle tue dita...». Sappiamo che il cosmo e
dilatato in miliardi di anni-luce (la luce percorre 300.000 chilometri al minuto
secondo); dovremmo forse smettere di meravigliarci?
· Di fronte al creato ogni giovane deve lasciarsi «guidare dallo Spirito Santo»,
diceva San Paolo ai Romani. «Giovane, se il tuo cuore è davanti a Dio-Padre
tenero e puro come cera, lo Spirito Santo vi imprime l’immagine di Gesù». Diceva
il Curato d’Ars: «Lo Spirito Santo ci conduce come una mamma conduce il suo
bimbo di due anni per mano; come una persona vedente conduce un’altra
persona cieca».
· «Il silenzio di questi spazi infiniti mi spaventa», diceva Pascal.
Ogni giovane deve convincersi che «l’uomo non è che una canna, la più debole di
tutte le canne; ma è una canna pensante».

(Canto)

 

 


SALMO 9A

RINGRAZIAMENTO PER LA VITTORIA

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
E di nuovo verrà a giudicare i vivi e i morti.


CANTO


Inni al Signore voglio cantar,
narrare a tutti il suo amor;
e con Maria ringraziar:
esulta di gran gioia il cuor!


TESTO DEL SALMO
1 - (Al maestro di canto. Sull’aria della canzone "Muori per il figlio". Salmo. Di Davide).
alef 2 Ti loderò, Signore, con tutto il cuore
e annunzierò tutte le tue meraviglie.
3 - Gioisco in te ed esulto,
canto inni al tuo nome, o Altissimo.
bet 4 - Mentre i miei nemici retrocedono,
davanti a te inciampano e periscono,
5 - perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa;
siedi in trono giudice giusto.
ghimel 6 - Hai minacciato le nazioni,
hai sterminato l’empio,
il loro nome hai sterminato in eterno, per sempre.
(dalet) 7 - Per sempre sono abbattute le fortezze del nemico,
è scomparso il ricordo
delle città che hai distrutte.

(Canto)

he 8 - Ma il Signore sta assiso in eterno;
erige per il giudizio il suo trono:
9 - giudicherà il mondo con giustizia,
con rettitudine deciderà le cause dei popoli.
vau 10 - Il Signore sarà un riparo per l’oppresso,
in tempo di angoscia un rifugio sicuro.
11 - Confidino in te quanti conoscono il tuo nome,
perché non abbandoni chi ti cerca, Signore.
zàin 12 -Cantate inni al Signore, che abita in Sion,
narrate tra i popoli le sue opere.
13 - Vindice del sangue, egli ricorda,
non dimentica il grido degli afflitti.

(Canto)

het 14 - Abbi pietà di me, Signore,
vedi la mia miseria, opera dei miei nemici,
tu che mi strappi dalle soglie della morte,
15 - perché possa annunziare le tue lodi,
esultare per la tua salvezza
alle porte della città di Sion.
tet 16 - Sprofondano i popoli
nella fossa che hanno scavata,
nella rete che hanno teso
si impiglia il loro piede.
17 - Il Signore si è manifestato, ha fatto giustizia;
l’empio è caduto nella rete,
opera delle sue mani.

(Canto)

iòd 18 -Tornino gli empi negli ìnferi,
tutti i popoli che dimenticano Dio.
kaf 19 - Perché il povero non sarà dimenticato,
la speranza degli afflitti non resterà delusa.
20 - Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo:
davanti a te siano giudicate le genti.
21 -Riempile di spavento, Signore,
sappiano le genti che sono mortali.

(Canto)

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE
· Il tema fondamentale del salmo 9a salta subito agli occhi: perché il malvagio
trionfa e il giusto, il buono è colpito dalle sventure? E il salmista non ragiona:
canta, loda, geme, prega, spera.
· Il salmista evoca con entusiasmo il Giudizio finale, escatologico, verso cui aspira
per l’ostilità persistente dei pagani e dei malvagi. Con un inno trionfale canta in
anticipo la repressione dei malvagi (6-13), la sicurezza assoluta dei giusti, la
sovranità finale di Dio.
· Il salmo 9a offre due ritratti paralleli del giusto e dell’empio e traccia in filigrana
le grandi linee di una teologia della regalità di Dio: Altissimo, Giudice, Re.

(Canto)

LETTURA CON GESÙ
· «Il Signore sarà un riparo per l’oppresso, in tempo di angoscia un rifugio sicuro».
Diceva Gesù: «Quando vedrete Gerusalemme investita dagli eserciti, rendetevi
conto che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che saranno in Giudea,
fuggano sulle montagne» (Luca 21,20-21).
· Parlando del giudizio finale, Gesù diceva: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella
sua gloria scortato da tutti gli angeli, siederà sul suo trono di gloria. Davanti a lui
si raduneranno tutte le genti» (Matteo 25,31-32).

(Canto)

LETTURA GAM, OGGI
· Giovane, dopo la preghiera di questo salmo rifletti su questa frase di San
Giovanni Crisostomo: «Cristiano, tu dovrai render conto del mondo intero».
· Giovane, lo sai che la matita si era rotta sull’ultima frase di un grande poeta
francese, Valéry? C’era scritto: «Nessuno prima del cristianesimo aveva detto
che Dio è Amore».

(Canto)

 

 


SALMO 9B

PREGHIERA E RINGRAZIAMENTO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio (Luca 6,20).


CANTO


Il Signore è re in eterno, egli vede il mio dolor;

e una Madre sempre vigile m’accompagna verso il Ciel.


TESTO DEL SALMO

lamed 1 - Perché, Signore, stai lontano, nel tempo dell’angoscia ti nascondi?

2 -Il misero soccombe all’orgoglio dell’empio e cade nelle insidie tramate.

nun 3 -L’empio si vanta delle sue brame, l’avaro maledice, disprezza Dio.

4 - L’empio insolente disprezza il Signore: «Dio non se ne cura: Dio non esiste»; questo è il suo pensiero.

5 - Le sue imprese riescono sempre. Son troppo in alto per lui i tuoi giudizi: disprezza tutti i suoi avversari.

6 - Egli pensa: «Non sarò mai scosso, vivrò sempre senza sventure».

(Canto)


fe 7 - Di spergiuri, di frodi e d’inganni ha piena la bocca, sotto la sua lingua sono iniquità e sopruso.

àin 8 - Sta in agguato dietro le siepi, dai nascondigli uccide l’innocente.

9 -I suoi occhi spiano l’infelice, sta in agguato nell’ombra come un leone nel covo. Sta in agguato per ghermire il misero, ghermisce il misero attirandolo nella rete.
10 - Infierisce di colpo sull’oppresso, cadono gl’infelici sotto la sua violenza.

(Canto)


11 -Egli pensa: «Dio dimentica, nasconde il volto, non vede più nulla».

qof 12 - Sorgi, Signore, alza la tua mano, non dimenticare i miseri.

13 - Perché l’empio disprezza Dio e pensa: «Non ne chiede conto»?

14 - Eppure tu vedi l’affanno e il dolore, tutto tu guardi e prendi nelle tue mani. A te si abbandona il misero, dell’orfano tu sei il sostegno.

shin 15 - Spezza il braccio dell’empio e del malvagio; punisci il suo peccato e più non lo trovi.

16 - Il Signore è re in eterno, per sempre: dalla sua terra sono scomparse le genti.

tau 17 - Tu accogli, Signore, il desiderio dei miseri, rafforzi i loro cuori, porgi l’orecchio

18 - per far giustizia all’orfano e all’oppresso; e non incuta più terrore l’uomo fatto di terra.

(Canto)

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
• Il salmista nel salmo 9b formula la sua domanda: arrivi presto, in questo mondo malvagio, il regno della giustizia divina.

• Il salmista si sofferma a fare un lungo ritratto del malvagio (versetti 3-11); ma siccome questa lunga descrizione si trova in mezzo tra due appelli a Dio, ha valore di lamento.


(Canto)


LETTURA CON GESÙ
• «Di spergiuri, di frodi, e d’inganni ha piena la bocca», dice il salmo 9b parlando del malvagio. Gesù ai suoi avversari dice con franchezza: «Voi avete per padre il demonio e sono i desideri del padre vostro che voi volete compiere; egli era omicida fin dal principio e non perseverò nella verità perché non c’era verità in lui» (Giovanni 8 ,44).

• «Tu accogli, Signore, il desiderio dei miseri», dice il salmista. E Gesù nell’ultima Cena diceva: «Anche voi adesso siete tristi, ma io vi rivedrò e il vostro cuore ne godrà e la vostra gioia nessuno ve la potrà rapire» (Giovanni 16,22-23).


(Canto)


LETTURA GAM, OGGI
• I giovani sentono tutta l’urgenza di questo appello che il Papa Giovanni Paolo II rivolge loro per un mondo nuovo: «Siete chiamati a "lavorare" per la salvezza degli altri nello stesso tempo che lavorate alla vostra salvezza. Siete chiamati a essere apostoli, a evangelizzare la Buona Novella, qualunque siano le vostre opzioni per il futuro. Accogliete, amati giovani, accogliete ancora una volta l’appello di Cristo: Siate i Suoi testimoni!».

(Canto)

 

 


SALMO 10

NEL SIGNORE È LA FIDUCIA DEL GIUSTO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati (Matteo 5,6).

CANTO


Le pupille del Signore scrutan sempre notte e dì;

i suoi occhi sono aperti: tutto vede il Signor. C’è una Madre che ci guarda, ci carezza con amor.

TESTO DEL SALMO

1 - (Al maestro di canto. Salmo. Di Davide). Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi: «Fuggi come un passero verso il monte»?

2 - Ecco, gli empi tendono l’arco, aggiustano la freccia sulla corda per colpire nel buio i retti di cuore.

(Canto) - selà -


3 - Quando sono scosse le fondamenta, il giusto che cosa può fare?

4 - Ma il Signore nel tempio santo, il Signore ha il trono nei cieli. I suoi occhi sono aperti sul mondo, le sue pupille scrutano ogni uomo.

(Canto)


5 -Il Signore scruta giusti ed empi, egli odia chi ama la violenza.

6 - Farà piovere sugli empi brace, fuoco e zolfo, vento bruciante toccherà loro in sorte.

7 - Giusto è il Signore, ama le cose giuste; gli uomini retti vedranno il suo volto.

(Canto)


DOSSOLOGIA Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE
• Il salmo 10 è come un piccolo scontro di opinioni e di mentalità fra il salmista e le persone del suo quartiere. La tesi della prudenza umana sottolinea tutti i pericoli e i rischi del momento; la tesi della prudenza soprannaturale sottolinea l’intervento sicuro e l’aiuto di Dio.

• Il salmo 10 è una delle preghiere-tipo della fiducia in Dio da parte delle vittime dell’abbandono e dell’incomprensione umana.

(Canto)


LETTURA CON GESÙ
• «Quando sono scosse le fondamenta, il giusto che cosa può fare?» dice la prudenza umana. Succede come per la tempesta sul lago: «Gesù, a poppa, dormiva sopra un cuscino. Lo svegliarono e gli dissero: "Maestro, non t’importa che noi periamo?"» (Marco 4, 38).

• Il salmo 10 ci fa ricordare la promessa di Gesù, fondamento di ogni fiducia: «Ecco, io sono con voi sino alla fine dei secoli» (Matteo 28,20).

• «Gli empi tendono l’arco, aggiustano la freccia sulla corda per colpire nel buio i retti di cuore»: questa è la situazione nel mondo; il male apparentemente sembra vincere. Ma Gesù ha detto: «Nel mondo voi avrete da soffrire, ma fatevi coraggio: io ho vinto il mondo» (Giovanni 16,33).


(Canto)


LETTURA GAM, OGGI
• Giovane, molta gente ti dirà: «Vivi con i piedi in terra; il mondo ha le sue leggi, la sua logica, le sue urgenze e il suo... peccato. Perché non ti lasci integrare dalla mentalità del mondo? Diversamente, ti conviene fuggire; tu sei debole, come un passerotto, e solo la fuga e la solitudine della montagna ti saranno un rifugio sicuro». Tu rispondi: amici miei, che mi parlate così, non capite che «nel mio cuore c’è un sesto senso misterioso che mi fa sentire che io sono legato a un altro mondo, dalla logica diversa, cioè al mondo di Dio»? (Dostoievski).

• Ogni giovane deve imparare che se ha fede in Dio, quando i nemici della sua anima rendono estremamente pericolosa la sua situazione, lui deve scavalcare ogni prudenza umana e correre il rischio stupendo di affidarsi tutto a Dio, alla luce del Vangelo. «Abramo, chiamato da Dio, per fede partì senza sapere dove andava» (Lettera agli Ebrei, 11).

(Canto)

 

 


SALMO 11

PREGHIERA NELLA PERSECUZIONE

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Dio Padre si è degnato di mandare il suo Figlio per noi, poveri Sant’Agostino).


CANTO


1. Le parole del Signore sono pure come argento raffinato nel crogiuolo.

2. Tutta fede fu Maria, Tutta fede, In ascolto sempre fu della Parola.


TESTO DEL SALMO

1 -(Al maestro di canto. All’ottava. Salmo. Di Davide).

2 - Salvami, Signore! Non c’è più un uomo fedele; è scomparsa la fedeltà tra i figli dell’uomo.

3 -Si dicono menzogne l’uno all’altro, labbra bugiarde parla con cuore doppio.

4 - Recida il Signore le labbra bugiarde, la lingua che dice parole arroganti,

5 - quanti dicono: «Per la nostra lingua siamo forti, ci difendiamo con le nostre labbra: chi sarà nostro padrone?».

(Canto) - selà -


6 - «Per l’oppressione dei miseri e il gemito dei poveri, io sorgerò, dice il Signore, metterò in salvo chi è disprezzato».

7 - I detti del Signore sono puri, argento raffinato nel crogiuolo, purificato nel fuoco sette volte.

(Canto) - selà -


8 -Tu, o Signore, ci custodirai, ci guarderai da questa gente per sempre.

9 - Mentre gli empi si aggirano intorno, emergono i peggiori tra gli uomini.

(Canto) - selà -


DOSSOLOGIA Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE
• Il salmo 11 è un lamento, una preghiera e una profezia. Un lamento: «è scomparsa la fedeltà tra i figli dell’uomo». Una preghiera: «Recida il Signore le labbra bugiarde». Una profezia: «Io sorgerò, dice il Signore, metterò in salvo chi è disprezzato».

• Il male è così diffuso in Israele che tutti i profeti non faranno che denunciarlo, da Osea a Michea, a Geremia, a Isaia. Osea dice: «Non c’è più verità, né compassione, né conoscenza di Dio in Israele» (4,1). Michea afferma: «L’uomo leale e sincero è scomparso dalla terra, non c’è più un giusto tra gli uomini; tutti sono pronti a versare il sangue degli altri; ognuno da la caccia al proprio fratello e gli tende trappole» (7,2).

(Canto)


LETTURA CON GESÙ
• Rattristato, Gesù diceva in un lungo dibattito con i capi dei Giudei: «Se Dio fosse il Padre vostro, mi amereste... Perché non capite il mio linguaggio? Appunto perché non potete ascoltare la mia Parola» (Giovanni 8,42.43).

• Gesù ha enunciato una grande legge che fa da cartina da tornasole per conoscere se uno parla con sincerità o con menzogna: «Chi parla per conto proprio cerca la propria gloria; chi invece cerca la gloria di Dio che l’ha mandato è verace e in lui non c’è impostura» (Giovanni 7,18).

(Canto)


LETTURA GAM, OGGI
• Giovane, ti sei accorto che questo piccolo salmo 11 è una teologia della potenza creatrice della Parola di Dio? «I detti, cioè le parole, del Signore sono puri, argento raffinato nel crogiuolo, purificato nel fuoco sette volte». È una Parola efficace: opera ciò che dice. Ama immensamente la Parola di Dio. La leggi ogni giorno? Leggi ogni giorno un po’ di Vangelo, soprattutto San Giovanni? Preghi sulla Parola di Dio?

• Ti auguro di ripetere a Gesù le parole di fede di Pietro in un momento di defezione dei discepoli, di smarrimento e di crisi di fede: «Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna» (Giovanni 6,68).


(Canto)

 

 


SALMO 12

LAMENTO DI UN GIUSTO NELLA PROVA

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede (Romani 15,13).

CANTO


1. Io nella tua misericordia ho confidato, o mio Signore; gioisca il cuore.

2. La dolce Madre del mio Signore si abbandonava al suo Creatore; fu come un fiore.


TESTO DEL SALMO

1 - (Al maestro di canto. Salmo. Di Davide).

2 - Fino a quando, Signore, continuerai a dimenticarmi? Fino a quando mi nasconderai il tuo volto?

3 -Fino a quando nell’anima mia proverò affanni tristezza nel cuore ogni momento? Fino a quando su di me trionferà il nemico?

(Canto) - selà -


4 - Guarda, rispondimi, Signore mio Dio conserva la luce ai miei occhi, perché non mi sorprenda il sonno della morte

5 - perché il mio nemico non dica: «L’ho vinto!» e non esultino i miei avversari quando vacillo.

6 - Nella tua misericordia ho confidato. Gioisca il mio cuore nella tua salvezza e canti al Signore che mi ha beneficato.

(Canto) - selà -

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE
• Il salmo 12 è tutta una straziante preghiera rivolta a Dio: il salmista si lamenta, supplica e si abbandona confidente in Dio.
• «Nella tua misericordia ho confidato», dice il salmista. La bontà misericordiosa di Dio è menzionata più di 120 volte nel salterio: è tutta una esperienza teologica dell’efficacia della preghiera.

(Canto)

LETTURA CON GESÙ
• «Fino a quando?». L’espressione è ripetuta quattro volte. Fino a quando? vuol dire: Non ne posso più. Gesù ha insistito sulla perseveranza nella preghiera: «Se uno di voi ha un amico e va trovarlo nel cuore della notte per dirgli: Amico mio, prestami tre pani perché uno dei miei amici mi è giunto in casa da un viaggio e non ho nulla da offrirgli; e dall’interno l’altro gli risponde: Non scocciarmi; la porta adesso è chiusa, e i miei bambini e io siamo a letto, non posso alzarmi per darteli; ve lo dico, anche se non si alza per darglieli in qualità di amico, alla fine alzerà a causa di quella seccatura e gli darà tutto ciò di cui avrà bisogno» (Luca 11,5-8).

• «Se tu fossi stato qui - gemeva Marta - mio fratello non sarebbe morto». Gesù la consolò dicendo: «Io sono la Risurrezione e la Vita» (Giovanni 11,21.25).

(Canto)


LETTURA GAM, OGGI
• Il salmista del salmo 12 è terribilmente triste e angosciato. Succede così anche per te: sono i giorni o le ore della tristezza «senza motivo», della depressione psichica. Che cosa fare? L’apostolo San Giacomo dà un consiglio stupendo: «Sei triste? Prega» (Giacomo 5,13).

• Se a te piace la musica, ti suggerisco di cercarti una magnifica pagina musicale di Liszt, che il famoso pianista ungherese compose e suonò a Parigi il 22 marzo 1914, troppo poco conosciuta proprio sul salmo 12.


(Canto)

 

 


SALMO 13

STOLTEZZA DEGLI EMPI

SALMO 13 SCARICA IL TESTO DEL SALMO 13 SCARICA L'AUDIO SALMO 13 CONDIVIDI IL SALMO 13 SU FACEBOOK sequenza_per_l_invocazione_allo_Spirito_Santo

SPUNTO DI MEDITAZIONE
Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia (Romani 5,20).

CANTO


Esulterà Giacobbe e gioirà Israele;
il Signor verrà; da Sion ci salverà.
Ripete a noi Maria, a noi che siam suoi figli:
«Fate tutto ciò che vi dirà Gesù».

TESTO DEL SALMO
1 (Al maestro di canto. Salmo. Di Davide).
Lo stolto pensa: «Non c’è Dio».
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
nessuno più agisce bene.

2 Il Signore dal cielo si china sugli uomini
per vedere se esista un saggio:
se c’è uno che cerchi Dio.


(Canto)


3 Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti
più nessuno fa il bene, neppure uno.

4 Non comprendono nulla tutti i malvagi,
che divorano il mio popolo come il pane?

5 Non invocano Dio: tremeranno di spavento,
perché Dio è con la
stirpe del giusto.


(Canto)


6 Volete confondere le speranze del misero,
ma il Signore è il suo rifugio.

7 Venga da Sion la salvezza d’Israele!
Quando il Signore ricondurrà il suo popolo,
esulterà Giacobbe e gioirà Israele.


(Canto)


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE

  • «Lo stolto pensa: Non c’è Dio». Così inizia il salmo 13. La prima strofa - una specie di preludio - è un grido di stupore davanti la folle incoscienza di coloro che agiscono e vivono come se Dio non esistesse.
  • Poi, il salmista descrive l’universale depravazione morale a cui conduce la dimenticanza pratica di Dio. L’empio, appunto perché empio, non può che nuocere agli altri.
  • Le ultime righe annunciano l’intervento decisivo di Dio a salvezza dei suoi fedeli.

(Canto)


LETTURA CON GESÙ

  • Di fronte al dilagare dell’ateismo viene in mente l’interrogativo straziante di Gesù: «Il Figlio dell’uomo, quando ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?» (Luca 18,8).
  • Gesù nell’ultima Cena aveva detto: «Poiché voi non siete del mondo, il mondo vi odia» (Giovanni 15,19).
  • Una certezza: «Dio viene in soccorso dei suoi eletti che gridano verso lui giorno e notte», dice Gesù (Luca 18,7).

(Canto)


LETTURA GAM, OGGI

  • Il giovane, pur costatando amareggiato il proliferare del male, deve abituarsi a cogliere nell’aria e nelle anime «il misterioso germinare del Regno di Dio». Nulla può impedire alla primavera di sbocciare o all’estate di sfolgorare.
  • Proviamo a ritradurre in linguaggio moderno le due ultime righe del salmo 13: «Quando il Signore ricondurrà il suo popolo, esulterà Giacobbe e gioirà Israele». Ecco: «Nel suo Figlio Gesù, Dio Padre ricondurrà all’unità del suo Regno coloro che volontariamente si erano messi fuori o quegli altri che ne erano stati estromessi a forza. Allora, quanta gioia ci sarà nel popolo di Dio! E che festa nella Chiesa!».

(Canto)

 


SALMO 14

CHI È DEGNO DI STARE
DAVANTI AL SIGNORE?

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Voi vi siete accostati al monte di Sion, alla città del Dio vivente (Ebrei 12,22).

CANTO


1. Chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sul monte santo?
Colui che cammina, Signore, senza colpa.

2. Una donna Vergin fu la tenda
fu la Madre tutta del Signore.
Aveva il cuore puro: era l’Immacolata.

TESTO DEL SALMO


1 (Al maestro di canto. Salmo. Di Davide).
Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sul tuo santo monte?
2
 Colui che cammina senza colpa,
agisce con giustizia e parla lealmente,
3
 chi non dice calunnia con la sua lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulto al suo vicino.


(Canto)


4 Ai suoi occhi e spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se giura a suo danno, non cambia;
5
 se presta denaro non fa usura,
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.


(Canto)

 

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 14 è un salmo di pellegrinaggio. I Giudei di Palestina «salivano a Gerusalemme» almeno una volta all’anno. Tali pellegrinaggi ritmavano la vita di Gesù: era l’avvenimento dell’anno. Arrivando a Gerusalemme, la prima visita era al Tempio. Il salmo 14 faceva parte della catechesi alle porte. La domanda rituale dei pellegrini era: «Chi può entrare nella casa del Signore?». I leviti davano la risposta con un decalogo di semplici norme umane.
  • Ecco il piccolo Decalogo dell’ospite di Dio. Lo si potrebbe anche intitolare: «Il cammino che conduce a Dio»:

1° Fare il bene («camminare senza colpa»)
2° Essere giusto («agire con giustizia»)
3° Dire la verità («parlare lealmente»)
4° Essere riguardoso («non fare danno al prossimo»)
5° Essere rispettoso («non lanciare insulti»)
6° Discernere i valori divini («onorare chi teme il Signore»)
7° Fuggire le cattive compagnie («i malvagi»)
8° Essere fedele alla parola data («anche se giura a suo danno»)
9° Non idolatrare i soldi («se presta denaro, non fa usura»)
10° Non lasciarsi corrompere («non accettare bustarelle»).


(Canto)


LETTURA CON GESÙ

  • «Signore, chi abiterà nella tua tenda?». Un giorno ci fu chi pose a Gesù una domanda equivalente: «Maestro, che devo fare per entrare nella vita eterna?». E Gesù rispose: «Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora tuo padre e tua madre» (Marco 10,17.19). Ciò che ci prepara a incontrare Dio è il rispettare la nostra natura umana, creata da Dio.
  • Nelle prescrizioni concrete del Vangelo, si trova spesso l’eco di questo salmo 14: «Cercate anzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia» (Matteo 6,33) - «Il vostro linguaggio sia sì quando è sì, no quando è no» (Matteo 5,37) - «Voi non potete servire Dio e il denaro» (Matteo 6,24).

(Canto)


LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane Gam, ti accorgi pregando questo salmo 14 dell’importanza che assumono i peccati che toccano le relazioni interpersonali e il denaro? Occorre dominare le nostre parole e le nostre finanze... è qui il luogo decisivo per sapere se si ama il prossimo veramente.
  • Come cambierebbe la terra se tutti gli uomini conformassero la loro vita alle esigenze di questo salmo di istruzione!
  1. Se agissero «con giustizia» nelle relazioni politiche, economiche, sociali e vegliassero a un’equa ripartizione dei beni della terra;
  2. Se amassero «la verità», la ricercassero, la difendessero, la rispettassero nei processi, nella stampa, nelle conversazioni quotidiane;
  3. Se mettessero «un freno alla loro lingua»;
  4. Se non facessero «torti» ai loro fratelli, rispettando il diritto alla vita, alla libertà di opinione, all’eguaglianza razziale;
  5. Se mantenessero «fede alla parola data» nel matrimonio, nel sacerdozio o nella vita religiosa e consacrata, negli impegni per Dio e nelle promesse fatte a Dio, nei contratti sociali e nei trattati di pace!

(Canto)

 

 


 SALMO 15

IL SIGNORE È MIA EREDITA'

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Dio ha risuscitato Gesù, sciogliendolo dalle angosce della morte (Atti 2,24).

CANTO


C’è gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra;
m’indicherai il sentiero della vita;
sei, Signore, mio calice ed eredità.
Gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra:
nelle tue mani è la mia vita.


La Tutta-gioia è anche nostra Mamma,
Madre di Dio e Madre della Chiesa,
per mano ci conduce al suo Gesù;
a noi sorride e guarda con amore.
Il suo Cuore Immacolato è forza,
il suo Cuore Addolorato è luce,
speranza e misericordia.

TESTO DEL SALMO
1 (Poemetto d’oro [?]. Di Davide).


Proteggimi, o Dio:
in te mi rifugio.

2 Ho detto a Dio: «Sei tu il mio Signore,
senza di te non ho alcun bene».

3 Per i santi, che sono sulla terra, uomini nobili,
è tutto il mio amore.

4 Si affrettino altri a costruire idoli:
io non spanderò le loro libazioni di sangue,
né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.

5 Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

6 Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi,
la mia eredità è magnifica.


(Canto)


7 Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.

8 Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare.

9 Di questo gioisce il mio cuore,
esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,

10 perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

11 Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.


(Canto)


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE

  • Questo salmo 15 è classificato tra i salmi dell’ospite di Dio.
    Un grido: «Proteggimi!» mio Dio, mio rifugio, mia gioia.
    Una scelta, una opzione radicale: contro i falsi-dei, gli idoli, il paganesimo che si diffonde e che attira. Dio solo basta!
  • «Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi»: è un’allusione al fatto che la tribù di Levi (coloro che servono Dio nel Tempio) al momento della spartizione della Palestina tra le dodici tribù mediante un sorteggio, non ricevette alcun territorio: la sua sorte, la sua eredità era Dio (Numeri 18,20).
  • Il salmista descrive la sua intimità con Dio. Allora tutto il vocabolario della gioia gli fiorisce sulle labbra: «no, io non rimpiango nulla», la mia scelta è meravigliosa, Dio è il mio consigliere, Dio presenza costante e difesa, Dio mia gioia e mia festa, Dio mia vita e risurrezione, Dio il senso della mia esistenza, Dio mia beatitudine eterna.

(Canto)


LETTURA CON GESÙ

  • «Il Signore è mia parte di eredità e mio calice». Gesù, un giorno, «prese il calice...» e anche noi lo prendiamo dietro suo comando: «Prendete e bevetene tutti». Sì, la nostra sorte è meravigliosa e noi non cessiamo di riunirci in assemblea per rendere grazie; ed è l’Eucaristia.
  • Per esprimere la sua intimità col Padre Celeste, Gesù ha spesso utilizzato l’immagine della "dimora", della "presenza", della Shekinàh: «Rimanete in me come io in voi» (Giovanni 15,4) che vuol dire: «Fate presenza in me».

(Canto)


LETTURA GAM, OGGI

  • «Il Regno di Dio è un’esperienza del cuore, cioè dell’amore», diceva il tedesco Nietzsche. Questo salmo 15 ti deve bruciare: non ti sembra che tu cerchi la gioia in tante cose e persone invece che in Dio? Cosa diventa la tua vita se gli amici ti mollano, se la stima degli altri ti manca? Se ti manca la TV, l’auto, i giornali, il godimento? Chi è per te Gesù?
  • Prova a leggere in linguaggio moderno questo salmo 15: «Dio, Dio, tu sei il mio Dio. Vedi, io mi rifugio nella tua amicizia; sono felice soltanto accanto a te. Dio, tu sei il tutto della mia vita. Oh, il meraviglioso patrimonio. Gioia, gioia, lacrime di gioia. Signore, sii benedetto. Finalmente mi hai aperto gli occhi e anche alla notte tu parli al mio cuore. Io non ti lascio più con lo sguardo. Quanto ti sento vicino! Il mio cuore è in festa. Ho la certezza che non vedrò la morte perché tu non puoi lasciar svanire per sempre me, tuo diletto».

(Canto)

 

 


SALMO 16

DIO SPERANZA DELL’INNOCENTE
PERSEGUITATO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Nei giorni della sua vita terrena, Cristo offrì preghiere e suppliche a Colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà (Ebrei 5,7).

CANTO


Custodiscimi, Signor, sotto l’ali del tuo amor;
tu mi ami, o Creator, dolce Padre e Salvator.
Su ciascun di noi a vegliar c’è la Madre di Gesù;
Lei conosce i nostri error e intercede a perdonar.

TESTO DEL SALMO
1 (Preghiera di Davide).
Accogli, Signore, la causa del giusto,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.

2 Venga da te la mia sentenza,
i tuoi occhi vedano la giustizia.

3 Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte,
provami al fuoco, non troverai malizia.
La mia bocca non si è resa colpevole,
secondo l’agire degli uomini;

4 seguendo la parola delle tue labbra,
ho evitato i sentieri del violento.


(Canto)


5 Sulle tue vie tieni saldi i miei passi
e i miei piedi non vacilleranno.

6 io t’invoco, mio Dio:
dammi risposta;
porgi l’orecchio,
ascolta la mia voce

7 mostrami i prodigi del tuo amore:
tu che salvi dai nemici
chi si affida alla tua destra.

8 Custodiscimi come pupilla degli occhi
proteggimi all’ombra delle tue ali,

9 di fronte agli empi che mi opprimono,
ai nemici che mi accerchiano.


(Canto)


10 Essi hanno chiuso il loro cuore
le loro bocche parlano con arroganza.

11 Eccoli, avanzano, mi circondano,
puntano gli occhi per abbattermi;

12 simili a un leone che brama la preda,
a un leoncello che si apposta in agguato.

13 Sorgi, Signore, affrontalo, abbattilo;
con la tua spada scampami dagli empi,
con la tua mano, Signore, dal regno dei morti
che non hanno più parte in questa vita.

14 Sazia pure dei tuoi beni il loro ventre,
se ne sazino anche i figli
e ne avanzi per i loro bambini.

15 Ma io per la giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua presenza.


(Canto)


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 16 è un grido del cuore, una preghiera in forma di discorso fatto a Dio. Si tratta di un innocente la cui vita è in gioco, per delle colpe che non ha mai commesso.
  • Sotto la figura di un individuo, oppresso da nemici arroganti, si legge «collettivamente» la situazione di Israele (e di tutta l’umanità) alle prese col Nemico per eccellenza, con l’Empio, con l’Accusatore, che in ebraico si dice «shatàn», Satana.
  • È stupenda la reazione dell’uomo braccato dai malvagi: viene a rifugiarsi nel Tempio; solo Dio è difensore e garante di giustizia.

(Canto)


LETTURA CON GESÙ

  • Solo Gesù, specialmente nella sua Passione e Morte, fu «l’innocente ingiustamente accusato». Lui, sì, in tutta verità poteva dire: «Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte, provami al fuoco, non troverai malizia».
  • «Proteggimi all’ombra delle tue ali»: è un’espressione bellissima, che il profeta Osea ha prolungato facendo di Dio come un cipresso verdeggiante, alla cui ombra riposare (Osea 14,8-9). Gesù ha usato un’immagine molto affine quando diceva: «Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho voluto riunirvi come fa la chioccia quando nasconde i suoi pulcini sotto le ali» (Matteo 23,37).

(Canto)


LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, ti accorgi che nel mondo attuale la violenza cresce? Rapine, aggressioni, sequestri di persone. L’interrogativo che emerge, drammaticamente vissuto dal salmista, è il seguente: è possibile nella giungla umana essere sinceri, veritieri, autentici, giusti e non violenti?
  • La risposta è: sì, è possibile, a patto che tu abbia a pregare il Signore e a mettere in Lui la tua fiducia. Allora gli puoi dire: «Mostrami le meraviglie, i prodigi del tuo amore, tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra».
  • Gesù ti insegna a odiare il peccato e amare il peccatore. La luce della bontà non tramonta mai. «L’innocente passa e muore, ma la sua luce rimane», diceva il russo Dostoievski.

(Canto)

 

 


SALMO 17 PRIMA PARTE

RINGRAZIAMENTO
PER LA SALVEZZA E LA VITTORIA

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Le potenze del cielo saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande. Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina (Luca 21,26).

CANTO


Io ti amo, mio Signore, baluardo,
scudo, rupe, roccia e liberatore.
Tu, Signore, sei la luce alla mia lampada;
di mie tenebre tu fai tutto un chiarore.
Il bel "sì" della tua Mamma all’Annunciazione
fu gran luce a spazzar via il tenebrore.

TESTO DEL SALMO (vv. 1-13)


1 (Al maestro di canto. Salmo del servo di Dio, Davide, che disse a Dio le parole di questo cantico, il giorno in cui Dio lo liberò dalla morsa di tutti i suoi nemici e dalla mano di Saul. Allora disse:)
2 Ti amo, Signore, mia forza,
3 Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore;
mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo;
mio scudo e baluardo, mia potente salvezza.

4 Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

5 Mi circondavano flutti di morte,
mi travolgevano torrenti impetuosi;

6 mi avvolgevano i lacci degli inferi,
già mi stringevano agguati mortali.

7 Nel mio affanno invocai il Signore,
nell’angoscia gridai al mio Dio:
dal suo tempio ascoltò la mia voce,
al suo orecchio pervenne il mio grido.


(Canto)


8 La terra tremò e si scosse;
vacillarono le fondamenta dei monti,
si scossero perché egli era sdegnato.

9 Dalle sue narici saliva fumo,
dalla sua bocca un fuoco divorante:
da lui sprizzavano carboni ardenti.

10 Abbassò i cieli e discese,
fosca caligine sotto i suoi piedi.

11 Cavalcava un cherubino e volava,
si librava sulle ali del vento.

12 Si avvolgeva di tenebre come di velo,
acque oscure e dense nubi lo coprivano.

13 Davanti al suo fulgore si dissipavano le nubi
con grandine e carboni ardenti.


(Canto)


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 17 è il modello classico dell’ode di vittoria. Alcune acclamazioni di riconoscenza precedono il richiamo del pericolo mortale a cui è sfuggito il salmista.
  • L’aiuto e il soccorso di Dio viene descritto come una teofanìa grandiosa di Dio, che si precipita dal cielo sulla terra, nella scena turbinosa di un uragano o di un vulcano, per schiacciare nemici del Re.

(Canto)


LETTURA CON GESÙ

  • Gesù, prima di risuscitare Lazzaro, disse una preghiera di ringraziamento al Padre per la sua vittoria sulla morte: «Padre, ti ringrazio di avermi ascoltato. Io sapevo che tu mi ascolti sempre...» (Giovanni 11,41).
  • «Nel mio affanno invocai il Signore», dice il salmista. E Gesù nella cosiddetta «anticipazione psicologica del Getsemani» al capitolo 12 di San Giovanni, dice: «Adesso l’anima mia è turbata. E che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono venuto a quest’ora» (Giovanni 12,27).

(Canto)


LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, dalla preghiera di questo salmo 17 scoprirai nuovi motivi per confidare in Dio, che ama i suoi, e per ringraziarlo di tutti i suoi benefici. Sii sempre un sì di gioia a Dio; diventerai allora il sorriso di Dio, che salva il mondo.
  • Dalla preghiera di questo salmo 17 scoprirai anche un accrescimento di fierezza di appartenere a Cristo che, con la Redenzione, ha vinto tutti i nemici di Dio e delle anime: il demonio, il mondo, il peccato e la morte.

(Canto)

 


SALMO 17 SECONDA PARTE

PICCOLA TEOFANIA DI LIBERAZIONE

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, Io Sono: non abbiate paura». Poi salì nella barca con loro e il vento cadde (Marco 6,50-51).

CANTO


Il Signore fu il mio sostegno,
mi liberò perché mi vuol bene,
mi portò al largo e mi salvò.
E la Madre del mio Gesù
mi fu vicina perché mi vuol bene,
per me prego e mi salvò.

TESTO DEL SALMO (vv. 8-20)


8 La terra tremò e si scosse;
vacillarono le fondamenta dei monti,
si scossero perché egli era sdegnato.

9 Dalle sue narici saliva fumo,
dalla sua bocca un fuoco divorante;
da lui sprizzavano carboni ardenti.

10 Abbassò i cieli e discese
fosca caligine sotto i suoi piedi.

11 Cavalcava un cherubino e volava,
si librava sulle ali del vento.


(Canto)


12 Si avvolgeva di tenebre come di velo,
acque oscure e dense nubi lo coprivano.

13 Davanti al suo fulgore si dissipavano le nubi
con grandine e carboni ardenti.

14 Il Signore tuono dal cielo,
l’Altissimo fece udire la sua voce:
grandine e carboni ardenti.

15 Scagliò saette e li disperse,
fulminò con folgori e li sconfisse.


(Canto)


16 Allora apparve il fondo del mare
si scoprirono le fondamenta del mondo,
per la tua minaccia, Signore,
per lo spirare del tuo furore.

17 Stese la mano dall’alto e mi prese,
mi sollevò dalle grandi acque,

18 mi liberò da nemici potenti,
da coloro che mi odiavano
ed erano di me più forti.

19 Mi assalirono nel giorno di sventura,
ma il Signore fu mio sostegno;

20 mi portò al largo,
mi liberò perché mi vuol bene.


(Canto)


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE

  • «Dalla sua bocca un fuoco divorante», dice il salmo. E il Deuteronomio precisa: «Il Signore tuo Dio è un fuoco divorante, un Dio geloso». La Parola di Dio è davvero un fuoco divorante; ne ebbe esperienza Geremia che non poteva trattenerla ma doveva esprimerla e annunciarla.
  • «Da lui sprizzavano carboni ardenti». I carboni ardenti sono il lampeggiamento della gloria divina, l’arco voltaico della luce di Dio (cf Ezechiele 1,13).

(Canto)


LETTURA CON GESÙ

  • «Il Signore tuonò dal cielo, l’Altissimo fece udire la sua voce». Il tuono è la voce di Dio. C’è nel Vangelo di San Giovanni una specificazione a questo proposito: Gesù disse: «Padre, glorifica il tuo nome». Dal cielo venne allora una voce: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora». La folla che stava lì e che aveva udito, diceva che era stato un colpo di tuono» (Giovanni 12,28-29).
  • «Mi sollevò dalle grandi acque», dice il salmo. Il simbolo dell’acqua è bivalente: può significare vita o morte; la sua potenza di distruzione si manifesta nel salire inesorabile delle acque: marea, inondazione, diluvio. «Pietro scese allora dalla barca e camminò sull’acqua muovendo verso Gesù; visto però il vento gagliardo, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami". Subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?"» (Matteo 14,29-31).

(Canto)


LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, tu avverti in questo salmo 17 il grido di aiuto del salmista. Dio interviene con una teofanìa. Teofanìa significa manifestazione della gloria di Dio. Nell’Antico Testamento il modello è l’apparizione di Dio sul Sinai: l’intervento divino di soccorso viene rappresentato in maniera da colpire l’immaginazione. Noi preferiamo esprimerci così: «Non c’è preghiera e invocazione a Dio senza risposta».
  • «Mi liberò da nemici potenti» dice il salmo. Giovane, ricorda allora la stupenda frase di Gesù: «La verità (cioè la Parola di Dio) vi farà liberi». Com’è vero.

(Canto)

 


SALMO 17 TERZA PARTE

IL SALARIO DELLE MANI PURE

SALMO 17 C SCARICA IL TESTO DEL SALMO 17 C SCARICA L'AUDIO SALMO 17 C CONDIVIDI IL SALMO 17 C SU FACEBOOK sequenza_per_l_invocazione_allo_Spirito_Santo

SPUNTO DI MEDITAZIONE
Vengono dalla grande tribolazione: hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello (Apocalisse 7,14).

CANTO


Tu sei mia luce alla lampada, o Signor;
tu rischiari le tenebre mie, Signor!
Serva del Signore, tu ci hai donato
il tuo Cristo Signor, Madre dell’amor.

TESTO DEL SALMO (vv. 21-30)


21 Il Signore mi tratta secondo la mia giustizia,
mi ripaga secondo l’innocenza delle mie mani;
perché ho custodito le vie del Signore,
non ho abbandonato empiamente il mio Dio.

22 I suoi giudizi mi stanno tutti davanti,
non ho respinto da me la sua legge;

24 ma integro sono stato con lui
e mi sono guardato dalla colpa.


(Canto)


25 Il Signore mi rende secondo la mia giustizia,
secondo l’innocenza delle mie mani
davanti ai suoi occhi.

26 Con l’uomo buono tu sei buono,
con l’uomo integro tu sei integro,

27 con l’uomo puro tu sei puro,
con il perverso tu sei astuto.


(Canto)


28 Perché tu salvi il popolo degli umili,
ma abbassi gli occhi dei superbi.

29 Tu, Signore, sei luce alla mia lampada;
il mio Dio rischiara le mie tenebre.

30 Con te mi lancerò contro le schiere,
con il mio Dio scavalcherò le mura.


(Canto)


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 17 (dai versetti 21 al 30) è una lezione di saggezza. Può riassumersi così: «Io sono puro, non ho mani sporche; il Signore lo sa. Ecco perché mi ricompensa, secondo l’innocenza delle mie mani pulite».
  • «Tu, Signore, sei luce alla mia lampada». Il salmo 118 (v. 105) dice: «Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino».

(Canto)


LETTURA CON GESÙ

  • «Il mio Dio rischiara le mie tenebre», dice il salmo; San Paolo nella Lettera ai Colossesi (1,13) dice: «Strappati al potere delle tenebre, Dio Padre ci ha trasferiti nel Regno del Figlio del suo amore. San Giovanni nel prologo ripete: «Il Verbo era la luce vera, che illumina ogni uomo» (Giovanni 1,9).
  • «Luce alla mia lampada». Quale lampada? Quella delle vergini sagge: «Il Regno dei cieli sarà come dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque però erano stolte e cinque sagge» (Matteo 25,1-2).

(Canto)


LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, com’è bello in questo salmo udire parlare l’unico «Giusto» per eccellenza, Gesù, «la chiave della Scrittura Sacra». Quale conforto il sapere che lui, l’Innocente, l’Agnello senza macchia, sta davanti a Dio Padre e intercede per noi peccatori. «Il salario delle sue mani pure» e la nostra giustificazione, cioè ci ottiene il perdono dei peccati.
  • La nostra fiducia in Dio (cioè la nostra fede) senza le «mani pulite» (cioè senza le opere) sarebbe morta. Dio è buono con chi è buono; Dio è puro con chi è puro, dice il salmo. Eppure quante volte Dio è infinitamente più buono di quanto noi meritiamo. Gesù ce lo ripete: «Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati... Date e vi sarà dato; con la misura con cui misurate, sarete a vostra volta misurati» (Luca 6,37-38).

(Canto)

 



SALMO 17 QUARTA PARTE

RINGRAZIAMENTO A DIO SALVATORE

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? (Romani 8,31).

CANTO


1. Inni di gioia canterò al tuo Nome:
tu sei mia Rupe, in te mi rifugio.
Inni di gioia canterò al Signore:
tu sei mio scudo.
2. L’anima mia magnifica il Signore;
il mio spirito esulta in te, Creatore.
Ave, o Mamma, tutta Immacolata;
grazie, o Signore.

TESTO DEL SALMO (vv. 31-51)
31 La via di Dio è diritta,
la parola del Signore è provata al fuoco;
egli è scudo per chi in lui si rifugia.

32 Infatti, chi è Dio, se non il Signore?
O che è rupe, se non il nostro Dio?

33 Il Dio che mi ha cinto di vigore
e ha reso integro il mio cammino;

34 mi ha dato agilità come di cerve,
sulle alture mi ha fatto stare saldo;

35 ha addestrato le mie mani alla battaglia,
le mie braccia a tender l’arco di bronzo.

(Canto)

36 Tu mi hai dato il tuo scudo di salvezza,
la tua destra mi ha sostenuto,
la tua bontà mi ha fatto crescere.

37 Hai spianato la via ai miei passi,
i miei piedi non hanno vacillato.

38 Ho inseguito i miei nemici e li ho raggiunti,
non sono tornato senza averli annientati.

39 Li ho colpiti e non si sono rialzati,
sono caduti sotto i miei piedi.

40 Tu mi hai cinto di forza per la guerra,
hai piegato sotto di me gli avversari.

41 Dei nemici mi hai mostrato le spalle,
hai disperso quanti mi odiavano.

42 Hanno gridato e nessuno li ha salvati,
al Signore, ma non ha risposto.

43 Come polvere al vento li ho dispersi,
calpestati come fango delle strade.

44 Mi hai scampato dal popolo in rivolta,
mi hai posto a capo delle nazioni.

45 Un popolo che non conoscevo mi ha servito;
all’udirmi, subito mi obbedivano,

46 stranieri cercavano il mio favore,
impallidivano uomini stranieri
e uscivano tremanti dai loro nascondigli.

(Canto)

47 Viva il Signore e benedetta la mia rupe,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.

48 Dio, tu mi accordi la rivincita
e sottometti i popoli al mio giogo,
mi scampi dai nemici furenti,

49 dei miei avversari mi fai trionfare
e mi liberi dall’uomo violento.

50 Per questo, Signore, ti loderò tra i popoli
e canterò inni di gioia al tuo nome.

51 Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato,
a Davide e alla sua discendenza per sempre.

(Canto)

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE

  • È un cantico di vittoria militare: un re d’Israele vi celebra una vittoria ottenuta grazie a Dio.
  • È Dio che fa del re un prode guerriero: è Dio che dà la vittoria sui nemici.
  • Con questa vittoria Dio fa di quel re il sovrano di nazioni pagane. Grazie dunque a Dio, che dà al re vittoria e prestigio. Questa vittoria è legata alla promessa fatta a Davide di «consolidare per sempre il suo trono».

(Canto)


LETTURA CON GESÙ

  • Evidentemente questo canto guerriero, al di là degli avvenimenti immediati, annuncia il Messia Gesù. Gesù Cristo, prefigurato in questo salmo, l’ha pregato; anzi San Paolo nella Lettera ai Romani (15,9) mette esplicitamente sulle labbra di Gesù il versetto: «Signore, ti loderò tra i popoli e canterò inni di gioia al tuo nome».
  • Al tempo di Gesù, si trattava non più di guerra né di azioni militari, ma di vivere la grande avventura del regno di Dio come un combattimento. Diceva Gesù: «Pregate per non soccombere alla tentazione», alla prova (Luca 22,46).

(Canto)


LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, questo salmo, pieno d’immagini molto suggestive, colmo di gioia di vivere, di fiducia e di gratitudine, diventa il canto dei giovani ritti in piedi, in lotta per la fede.
  • «Questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede» (1 Giovanni 5,4).

(Canto)

 


SALMO 18 A

INNO AL DIO CREATORE

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Ci ha visitato dall’alto un Sole che sorge... a dirigere i nostri passi sulla via della pace (Luca 1,78.79).

CANTO


1. I cieli narrano la gloria di Dio
e la mia anima magnifica il Signore (bis).
2. Il giorno al giorno ne affida il suo messaggio
e la mia anima magnifica il Signore (bis).

TESTO DEL SALMO
1 (Del capo-coro. Salmo di Davide).
2 I cieli narrano la gloria di dio,
e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento.

3 Il giorno al giorno ne affida il messaggio
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

(Canto)

4 Non è linguaggio e non sono parole,
di cui non si oda il suono.

5 Per tutta la terra si diffonde la loro voce
ai confini del mondo la loro parola.

(Canto)

6 Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale,
esulta come prode che percorre la via.

7 Egli sorge da un estremo del cielo
e la sua corsa raggiunge l’altro estremo:
nulla si sottrae al suo calore.

(Canto)

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 18A è uno splendente inno cosmico. I cieli danno al loro Creatore una doppia testimonianza: una testimonianza di abbagliante splendore durante il giorno e una testimonianza di misteriosa grandezza durante la notte. Notte e giorno si succedono ininterrottamente con una precisione sempre nuova. È un solenne Kerigma (=proclamazione) in due tempi: durante il giorno una continua lode a Dio con il canto del sole; durante la notte con la scrittura pubblicitaria delle stelle, le grandi luci fosforescenti, che proclamano la gloria unica del Dio Creatore.
  • Il cielo di giorno è luce solare; il cielo di notte è luce di stelle. Il cielo «parla» e questa parola è il silenzio, ma un silenzio comprensibile e «leggibile» da tutti. Il sole (immagine di Dio) è «gioioso, attivo, immenso, nulla gli sfugge».

(Canto)


LETTURA CON GESÙ

  • Gesù dovette cantare questo salmo con molto fervore. Tutte le cose della natura dovevano parlargli del Padre che è nei cieli. Gesù proclamò: «Chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io, la Luce, sono venuto nel mondo perché chiunque crede in me non resti nelle tenebre» (Giovanni 12,45-46).
  • Le parabole di Gesù, quasi tutte estratte dalla natura, mostrano quanto Gesù sapesse ammirare il creato: «Guardate i gigli: non filano e non tessono. Ve lo dico: Salomone in tutta la sua gloria e magnificenza non fu mai rivestito come uno di quelli» (Luca 12,27).

(Canto)


LETTURA GAM, OGGI

  • I filosofi moderni hanno riscoperto la profonda relazione che intercorre tra l’uomo e la natura. I giovani d’oggi ritrovano (in relazione alla vita di città, «giungla d’asfalto e di cemento») la natura e scoprono il senso della natura. Bisognerebbe pregare questo salmo in aperta campagna un mattino di primavera: alzarsi presto per contemplare il sorgere del sole; restare nei campi, accanto agli alberi in fiore, a seguirne la corsa sfolgorante; soffermarsi al tramonto fino all’accendersi dei fuochi delle stelle, «opera e ricamo delle dita di Dio».
  • «I cieli narrano la gloria di Dio». Come parlano? Nel silenzio. Il salmista lo sa e dice che la loro voce non è voce e che non ci sono parole. Dio parla nel silenzio: la sua creazione è la sua prima Parola, una parola che tutti, soprattutto i giovani, possono comprendere.
  • «Il giorno al giorno n’affida il messaggio». Il giorno è il fulgore, l’azione, la vita; la notte è la discrezione, il riposo, il mistero. Giovane, tuffati nella notte come in un bagno di silenzio; fa’ il vuoto in te, fa’ tacere le voci discordi che gridano in fondo a noi; fa’ raccoglimento. È questa la prima preparazione alla preghiera.
  • Dice Claudel: «Sappiamo che l’universo è un libro che ci parla, umilmente, e gioiosamente, della presenza eterna del Creatore. Non resta che leggerlo, con una mano sulla Bibbia, soprattutto sul Vangelo e con l’altra mano sul Cosmo».

(Canto)

 


SALMO 18 B

LODE A DIO, SIGNORE DELLA LEGGE

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SPUNTO DI MEDITAZIONE

Siate perfetti, come è perfetto il padre vostro che è nei cieli (Matteo 5,48).


CANTO
1. Le tue parole, Signore, son giuste, fan gioire il mio cuor;
le tue parole, Signore, son limpide, danno luce a me.
Sono dolci più del miele,
più preziose son dell’oro
le tue parole, Signor!


2. I tuoi comandi, Signor, furon luce per la Vergine Maria;
i tuoi precetti, Signor, furon gioia al suo Cuore lilial.
Sono dolci più del miele,
più preziose son dell’oro
le tue parole, Signor!

TESTO DEL SALMO
8 La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è verace,
rende saggio il semplice.

9 Gli ordini del Signore sono giusti
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi,
danno luce agli occhi.

(Canto) - selà -
10 Il timore del Signore è puro, dura sempre;
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

11 più preziosi dell’oro, di molto oro fino,
più dolci del miele e di un favo stillante.

12 Anche il tuo servo in essi è istruito,
per chi li osserva è grande profitto.

(Canto) - selà -
13 Le inavvertenze chi le discerne?
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

14 Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro dal grande peccato.

15 Ti siano gradite
le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia rupe e mio redentore.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 18B comincia in forma litanica e celebra le qualità intrinseche della Legge o Parola di Dio e i suoi vantaggi che reca all’uomo. Il salmista chiama la Parola di Dio con 8 termini diversi, cioè in 8 diverse sfumature: legge, testimonianza, precetto, decreto, oracolo, sentenza, volontà e parola.
  • La meravigliosa evocazione del cosmo che parla a coloro che sanno contemplare l’universo, i cieli, le stelle, il sole (nel salmo 18A) è un’introduzione a questa affermazione incredibile: Dio ha parlato a un popolo (l’ebreo) e gli ha rivelato i suoi pensieri sull’umanità.
  • Il dono della Legge o Parola di Dio agli uomini è un qualche cosa come la gioia delle nozze; è un mistero nuziale.

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Ci stupisce questo intenso amore della Parola di Dio che corre in tutto questo salmo 18B? Gesù diceva: «La mia parola non è mia, è la parola di Colui che mi ha mandato» (Giovanni 14,24).
  • La sola legge, in definitiva, è l’amore: «Ecco il mio comandamento: amatevi come io vi ho amato» (Giovanni 15,12).

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, non ti accorgi che devi ancora scoprire che cosa sia la legge? Il salmista giubila di avere una legge, che non gli viene imposta dall’esterno o per costrizione, gli è suggerita dall’interno, dallo Spirito Santo.
  • La legge del Signore è profonda, è utile, è preziosa: regola dall’interno la nostra vita. Diceva Kant, il filosofo tedesco: «Due cose strappano la mia ammirazione: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me».

(Canto)

 


SALMO 19

PREGHIERA PER LA VITTORIA DEL RE-MESSIA

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SPUNTO DI MEDITAZIONE

Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvo (Atti 2,21).

CANTO
Alleluia, Alleluia, Alleluia, Alleluia, Alleluia!
Vinca il Re-Messia, il Figlio di Maria. (bis)
Noi siamo forti nel nome del Signore. (bis)

TESTO DEL SALMO
1 (Del capo-coro. Salmo dì Davide).
2 Ti ascolti il Signore nel giorno della prova,
ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.

3 Ti mandi l’aiuto dal suo santuario
e dall’alto di Sion ti sostenga.

4 Ricordi tutti i tuoi sacrifici
e gradisca I tuoi olocausti.

(Canto) - selà-
5 Ti conceda secondo il tuo cuore,
faccia riuscire ogni tuo progetto.

6 Esulteremo per la tua vittoria,
spiegheremo i vessilli in nome dei nostro Dio;
adempia il Signore tutte le tue domande.

(Canto) - selà-
7 Ora so che Il Signore salva Il suo consacrato;
gli ha risposto dal suo cielo santo
con la forza vittoriosa della sua destra.

8 Chi si vanta dei carri e chi dei cavalli,
noi siamo forti nel nome del Signore nostro Dio.

9 Quelli si piegano e cadono,
ma noi restiamo in piedi e siamo saldi.

10 Salva il re, o Signore,
rispondici, quando ti invochiamo.

(Canto) - selà-
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...
LETTURA CON ISRAELE

  • In questo salmo 19 il popolo invoca il Signore per il suo Re, il Consacrato di Dio, che deve difendere la Terra Santa, eredità di Israele, dai confinanti pagani e proteggere la fede e la Legge degli antenati dall’invasione straniera. Armato per la battaglia, il Re sta in preghiera nel Tempio e offre un ultimo sacrificio di intercessione perché Dio aiuti l’operazione militare. Il popolo e l’esercito, che circondano il Re, assumono nella loro preghiera le intenzioni del Sovrano. Il Tempio echeggia di uno slancio potente e di un grido: «Ti ascolti il Signore nel giorno della prova».
  • «Ti protegga il nome del Dio di Giacobbe», dice il salmo 19. Dio rafforzò la fede degli israeliti con una teofania che restò luminosa nei secoli: lui, che nessuna parola umana può denominare, si fece conoscere ai suoi eletti con un Nome: «Io-Sono Colui-Che-Sono». E disse a Mosè dal roveto ardente, inviandolo a liberare il suo popolo: «Io-Sono, il Dio dei vostri padri, il Dio d’Abramo, d’Isacco e di Giacobbe mi manda a voi. Questo è il mio nome per sempre, di generazione in generazione» (Esodo 3,15).

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Gesù dovette amare questo salmo regale, così poco guerriero nel momento stesso della guerra, spoglio di violenza e di odio, che esalta la fiducia in Dio più che la potenza militare. Gesù è il «punto di convergenza di tutte le profezie»; è il Re-Messia che rappresenta il suo popolo davanti a Dio. «Io sono Re - disse Gesù a Pilato -. Io per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla Verità»... «Ma il mio Regno non è di questo mondo» (Giovanni 18,36-37).
  • Gesù fu incaricato dal Padre Celeste di una missione veramente regale: venne nel mondo per combattere Satana e strappargli l’umanità che egli aveva trascinato nella sua ribellione. E fu nel suo sacrificio in croce che egli vinse il peccato, il demonio e la morte: «Il Padre mi ama perché io do la mia vita per riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: la do da me. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre» (Giovanni 10,17-18).

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, pregando questo salmo 19 ti dovrebbe essere evidente che «le mani alzate in preghiera vincono più battaglie che non i pugni a lottare».
  • Giovane, la preghiera sulla Parola di Dio è un’arma invincibile: «Il Vangelo è la forza stessa di Dio» dice San Paolo nella Lettera ai Romani (1,16).
  • Quando Gesù, alla sera di Pasqua, per spiegare gli avvenimenti tragici del Venerdì santo, spiegò ai due discepoli di Emmaus «tutte le Sacre Scritture in ciò che lo riguardava», fece forse un riferimento esplicito a questo salmo regale? È possibile e ci piace crederlo.
  • L’inno nazionale inglese comincia con le parole stesse del versetto 10 di questo salmo: «God save the King», Dio salvi il Re.

(Canto)

 


SALMO 20

RINGRAZIAMENTO PER LA VITTORIA DEL RE-MESSIA

SALMO 20 SCARICA IL TESTO DEL SALMO 20 SCARICA L'AUDIO SALMO 20 CONDIVIDI IL SALMO 20 SU FACEBOOK sequenza_per_l_invocazione_allo_Spirito_Santo

SPUNTO DI MEDITAZIONE
Nella risurrezione ha ricevuto la vita e la gloria per i secoli dei secoli (Sant’Ireneo).

CANTO
1. Confidiamo in te, Signore,
nella tua fedeltà:
inni sempre canteremo
alla tua Maestà.
2. Re dei Re è Gesù Cristo,
noi cantiamo al suo amor;
e Regina Immacolata
è la Madre di Gesù.

TESTO DEL SALMO
1 (Del capo-coro. Salmo di Davide).
2 Signore, il re gioisce della tua potenza,
quanto esulta per la tua salvezza!

3 Hai soddisfatto il desiderio del suo cuore,
non hai respinto il voto delle sue labbra.

4 Gli vieni incontro con larghe benedizioni;
gli poni sul capo una corona di oro fino.

(Canto) - selà -
5 Vita ti ha chiesto, a lui l’hai concessa,
lunghi giorni in eterno, senza fine.

6 Grande è la sua gloria per la tua salvezza,
lo avvolgi dl maestà e di onore;

7 lo fai oggetto di benedizione per sempre,
lo inondi di gioia dinanzi al tuo volto.

(Canto) - selà -
8 Perché il re confida nel Signore:
per la fedeltà dell’Altissimo non sarà mai scosso.

9 Alzati, Signore, in tutta la tua forza;
canteremo inni alla tua potenza.

(Canto) - selà -

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 20 è una liturgia di lode a Dio, celebrata in onore di un re, all’indomani di un combattimento vittorioso che ha definitivamente consolidato il suo trono.
  • É un salmo regale e messianico: è un grazie a Dio dopo l’implorazione di salvezza che ricorre nel precedente salmo 19; al «God save the King» (Dio salvi il re) del salmo 19 risponde il Te Deum del salmo 20.

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • «Il re gioisce della tua potenza», dice il salmo; letteralmente sarebbe: «il re gioisce nella tua potenza, nella tua forza»: e ciò implica interiorità, intimità del re con Dio. È l’equivalente dell’«In Cristo Gesù», tanto caro a San Paolo. Si tratta del Re-Messia Gesù: «Tu in me e io in te» (Giovanni 17,21) diceva Gesù nella preghiera sacerdotale, rivolgendosi al Padre. In questa inabitazione trinitaria, l’umanità del Cristo trova la sua esaltazione come la troviamo anche noi, in Gesù.
  • «Vita ti ha chiesto, a lui l’hai concessa». C’è un po’ di eco del salmo nella preghiera di Gesù nel Getsemani: « E diceva: Abbà (Padre), tutto ti è possibile; allontana da me questo calice; tuttavia non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu» (Marco 14,36).

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, tu pregherai questo salmo 20 come un canto di riconoscenza e di ringraziamento a Dio per la grande vittoria di Cristo nella sua risurrezione: ha vinto il peccato e la morte.
  • Giovane, ogni salmo regale è di tipo messianico ed escatologico, cioè porta in sé una promessa di piena realizzazione: è attesa del regno definitivo di Dio. Ma include sempre anche una dialettica di combattimento-vittoria. I primi versetti del salmo sono un inno pasquale, l’inno della vita nuova al mattino di Pasqua. Gesù, capo del corpo mistico che è la Chiesa, ha giù vinto; la sua Chiesa militante, alla quale tu appartieni, sta ancora lottando e vincendo. San Pietro ti dice: «Il Dio di ogni grazia che vi ha chiamati alla gloria eterna nel Cristo completi lui la sua opera in voi e vi rafforzi» (1 Pietro 5,10).
(Canto)

SALMO 21

ESAUDIMENTO DEL GIUSTO,
PROVATO DALLA SOFFERENZA

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Gesù gridò a gran voce: Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Matteo 27,46).

CANTO
1. «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»
Mi scherniscono d’orror:
«Lui, lo liberi il Signor!».
Si dividon le mie vesti e vi gettano la sorte!


2. E vicina sta Maria,
dolce Madre di Gesù:
il suo Cuore Addolorato è trafitto dal dolor!


TESTO DEL SALMO
(Al maestro di canto. Sull’aria: «La cerva dell’aurora». Salmo. Di Davide).
«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Tu sei lontano dalla mia salvezza»:
sono le parole del mio lamento.

Dio mio, invoco di giorno e non rispondi,
grido di notte e non trovo riposo.

Eppure tu abiti la santa dimora,
tu, lode di Israele.

In te hanno sperato i nostri padri,
hanno sperato e tu li hai liberati;

a te gridarono e furono salvati,
sperando in te non rimasero delusi.

Ma io sono verme, non uomo,
infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.

Mi scherniscono quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:

«Si è affidato al Signore, lui lo scampi;
lo liberi, se è suo amico».

10 Sei tu che mi hai tratto dal grembo,
mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.

11 Al mio nascere tu mi hai raccolto,
dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.

12 Da me non stare lontano,
poiché l’angoscia è vicina
e nessuno mi aiuta.

(Canto) - selà -
13 Mi circondano tori numerosi,
mi assediano tori di Basan.

14 Spalancano contro di me la loro bocca
come leone che sbrana e ruggisce.

15 Come acqua sono versato,
sono slogate tutte le mie ossa.
Il mio cuore è come cera,
si fonde in mezzo alle mie viscere.

16 È arido come un coccio il mio palato,
la mia lingua si è incollata alla gola,
su polvere di morte mi hai deposto.

17 Un branco dl cani mi circonda,
mi assedia una banda dl malvagi;
hanno forato le mie mani e i miei piedi;

18 posso contare tutte le mie ossa.
Essi mi guardano, mi osservano:

19 si dividono le mie vesti,
sul mio vestito gettano la sorte.

20 Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, accorri in mio aiuto.

21 Scampami dalla spada,
dalle unghie del cane la mia vita.

22 Salvami dalla bocca del leone
e dalle corna dei bufali.

(Canto) - selà -
23 Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.

24 Lodate il Signore, voi che lo temete,
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe,
lo tema tutta la stirpe di Israele;

25 perché egli non ha disprezzato né sdegnato
l’afflizione del misero,
non gli ha nascosto il suo volto,
ma, al suo grido d’aiuto, lo ha esaudito.

26 Sei tu la mia lode nella grande assemblea,
scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.

27 I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano:
«Viva il loro cuore per sempre».

(Canto) - selà -
28 Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui
tutte le famiglie dei popoli.

29 Poiché il regno è del Signore,
egli domina su tutte le nazioni.

30 A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere.
E io vivrò per lui,

31 lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;

32 annunzieranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!».

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmista canta il ringraziamento di Israele risuscitato, dopo il ritorno dall’esilio. É sorprendente per noi che il salmista abbia descritto la liberazione del suo popolo sotto il rivestimento di «un crocifisso ritornato a vivere».
  • Il salmo 21 ha due poli: il presente che è sotto l’oppressione di persecuzioni e di torture fisiche; il futuro che è dominato dall’intervento del Signore a liberare il suo fedele. Desolazione e speranza; amarezza e gioia.
  • Il salmo 21 descrive l’avventura di un giusto ridotto all’ultimo respiro; nonostante il silenzio di Dio e l’estremo abbandono che egli prova, quel giusto ricorre a Dio con una fede eroica e ringrazia con gioia il Signore che lo libera. Le sue sofferenze affrettano l’avvento del Regno di Dio.
  • Due punti sono di alto rilievo: il lamento di fronte all’angoscia e l’abbandono fiducioso in Dio. Nonostante i suoi dolori lancinanti e le sue grida, anche se il corpo si sfascia e lo spirito agonizza, una pace profonda regna nelle profondità dell’anima.

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Gesù ha potuto fare suoi tutti i minimi particolari di questo salmo 21: l’angoscia, l’infamia del supplizio, la sete causata dalla disidratazione, le membra martoriate, il sangue che scorre dalle mani e dai piedi, il colpo di grazia della lanciata, gli abiti sorteggiati dai carnefici, gli insulti degli accusatori... Gesù ha preso su di sé, attraverso l’angoscia e l’abbandono del salmista, il dolore reale dell’uomo di ogni tempo, travolto dalle conseguenze del peccato originale; Gesù ha vissuto il dolore umano a livello unico di Figlio di Dio.
  • Sulla croce, Gesù si è servito di questo salmo 21 per esprimere al Padre Celeste i suoi sentimenti di filiale abbandono nella sofferenza: «E verso la nona ora (le tre del pomeriggio) Gesù gridò con forte grido: Elì, Elì, lamà sabactàni? che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Alcuni di coloro che erano lì presenti, all’udirlo, esclamarono: Costui chiama Elia» (Matteo 27, 46-47).
  • Anche due altre espressioni di Gesù sofferente: «Ho l’anima triste da morire» (Marco 14,34) e «Ho sete» (Marco 15,36 e Giovanni 19,28-29) si ispirano direttamente ai versetti 15 e 16 del salmo 21.

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, pregando questo salmo 21 scoprirai, con Sant’Angela da Foligno, che «Gesù non ti ha amato per scherzo». A tua volta, per contraccambiare l’amore di Gesù per te, sentirai l’urgenza di una partecipazione reale alla sua Passione e Morte, «aggiungendo le tue piaghe alle sue» dice Pascal.
  • Tutto un futuro meraviglioso è già presente nel dolore se tu sai discernere anche nelle sofferenze un piano e un intervento di amore di Dio per gli uomini. L’ottava Beatitudine enunciata da Gesù te ne dà la certezza: «Quando vi insulteranno, quando sarete perseguitati, quando diranno ogni male contro di voi per causa mia, siate allora al colmo della gioia, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli» (Matteo 5,11-12). Mai Dio ti è così vicino come quando, nel colmo dell’abbandono, ti senti perduto e dimenticato da tutti. Il salmista te lo ripete; Gesù te lo prova con la sua vita.
  • Ecco una versione moderna del salmo 21, fatta da un poeta contemporaneo: «Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato? Io sono una caricatura d’uomo, sono disprezzato da tutti. Si fanno beffe di me nei giornali... Io grido per domandare la morfina e nessuno mi ascolta; io grido con la camicia da forza; io grido tutta la notte nella casa di cura dei malati mentali, nella sala dei malati incurabili, nella quarantena dei malati contagiosi, nel ricovero dei vecchi. Io agonizzo bagnato di sudore nella clinica dello psichiatra; io sto morendo nella camera a ossigeno; io piango al posto di polizia, nel cortile del carcere, nella camera di tortura, nei brefotrofi. Io sono contaminato dalla radioattività e nessuno mi avvicina, per evitare le radiazioni. Io grido in un campo di concentramento; i reticolati elettrificati mi circondano; tutto il giorno mi fanno rispondere all’appello, mi hanno lavato il cervello, mi hanno tatuato un numero, mi hanno tolto ogni identità, mi hanno condotto nella camera a gas, si sono spartiti i miei abiti e le mie scarpe...».

(Canto)

 

 

 


SALMO 22

IL BUON PASTORE

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
L’Agnello sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita (Apocalisse 7,17).

CANTO
Il Signore è il mio pastore!
Non manco di nulla
all’acque mi guidò;
cosparse d’olio il capo
il calice traboccò!
Ci diede la Madre
di Cristo Gesù;
e qui nella sua Casa
per sempre io abiterò!


TESTO DEL SALMO
1 (Salmo. Di Davide).
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;

2 su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.

(Canto) - selà -
3 Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

4 Se dovessi camminare in una valle oscura
non temerei alcun male,
perché tu sei con me, Signore.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

(Canto) - selà -
5 Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.

6 Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.

(Canto) - selà -

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

 

LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 22 probabilmente è un «canto» per un sacrificio di ringraziamento. Un sacerdote o un levita (lo si suppone dall’espressione: abiterò nella casa del Signore, cioè nel Tempio), salvato da Dio in una situazione rischiosa e pericolosissima, promette un sacrificio di ringraziamento. Per questa liturgia, utilizza o compone il piccolo capolavoro, il graziosissimo idillio religioso del salmo del Pastore e aggiunge due strofette per descrivere il rito del banchetto sacro a ringraziare Dio: invita i presenti ad ascoltare ciò che ha fatto Dio a suo riguardo. Dopo questa «liturgia della Parola», viene il sacrificio. Poi viene organizzato il banchetto sacro durante il quale si consumano i resti della vittima immolata e offerta in sacrificio.
  • «Davanti a me tu prepari una mensa», dice il versetto 5 del salmo: questo banchetto festoso è un dono di te, mio Dio, poiché salvandomi e beneficandomi, tu sei all’origine di questo banchetto.
  • «Sotto gli occhi dei miei nemici»: questa festa che celebra la salvezza accordata da Dio al suo fedele, confonde gli avversari e i gelosi, presenti nel Tempio e testimoni del banchetto.
  • «Cospargi di olio il mio capo»: ecco un segno di particolare deferenza e onore fatto da Dio stesso al suo ospite, secondo il costume orientale.
  • «Il mio calice trabocca»: la coppa riempita di vino è simbolo e stimolante di gioia.

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • «Io sono il buon Pastore - disse Gesù - e conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e come io conosco il Padre e do la mia vita per le pecore» (Giovanni 10,14-15).
  • Le due strofette del banchetto sacro nel salmo 22 racchiudono una grande ricchezza teologica e spirituale che molto presto la Chiesa utilizzò per l’iniziazione cristiana ai sacramenti.
  • La «mensa preparata» è il Corpo stesso del buon pastore, Gesù.
  • Il «calice» di gioia è il Sangue versato nel pianto e divenuto gioia di vita eterna.
  • L’olio profumato sparso sulla testa e il segno dell’amicizia divina e il simbolo dello Spirito Santo che fa di ogni cristiano un consacrato.
  • La casa del Signore e la sua Chiesa.

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, hai pregato un salmo, il 22, che ha riconfortato milioni di anime lungo i secoli. Il romanziere Green scrisse a riguardo di questo salmo 22, che lo legava ai più dolci ricordi della sua fanciullezza: «Quelle parole così semplici si incisero senza alcuna difficoltà nella mia memoria di bimbo. Io vedevo il pastore, vedevo la valle dell’ombra di morte, vedevo la mensa preparata. Era il Vangelo in miniatura. Quante volte, nelle ore di angoscia, mi sono ricordato del vincastro consolante che previene il pericolo. Ogni giorno io pregavo questo piccolo salmo profetico, di cui non riuscirò mai a esplorare le ricchezze».
  • Durante lo sbarco alleato del 6 giugno 1944 in Normandia, un soldato canadese per calmare i suoi nervi e quelli di un suo commilitone si mise a pregare a voce alta il salmo 22. Parve che la crisi di tutti quegli uomini si sciogliesse: un brivido di pace.
  • Giovane, affìdati a Gesù, buon Pastore; non lasciarti prendere da altri pericolosi pastori, come possono essere Satana, il peccato, l’odio, la droga, eccetera. Un drogato, pentitosi ma poi ripiombato sotto la schiavitù della droga, scrisse e musicò un doloroso e tragico lamento sulle parole di questo salmo: «L’eroina e il mio pastore; ne avrò sempre bisogno. Mi fa dormire sotto i ponti e mi mena a una dolce demenza. Essa distrugge la mia anima e mi conduce sul cammino dell’Inferno per amore del suo nome. Anche se io camminassi nella valle dell’ombra di morte, non temerei alcun male perché la droga è con me. La mia siringa e il mio ago mi danno sicurezza. Tu mi fai vergognare in presenza dei miei nemici, tu mi ungi la testa di follia; il mio calice trabocca di disperazione e di sciagure. L’odio e il peccato mi seguiranno sicuramente tutti i giorni della mia vita. E abiterò per sempre nella casa della sventura e del disonore».
  • Giovane, prega per questi tuoi coetanei rovinati dal peccato. Gesù diceva: «E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche quelle devo condurle; ascolteranno la mia voce e si farà un solo gregge sotto un solo pastore» (Giovanni 10,16).

(Canto)

 


SALMO 23

IL SIGNORE ENTRA NEL SUO TEMPIO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE

Le porte del cielo si sono aperte a Cristo Signore, quando è salito al cielo (Sant’Ireneo).


CANTO
Chi è questo Re di gloria
che la morte sgominò?
è il Figlio della Donna
ch’è assunta in ciel.

TESTO DEL SALMO
1 (Di Davide. Salmo).
Del Signore è la terra e quanto contiene,
l’universo e i suoi abitanti.

2 È lui che l’ha fondata sui mari,
e sui fiumi l’ha stabilita.

3 Chi salirà il monte del Signore,
chi starà nel suo luogo santo?

(Canto) - selà-
4 Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non pronunzia menzogna,
chi non giura a danno del suo prossimo.

5 Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.

6 Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

7 Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.

(Canto) - selà-
8 Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e potente,
il Signore potente in battaglia.

9 Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.

10 Chi è questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...
LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 23 è un inno processionale di entrata nel Tempio di Gerusalemme per una funzione di culto: un inno facile e breve. Le due prime strofette si cantavano sulla spianata esterna; l’ultima alle soglie del Tempio.
  • All’arrivo davanti alle porte del Tempio ci si interroga: chi vi può entrare? Risposta: «Chi ha cuore puro, chi ha mani innocenti, chi pratica l’onestà e la giustizia, chi cerca Dio, chi non è schiavo degli idoli». Dopo di ciò il corteo, in un entusiasmo lirico, invita le porte del Tempio a slargarsi e a ingrandirsi.

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Un giorno (ed era un giorno molto vicino alla sua Passione e Morte) Gesù fece il suo ingresso trionfale nel Tempio, come è descritto in questo salmo 23. Partito da Bètfage, a pochi chilometri da Gerusalemme, acclamato dalla folla, Gesù entrò in Gerusalemme e poi nel grande recinto del Tempio: entrata regale, ingresso messianico del «figlio di Davide, re di Israele» (Giovanni 12,13).
  • L’iscrizione inchiodata alla croce di Gesù segnalava: «Gesù Nazareno re dei Giudei»(Giovanni 19,19): il vero trono regale, la vera grandezza di questo «re della gloria», che è Gesù, è precisamente la sua croce, cioè il suo amore infinito, la sua obbedienza al Padre, il suo amore sacrificato.

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, il Signore Gesù «sta all’uscio della porta della tua anima e bussa»; vuole entrarvi per incendiarti della sua gloria. Ma per accoglierlo dovresti «scavargli un posto nelle tue mani, nella tua testa, nel tuo cuore».
  • Preghiamo: «O Dio, a cui appartiene la terra e quanto contiene, l’universo e i suoi abitanti, solleva alte le porte del mio cuore, in modo che Gesù, il Re della Gloria, il Figlio di Maria assunta in cielo, vi possa entrare, vi fissi la sua dimora, lo conservi puro e vi diffonda la sua benedizione. Amen».

(Canto)

 

 

 


SALMO 24

PREGHIERA PER IL PERDONO E LA SALVEZZA

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
La speranza non delude (Romani 5,5).

CANTO
1. No, non ricordare i miei peccati
della giovinezza, o mio Signore;
ma tu, Signor, perdona; (bis)
o mio Signor, perdona!


2. C’è una Mamma buona che intercede;
per noi sempre prega il suo Gesù;
ma tu, Signor, perdona; (bis)
o mio Signor, perdona!

TESTO DEL SALMO
1 (Di Davide).
A te, Signore, elevo l’anima mia,
2 Dio mio, in te confido:
non sia confuso!
Non trionfino su di me i miei nemici!

3 Chiunque spera in te non resti deluso, 
sia confuso chi tradisce per nulla.

4 Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.

5 Guidami nella tua verità e istruiscimi, 
perché sei tu il Dio della mia salvezza, 
in te ho sempre sperato.

6 Ricordati, Signore, del tuo amore, 
della tua fedeltà che è da sempre.

(Canto) - selà -
7 Non ricordare i peccati della mia giovinezza:
ricordati di me nella tua misericordia, 
per la tua bontà, Signore.

8 Buono e retto è li Signore,
la via giusta addita ai peccatori;

9 guida gli umili secondo giustizia, 
insegna ai poveri le sue vie.

10 Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia
per chi osserva il suo patto e i suoi precetti.

11 Per il tuo nome, Signore, perdona il mio peccato, 
anche se grande.

(Canto) - selà -
12 Chi è l’uomo che teme Dio?
Gli indica il cammino da seguire.

13 Egli vivrà nella ricchezza,
la sua discendenza possederà la terra.

14 Il Signore si rivela a chi lo teme,
gli fa conoscere la sua alleanza.

15 Tengo i miei occhi rivolti al Signore, 
perché libera dal laccio il mio piede.

16 Volgiti a me e abbi misericordia,
perché sono solo ed infelice.

17 Allevia le angosce del mio cuore, 
liberami dagli affanni.

18 Vedi la mia miseria e la mia pena 
e perdona tutti i miei peccati.

19 Guarda i miei nemici: sono molti 
e mi detestano con odio violento.

20;Proteggimi, dammi salvezza;
al tuo riparo io non sia deluso.

21 Mi proteggano integrità e rettitudine,
perché in te ho sperato.

22 Dio, libera Israele
da tutte le sue angosce.

(Canto) - selà -

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

 

LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 24 è una supplica fiduciosa nelle necessità; è un bellissimo modello di contemplazione. Il salmista, caduto in colpa, subisce l’aggressività feroce dei suoi nemici. Il pericolo lo rende cosciente che Dio per correggerlo si è assentato da lui e che il suo peccato è grave.
  • Il salmo 24 comincia con una preghiera: il salmista chiede perdono al Signore e chiede luce per capire la Parola di Dio. Segue un esposto; due sono i motivi che tranquillizzano il salmista: la bontà di Dio e la sua misericordia verso i penitenti. Alla fine constata gli effetti del perdono di Dio: le angosce spirituali si sono spente e i nemici si sono allontanati.

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • «A te, Signore, elevo l’anima mia». Questo salmo 24 comincia con la definizione stessa della preghiera: un’elevazione dell’anima a Dio. Gesù era tutto preghiera, un’adorazione incessante al Padre. Il gesto di preghiera di Gesù era quello di alzare gli occhi al cielo.
  • «Il Signore si rivela a chi lo teme, gli fa conoscere la sua alleanza»: temere Dio vuol dire avere per lui affettuosa riverenza. C’è stretta dipendenza fra timore di Dio e intimità con lui. Martin Buber dice: «La comprensione di Dio è per coloro che lo temono; la sua Alleanza è di farsi da loro conoscere». Gesù disse stupendamente nel piccolo Inno o Grido di Giubilo: «Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai rivelato queste cose (cioè, il Vangelo) ai piccoli e le hai nascoste ai sapienti e agli intelligenti» (Matteo 11,25).

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, ti sei accorto che questo salmo 24 è intriso di angoscia e gronda malinconia come una suonata triste di Chopin? Eppure lo sguardo interiore del salmista è sempre rivolto verso Dio, a cominciare dalle prime parole di inizio. Bernanos nella sua agendina del 23 gennaio 1948 scrisse a proposito di questo salmo 24 le seguenti audaci parole: «Quale dolcezza pensare che quando noi si offende persino il Signore non cessiamo mai di desiderare ciò che Dio desidera nel più profondo del santuario della nostra anima». E che cosa desidera Dio in noi? Perdonarci e ridonarci la sua grazia.
  • Giovane, la parola «grazia» era fino a qualche tempo fa la parola più comune del vocabolario cristiano; si diceva: crescere in grazia, perdere la grazia, vivere in grazia, morire in grazia. La grazia era tutto. Da qualche tempo, essa è una delle tante parole entrate in crisi. Che cos’è la grazia per San Paolo che fu il teologo per eccellenza della grazia? È la sintesi di tutti i beni donatici da Dio Padre, in Gesù Cristo e partecipati a noi nello Spirito Santo. La sua caratteristica principale è di essere dono gratuito di Dio: «Per grazia siete stati salvati mediante la fede e ciò non viene da voi ma è dono di Dio» (Efesini 2,8).
  • Giovane, la grazia ti conferisce una nuova identità che si esprime nei titoli di figlio di Dio, fratello di Cristo, tempio dello Spirito Santo. È una «identità» che ti fa «trovare grazia presso Dio», cioè che «piace » a Dio. Santa Caterina da Siena che contemplò un giorno un’anima in grazia, dice che la sua bellezza le parve somigliantissima a quella di Dio.
  • Dice San Giovanni: «La legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia per meno dì Gesù Cristo» (Giovanni 1,17). Tutta la vita cristiana, per San Paolo, si svolge sotto il segno della grazia. Un personaggio di Bernanos esclama: «Tutto è grazia!».

(Canto)

 

 

 


SALMO 25

PREGHIERA FIDUCIOSA DI UN INNOCENTE

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Dio ci ha scelti in Cristo per essere santi e immacolati (Efesini 1,4).

CANTO
1. Amo la tua Casa dove tu, Signor, dimori,
amo il tuo Santuario dove regna la tua gloria.
Amo la tua Casa dove tu dimori;
ama il Santuario: la tua gloria è là.


2. La più bella Casa fu la Vergine Maria;
il più bel Santuario fu il suo Cuore immacolato.
Amo la tua Casa dove tu dimori;
amo il Santuario: la tua gloria è là.

 

TESTO DEL SALMO
1 (Di Davide).
Signore, fammi giustizia:
nell’integrità ho camminato,
confido nel Signore, non potrò vacillare.

Scrutami, Signore, e mettimi alla prova,
raffinami al fuoco il cuore e la mente.

La tua bontà è davanti ai miei occhi
e nella tua verità dirigo i miei passi.

(Canto) - selà -
Non siedo con uomini falsi
e non frequento i simulatori.

Odio l’alleanza del malvagi,
non mi associo con gli empi.

6 Lavo nell’innocenza le mie mani
e giro attorno al tuo altare, Signore,

per far risuonare voci di lode
e per narrare tutte le tue meraviglie.

Signore, amo la casa dove dimori
e il luogo dove abita la tua gloria.

(Canto) - selà -
Non travolgermi insieme ai peccatori,
con gli uomini dl sangue non perdere la mia vita,

10 perché nelle loro mani è la perfidia,
la loro destra è piena dl regali.

11 Integro è invece il mio cammino;
riscattami e abbi misericordia.

12 Il mio piede sta su terra piana;
nelle assemblee benedirò il Signore.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 25 probabilmente è una cosiddetta «preghiera d’ingresso», cioè un atto penitenziale prima di incominciare la celebrazione liturgica. L’esame di coscienza si svolge sulla fede e sulla carità.
  • Chi prega così è un malato, forse un sacerdote: i suoi giorni sono minacciati oppure è sotto grave accusa. Ecco perché dice a Dio: «Non travolgermi insieme ai peccatori; non perdere la mia vita».
  • Nell’Antico Testamento, in Israele, la malattia era un segno di punizione e di castigo, mentre l’onestà di vita attirava le benedizioni di una lunga e felice esistenza. «Allora, Signore, - dice il malato - guariscimi, riscattami, perché integro è il mio cammino, perché sono innocente».
  • Il salmista protesta la sua innocenza davanti a Dio che saggia come in un crogiolo, al fuoco, la purezza della vita dell’uomo: dichiara di guardare sempre alla bontà di Dio e di camminare alla luce della sua verità, della sua Parola. E siccome «lava le sue mani nell’innocenza», può partecipare ai giri di danze processionali attorno all’altare e nei cortili del Tempio. Lui può affermare a fronte alta di non essersi mai imbrancato con i malvagi.

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Noi attraverso questo salmo 25 possiamo contemplare l’innocente, il Santo di Dio, Gesù, «colui che non aveva conosciuto il peccato e che Dio Padre ha reso peccato per noi, così che in lui noi divenissimo giustizia di Dio» (2 ai Corinzi 5,21).
  • Gesù era davvero l’innocente. Poté dire con tutta verità ai suoi nemici e calunniatori: «Chi di voi mi può accusare di peccato? Se io dico la verità, perché non mi credete?» (Giovanni 8,46).

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, dovresti convincerti che per essere esaudito da Dio nelle tue preghiere di domanda e per avere la salute (che fa parte della salvezza totale dell’uomo) devi avere l’anima pura, lavata nell’innocenza. Scriveva San Paolo ai Romani (12,2): «Non conformatevi alla mentalità di questo mondo; trasformatevi e convertitevi invece, rinnovandovi interiormente con il mettere in pratica ciò che è gradito a Dio, ciò che è perfetto». Il salmo 25 ti aiuta in questo.
  • Giovane, fa’ tua (con qualche variante) la seguente trascrizione moderna del salmo 25, fatta da un autore contemporaneo: «Fammi giustizia, Signore, perché io sono innocente, perché ho messo la mia fiducia in te e non nei leader di questo tempo. Difendimi nei processi che hanno falsi testimoni e false prove. Io non mi siedo alle loro tavole rotonde dalle interminabili discussioni e dai fiumi di parole; non alzo con loro il mio bicchiere nei banchetti. Non faccio parte delle loro organizzazioni, non milito nei loro partiti, non possiedo azioni nelle loro compagnie e industrie. Io voglio piuttosto lavarmi le mani tra gli innocenti e frequentare le tue chiese, o Signore. Non voglio rovinarmi con la politica sporca e sanguinaria; nelle loro borse portano il delitto, e la corruzione ha ingrossato i loro conti in banca. Liberami, o Signore, e ti benedirò nelle nostre comunità-cenacoli».

(Canto)


SALMO 26

FIDUCIA IN DIO NEI PERICOLI

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Ecco la dimora di Dio con gli uomini (Apocalisse 21,3).

CANTO
Una cosa io ho chiesto, questa solo cercherò:
abitare nella casa del Signore notte e dì,
per gustare la dolcezza del Signore e il suo amor,
con la Vergine Maria che è la Madre di Gesù.
Gloria a te, Cristo Gesù! Maranathà, maranathà!

TESTO DEL SALMO
(Di Davide).
Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò terrore?

Quando mi assalgono i malvagi
per straziarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere.

Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia.

Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.

(Canto) - selà -
Egli mi offre un luogo di rifugio 
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora,
mi solleva sulla rupe.

E ora rialzo la testa
sui nemici che mi circondano;
immolerò nella sua casa sacrifici di esultanza,
inni di gioia canterò al Signore.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.

Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto";
il tuo volto, Signore, io cerco.

(Canto) - selà -
Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

10 Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, 
ma il Signore mi ha raccolto.

11 Mostrami, Signore, la tua via,
guidami sul retto cammino,
a causa dei miei nemici.

12 Non espormi alla brama dei miei avversari;
contro di me sono insorti falsi testimoni
che spirano violenza.

13 Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.

14 Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.Come era nel principio e ora e semprenei secoli dei secoli. Amen.

LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 26 è un salmo di fiducia; è un tuffo spirituale nell'incandescenza di Dio; è un canto mistico. Che cos'è la mistica? "È la caratteristica di un'anima tormentata da un amore totale" (Dostoievski). "È l'intensità e l'incandescenza dell'amore" (cardinale Journet).
  • Il salmo 26 parla d'intimità silenziosa con Dio, di un cuore a cuore con Lui: "Mi nasconde nel segreto della sua Dimora, mi solleva sulla rupe".
  • Il salmo 26 parla di contemplazione carica di meraviglia: "Il tuo volto, Signore, io cerco".
  • Il salmo 26 parla di una luce deliziosa che avvolge tutta l'anima: "Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò timore?".
  • Il salmo 26 parla di una sete divorante: "abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita".
  • Il salmo 26 parla di un'esperienza di gioia: "Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi".
  • Ciò nonostante, il salmo 26 parla di un combattimento violento, di un corpo a corpo contro una moltitudine di nemici scatenati, quali sono i demoni; ma il salmista li affronta nella fiducia più serena: "Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia".
  • È mostruoso che un padre o una madre abbandonino il loro bimbo. Un animale non lo fa. Ma l'amore di Dio per noi non ci abbandona mai: quest'evidenza riassume il messaggio del Deuteronomio, di Geremia, d'Osea, d'Isaia sull'amore indefettibile di Dio per Israele: "Una donna potrebbe abbandonare il bimbo che allatta? Può forse rifiutare il figlio del suo seno? Ma anche se ci fosse una donna che lo facesse, io mai - dice il Signore - ti potrò dimenticare" (Isaia 49,15). È questa l'unica cosa impossibile a Dio-Amore. 

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Gesù ha certamente pregato questo salmo 26, moltissime volte. Il Vangelo è fitto di allusioni:
  • «mi assalgono i malvagi per straziarmi la carne»: la flagellazione, la crocifissione.
  • «contro di me sono insorti falsi testimoni» (Matteo 26,59) nel processo.
  • «abitare nella casa del Signore» richiama l'episodio di Gesù dodicenne a Gerusalemme: «Non sapevate che io devo essere nella casa del Padre mio?» (Luca 2,49).
  • «una sola cosa io cerco»... «Cercate anzitutto il Regno dei Cieli» (Matteo 6,33).
  • «se divampa la battaglia, anche allora ho fiducia»... «Le potenze dell'Inferno non prevarranno contro la mia Chiesa» (Matteo 16,18).
  • «mio padre e mia madre mi abbandonano, ma il Signore mi ha raccolto». Quando ogni appoggio umano l'abbandona, Gesù dice: «Voi mi lascerete solo, ma io non sono mai solo, il Padre è sempre con me» (Giovanni 16,32).
  • «il Signore è mia luce»... «La luce è venuta nel mondo» (Giovanni 3,19). «Io sono la luce del mondo» (Giovanni 8,12 e 12,46).
  • «sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi»... «Io vado al Padre» (Giovanni 12,48).

(Canto)

 

LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, in questo salmo 26 troverai dei temi di grande attualità: il tema della speranza. La speranza è una realtà spirituale di cui il mondo giovanile moderno ha estremamente bisogno. Il giovane, ogni giovane viene dal futuro e ha urgentemente bisogno di futuro; ma non il futuro umano (i tre M: moglie, macchina, moneta), bensì di futuro divino. Il giovane vuole battersi per il futuro di Dio, per un mondo migliore, per creare la ci-viltà dell'amore, per diffondere il Vangelo. Diceva S. Paolo: "Lottare e soffrire per il Vangelo è una grazia" (lettera ai Filippesi). La speranza non è una virtù caramellosa o facile; è un atteggiamento di coraggio e di forza; è un dono dello Spirito Santo; si radica nella preghiera, nel desiderio dell'intimità con Dio, "la sola co-sa che io cerco", dice il salmista. È così anche per te?
  • Tema delle crisi. Il mondo è in crisi. La Chiesa è in crisi. La società è in crisi. Eppure il salmista, anche se la paura bussa alle porte, non teme: "se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia". Claudel ha tradotto così il versetto 3 di questo salmo: "Mi dichiarino pur guerra, tanto meglio per la mia speranza. Aprite il fuoco; io grido: urrà! Dio è mia difesa, è mia salvezza: di chi avrò timore?".

(Canto)

 


 

SALMO 27

SUPPLICA E RINGRAZIAMENTO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato (Giovanni 11,41).


CANTO
1. Con il mio canto ti rendo grazie;
tu sei il mio Signore, scudo sei per me.
Sii tu benedetto, o mio Creatore;
sempre dai ascolto alla mia preghiera.
2. Madre di Gesù e Madre tu sei
della Chiesa tutta, sulla terra e in ciel;
il Signore Dio sempre con te
col suo Santo Spirito su te si posò!


TESTO DEL SALMO (vv. 1-3.6-9)
(Di Davide).
1 A te grido, Signore;
non restare in silenzio, mio Dio,
perché, se tu non mi parli,
io sono come che scende nella fossa.

2 Ascolta la voce della mia supplica,
quando ti grido aiuto,
quando alzo le mie mani verso il tuo santo tempio.

(Canto) - selà -
3 Non travolgermi con gli empi,
con quelli che fanno il male.
Parlano di pace al loro prossimo,
ma hanno la malizia nel cuore.

6 Sia benedetto il Signore,
che ha dato ascolto alla voce della mia preghiera.

7 Il Signore è la mia forza e il mio scudo,
ho posto in lui la mia fiducia;
mi ha dato aiuto ed esulta il mio cuore,
con il mio canto gli rendo grazie.

(Canto) - selà -
8 Il Signore è la forza del suo popolo,
rifugio di salvezza del suo consacrato.

9 Salva il tuo popolo e la tua eredità benedici,
guidali e sostienili per sempre.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo…
LETTURA CON ISRAELE

  • I Salmi mettono frequentissimamente in contatto con il mistero e con il dramma della malattia. Alcuni salmi di malati si limitano a raccomandare a Dio la loro angoscia attendendo, con una fede di granito, la salute dalle mani dell'Onnipotente.
  • Il salmo 27 racchiude tutti gli elementi abituali delle preghiere dei sofferenti: invocazione del nome e della grandezza di Dio; supplica fiduciosa; ringraziamento.
  • L'ultima strofa «Salva il tuo popolo e la tua eredità benedici», ci trasferisce impercettibilmente al di là della malattia. Il malato scavalca il suo caso personale e invoca sul suo popolo la benedizione che egli attende (o che ha ricevuto) da Dio. È un piccolo esempio di comunione dei santi.

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • I cristiani, immersi e tuffati in Cristo con il battesimo, soffrono con Luio meglio, Lui soffre in loro e la sua sofferenza riscatta il mondo «in noi o per mezzo nostro».
  • Questa fecondità spirituale, accettata e vissuta nella fede, fa sì che i santi amino la sofferenza, qualunque ne sia l'origine. Non amano la sofferenza per se stessa, naturalmente; l'amano per la sua relazione all'Uomo dei dolori, al Cristo, per la comunione che crea con il Cristo sofferente.
  • Gesù diceva, nell'anticipazione psicologica del Getsemani: «Adesso l'anima mia è turbata. E che devo dire? Padre, salvami da quest'ora? Ma proprio per questo sono venuto a quest'ora!» (Giovanni 12,27).

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, abituati a rivolgerti nel dolore a Dio, con dolce insistenza dicendogli: «Se tu vuoi, mi puoi guarire» (Luca 5,12).
  • Un filosofo era solito dire che i giovani devono imparare e allenarsi a dire grazie quando ricevono un pane per la loro fame e dire ugualmente grazie quando ricevono una pietra o peggio un rifiuto.

(Canto)

 


SALMO 28

IL SIGNORE PROCLAMA SOLENNEMENTE
LA SUA PAROLA

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto» (Matteo 3,17).


CANTO
Il Signore tuonò (tris)
con la sua potenza.
Ma nel Tempio del Signore
tutti dicono gloria. Gloria!
L'eco fu della Parola
la gran Vergine Maria. Gloria!


TESTO DEL SALMO
(Salmo. Di Davide).
Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.

2 Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore in santi ornamenti.

3 Il Signore tuona sulle acque,
il Dio della gloria scatena il tuono,
il Signore, sull'immensità delle acque.

(Canto) - selà-
4 Il Signore tuona con forza,
tuona il Signore con potenza.

5 Il tuono del Signore schianta i cedri,
il Signore schianta i cedri del Libano.

6 Fa balzare come un vitello il Libano
e il Sirion come un giovane bufalo.

(Canto) - selà-
7 Il tuono saetta fiamme di fuoco,
il tuono scuote la steppa;

8 il Signore scuote il deserto di Kades
e spoglia le foreste.

9 Il Signore è assiso sulla tempesta,
10 il Signore siede re per sempre.
Il Signore darà forza al suo popolo,
benedirà il suo popolo con la pace.

11 Nel tempio del signore,
tutti dicono: «Gloria!».

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...
LETTURA CON ISRAELE

  • Il Salmo 28 è chiamato anche «il salmo dei sette tuoni»: il tuono (in ebraico "qol") è anche la voce di Dio. Questo salmo è classificato tra i salmi del Regno: «il Signore siede re per sempre». Nella liturgia del giudaismo questo salmo 28 viene cantato alla Pentecoste e celebra la rivelazione del Sinai, avvenuta durante una formidabile teofania. Il nome di Dio-Signore è utilizzato 18 volte, quasi ad ogni versetto del salmo.
  • Il salmo 28 descrive una tempesta, vista nel suo dispiegarsi progressivo. La tempesta scoppia sul mare Mediterraneo, poi si sposta verso il nord tra le montagne del Libano e dell'Ermon (chiamato col nome fenicio di Sirion) e si spegne nel deserto di Kades.
  • Il salmo 28 fa rilevare che Dio è vincitore delle forze del male che attorniano Israele. Tutte le nazioni pagane, all'intorno, spogliate e devastate dal tornado divino, lasciano Israele in pace perché possa, nel Tempio, cantare la gloria di Dio.

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Gesù ha voluto chiudere nel capitolo 7 di S. Matteo il suo discorso della montagna con la parabola dei due costruttori delle due case: una costruita sulla Roccia (che è il Cristo, cioè la sua Parola, il suo "qol") e l'altra sulla sabbia (che è la parola dell'uomo). Ispirandosi a questo salmo 28, Gesù descrive l'impatto gigantesco dell'uragano contro le due costruzioni.
  • S. Giovanni, nel vangelo (12,28-29) racconta che in risposta all'invocazione angosciosa di Gesù davanti all'ora della sua passione e morte, «una voce venne dal cielo: "L'ho glorificato e lo glorificherò ancora". La folla che si trovava lì e che aveva udito diceva che era un tuono; altri dicevano che un angelo gli aveva parlato».
  • Il profeta Elia sul monte Oreb fu invitato a oltrepassare il segno degli elementi naturali scatenati (uragano, terremoto, lampi e tuoni) per udire una rivelazione più alta: «il murmure, la voce di un silenzio continuo». Dio parla all'uomo soprattutto con la dolcezza di un alito leggerissimo, che è lo Spirito Santo. Un'antica preghiera cristiana dice: «Tra i tuoni e i lampi, la terra trema; ma quando tu, Signore, scendesti nel seno della Vergine Maria, il tuo passo non fece alcun rumore».

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, occorre ritrovare il senso della nostra piccolezza e del nostro nulla di fronte allo scatenamento delle tempeste cosmiche. Chiunque ha visto la terrificante e fascinosa bellezza di una bufera in montagna non può non pensare a Dio. Un personaggio dello scrittore russo Alessandro Solzenicyn esclama: «Quando il cielo tuona, prova un po' a non credere».
  • Hai mai ascoltato la 6a Sinfonia di Beethoven? Temporale e serenità. Così deve succedere anche per te. In mezzo alle bufere della tua anima, in mezzo alle grandi paure che ossessionano la nostra società (la paura atomica, la paura del futuro, l'inquinamento ecologico, gli scioperi, l'inflazione, il terrorismo) non devi mai perdere la fede. È questo il messaggio dell'opera Fidelio di Beethoven al mondo minacciato dal caos, ma illuminato dalla presenza di Dio: «Siate in pace; qualunque cosa vediate o ascoltiate, non dimenticate mai che la Provvidenza veglia su di voi».
  • S. Teresa del Bambino Gesù, all'età di 6 anni, dopo un grosso temporale ricorda: «Non mi sentii per nulla spaventata; anzi sentivo che il buon Dio era tanto vicino a me».
  • L’inno nazionale inglese comincia con le parole stesse del versetto 10 di questo salmo: «God save the King», Dio salvi il Re.

(Canto)

 

 


SALMO 29

RINGRAZIAMENTO PER LA 
LIBERAZIONE DALLA MORTE

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Cristo rende grazie al Padre per la sua risurrezione gloriosa (Cassiano).


CANTO
1. Il mio lamento in danza hai mutato;
il mio sacco in abito di gioia,
perché io possa cantare, cantare senza posa.
Signore mio Dio, ti loderò per sempre! Ti loderò per sempre!


2. La tua Mamma m’hai dato, o mio Signore;
la tua Parola è musica al mio cuore,
perché io possa cantare, cantare senza posa.
Signore mio Dio, ti loderò per sempre! Ti loderò per sempre!


TESTO DEL SALMO
(Salmo. Canto per la dedicazione del Tempio. Di Davide).
Ti esalterò, Signore, perché mi hai liberato
e su di me non hai lasciato esultare i nemici.

Signore Dio mio,
a te ho gridato e mi hai guarito.

Signore, mi hai fatto risalire dagli inferi,
mi hai dato vita perché non scendessi nella tomba.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
rendete grazie al suo santo nome,

perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera sopraggiunge il pianto
e al mattino, ecco la gioia.

(Canto) - selà -
Nella mia prosperità ho detto:
«Nulla mi farà vacillare!».

Nella tua bontà, o Signore,
mi hai posto su un monte sicuro;
ma quando hai nascosto il tuo volto,
io sono stato turbato.

A te grido, Signore,
chiedo aiuto al mio Dio.

(Canto) - selà -
10 Quale vantaggio dalla mia morte,
dalla mia discesa nella tomba?
Ti potrà forse lodare la polvere
e proclamare la tua fedeltà nell’amore?

11 Ascolta, Signore, abbi misericordia,
Signore, vieni in mio aiuto.

12 Hai mutato il mio lamento in danza,
la mia veste di sacco in abito di gioia,

13 perché io possa cantare senza posa.
Signore, mio Dio, ti loderò per sempre.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...
LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 29 è un salmo di «todàh», cioè di ringraziamento: è un gioioso grazie-todàh a Dio, un’eucaristia. Il verbo «render grazie» con la duplice sfumatura di «esaltare» e «lodare» è utilizzato tre volte. Il vocabolario della gioia è abbondante: «cantate inni»; «al mattino, ecco la gioia»; «danza»; «abito di gioia»; «cantare senza posa».
  • La situazione concreta è la seguente: un grande malato, alle porte della morte (chiamata «inferi» oppure «sheòl») guarisce. Questa situazione evoca l’esperienza di Israele che, dopo l’agonia dell’esilio, ha ritrovato la gioia della lode. Il popolo d’Israele ha provato questa liberazione e l’ha esperimentata come una specie di «risurrezione»: «Signore, mi hai fatto risalire dagli inferi, mi hai dato vita perché non scendessi nella tomba».
  • Due insegnamenti: Dio permette la prova, ma di corta durata, mentre esercita la sua benevolenza in modo permanente. La prova è una conseguenza della collera di Dio offeso (la collera, in Dio, è sempre una reazione di amore) ma è una collera che tende essenzialmente a migliorare il colpevole, castigandolo: «Quelli che io amo, li castigo», dice il Signore nell’Apocalisse, nella lettera alla chiesa di Laodicea. La colpa commessa è una colpa di presunzione (versetto 7: «Nella mia prosperità ho detto: “nulla mi farà vacillare”»).

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • La Chiesa fa cantare questo salmo 29 nel tempo dopo Pasqua. Ciò che era un’immagine per Israele, è stata una realtà meravigliosa per Gesù. Gesù si rivolge al Padre Celeste e gli dice: «Tu mi hai fatto risalire dallo sheòl, dagli inferi... Tu mi hai dato vita perché non scendessi nella tomba».
  • S. Agostino fa una specie di perifrasi in riguardo a Gesù che si indirizza al Padre: «Tu hai sfondato il mio sacco, cioè il mio lenzuolo funebre, la mia sindone e mi hai cinto di gioia».
  • Una frase di S. Pietro riassume tutto: «Gesù messo a morte nella carne (ucciso in croce) è stato vivificato dallo Spirito (cioè, lo Spirito di Dio lo ha fatto risorgere)».

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, ricorda che il mistero pasquale è il centro, il cuore, il nucleo della nostra fede cristiana. Il giovane cristiano è un giovane che non soltanto crede in Dio, ma specificatamente crede «in Gesù Cristo, morto e risorto».
  • Giovane, medita questa frase: «alla sera il pianto; e al mattino ecco la gioia». Nel loro bivacco, verso la cima dell’Everest, il neozelandese Hillary e lo sherpa si sentivano inquieti all’approssimarsi del buio della sera: tempesta, neve, raffiche di vento. Al mattino aprono gli occhi: il vento ha spazzato il cielo dove si stanno spegnendo le ultime stelle. Il cielo è azzurrissimo come il fiore della pervinca. Tutto è nuovo. Gioia, gioia.
  • Le lacrime della sera sono le lacrime che gocciano dagli occhi (e dal cuore) quando si dà uno sguardo alla propria giornata: manchevolezze, colpe, indecisioni di inerzia e pigrizia, il senso del limite della propria condizione umana. Ma queste lacrime della sera, nell’esame di coscienza, preparano il mattino luminoso di un giorno nuovo di fedeltà, di lavoro, di amore, di coraggio, di servizio, di comunità-cenacolo, con Maria, Madre di Gesù. Ogni giorno allora diventa una nuova Pasqua.

(Canto)


SALMO 30

SUPPLICA FIDUCIOSA NELL'AFFLIZIONE

SALMO 30 SCARICA IL TESTO DEL SALMO 30 SCARICA L'AUDIO SALMO 30 CONDIVIDI IL SALMO 30 SU FACEBOOK sequenza_per_l_invocazione_allo_Spirito_Santo

SPUNTO DI MEDITAZIONE
Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito (Luca 23,46).

CANTO


1. Su, siate forti, fatevi coraggio,
il Signor protegge tutti i suoi fedeli,
o voi tutti, che sperate nel Signore!


2. Non potrà mai una Mamma buona
quale è Maria abbandonarvi,
o voi tutti, che sperate nel Signore!

TESTO DEL SALMO (versetti 2-17.20-25)


(Al maestro di canto. Salmo. Di Davide).
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
per la tua giustizia salvami.

Porgi a me l'orecchio,
vieni presto a liberarmi.
Sii per me la rupe che mi accoglie,
la cinta di riparo che mi salva.

Tu sei l mia roccia e il mio baluardo,
per il tuo nome dirigi i miei passi.

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.

Mi affido alle tue mani;
tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.

(Canto) - selà -
Tu detesti chi serve idoli falsi,
ma io ho fede nel Signore.

Esulterò di gioia per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria,
hai conosciuto le mie angosce;

non mi hai consegnato nelle mani del nemico,
hai guidato al largo i miei passi.

10 Abbi pietà di me, Signore, sono nell'affanno;
per il pianto si struggono i miei occhi,
la mia anima e le mie viscere.

11 Si consuma nel dolore la mia vita,
i miei anni passano nel gemito;
inaridisce per la pena il mio vigore,
si dissolvono tutte le mie ossa.

12 Sono l'obbrobrio dei miei nemici,
il disgusto dei miei vicini,
l'orrore del miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.

13 Sono caduto in oblio come un morto,
sono divenuto un rifiuto.

(Canto) - selà -
14 Se odo la calunnia di molti,
il terrore mi circonda;
quando insieme contro di me congiurano,
tramano dl togliermi la vita.

15 Ma io confido in te, Signore;
dico: "Tu sei il mio Dio,

16 nelle tue mani sono i miei giorni".
Liberami dalla mano dei miei nemici,
dalla stretta dei miei persecutori;

17 fa' splendere il tuo volto sul tuo servo,
salvami per la tua misericordia.

20 Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
ne ricolmi chi in te si rifugia
davanti agli occhi di tutti.

(Canto) - selà -
21 Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
lontano dagli intrighi degli uomini;
li metti ai sicuro nella tua tenda,
lontano dalla rissa delle lingue.

22 Benedetto il Signore,
che ha fatto per me meraviglie di grazia
in una fortezza inaccessibile.

23 Io dicevo nel mio sgomento:
"Sono escluso dalla tua presenza".
Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera
quando a te gridavo aiuto.

24 Amate il Signore, voi tutti suoi santi;
il Signore protegge i suoi fedeli
e ripaga oltre misura l'orgoglioso.

25 Siate forti, riprendete coraggio,
o voi tutti che sperate nel Signore.


(Canto) - selà -


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 30 è il canto di un giusto, cioè di una persona buona, innocente, crudelmente provato dal dolore e giunto alle soglie della morte; egli evoca le circostanze tragiche della sua sventura ma proclama a voce alta la sua fiducia nel Signore, la sua certezza di una pronta liberazione e il suo grazie per la bontà divina a suo riguardo.
  • Il salmo 30 comporta tre movimenti, distinti dal tono e dal ritmo poetico: una preghiera fiduciosa (dal versetto 2 al versetto 9); una supplica angosciata (dal versetto 10 al versetto 19); un inno di riconoscenza a Dio (dal versetto 20 al versetto 23). Poi segue un'aggiunta liturgica: l'invito a confidare nel Signore in ogni circostanza e a farsi coraggio specialmente nelle persecuzioni (versetti 24 e 25).

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Alcune opere artistiche sono rimaste incompiute. Per esempio la Sinfonia Incompiuta di Franz Schubert. Il salmo 30 lo si potrebbe chiamare il salmo incompiuto di Gesù. Appena Gesù ebbe detto: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito" (che è il versetto 6 del salmo con l'aggiunta del nome Abbà, Padre), precisa S. Luca, spirò (Luca 23,46). E Gesù terminò il salmo nel suo Regno: "Quanto è grande la tua bontà, o Signore! La riservi per coloro che ti temono".
  • Gesù visse in pieno il dramma della solitudine che angosciò il salmista: "Sono l'obbrobrio dei miei nemici, il disgusto dei miei vicini, l'orrore dei miei conoscenti; chi mi vede per strada mi sfugge". Viene profetizzato in termini velati il vuoto progressivo che si fece attorno a Gesù e che toccò il massimo nel Getsemani: "Allora i discepoli lo abbandonarono tutti e fuggirono" (Matteo 26, 46).

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Ogni sera, nella preghiera di Compieta, si ripete il versetto 6 dei salmo 30: "Signore, nelle tue mani affido il mio spirito". Giovane, abituati a dire questa stupenda preghiera prima di addormentarti: "Voglio abituarmi tutti i giorni a pregare cosi - scrisse un ragazzo di 17 anni. - Pregare è abbandonarsi a Dio; pregare è unirsi a Dio e staccarsi da tutto il resto; posso morire pregando e devo pregare anche morendo".
  • Giovane, prova a dire cosi: "Di fronte a tutte le mie tentazioni e prove la mia vita, o Signore, si consuma nel dolore e i miei giorni in sospiri; aiutami e soccorrimi, a causa del tuo Nome e per il fatto che io mi affido a te; cosi, liberato e all'ombra delle tue ali, avrò grazia e letizia. Amen". È una piccola parafrasi del salmo 30.

(Canto)

 


SALMO 31

RINGRAZIAMENTO
PER IL PERDONO DEI PECCATI

SALMO 31 SCARICA IL TESTO DEL SALMO 31 SCARICA L'AUDIO SALMO 31 CONDIVIDI IL SALMO 31 SU FACEBOOK sequenza_per_l_invocazione_allo_Spirito_Santo

SPUNTO DI MEDITAZIONE
Davide proclama beato l’uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle sue opere (Romani 4,6).


CANTO


Beato quell’uomo la cui colpa
è rimessa per sempre.
Beato quell’uomo il cui peccato
vien tutto perdonato.
Rifugio di noi peccatori
è la Vergin Maria;
è Madre di misericordia
e intercede per noi.


TESTO DEL SALMO


1 (Di Davide. Composizione poetica).
Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa,
e perdonato il peccato.

Beato l’uomo a cui Dio non imputa alcun male
e nel cui spirito non è inganno.

Tacevo e si logoravano le mie ossa,
mentre gemevo tutto il giorno.

Giorno e notte pesava su di me la tua mano,
come per arsura d’estate inaridiva il mio vigore.

Ti ho manifestato il mio peccato,
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe»
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato.

(Canto) - selà -
Per questo ti prega ogni fedele
nel tempo dell’angoscia.
Quando irromperanno grandi acque
non lo potranno raggiungere.

Tu sei il mio rifugio, mi preservi dal pericolo,
mi circondi di esultanza per la salvezza.

(Canto) - selà -
Ti farò saggio, t’indicherò la via da seguire;
con gli occhi su di te, ti darò consiglio.

Non siate come il cavallo e come il mulo
privi d’intelligenza;
si piega la loro fierezza con morso e briglie,
se no, a te non si avvicinano.

10 Molti saranno i dolori dell’empio,
ma la grazia circonda chi confida nel Signore.

11 Gioite nel Signore ed esultate, giusti,
giubilate, voi tutti, retti di cuore.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...
LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 31 inizia affermando la felicità di un peccatore che viene perdonato, Poi, c’è un piccolo condensato dell’avvenimento-perdono: «prima della confessione, ero torturato dai rimorsi; ma poi ho riconosciuto il mio peccato davanti a Dio e mi è scesa nel cuore la pace». Infine, il salmista trae delle lezioni di saggezza: nelle ore decisive bisogna pregare; rifugiarsi in Dio; non indurire il proprio cuore ne intestardirsi come i muli; contare tutto sull’amore e la misericordia di Dio. Esplode allora il ringraziamento: gioia e letizia.
  • Le colpe scavano il nostro essere e in questo vuoto fa irruzione come un ciclone la misericordia del Signore. Il dramma del peccato nel salmo 31 si situa all’interno della relazione con Dio. Non è il fenomeno psicologico del rimorso, della vergogna che è il primo, ma la rottura dell’Alleanza con Dio: «Beato l’uomo a cui Dio non ìmputa alcun male... Ti ho manifestato il mio peccato... E tu hai rimesso la malizia del mio peccato... Tu sei il mio rifugio... La grazia (cioè la “hèssed”, la misericordia-fedeltà, che è la parola-chiave dell’Alleanza) circonda chi confida nel Signore».

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Istintivamente, pregando questo salmo 31, vien da pensare alle tre parabole della misericordia del capitolo 15 del Vangelo di S. Luca che terminano tutte con le parole di Gesù molto simili alla conclusione di questo salmo: «Rallegratevi con me... C’è più gioia in cielo per un solo peccatore che si converte...» (Luca 15,6.9.32).
  • Per Gesù, il perdono dei peccati è una questione di amore. Al fariseo Simone che si barricava nella sua altezzosa integrità legale, Gesù cita a esempio la povera peccatrice innominata che era venuta pubblicamente a piangere i suoi peccati: «Io te lo dico: i suoi numerosi peccati sono stati perdonati perché ha mostrato molto amore. Ma colui al quale si perdona poco, mostra poco amore» (Luca 7,47).
  • La Didachè (Dottrina) dei Dodici Apostoli della fine del primo secolo dava questa consegna alle comunità cristiane: «Nell’assemblea tu confesserai le tue colpe e non entrerai in preghiera con una coscienza non pulita: è questo il cammino della vita».

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, incidi nella tua anima la seguente frase del salmo: «Ti ho manifestato il mio peccato, non ho tenuto nascosto il mio errore. Ho detto: Confesserò al Signore le mie colpe». Il rimorso è un soliloquio; ma il perdono è un dialogo, un rapporto tra due persone, delle quali una, Dio, attende qualche cosa dall’altra. Che cosa attende? Il riconoscimento delle proprie colpe.
  • «Tacevo e si logoravano le mie ossa, mentre gemevo tutto il giorno. Giorno e notte pesava su di me la tua mano; come per arsura d’estate inaridiva il mio vigore». Profonda unità del composto umano: l’anima reagisce sul corpo, e il corpo influenza l’anima. La mentalità semitica andava oltre: affermava che il peccato poteva essere causa di malattia; ma è lo spirito che più di tutto ne soffre. Di qui si può capire il consiglio del Qohelet: «Nel giorno della salute fisica, sii allegro ed euforico; nel giorno della sventura e della malattia, rifletti» (Qohelet 7,14).
  • Giovane, la peggiore degradazione dell’uomo avviene quando uno tenta di giustificare il male che ha commesso, chiamando bianco ciò che e nero. Confessare il proprio peccato non è degradante, anzi è un grande atto di verità: «Beato l’uomo nel cui spirito non è inganno», dice il salmo. Il Talmud commentava: «Il peccatore che ha peccato e che si confessa, è più vicino a Dio di colui che non ha mai commesso alcuna colpa». E un rabbino spiegando il termine ebraico tiqevàh (che significa “filo” e “speranza”) diceva: «Ciascuno di noi è legato a Dio con un filo. Quando uno commette una colpa, il filo si spezza. Ma quando questa persona riconosce il proprio peccato e si confessa, Dio riannoda il filo e questo diventa più corto di prima».

(Canto)


SALMO 32

INNO ALLA PROVVIDENZA DI DIO

SALMO 32 SCARICA IL TESTO DEL SALMO 32 SCARICA L'AUDIO SALMO 32 CONDIVIDI IL SALMO 32 SU FACEBOOK sequenza_per_l_invocazione_allo_Spirito_Santo

SPUNTO DI MEDITAZIONE


Tutto è stato fatto per mezzo di lui (Giovanni 1,3).


CANTO


1. L'anima nostra attende il Signore,
egli è l'aiuto e scudo per noi;
in lui gioisce il nostro cuore,
perché lui solo è Amore.
2. Tutta umiltà fu la Vergin Maria,
sempre obbediente al suo Signore
dal primo boccio della sua vita
fino al respiro estremo.


TESTO DEL SALMO
Esultate, giusti, nel Signore:
ai retti si addice la lode.

Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate.

Cantate al Signore un canto nuovo, 
suonate la cetra con arte e acclamate.

Poiché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.

Egli ama il diritto e la giustizia, 
della sua grazia è piena la terra.

Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, 
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.

(Canto) - selà -
Come in un otre raccoglie le acque del mare, 
chiude in riserve gli abissi.

Tema il Signore tutta la terra,
tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,

perché egli parla e tutto è fatto, 
comanda e tuffo esiste.

10 Il Signore annulla i disegni delle nazioni, 
rende vani i progetti dei popoli.

11 Ma il piano del Signore sussiste per sempre,
i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni.

(Canto) - selà -
12 Beata la nazione il cui Dio è il Signore,
il popolo che Sl è scelto come erede.

13 Il Signore guarda dal cielo,
egli vede tutti gli uomini.

14 Dal luogo della sua dimora
scruta tutti gli abitanti della terra,

15 lui che, solo, ha plasmato il loro cuore
e comprende tutte le loro opere.

16 Il re non si salva per un forte esercito
né il prode per li suo grande vigore.

17 Il cavallo non giova per la vittoria,
con tutta la sua forza non potrà salvare.

18 Ecco, l'occhio del Signore veglia su chi lo teme, 
su chi spera nella sua grazia,

19 per liberarlo dalla morte 
e nutrirlo in tempo di fame.

20L'anima nostra attende il Signore, 
egli è nostro aiuto e nostro scudo.

21 In lui gioisce il nostro cuore
e confidiamo nel suo santo nome.

22 Signore, sia su di noi la tua grazia,
perché in te speriamo.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...
LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 32 è un invito alla gioia: «Nel Signore gioisce il nostro cuore», in lui l'anima trova la gioia. Pochi inni biblici vibrano di una gioia e di una letizia così intensa: «Esultate, lodate, cantate un canto nuovo, suonate la cetra, acclamate».
  • La gioia sole dalla terra: «Della sua grazia è piena la terra». La grazia, cioè l'amore, forma il tessuto della creazione: la terra è stata creata dalla sua Parola e dal suo Soffio-Spirito Santo
  • La gioia scende dal cielo: «Il Signore guarda dal cielo, egli vede tutti gli uomini». I suoi occhi sono occhi di amore: «L'occhio del Signore veglia su chi lo teme».
  • Dal punto di vista teologico, in questo salmo 32 si rivela una vera teologia della Parola di Dio, che è creatrice, che è provvida (protegge, nutre, preserva), che è eterna, che dà ai buoni gioia e felicità.

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • «Chi sei tu?» chiedono i Giudei a Gesù. Risposta: «Assolutamente quello che vi dico», cioè la Parola stessa (S. Giovanni 8,25). «Solo parlando, Dio fa cessare l'infinita solitudine. Quello che importa la prima volta nella Bibbia è il fiat creatore. Il fatto che Dio parli è il miracolo dei miracoli, un miracolo per il quale il nulla diventa il tutto davanti a Dio». Una delle prove maggiori della divinità di Gesù è che egli fa sempre e realizza sempre ciò che dice (Luca 20,21-26). «Le opere di Gesù sono parole che si vedono; le parole di Gesù sono opere che non si vedono». Gli inglesi amano condensare questa formula con due semplicissime parole: word-work (parola-azione).
  • «Il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni»: Gesù rivela ai suoi che «il Padre stesso vi ama» (Giovanni 16,27): ecco il piano di Dio. 

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, devi diventare un canto nuovo alla gloria della Trinità e allora sentirai come è vera l'espressione sintetica di S. Agostino: «novus homo, novum canticum». Se sei un uomo nuovo, una creatura nuova, sei senz'altro un canto nuovo, un anima sinfoniale.
  • «Beata la nazione, il cui Dio è il Signore». Il francese Claudel commentava così questi versetti del salmo 32: «Tutta la terra, se ha un cuore, lo faccia pulsare sul Cuore di Dio. Dite soltanto: tu sei buono, Signore, io spero in te; questo è sufficiente».
Non ti capita mai, uscendo di casa al mattino, col sole in fronte di fischiettare dalla gioia? «Con l'arpa a dieci corde a lui cantate», ti dice il salmo. E Claudel commenta: «Guardate le mie dieci dita che senza alcun rumore nel raggio di sole suonano un'arpa invisibile dalle dieci corde. Ascoltate, uccelli canori, lo slancio che io dà al

 


SALMO 33

IL SIGNORE È LA SALVEZZA DEI GIUSTI

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SPUNTO DI MEDITAZIONE

Avete gustato come è buono il Signore (1 Pietro 2,3).

CANTO

1. Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode:
io mi glorio nel Signore,
e nel Signore mi glorierò.

2. Ci fu una Donna, la Madre del Signore,
che fu la lode della Trinità:
era la gioia del Signore,
era una mughetto di carità.

TESTO DEL SALMO

(Di Davide: quando simulò la follia davanti ad Abimelek e, scacciato da lui, se ne andò).

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.

Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.

Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.

Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce.

(Canto) - selà -

L'angelo dei Signore si accampa
attorno a quelli che io temono e li salva.

Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l'uomo che In lui si rifugia.

10 Temete il Signore, suoi santi,
nulla manca a coloro che io temono.

11 I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.

12 Venite, figli, ascoltatemi;
v'insegnerò il timore del Signore.

13 C'è qualcuno che desidera la vita
e brama lunghi giorni per gustare il bene?

14 Preserva la lingua dal male,
le labbra da parole bugiarde.

15 Sta' lontano dal male e fa' li bene,
cerca la pace e perseguila.

16 Gli occhi dei Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.

17 Il volto del Signore contro i malfattori,
per cancellarne dalla terra il ricordo.

18 Gridano e il Signore li ascolta,
li salva da tutte le loro angosce.

(Canto) - selà -

19 Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti.

20 Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte li Signore.

21 Preserva tutte le sue ossa,
neppure uno sarà spezzato.

22 La malizia uccide l'empio
e chi odia il giusto sarà punito.

23 Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,
chi in lui si rifugia non sarà condannato.

(Canto) - selà -

DOSSOLOGIA

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE
  • Il salmo 33 è un salmo alfabetico: cioè ogni verso comincia con una lettera dell'alfabeto ebraico. Di chi parla questo salmo 33? Quale categoria di persone è invitata a benedire e a ringraziare Dio? I poveri, gli "anauìm". "Ascoltino gli umili e si rallegrino"; "il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, egli salva gli spiriti affranti". I ricchi invece "impoveriscono e hanno fame".
  • Questo salmo è la preghiera di un povero, di un umile, di uno sventurato, di uno spirito affranto, che, spossessato di tutto, "cerca il Signore".
  • Il povero fa allora un'esperienza ineffabile: "Gustate e vedete quanto è buono il Signore".

(Canto)

LETTURA CON GESÙ
  • "Beati i poveri di spirito perché di essi è il Regno dei cieli". Gesù era impregnato (come Maria nel Magnificat) di tutto il salmo 33.
  • Il ringraziamento e la lode al Padre erano il clima principale dell'anima di Gesù. Una delle sue preghiere è della stessa tonalità di questo salmo 33: "Ti benedico, Padre, che hai rivelato queste cose ai poveri e ai piccoli e le hai nascoste ai sapienti e agli intelligenti" (Luca 10,21).
  • "Dio preserva tutte le sue ossa, neppure uno sarà spezzato". L'evangelista S. Giovanni cita esplicitamente questo salmo a proposito della trafittura al costato di Gesù morto: "Tutto ciò avvenne perché si compisse la Scrittura che dice: non gli sarà spezzato alcun osso" (Giovanni 19,36).

(Canto)

LETTURA GAM, OGGI
  • "Questo povero grida e il Signore lo ascolta". Giovane, tu senti istintivamente di simpatizzare con i poveri. L'opinione pubblica è sensibile alle questioni sociali. È un segno dei tempi. Chi non prendesse le difese dei poveri, chi non lottasse contro le ingiustizie e le disuguaglianze sociali, non sarebbe un vero cristiano. Ma la forma più alta di lotta contro le ingiustizie sociali è l'evangelizzazione dei poveri. Si deve però dissentire sui "mezzi concreti" d'aiuto ai poveri: non è la violenza, non è la rivoluzione, non è l'odio che aiuta i poveri.
  • Giovane, leggi e rileggi queste stupende parole della Didachè(Dottrina) dei Dodici Apostoli del l° secolo: "Non devi legarti al mondo dei grandi e dei potenti, ma alla via dei giusti e degli umili. Accogli gli avvenimenti della vita come altrettanti beni, consapevole che Dio salva gli spiriti affranti".

(Canto)


SALMO 34

IL SIGNORE SALVA
NELLA PERSECUZION
E

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SPUNTO DI MEDITAZIONE


Si riunirono…e tennero consiglio per arrestare con un inganno Gesù e farlo morire (Matteo 26, 34).


CANTO


1. Io ti loderò, o mio Signor: grande è il tuo amor!
Con i tuoi fedeli, o mio Signor, ti celebrerò.
La mia lingua ancor te sempre loderà,
canterò la lode di te, o mio Signor!
Io ti loderò, o mio Signor: grande è il tuo amor!


2. Con i tuoi fedeli, o mio Signor, ti celebrerò.
La tua Madre ognor fu lode e adorazion,
umile tua serva, di te, o mio Signor.
Io ti loderò, o mio Signor: grande è il tuo amor!


TESTO DEL SALMO (12.3c.9-19.22-23.27-28)
(Di Davide).
Signore, giudica chi mi accusa,
combatti chi mi combatte.

Afferrai tuoi scudi
e sorgi in mio aiuto.

Di' all'anima mia:
"Sono io la tua salvezza".

Io invece esulterò nel Signore 
per la gioia della sua salvezza.

10 Tutte le mie ossa dicano: "Chi è come te, Signore, 
che liberi il debole dal più forte,
il misero e il povero dal predatore?". 

11 Sorgevano testimoni violenti,
mi interrogavano su ciò che ignoravo, 

12 mi rendevano male per bene:
una desolazione per la mia vita.

(Canto) - selà -
13 Io, quand'erano malati, vestivo di sacco, 
mi affliggevo col digiuno,
riecheggiava nel mio petto la mia preghiera. 

14 Mi angustiavo come per l'amico, per il fratello, 
come in lutto per la madre
mi prostravo nel dolore.

15 Ma essi godono della mia caduta, si radunano, 
si radunano contro di me
per colpirmi all'improvviso.

16 Mi dilaniano senza posa,
mi mettono da prova, scherno su scherno, 
contro di me digrignano i denti.

(Canto) - selà -
17 Fino a quando, Signore, starai a guardare? 
Libera la mia vita dalla loro violenza, 
dalle zanne del leoni l'unico mio bene. 

18 Ti loderò nella grande assemblea,
ti celebrerò in mezzo a un popolo numeroso. 

19 Non esultino su di me i nemici bugiardi, 
non strizzi l'occhio chi mi odia senza motivo. 

22 Signore, tu hai visto, non tacere;
Dio, da me non stare lontano.

23 Destati, svegliati per il mio giudizio, 
per la mia causa, Signore mio Dio.

27 Esulti e gioisca chi ama il mio diritto, 
dica sempre: "Grande è il Signore 
che vuole la pace del suo servo". 

28 La mia lingua celebrerà la tua giustizia, 
canterà la tua lode per sempre.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo…
LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 34 è il lamento di un giusto, perseguitato con azione legale in tribunale, da concittadini fraudolenti e malvagi che si servono di falsi testimoni e di calunnie sopraffine. L'attacco delle forze del male è così perfido che il salmista non si accontenta più di sapere che Dio n'è a conoscenza; supplica urgentemente Dio perché intervenga contro questo strapotere dei malvagi. Ciò spiega le imprecazioni forti contro i nemici.
  • Il salmo 34 è una specie di ricorso in appello, dai tribunali degli uomini, al tribunale di Dio. Il salmo permette di farsi un'idea precisa delle condizioni precarie in cui vivevano i buoni durante i periodi di rilassamento morale in Israele. 
  • "Tutte le mie ossa dicano: Chi è come te, Signore?". La metafora delle ossa sta ad indicare ciò che vi è di più intimo e di più vitale nell'uomo. Un commentatore ebreo (Emmanuel) ha raccolto tutti i testi e le citazioni dì salmi che testimoniano di una partecipazione di qualche parte del corpo umano alla lode a Dio: la testa, unta d'olio (22,5); gli occhi rivolti a Dio (24,15); la bocca che invoca la giustizia divina (70,15); le orecchie aperte per Dio (39,7); la gola che si sfiata a gridare (68,4); la lingua e le labbra che cantano la lode (34,28; 118,171); il cuore che sobbalza (44,2); i reni che esortano (15,7); le mani tese (143,6); i piedi sulla via giusta e diritta (25,12); le viscere che accolgono la Legge (39,9); l'anima che benedice Dio (102,1); il soffio vitale che glorifica Dio (150,5).
  • "Riecheggiava nel mio petto la mia preghiera": l'atteggiamento più umile e più ardente della preghiera per gli Ebrei consisteva nel pregare ginocchioni, con la testa china in avanti, sul petto, e curva sino al livello dei ginocchi. 
  • "Mi angustiavo come in lutto per la madre": il lutto per la madre, per gli Israeliti, era significato dal vestito scuro, dall'assenza d'ogni pulizia personale, dal camminare curvi, come d'uomini sconfitti che portano il giogo di prigionieri, e dal volto disfatto o coperto di cenere. 

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Gesù ha vissuto tutta la tragedia di questo salmo. Le somiglianze tra la situazione del salmista e quella di Gesù di fronte ad avversari irriducibili sono evidentissime (calunnie, falsi testimoni, ecc.). 
  • "Non strizzi l'occhio chi mi odia senza motivo". Gesù ha applicato a se stesso questo versetto del salmo: "Hanno visto le opere (che nessun altro ha fatto) e ciò nonostante odiano me e il Padre mio. Ma tutto questo perché si compia la Parola scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza motivo" (Giovanni 15,2425).
  • Gesù ha perdonato i suoi nemici: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". 

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, non ti è mai capitato, in qualche giorno della tua vita, di sentirti pesare addosso qualche giudizio malevolo e ingiusto a tuo riguardo? Si parlava dite, si svisavano le tue parole, ti si accusava e condannava. La tua reazione non è stata forse violenta e vendicativa? Alla maniera del salmista, del resto; ma non alla maniera di Gesù. Il salmista t'insegna però di andare a sfogarti con Dio e di non sfogarti con gli altri che non fanno che invelenirti ancora di più.
  • Gli ebrei (soprattutto il gruppo degli Hassidim, religiosamente molto impegnato) danno un suggerimento in base al salmo 34, che davanti all'atteggiamento ingrato degli amici del salmista non rivela nessun sentimento d'odio: "Quando hai qualcuno che ti odia e ti vuoi fare del male, ti occorre essere forte e amarlo ancora di più: è l'unico mezzo per farlo rinsavire. Se l'amore e l'armonia regnano tra tutti i membri della comunità d'Israele, allora la Shekinà, cioè la Presenza di Dio, riposa su tutti e splende su di loro la Santità di Dio". Il poeta indù Valluvar del 20 secolo diceva: "Se volete punire qualcuno che vi ha fatto del male, fatelo vergognare rendendogli del bene". Già prima di lui, S. Paolo ai Romani aveva dato questo consiglio: "Vinci il male con il bene" (12,21). Allora Dio ricolmerà tedi gioia e di pace e per meno dello Spirito Santo accrescerà la tua speranza" (15,13).

(Canto)


SALMO 35

MALIZIA DEL PECCATORE,
BONTÀ DEL SIGNORE

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SPUNTO DI MEDITAZIONE


Chiunque segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita (Giovanni 8,12).


CANTO


1. È in te, nostro Signore,
la sorgente della vita;
alla luce tua, Signore,
noi vedremo la gran Luce:
tutto è grazia, o Creator!


2. Di tue ali alla grand’ombra
Visse sempre Maria;
al torrente di tue gioie
ella ognor si dissetava
e fu l’Arca del Signor!


TESTO DEL SALMO
1 (Al maestro di canto. Del deserto di Dio. Di Davide).
Nel cuore dell’empio parla il peccato,
davanti ai suoi occhi non c’è timor di Dio.

Poiché egli si illude con se stesso
nel ricercare la sua colpa e detestarla.

Inique e fallaci sono le sue parole, 
rifiuta di capire, di compiere il bene.

Iniquità trama sul suo giaciglio, 
si ostina su de non buone,
 
via da sé non respinge il male.

(Canto) - selà -
Signore, la tua grazia è nel cielo, 
la tua fedeltà fino alle nubi;

la tua giustizia è come i monti più alti, 
il tuo giudizio come li grande abisso:
uomini e bestie tu salvi, Signore.

Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio? 
Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali,

si saziano dell’abbondanza della tua casa 
e li disseti al torrente delle tue delizie.

(Canto) - selà -
10 È in tela sorgente della vita, 
alla tua luce vediamo la luce.

11 Concedi la tua grazia a chi ti conosce, 
la tua giustizia ai retti di cuore.

12 Non mi raggiunga il piede dei superbi, 
non mi disperda in mano degli empi.

13 Ecco, sono caduti i malfattori,
abbattuti, non possono rialzarsi.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...
LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 35 s’impernia sul contrasto tra la malizia del peccatore e la bontà sconfinata di Dio. Malizia del peccatore: l’abitudine al peccato conduce alla negazione di Dio e al rifiuto della sua Legge, e poi all’indurimento della coscienza e alla perdita del senso morale. Abisso di malizia, il peccatore diventa praticamente incapace del minimo atto di riverenza verso Dio e di bontà verso il prossimo. Il suo unico pensiero, il suo unico consigliere, il suo i unico movente di azione è il peccato. Il male è «dolce alla sua bocca», secondo la parola di Sofar a Giobbe (Giobbe 20,12).
  • «Quanto è preziosa io tua grazia, o Dio!»: grazia, luce, vita, fedeltà, giustizia, giudizio, tutti questi attributi di Dio che danno gioia all’uomo si condensano nell’immagine della luce del volto di Dio, che è infinita bontà. La luce è bellezza, bontà, sapienza, colore e forma, suono e profumo; la luce t gioia, sorriso e canto, movimento e forza, ordine e armonia; la luce è sentimento e conoscenza, chiarezza e verità, calore e donazione; la luce è vita, è Dio che si dona.
  • «Alla tua luce vediamo la luce»: S. Tommaso d’Aquino ha scoperto in questo versetto del salmo 35 la necessità del cosiddetto « lumen gloriae» (una trasformazione elevante di tutto l’essere umano, oltre la morte, che io renda atto a vedere Dio).

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Gesù ci ha rivelato il Padre, l’immensa bontà del Padre che è nei cieli: «Dio ha tanto amato il mondo che gli ha donato il suo Figlio unigenito» (Giovanni 3,16). «Il Padre stesso vi ama» (Giovanni 16,27).
  • Alla festa delle Tende o delle Capanne, che ricordava ai Giudei la nube luminosa o colonna di fuoco che guidava Israele attraverso il deserto (Esodo 13,21), Gesù disse: «Io sono la luce del mondo. Chi mi segue non cammina nelle tenebre ma ha la luce della vita» (Giovanni 8,12). Alla figura biblica della nube Gesù sostituiva la sua persona.
  • S. Paolo ai cristiani di Efeso scriveva: «Un tempo voi eravate tenebre, ma adesso voi siete luce nel Signore; camminate come figli della luce. Ora, frutto della luce è tutto ciò che è giusto, buono, vero» (Efesini 5,8.9).

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, prova a leggere lentamente e a gustare le seguenti parole del salmo 35: «O Dio, si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali, si saziano dell’abbondanza della tua casa e li disseti al torrente delle tue delizie». Accosta queste parole all’esperienza provata da Pascal nella notte del 23 novembre 1654: «Dalle 10,30 di sera fin verso mezzanotte e mezza: fuoco. Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, non il Dio dei filosofi e dei sapienti. Certezza. Gioia. Pace. Dio di Gesù Cristo. Oblio del mondo e di tutto, al di fuori di Dio. Gioia, gioia, gioia, lacrime di gioia. Gesù Cristo. Gesù Cristo». Pascal se l’era nascosto questo foglietto nella fodera dell’abito per non dimenticarselo e portarlo sempre con sé. Glielo trovarono dopo la morte.
  • Giovane, rileggi adesso i primi 5 versetti del salmo: è la situazione del malvagio in rivolta, che «si illude con se stesso», che «si ostina su vie non buone» in cui non si vede altro che la notte, diceva Dostoievski, mentre gli amici di Dio «vedono la luce». Per sfuggire al sottile adescamento del male e del peccato non c’è che cibarsi di Gesù Eucaristico: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui» (Giovanni 6,56). Il patriarca Atenagora diceva: «L’Eucaristia protegge il mondo e, già segretamente, lo illumina. L’uomo vi ritrova la sua figliolanza perduta, attinge la sua vita in quella di Cristo, il dolce amico che condivide con lui il pane e il vino della festa. Il pane è il suo corpo, e il vino è il suo sangue e in questa unità più nulla ci separa da niente e da nessuno. L’Eucaristia: che cosa ci può essere di più grande? È la gioia di Pasqua, è la gioia della trasfigurazione dell’universo. Quaggiù in terra c’è un luogo in cui non esiste più la separazione e la solitudine, in cui c’è solamente il grande amore e la grande gioia. Questo luogo è l’Eucaristia nel cuore della Chiesa. E quindi anche nel nostro cuore».

(Canto)


SALMO 36

IL DESTINO DELL’EMPIO E DEL GIUSTO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE


Beati i miti perché erediteranno la terra (Matteo 5,5).


CANTO


1. Confida nel Signore e solo il bene fa’;
possederai la terra e nella fede sta’;
ricerca la tua gioia solo nel Signor;
la legge del Signor sia nel tuo cuor!


2. Ci fu una Madre buona, nel Signor sperò;
in Dio totalmente lei s’abbandonò;
e tutta la sua gioia era nel Signor;
il Verbo di Dio, Figlio, in lei s’incarnò!


TESTO DEL SALMO
(Di Davide).
Non adirarti contro gli empi,
non invidiare i malfattori.

Come fieno presto appassiranno,
cadranno come l’erba del prato.

Confida nel Signore e fa’ il bene,
abita la terra e vivi con fede.

Cerca la gioia nel Signore, 
esaudirà i desideri del tuo cuore.

Manifesta al Signore la tua via, 
confida in lui: compirà la sua opera;

farà brillare come luce la tua giustizia, 
come il meriggio il tuo diritto.

Sta’ in silenzio davanti al Signore 
e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo,
 
per l’uomo che trama insidie.

Desisti dall’ira e deponi lo sdegno, 
non irritarti: faresti del male,

poiché i malvagi saranno sterminati, 
ma chi spera nel Signore possederà la terra.

10 Ancora un poco e l’empio scompare,
cerchi il suo posto e più non lo trovi.

11 I miti invece possederanno la terra
e godranno di una grande pace.

(Canto) - selà -
12 L’empio trama contro il giusto,
contro dì lui digrigna i denti.

13 Ma il Signore ride dell’empio, 
perché vede arrivare il suo giorno.

14 Gli empi sfoderano la spada 
e tendono l’arco
 
per abbattere il misero e l’indigente,
 
per uccidere chi cammina sulla retta via.

15 La loro spada raggiungerà il loro cuore
e i loro archi si spezzeranno.

16 Il poco del giusto è cosa migliore 
dell’abbondanza degli empi;

17 le braccia degli empi saranno spezzate, 
ma il Signore è il sostegno del giusti.

18 Conosce il Signore la vita dei buoni,
la loro eredità durerà per sempre.

19 Non saranno confusi nel tempo della sventura 
e nei giorni della fame saranno saziati.

20 Poiché gli empi periranno, 
i nemici del Signore appassiranno
 
come lo splendore dei prati,
 
tutti come fumo svaniranno.

21 L’empio prende in prestito e non restituisce, 
ma il giusto ha compassione e dà in dono.

22 Chi è benedetto da Dio possederà la terra, 
ma chi è maledetto sarà sterminato.

23 Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo
e segue con amore il suo cammino.

24 Se cade, non rimane a terra,
perché il Signore lo tiene per mano.

25 Sono stato fanciullo e ora sono vecchio,
non ho mal visto il giusto abbandonato
né i suoi figli mendicare il pane.

26 Egli ha sempre compassione e dà in prestito, 
per questo la sua stirpe è benedetta.

27 Sta’ lontano dal male e fa’ il bene,
e avrai sempre una casa.

28 Perché il Signore ama la giustizia
e non abbandona i suoi fedeli;
gli empi saranno distrutti per sempre
e la loro stirpe sarà sterminata.

29 I giusti possederanno la terra
e la abiteranno per sempre.

(Canto) - selà -


30 La bocca del giusto proclama la sapienza, 
e la sua lingua esprime la giustizia;

31 la legge del suo Dio è nel suo cuore,
i suoi passi non vacilleranno.

32 L’empio spia il giusto
e cerca di farlo morire.

33 Il Signore non lo abbandona alla sua mano, 
nel giudizio non lo lascia condannare.

34 Spera nel Signore e segui la sua via:
ti esalterà e tu possederai la terra
e vedrai lo sterminio degli empi.

35 Ho visto l’empio trionfante
ergersi come cedro rigoglioso;

36 sono passato e più non c’era,
l’ho cercato e più non si è trovato.

37 Osserva il giusto e vedi l’uomo retto,
l’uomo di pace avrà una discendenza.

38 Ma tutti i peccatori saranno distrutti,
la discendenza degli empi sarà sterminata.

39 La salvezza dei giusti viene dal Signore,
nel tempo dell’angoscia è loro difesa;

40 Il Signore viene in loro aiuto e li scampa,
li libera dagli empi e dà loro salvezza,
perché in lui si sono rifugiati.


(Canto) - selà -


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE

  • Il tema fondamentale che viene sviluppato in questo salmo alfabetico 36 è quello della retribuzione, o meglio: della sorte che tocca ai buoni e ai cattivi.
  • Il salmista sostiene la tesi tradizionale e la porta avanti come un’equazione di matematica: chi è buono e fedele alla Legge di Dio, avrà successo e benessere; chi è malvagio e infedele, avrà sventura e insuccesso.
  • Ma il salmista nel salmo 36 porta due rettifiche, anzi due correzioni a questa tesi tradizionale: 1° il benessere che ricompensa i buoni è essenzialmente morale e spirituale, più che materiale e sociale. Il giusto infatti può anche non essere nell’abbondanza e subire gli attentati dei malvagi più fortunati di lui; ma il suo vero benessere, la sua vera felicità la trova in Dio, a cui si affida e da cui attende aiuto; 2° il benessere acquista una coloritura messianica ed escatologica: Dio offrirà veramente ai giusti, ai buoni, ciò che desidera il loro cuore (4); li metterà in possesso della vera terra di felicità (9, 18,22,27,29,34); li sazierà pienamente (19) e li farà godere di una pace ideale (11).
  • Nella parte centrale del salmo 36 ci sono tre idee principali che fanno da perno a tutte le altre, e cioè: la rovina dei malvagi (10-15); la prosperità e il benessere sono un dono di Dio (16-26); Dio concede tutto ciò, solo in ricompensa della fedeltà alla sua legge (27-33). Si può dire che il salmo alfabetico 36, anche se non ha la perfetta unità di un capolavoro di oreficeria, ha perlomeno l’unità essenziale di una collana di bellissime perle.

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Il salmo 36 resta sempre un canto di conforto e d’incoraggiamento per le anime di tutti i tempi che hanno sofferto nella giustizia e per la giustizia e sono in procinto di mollare e di stancarsi nel fare il bene; anime che hanno visto trionfare l’ingiustizia e sono in pericolo di scandalizzarsi per il fallimento della bontà. A queste anime Gesù dice come ai discepoli nell’ultima Cena: «Fatevi coraggio; io ho vinto il mondo » anche se «nel mondo voi avrete da soffrire» (Giovanni 16,33).
  • Il salmo 36 fa capire che la fede, la preghiera e la bontà costituiscono in gran parte la gioia di una esistenza umana conte la nostra che diversamente sarebbe monotona, penosa, inaccettabile e trasformano i nostri pianti in questo mondo (Marco 10, 29-30): «In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e vi lamenterete; il mondo invece godrà; voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia» (Giovanni 16,20).

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, una domanda che tu senz’altro ti fai è la seguente: la terra e i beni materiali a chi appartengono? a chi toccano? Agli ambiziosi, ai senza scrupoli, agli intriganti. ai violenti? Come mai i buoni, gli indifesi, gli inermi non hanno successo? La risposta del salmo 36 è questa: la vittoria dell’iniquità non è definitiva; come l’erba, come i fiori, come il fumo la prosperità del malvagio e dello sfruttatore non dura. Ma se uno compie la volontà di Dio e sa aspettare e tacere, ecco che la pace e la felicità verranno immancabilmente a ricompensarlo. Il Signore si prende cura di chi si affida a lui.
  • Un consiglio prezioso: «Spera sempre nel Signore; non irritarti per chi ha successo» e prospera con le sue trame e con le sue insidie: «i malvagi saranno sterminati». Un poeta contemporaneo trasportò in linguaggio moderno il salmo 36, così: «Non impazientirti anche se vedi milioni di persone agire iniquamente. Le loro azioni commerciali sono come l’erba dei campi. Non invidiare i miliardari e le stelle del cinema che incassano soldi a palate; fra poco i loro nomi non saranno più sui giornali. Non invidiare quelli che mangiano in alberghi di primissima categoria e vivono in hotel lussuosi: saranno falciati com’erba dei campi. Il grande statista e politico che oggi tu ammiri, presto non lo vedrai né lo ammirerai più. Lo cercherai nel suo palazzo e non lo troverai. Le armi che essi fabbricano gli si rivolteranno contro; i loro sistemi politici saranno cancellati dalla terra; i loro partiti politici non esisteranno più; le invenzioni dei loro scienziati non gli serviranno più. Le grandi potenze sono come il fiore dei prati; gli imperialismi sono come il fumo... Ho visto il ritratto del dittatore in ogni luogo - vigoreggiava come un albero rigoglioso - sono passato di nuovo e non c’era più». Dice il salmo 36: «Ancora un poco e l’empio scompare, cerchi il suo posto e più non lo trovi. I miti invece possederanno la terra e godranno di una grande pace».

(Canto)


SALMO 37

IMPLORAZIONE DEL PECCATORE
IN ESTREMO PERICOLO

SALMO 37 SCARICA IL TESTO DEL SALMO 37 SCARICA L'AUDIO SALMO 37 CONDIVIDI IL SALMO 37 SU FACEBOOK sequenza_per_l_invocazione_allo_Spirito_Santo

SPUNTO DI MEDITAZIONE
Egli non commise peccato... portò i nostri peccati sul suo corpo sul legno della croce... dalle sue piaghe siamo stati guariti (1 Pietro 2,22.24.25).

CANTO


1. Tu non abbandonarmi, Signor e Salvator;
accorri in mio aiuto, da me non star lontan,
Signore mia salvezza, o mio Signor!


2. O Madre di Gesù, quanto ti toccò soffrir,
Agnella del Signor, macerata dal dolor,
Agnella del Signore, quanto dolor!

TESTO DEL SALMO
Salmo. Di Davide. In memoria).
Signore, non castigarmi nel tuo sdegno,
non punirmi nella tua ira.

Le tue frecce mi hanno trafitto,
su di me è scesa la tua mano.

Per il tuo sdegno non c’è in me nulla di sano,
nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati.

Le mie iniquità hanno superato il mio capo, 
come carico pesante mi hanno oppresso.

(Canto) - selà -
Putride e fetide sono le mie piaghe 
a causa della mia stoltezza.

Sono curvo e accasciato, 
triste mi aggiro tutto il giorno.

I miei fianchi sono torturati, 
in me non c’è nulla di sano.

Afflitto e sfinito all’estremo, 
ruggisco per il fremito del mio cuore.

10 Signore, davanti a te ogni mio desiderio 
e il mio gemito a te non è nascosto.

11 Palpita il mio cuore,
la forza mi abbandona,
si spegne la luce dei miei occhi.

12 Amici e compagni
si scostano dalle mie piaghe,
i miei vicini stanno a distanza.

13 Tende lacci chi attenta alla mia vita, 
trama insidie chi cerca la mia rovina
 
e tutto il giorno medita inganni.

(Canto) - selà -
14 Io, come un sordo, non ascolto 
e come un muto non apro la bocca;

15 sono come un uomo
che non sente e non risponde.

16 In te spero, Signore;
tu mi risponderai, Signore Dio mio.

17 Ho detto: «Di me non godano, 
contro di me non si vantino
quando il mio piede vacilla».

18 Poiché io sto per cadere
e ho sempre dinanzi la mia pena.

19 Ecco, confesso la mia colpa,
sono in ansia per il mio peccato.

20 I miei nemici sono vivi e forti,
troppi mi odiano senza motivo,

21 mi pagano il bene col male,
mi accusano perché cerco il bene.

22 Non abbandonarmi, Signore,
Dio mio, da me non stare lontano;

23 accorri in mio aiuto,
Signore, mia salvezza.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...
LETTURA CON ISRAELE

  • Il salmo 37 inizia con un appello urgente pieno di terrore; segue poi un lungo e sconsolato lamento; alla fine brilla la speranza di un Dio che non abbandona mai, ma che è sempre, dopo ogni prova, «il Signore, mio Dio».
  • «Putride e fetide sono le mie piaghe»; la malattia, da cui è colpito il salmista, sembra che sia la lebbra, la «primogenita della morte», simbolo dell’impurità e del peccato. Il salmista è consumato, sfinito, triste, sconfortato; il suo grido di dolore è come un ruggito; il cuore s’indebolisce e la vista si annebbia; la tomba gli si apre davanti.
  • Dalla corruzione e putrefazione della carne, dalla devastazione del suo corpo, il salmista viene a scoprire, per analogia, la corruzione e devastazione della sua anima, cioè il peccato: la malattia è riconosciuta come il frutto del peccato; il castigo divino è descritto come una freccia scagliata da Dio. Le colpe sembrano quasi un’inondazione che sta sommergendo l’orante. Il salmista si confessa peccatore. A questa triste situazione morale non c’è che un rimedio efficace: la confessione e il riconoscimento del proprio peccato.
  • E poi, l’abbandono da parte degli amici, che lo scansano; e la persecuzione dei nemici che approfittano della sua sventura è una situazione di sfacelo completo. Solo Dio può salvare. Ed ecco il grido finale: «In te spero, Signore; tu mi risponderai».

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • «Mentre passava, Gesù vide un uomo cieco dalla nascita. I suoi discepoli gli chiesero: "Rabbi, chi ha peccato: lui o i suoi genitori, che è nato cieco?". Gesù rispose: "Né lui né i suoi genitori hanno peccato, ma perché siano manifestate in lui le opere di Dio"» (Giovanni 9, 1-3). Gesù con queste parole ha fatto fare ai suoi discepoli un passo avanti sulla concezione ebraica allora corrente che la sofferenza e la malattia fossero sempre una conseguenza immediata di un peccato personale; ha svelato invece il mistero di fecondità e di salvezza che il dolore può nascondere.
  • Il salmo 37 è un salmo profetico della solitudine e dell’agonia di Gesù. L’evangelista Luca cita quasi testualmente il versetto 12 del salmo 37: «Tutti i suoi amici stavano a distanza» (Luca 23,49). Gesù, il Giusto, porta da solo il peccato del mondo, i peccati di tutta l’umanità malata e il suo peso d’agonia. Egli è l’Agnello « che porta e che toglie il peccato del mondo» (Giovanni 1,29).

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, pregando questo salmo 37 avrai certo capito quali sono le sofferenze dell’uomo: la malattia, la solitudine, l’ostilità; e spesso anche una consapevolezza nuova o più acuta del peccato che diventa «un carico pesante». In questa solitudine, sgorgano le lacrime. Ma c’è sempre una Presenza: «Dio mio, da me non stare lontano».
  • «Cristiano, tu devi rendere conto del mondo intero», diceva il vescovo S. Giovanni Crisostomo ai suoi fedeli. I giovani sentono in maniera profonda la solidarietà con tutti i loro fratelli uomini. Ma tu, giovane, ne senti anche la responsabilità? I santi mancano alla Chiesa; la nostra santità fa difetto, cioè manca, all’umanità malata. Ci pensi?

(Canto)


SALMO 38

PREGHIERA NELLA MALATTIA

SALMO 38 SCARICA IL TESTO DEL SALMO 38 SCARICA L'AUDIO SALMO 38 CONDIVIDI IL SALMO 38 SU FACEBOOK sequenza_per_l_invocazione_allo_Spirito_Santo

SPUNTO DI MEDITAZIONE


La creazione è stata sottomessa alla caducità... e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloria dei figli di Dio... ma anche noi gemiamo aspettando la redenzione del nostro corpo (cfr. Romani 8,20-23).


CANTO


1. Ogni uomo è come un soffio, la sua vita se ne va;
come un’ombra l’uomo passa, son le lacrime il suo pane;
ogni uomo è come un soffio, la sua vita se ne va!


2. Sulla croce stava appeso, devastato dal dolor,
Gesù, agnello immacolato, vero figlio di Maria,
stava lì la Madre sua in un mare di dolor!


TESTO DEL SALMO
(Al maestro di coro. Di Iditum. Salmo. Di Davide).
Ho detto: «Veglierò sulla mia condotta
per non peccare con la mia lingua;
porrò un freno alla mia bocca
mentre l’empio mi sta dinanzi».

Sono rimasto quieto in silenzio: tacevo privo di bene,
la sua fortuna ha esasperato il mio dolore.

Ardeva il cuore nel mio petto, 
al ripensarci è divampato il fuoco;
 
allora ho parlato:

«Rivelami, Signore, la mia fine; 
quale sia la misura dei miei giorni
e saprò quanto è breve la mia vita».

(Canto) - selà -
Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni
la mia esistenza davanti a te è un nulla.

7 Solo non soffio è ogni uomo che vive, 
come ombra è l’uomo che passa;
 
solo un soffio che si agita,
 
accumula ricchezze e non sa chi le raccolga.

Ora, che attendo, Signore? 
In te la mia speranza.

Liberami da tutte le mie colpe, 
non rendermi scherno dello stolto.

10 Sto in silenzio, non apro bocca, 
perché sei tu che agisci.

11 Allontana da me i tuoi colpi:
sono distrutto sotto il peso della tua mano.

(Canto) - selà -
12 Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo,
corrodi come tarlo i suoi tesori.
Ogni uomo non è che un soffio.

13 Ascolta la mia preghiera, Signore, 
porgi l’orecchio al mio grido,
 
non essere sordo alle mie lacrime,
 
poiché io sono un forestiero,
 
uno straniero come tutti i miei padri.

14 Distogli il tuo sguardo, che io respiri,
prima che me ne vada e più non sia.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...
LETTURA CON ISRAELE

  • È un salmo, il 38, molto affine alle riflessioni del libro di Qohèlet, il cui tema di fondo è espresso dalla prima e ultima battuta del volumetto: «Vanità delle vanità, tutto è vanità» (1,2 e 12,8). L’uomo per il salmista non è che un soffio, cioè un alito di vento impalpabile, «l’ombra di un sogno», dicevano i Greci pagani, nube che si dissolve al primo apparire del sole. Per tre volte (versetti 6.7.12) l’uomo è chiamato «soffio».
  • Davanti al mistero dell’assurdo e del male che lo circonda, il salmista si sforza, come Giobbe, di tacere. Che cos’è l’uomo che si dibatte e si logora nell’ammassare ricchezze «destinate a essere divorate da tignola e ruggine e scassinate da ladri»? (Matteo 6,19). Che senso ha la vita? L’uomo è anche devastato dal peccato, schernito dagli stolti, distrutto dal peso della mano di Dio che atterra e umilia.
  • Implorazione straziante a Dio: «Distogli lo sguardo, che io respiri, primo che me ne vada e più non sia». La finale del salmo 38 non ha nulla del pessimismo leopardiano: è una semplice constatazione, come quando si chiudono gli occhi a un morto, e si constata che l’esistenza terrestre di quella persona è chiusa, finita. Il salmista non intende dire che tutto finisce con la morte: tutt’altro. Constata e basta.

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • Gesù con le Beatitudini ha proiettato l’uomo nel Regno di Dio e ha immesso nella nostra vita una spiritualità da Esodo o di pellegrinaggio, come sottolinea molto bene la Lettera agli Ebrei: «Nella fede, essi attestavano di essere stranieri e viaggiatori su questo terra; essi aspiravano a una patria migliore, alla patria del cielo» (Ebrei 11,13.16).
  • Nell’ultima cena Gesù diceva ai suoi: «Ci sono molti posti nella Casa del Padre; io vado a prepararvi un posto. E quando sarò andato a prepararvi un posto, tornerò a prendervi con me, in modo che là dove sono io ci siate anche voi» (Giovanni 14,2-3). Il Concilio Vaticano Il nella Lumen Gentium ha insisto sulla nozione di Chiesa come Popolo di Dio in cammino. Noi dobbiamo considerarci come nomadi in cammino verso Dio. S. Pietro nella sua prima Lettera (2,11) chiama i cristiani «stranieri e pellegrini».

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • Giovane, che senso ha la tua vita se tu non ti decentri dal tuo io e non ti apri a qualche cosa di più vasto, di trascendente? Diceva l’autore di «Piccolo Principe»: «Tutto si apre su qualche cosa di più vasto di noi; tutto diventa cammino, strada e finestra su qualche altra cosa che ci trascende».
  • Giovane, tutte le cose sono un sentiero verso Dio. Impara ad ascoltarle con il tuo silenzio: «Il silenzio permette all’anima, nella misura in cui contribuisce a spogliarla dalle apparenze sensibili, di afferrare meglio ciò che è al di là delle apparenze. Le dà modo di ascoltare le cose e Dio». Prova ad ascoltare la natura: «Il silenzio della natura è canoro, pieno di riposo per l’anima e per il corpo. Dolcemente invade il nostro cuore con squilli argentini». Hai mai provato il silenzio eucaristico? Hai mai provato a metterti in ascolto di Gesù che vive nel Tabernacolo?

(Canto)


SALMO 39

RINGRAZIAMENTO E DOMANDA DI AIUTO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE


Entrando nel mondo Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio, né offerta, un corpo invece mi hai preparato» (Ebrei 10,5).


CANTO


1. Sacrificio e offerta tu non vuoi,
ma gli orecchi, o Signor, m’hai aperto.
Non hai voluto né vittima e olocausto,
allora io ho detto: Io vengo, ecco Me.


2. Sul gran Libro del Piano tuo d’amor,
c’era il Sì d’una Donna al suo Creator:
«Si. Ecco me, questo solo io voglio;
la tua volontà è tutta nel mio Cuor».


TESTO DEL SALMO
(Al maestro di coro. Di Davide. Salmo).
Ho sperato: ho sperato nel Signore
ed egli su di me si è chinato
ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha tratto dalla fossa della morte,
dal fango della palude;
i miei piedi ha stabilito sulla roccia;
ha reso sicuri i miei passi.

Mi ha messo sulla bocca un cauto nuovo,
lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore.

Beato l’uomo che spera nel Signore
e non si mette dalla parte dei superbi,
sé si volge a chi segue la menzogna.

Quanti prodigi hai fatto, Signore Dio mio,
quali disegni in nostro favore!
Nessuno a te si può paragonare.
Se li voglio annunziare e proclamare
sono troppi per essere contati.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto.
Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.

Allora ho detto: «Ecco, io vengo.
Sul rotolo del libro di me è scritto

di compiere il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero,
la tua legge è nel profondo del mio cuore».

(Canto) - selà -
10 Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.

11 Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore,
la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato.
Non ho nascosto la tua grazia
e la tua fedeltà alla grande assemblea.

12 Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia,
la tua fedeltà e la tua grazia
mi proteggano sempre,

13 poiché mi circondano mali senza numero,
le mie colpe ml opprimono
e non posso più vedere.

(Canto) - selà -
14 Sono più dei capelli del mio capo,
il mio cuore viene meno.

15Degnati, Signore, di liberarmi;
accorri, Signore, in mio aiuto.

16 Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano,
dicano sempre: «Il Signore è grande»
quelli che bramano la tua salvezza.

17 Io sono povero e infelice;
di me ha cura il Signore.

18 Tu, mio aiuto e mia liberazione,
mio Dio, non tardare.

(Canto) - selà -
DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...
LETTURA CON ISRAELE

  • Il 39 è un salmo composto da un canto di riconoscenza e da una supplica d’implorazione. Comincia con l’esprimere la situazione passata: «Io soffrivo, io speravo, ho gridato a Dio, mi ha salvato e adesso lo ringrazio». Il ringraziamento viene significato in tre modi: con la lode; con il praticare scrupolosamente e generosamente la Legge, cioè la Parola di Dio, la sua volontà; e con il proclamare pubblicamente i grandi benefici ricevuti da Dio. E infine una nuova supplica: «Io soffro ancora, o Signore: commetto ancora dei peccati, vieni ancora in mio aiuto; si allontanino tutti quelli che cercano di farmi del male; siano invece nella gioia tutti quelli che cercano te, o Signore io sono povero, infelice, ma tu pensi a me. son sicuro che mi libererai, ma non tardare, o mio Dio!».
  • Il salmo 39 ha delle immagini stupende: «Il Signore mi ha tratto dal fango della palude»: i rabbini disponevano di 7 nomi per indicare l’inferno: la perdizione; la fossa della morte; il pozzo dell’abisso; il fango della palude; l’ombra di morte; lo sheòl; gli Inferi o il paese sotto terra.
  • «Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo»: è una maniera tutta semitica per dire che Dio, liberandolo, ha fornito al salmista una nuova motivazione per cantargli una lode di ringraziamento. Il canto nuovo comincerà con le parole: «Beato l’uomo che spera nel Signore». S. Agostino commenta: «Nulla fa sentire l’anima al sicuro come il canto. Fate come i viandanti che cantano, e perfino cantano di notte, quando dal buio salgono rumori sinistri o si leva un silenzio sepolcrale».

(Canto)
LETTURA CON GESÙ

  • La Lettera agli Ebrei, nel Nuovo Testamento, meditando sull’oblazione, cioè sull’offerta sacrificale che Gesù fece di se stesso, cita le parole stesse di questo salmo 39: «Entrando nel mondo Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio, né offerta, un corpo invece mi hai formato (era questa la versione corrente nella Bibbia greca dei Settanta, a quel tempo; l’ebraico invece dice: gli orecchi mi hai aperto, per ascoltare). Tu non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. Allora ho detto: Ecco, io vengo. Sul rotolo del Libro (cioè in questo salmo 39) di me è scritto di compiere il tuo volere» (Ebrei 10,5-7). Così la Lettera agli Ebrei, ispirata da Dio, ci fa conoscere che Gesù pregava questo salmo 39 con predilezione; vi aveva trovato una delle espressioni più felici per significare il suo dono di sé, la sua oblazione permanente al Padre e ai suoi fratelli uomini, fino al «Tutto è compiuto» sulla croce.
  • Gesù si esprime anche con queste parole mutuate dal salmo 39: «Mio cibo è fare la volontà del Padre» (Giovanni 4,34). E nel Getsemani Gesù ripete, quasi come un’eco del salmo 39: «Padre, non la mia volontà, ma la tua» (Matteo 26,39).

(Canto)
LETTURA GAM, OGGI

  • «Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea; vedi, non tengo chiuse le labbra. Signore, tu lo sai». Sadia, un mauritano mussulmano che accompagnava un giovane ufficiale europeo nel deserto del Sahara, alle prime luci dell’alba disse stendendo il braccio verso l’orizzonte: Dio è grande. «La sua voce tremava un po’ - raccontò l’ufficiale - Quel mattino non ci scambiammo più alcun’altra parola». Giovane, Dio è grande: dillo non soltanto davanti alla maestà della natura. Dillo nel più profondo delle tenebre, quando «il cuore viene meno». Dillo anche quando hai l’anima macchiata dalle colpe e «i peccati opprimono». Dillo che Dio è grande verso i piccoli e verso i poveri che l’invocano. Allora conoscerai la gioia.
  • «Mio Dio, questo io desidero: la tua Legge è nel profondo del mio cuore». Il giovane vuoi essere autentico; si è autentici solo nel profondo del cuore. È li che Gesù attende il nostro sì di risposta alla sua Parola così esigente e impegnativa. Un indù scrisse queste frasi a Dio: «Signore, in meno agli uomini e nella giungla selvaggia non ho che te; nel mio cuore e nei miei occhi non ho che te. Tu sei la mia famiglia, il mio padre e la mia madre; tu solo sei il mio amico e la mia gioia». S. Teresa del Bambino Gesù diceva: «La santità consiste in una disposizione del cuore che ci rende umili e piccoli tra le braccia di Dio, coscienti della nostra fragilità e fiduciosi fino all’audacia nella sua bontà di Padre». Solo così si è autentici al 100 per cento.

(Canto)


SALMO 40

PREGHIERA DI UN MALATO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE


Uno di voi mi tradirà, uno che mangia con me (cfr. Marco 14,18).


CANTO


1. Beato l’uomo che del debole avrà cura e compassione! (bis)
Nel suo giorno di sventura il Signor l’aiuterà,
anche quando lo tradisca chi mangiava il pane assiem!
Beato l’uomo che del debole avrà cura e compassione! (bis)


2. Alla dolce sua Serva il Signore riguardò; posò gli occhi su Maria,
si compiacque del suo Cuor! Ella è tutta Immacolata, mite e buona in umiltà. (bis)


TESTO DEL SALMO

1 (Al maestro del coro. Salmo. Di Davide).
2 Beato l’uomo che ha del debole, nel giorno della sventura il Signore lo libera.
3 Veglierà su di lui il signore lo farà vivere beato sulla terra, non lo abbandonerà alle brame dei nemici.
4 Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore; gli darai sollievo nella sua malattia.

(Canto) - selà -

5 Io ho detto: «Pietà di me, Signore; risanami; contro di te ho peccato».
6 I nemici mi augurano il male: «Quando morirà e perirà il suo nome?».
7 Chi viene a visitarmi dice il falso, il suo cuore accumula malizia e uscito fuori sparla.
8 Contro dl me sussurrano insieme i miei nemici, contro dì me pensano il male:
9 «Un morbo maligno su di lui si è abbattuto, da dove si è steso non potrà rialzarsi».
10 Anche l’amico in cui confidavo, anche lui, che mangiava il mio pane, alza contro di me il suo calcagno.
11 Ma tu, Signore, abbi pietà e sollevami, che io li possa ripagare. Da questo saprò che tu mi ami se non trionfa su di me il mio nemico;
12 per la mia integrità tu mi sostieni, mi fai stare alla tua presenza per sempre.
13 Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele, da sempre e per sempre. Amen, amen.

(Canto) - selà -


DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
• Il salmo 40 inizia con una beatitudine: «Beato l’uomo che ha cura del debole», cioè beato colui che usa misericordia. • La malattia risveglia nel salmista una coscienza dolorosa del proprio peccato. Egli si umilia e supplica Dio di liberarlo dai malevoli che lo attorniano e che godono della sua sventura. • Circostanza ancora più angosciosa e prova suprema: la defezione dell’amico intimo, il quale addirittura fa propri i sentimenti dei nemici. Gesù applicherà il versetto 10 a Giuda: «Anche l’amico in cui confidavo, anche lui, che mangiava il mio pane, alza contro di me il suo calcagno». • Il Signore concederà la guarigione: a questo segno il salmista conoscerà che il Signore davvero gli vuoi bene; vivrà alla sua presenza per sempre.
(Canto)
LETTURA CON GESÙ
• Il salmo 40 è come un preludio alla parabola raccontata da Gesù, del servo impietoso e spietato (Matteo 18,23-35): chi si mostra duro e cattivo con chi soffre e con chi è sventurato, sarà ripagato in ugual misura da Dio. Basta che uno si converta e chieda perdono; e subito Dio gli condona tutto: «Mosso da compassione, il Signore lasciò andare il servo (umiliato e pentito) e gli cancellò tutto il debito» (Matteo 18,27). • Gesù ha sofferto immensamente per il tradimento di Giuda; la perfidia di Giuda gli strappò diverse volte dei lamenti che sono l’eco del salmo 40: «Uno di voi è un demonio» (Giovanni 6,70); «Voi siete puri, non tutti però» (Giovanni 13,10); «In verità, uno di voi mi tradirà» (Giovanni 13,21); «Chi mangia il mio pane, ha levato contro di me il suo calcagno» (Giovanni 13,18).
(Canto)
LETTURA GAM, OGGI
• Giovane, la malattia con il suo corteo di sofferenze fisiche e morali, è sempre stata per l’uomo di tutti i tempi un enigma scottante, un problema insolubile. In definitiva, è sempre un mistero. Gesù non ha eliminato il dolore e nemmeno l’ha spiegato; l’ha invece illuminato e trasfigurato. Gli ha dato un senso dal di dentro, immergendosi e affondando nel dolore in modo da farvi sprizzare una luce che servisse per ogni età. • Il russo Dostoievski ha queste espressioni in un dialogo del suo romanzo «I fratelli Karamazov»: «Sì, ho paura; ho paura di morire». «Non temere e non aver paura. Non ti crucciare: finché dura il pentimento, Dio perdona tutto. Non c’è peccato sulla terra che Dio non perdoni a chi si pente sinceramente. Nessun peccato dell’uomo è capace di esaurire l’amore infinito di Dio. Ci può essere un qualche peccato che sorpassi l’amore di Dio? Pensa solo a pentirti e lascia stare ogni paura. Credi solo che Dio ti ama come tu non puoi nemmeno immaginare e ti ama anche con il peccato che hai addosso. C’è più gioia nel cielo per un solo peccatore che si pente. Se tu ti penti, è segno che tu ami. Ora, se tu ami, sei già di Dio».
(Canto)


SALMO 41

DESIDERIO DEL SIGNORE E DEL SUO TEMPIO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE


Chi ha sete venga: chi vuole attinga gratuitamente l’acqua della vita (Apocalisse 22,17).


CANTO


1. Come la cerva anela sempre ai corsi d’acqua
Così l’anima mia anela a te, o Dio!
L’anima mia ha sete di Dio; quando verrò e vedrò il suo volto?

2. Come la cerva anela sempre ai corsi d’acqua,
così l’anima mia anela a te, o Dio!
La dolce Madre di Cristo Signore sempre anelava al Cielo col cuore.


TESTO DEL SALMO
1 (Al maestro di canto. Poema. Dei figli di core).
2 Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio.
3 L’anima mia ha sete di dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?
4 Le lacrime sono mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre: «Dov’è il tuo Dio?».
5 Questo lo ricordo, e il mio cuore si strugge: attraverso la folla avanzavo fra i primi fino da casa di Dio, la mezzo ai tanti dl gioia di una moltitudine in festa.

(Canto) - selà -

6 Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi? Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
7 In me si abbatte l’anima mia; perciò di te mi ricordo dal paese del Giordano e dell’Ermon, dal monte Mizar.
8 Un abisso chiama l’abisso al fragore delle tue cascate; tutti i tuoi flutti e le tue onde sopra dì me sono passati.

(Canto) - selà -

9 Di giorno il Signore mi dona la sua grazia, di notte per lui innalzo il mio canto: la mia preghiera al Dio vivente.
10 Dirò a Dio, mia difesa: «Perché mi hai dimenticato? Perché triste me ne vado, oppresso dal nemico?».
11 Per l’insulto dei miei avversari sono infante le mie ossa; essi dicono a me tutto il giorno: «Dov’è il tuo Dio?».
12 Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi? Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

(Canto) - selà -

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
• Il salmo 41 è il lamento di un israelita molto pio (senza dubbio un sacerdote o un levita) che, per motivi sconosciuti, è costretto a vivere lontano da Gerusalemme e dal suo Tempio, nel nord palestinese, regione a lui completamente ostile. Il salmo inizia con l’anelito e il bramito di una cerva assetata davanti al letto asciutto di un torrente («Come la cena anela ai corsi d’acqua... »). L’acqua viva è il simbolo del Signore; i corsi d’acqua, le sorgenti dissetanti simboleggiano il Tempio (gli atri del Signore: «l’anima mia languisce e brama gli atri del Signore: salmo 83). • «Quando verrò e vedrò il volto di Dio?». Vedere il volto di Dio è l’equivalente di vedere il Tempio, ritrovare Dio nel Santuario di Gerusalemme. • Il ritornello: «Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi? Spera in Dio» è un invito alla speranza e alla fiducia, nonostante tutto, nonostante il vuoto dell’anima che sente Dio lontano. • «Di te mi ricordo, dal paese del Giordano e dell’Ermon, dal monte Mizar. Un abisso chiama l’abisso al fragore delle tue cascate »: il levita espatriato vive nella regione delle alte montagne libanesi, dove svetta l’Ermon con i suoi 2.759 metri d’altezza, in vicinanza delle sorgenti del Giordano; solo il salmo 136 evoca
esplicitamente, come questo salmo 41, la località d’esilio in cui si trova l’orante («i fiumi di Babilonia»). Il salmista sente rovesciarsi addosso una cascata di acque di dolore. Gli stranieri pagani ogni giorno lo beffano ripetendogli: Dov’è il tuo Dio?


(Canto) - selà -


LETTURA CON GESÙ
• «Perché ti rattristi, anima mia?». C’è un’eco di questo versetto nel grido e nel pianto di Gesù nel Getsemani: «L’anima mia è triste da morire...» (Matteo 26,38; Marco 14,34). • «Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio». Gesù ai suoi apostoli impauriti dalla tempesta dette un colpo d’ala dicendogli: «Perché avete paura. uomini di poca fede?» (Matteo 8,26).


(Canto) - selà -


LETTURA GAM, OGGI
• Giovane, benché figlio della luce, spesso ti accorgi di vagare nelle tenebre. Benché affascinato dagli ideali più nobili, spesso cedi alla tentazione della mediocrità. Benché desideroso di Dio solo, un peso terrestre e carnale ti tiene lontano dalla gioia di Dio. Non ti accorgi che sei «una natura sublime esiliata nella finitudine e nell’imperfezione»? Il protagonista di questo salmo 41 vive in esilio: è la tua stessa condizione umana di esiliato su questa terra. Il salmo 41 è un gioiello, come una sonata di Chopin. • «Come la cerva...». Il salmista vive lontano dal Tempio di Gerusalemme e dalla gloria di Dio che lo riempie. La sua nostalgia lo porta a proclamare il desiderio e l’amore di Dio. Non c’è il minimo accenno alla situazione sociale e familiare, da cui è tagliato fuori brutalmente: per lui, Dio solo conta. È così anche per te? La tua anima ha sete di Dio? • Le lacrime dell’esilio: il salmista si trova relegato lontano da Sion, cioè da Gerusalemme e dal suo Tempio. Puoi raffigurarti un giovane generoso e ardente, relegato in un deserto, senza Eucaristia per un anno o più? Ecco allora che «le lacrime sono mio pane giorno e notte». • Le voci perfide non mancano e sono simboleggiate dai flutti impetuosi e dalla vertigine dell’abisso che chiama l’abisso e che minano la fede. La gente lo schernisce: «Dov’è il tuo Dio?». Internamente lo invade la melanconia e la tristezza: «Perché su di me gemi, anima mia?». È la notte dell’anima. • Per di più, Dio tace: «Perché mi hai dimenticato?» gli grida il salmista. La piccola fiammella della presenza di Dio che ti bruciava dentro sta per spegnersi anche in te? Sei nell’oscurità? Attento: il demonio striscia attorno a te e tenta di sedurti e
distrarti con le cose di questo mondo, facendotele apparire come insostituibili, come un assoluto: il piacere, la TV, la droga, il denaro, i divertimenti, il mangiare e il bere, il vegetare... Come reagire? Con la preghiera e con la speranza: «Spera in Dio: ancora potrà lodarlo».


(Canto) - selà -


SALMO 42

DESIDERIO DEL TEMPIO DI DIO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE


Io come luce sono venuto nel mondo (Giovanni 12,46).


CANTO

1. Perché son triste e qui gemo, lontan dal Tempio del mio Dio?
Come cerva alla fonte, il mio cuore è a te, o mio Dio, Signor.

2. Il cuore sempre di Maria, soave Madre del Signore,
adorava, riparava, respirava amor e noi tutti amò.


TESTO DEL SALMO

1 Fammi giustizia, o Dio, difendi la mia causa contro gente spietata; liberami dall’uomo iniquo e fallace.
2 Tu sei il Dio della mia difesa; perché mi respingi, perché triste me ne vado, oppresso dal nemico?

(Canto) - selà -

3 Manda la tua verità e la tua luce; siano esse a guidarmi, mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore.
4 Verrò all’altare di Dio, al Dio della mia gioia, del mio giubilo. A te canterò con la cetra, Dio, Dio mio.

(Canto) - selà -

5 Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi? Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

(Canto) - selà -

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
• Il salmista innocente, espatriato e confinato nell’alta Galilea, si domanda per quattro volte: «perché?». La sua preghiera è un dolce e accorato lamento. • Lo conforta il pensiero che «il Dio della mia difesa» 1° «farà giustizia», cioè interverrà a mettere tutto in chiaro; 2° «difenderà la causa», come avvocato difensore dell’oppresso; 3° «libererà», cioè lo farà ritornare in patria, al Tempio. • La sua anima d’espatriato, da abbattuta e melanconica qual era, ridiventa quieta nel Signore, sicura di ritornare al Tempio.


(Canto)


LETTURA CON GESÙ
• «Manda la tua verità e la tua luce», implorava il salmista. Gesù, nei suoi discorsi di rivelazione, diceva di se stesso: «Io sono la luce del mondo » (Giovanni 8,12), «Io sono la via, la verità e la vita» (Giovanni 14,6). • «Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi?». Gesù nel Getsemani dovette avere negli orecchi questo implorante ritornello quando angosciato esclamava: «La mia anima è triste fino a morire» (Matteo 26,38; Marco 14,34).


(Canto)


LETTURA GAM, OGGI
• Giovane, certe volte ti viene da dire come il salmista: «Triste me ne vado»; ma non pensi che c’è Dio? «Sono tradito, oppresso dal nemico, respinto e rifiutato»; ma c’è Dio. Ma c’è la sua "luce"; la sua "verità"; la sua "gioia" e il suo "giubilo". C’è Dio che è «salvezza del mio volto e mio Dio». E allora, perché ti rattristi, anima mia? • S. Giovanni della Croce, in un cantico direttamente ispirato da questo salmo, scriveva: «Esiliato e lontano da te, o Signore, io muoio di non morire». E S. Teresa d’Avila che compose due poesie su questo stesso tema di lamento sospirava: «Ahimè, Signore, com’è lungo questo esilio e come la sete di vedere il mio Dio lo rende amaro al mio cuore! Perché allora rimanere in questo triste esilio? Soltanto a fare la volontà di Dio. Spera, spera dunque, o anima mia; tu ignori il giorno e l’ora; tutto passa rapidamente». • Il poeta indù Tukaràm nel desiderio di trovare Dio nel tempio esclamava: «Quando ti ritroverà, o Dio nascosto? Il bimbo che ha perduto la mamma si guarda attorno singhiozzando. Come un pesce fuor d’acqua, io boccheggio e muoio. La mia lampada è accesa giorno e notte nel sorvegliare sempre la tua strada, o Signore; il mio cuore fiammeggia d’impazienza. Ah, poterti vedere!».
• Giovane, prega così: « Alla mia anima triste e desolata che, sotto la pressione del nemico Satana, sospira a te, o Dio, concedi in Gesù di inviarmi la tua luce e la tua verità. Amen».


(Canto)


SALMO 43

IL POPOLO DI DIO NELLA SVENTURA

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SPUNTO DI MEDITAZIONE

In tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori, per virtù di colui che ci ha amati (Romani 8,37).

CANTO

1. Ogni giorno siamo a morte, come pecore al macello;
per te siamo condannati, siamo odiati in ogni dove.
Vieni dunque, o Signor, vieni tu ad aiutar:
* siam buttati qui a terra, siam giù nella polvere, l’infamia è su noi! (bis).

2. La gran Madre del Signore presso il Figlio suo morente,
tra le beffe e gli oltraggi fu Regina dei dolori.
Madre Vergin dolente, vieni tu ad aiutar:
* siam buttati qui a terra, siam giù nella polvere, l’infamia è su noi!


TESTO DEL SALMO

1 (Al maestro di canto. Dei figli di Core. Poesia).
2 Dio, con i nostri orecchi abbiamo udito, i nostri padri ci hanno raccontato l’opera che hai compiuto ai loro giorni, nei tempi antichi.
3 Tu per piantarli, con la tua mano hai sradicato le genti, per far loro posto, hai distrutto i popoli.
4 Poiché non con la spada conquistarono la terra, né fu il loro braccio a salvarli; ma il tuo braccio e la tua destra e la luce del tuo volto, perché tu li amavi.
5 Sei tu il mio re, Dio mio, che decidi vittorie per Giacobbe.
6 Per te abbiamo respinto i nostri avversari, nel tuo nome abbiamo annientato i nostri aggressori.
7 Infatti nel mio arco non ho confidato e non la mia spada mi ha salvato,
8 ma tu ci hai salvati dai nostri avversari, hai confuso i nostri nemici.
9 In Dio ci gloriamo ogni giorno, celebrando senza fine il tuo nome.

(Canto) - selà -

10 Ma ora ci hai respinti e coperti di vergogna, e più non esci con le nostre schiere.
11 Ci hai fatti fuggire di fronte ai nostri avversari e i nostri nemici ci hanno spogliati.
12 Ci hai consegnati come pecore da macello, ci hai disperso in mezzo alle nazioni.
13 Hai venduto il tuo popolo per niente, sul loro prezzo non hai guadagnato.
14 Ci hai reso ludìbrio dei nostri vicini, scherno e obbrobrio a chi ci sta intorno.
15 Ci hai resi la favola dei popoli, su di noi le nazioni scuotono il capo.
16 L’infamia mi sta sempre davanti e la vergogna copre il mio volto.
17 Per la voce di chi insulta e bestemmia, davanti al nemico che brama vendetta.

(Canto) - selà -

18 Tutto questo ci è accaduto e non ti avevamo dimenticato, non avevamo tradito la tua alleanza.
19 Non si era volto indietro il nostro cuore, i nostri passi non avevano lasciato il tuo sentiero;
20 ma tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli e ci hai avvolti di ombre tenebrose.
21 Se avessimo dimenticato il nome del nostro Dio e teso le mani verso un dio straniero,
22 forse che Dio non lo avrebbe scoperto lui che conosce i segreti del cuore?
23 Per te ogni giorno siamo messi a morte, stimati come pecore da macello.
24 Svegliati, perché dormi, Signore? Dèstati, non ci respingere per sempre.
25 Perché nascondi il tuo volto, dimentichi la nostra miseria e oppressione?
26 Poiché siamo prostrati nella polvere, il nostro corpo è steso a terra.
27 Sorgi, vieni in nostro aiuto; salvaci per la tua misericordia.

(Canto) - selà -

DOSSOLOGIA Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
• Il salmo 43 è una supplica collettiva, un grande lamento corale perché «Dio sorga e venga in aiuto e ci salvi per la sua misericordia». L’occasione di questo salmo è probabilmente la tragedia della fine di Gerusalemme (nel 587 avanti Cristo) per l’azione dei Babilonesi, oppure la persecuzione dei Selèucidi contro cui insorgono i Maccabei. • L’amore salvante del Signore, quale si è manifestato in passato, non può permettere che la miseria attuale sia definitiva; c’è senz’altro un futuro di salvezza. • Il popolo, per voce del salmista, fa la sua professione di fede nelle opere meravigliose del Signore: si meditano nella preghiera «tutte le sue gesta», si gioisce «per l’opera delle sue mani», poiché «le opere del Signore sono splendore di bellezza». Il Credo degli Israeliti è più una professione di fede in ciò che Dio fa che non in ciò che Dio è. • Il Credo termina con un impegno personale estratto dalla formula dell’Alleanza: «Sei tu il mio Dio e mio re». Solo il Signore è Dio; il popolo credente aderisce a lui solo. E Dio risponde confermando la sua fedeltà: «Voi siete il mio popolo»; quindi stenderà il suo braccio in difesa della «sua proprietà esclusiva tra tutti i popoli».

(Canto)

LETTURA CON GESÙ
• Eppure una costatazione amara: la "proprietà" di Dio, il suo popolo, è stata «venduta per niente» (versetto 13) nella schiavitù e nella morte; buttata ai margini della storia suscita soltanto compassione, ironia e derisione: «le nazioni scuotono il capo», con lo stesso disprezzo con cui è guardato il Cristo crocifisso dai passanti (in Matteo 27,39). • San Paolo applica il versetto 12 («ci hai consegnato come pecore da macello») alle prove degli apostoli, dei quali dice nella 1a Lettera ai Corinzi (4,9): «Noi siamo stati offerti in spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini». Sì, l’Israele eletto continua a vivere nel mistero della Chiesa. Dunque, la situazione tragica del popolo d’Israele (distruzione del Tempio, dispersione e deportazione, fedeltà di un piccolo resto di credenti) è di tutti i tempi; anche del nostro tempo. Un
terzo dell’umanità è sotto regime ateo e materialista. La "Santa Russia" che contava 50.000 chiese - e che chiese! - non ne conta più che un centinaio. Ma San Paolo grida: «Ma in tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori, per virtù di Colui che ci ha amati» (Romani 8,37).

(Canto)

LETTURA GAM, OGGI
• Giovane, resterai sorpreso nel leggere in questo salmo 43 le seguenti parole di lamento del popolo di Dio: «Tutto questo ci è accaduto e non ti avevamo dimenticato, Signore, non avevamo tradito la tua Alleanza». Perché il dolore? La sofferenza contiene una forza espiatrice e salvante per gli altri; è la cosiddetta "sofferenza vicaria" del Servo Sofferente di Isaia (53), di Gesù, «Agnello innocente che toglie il peccato del mondo» e redime tutti noi. La Lettera agli Ebrei dice con chiarezza che il Cristo «in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce» (Ebrei 12,2). • Giovane, S. Pio V, (il Papa della vittoria di Lepanto, il Papa del Rosario) era solito pregare così: «Signore, se tu mi aumenti la sofferenza, aumentami anche la forza». E il cardinale Newman ha una meravigliosa preghiera che tu, giovane, dovresti fare tua: «O mio Signore Gesù, io credo e, con la tua grazia, io voglio sempre credere e professare (e so che è vero e che sarà sempre vero sino alla fine del mondo) che nulla di grande si può fare senza sofferenza, senza umiliazione, e che tutto è fattibile con questi mezzi. Io credo, o mio Dio, che la povertà vale più delle ricchezze, che la pena vale più del piacere, che l’oscurità è il disprezzo valgono più della fame e che l’ignominia vale più degli onori. Mio Signore, io non ti chiedo di infliggermi queste prove, perché non sarei capace di sostenerle. Ti domando però la grazia di accettarle e sopportarle quando, nella tua sapienza e nel tuo amore, tu me le vorrai inviare».

(Canto)


SALMO 44

LE NOZZE DEL RE-MESSIA; LA REGINA E LA SPOSA

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SPUNTO DI MEDITAZIONE

1. A mezzanotte si levò un grido: ecco lo Sposo: andategli incontro (Matteo 25,6).

2. Vidi la nuova Gerusalemme... pronta come una sposa adorna per il suo sposo (Apocalisse 21,2).

CANTO

1. Il più bello sei tu, Gesù Cristo; sulle tue labbra la grazia è diffusa;
il tuo trono fra noi è per sempre, le tue vesti son di mirra e aloe.

2. Come piace al Signor la tua bellezza, o Immacolata Maria;
tu sei figura di tutta la Chiesa, d’oro e di gemme è il tuo abito regal.


TESTO DEL SALMO
1 (Al maestro di canto. Su «I gigli...». Dei figli di Core. Poema. Canto d’amore).
2 Effonde il mio cuore liete parole, io canto al re il mio poema. La mia lingua è stilo di scriba veloce.
3 Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo, sulle tue labbra è diffusa la grazia, ti ha benedetto Dio per sempre.
4 Cingi, prode, la spada al tuo fianco, nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte,
5 avanza per la verità, la mitezza e la giustizia. La tua destra ti mostri prodigi:
6 le tue frecce acute colpiscono al cuore i tuoi nemici; sotto dite cadono i popoli.

(Canto) - selà -

7 Il tuo trono, Dio, dura per sempre; è scettro giusto io scettro del tuo regno.
8 Ami la giustizia e l’empietà detesti: Dio, il tuo Dio ti ha consacrato con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali.
9 Le tue vesti sono tutte mirra, aloe e cassia, dai palazzi d’avorio ti allietano le cetre.
10 Figlie di re stanno tra le tue predilette; alla tua destra la regina in ori di Ofir.

(Canto) - selà -

11 Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
12 al re piacerà la tua bellezza. Egli è il tuo Signore: prostrati a lui.
13 Da Tiro vengono portando doni, i più ricchi del popolo cercano il tuo volto.
14 La figlia del re è tutta splendore, gemme e tessuto d’oro è li suo vestito.
15 È presentata al re in preziosi ricami; con lei vergini compagne a te sono condotte;
16 guidate in gioia ed esultanza, entrano insieme nel palazzo regale.
17 Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; li farai capi di tutta la terra.
18 Farò ricordare il tuo nome per tutte le generazioni, e i popoli ti loderanno in eterno, per sempre.

(Canto) - selà -

DOSSOLOGIA Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
• Il salmo 44, a pari dei salmi 71 e 131, sfrutta i dati profetici dell’oracolo del profeta Natan a riguardo della dinastia di Davide; comporta quindi essenzialmente un’intenzione messianica. • L’antica tradizione ebraica vede il salmo 44 (come pure il Cantico dei Cantici) come il canto delle nozze di Dio con Israele. Nello Sposo viene prefigurato il Messia futuro, Gesù uomo-Dio. Dio, che appare sempre come un re dal regno senza fine, esercita in Israele un’autorità assoluta, ma pacifica e divina, che si concretizza in una tenerezza di sposo verso il suo popolo e in un’azione punitiva verso i nemici di Israele. E per Israele (la Sposa) è un invito ad allinearsi in pieno alla volontà di Dio, lo Sposo, e l’assicurazione di una felicità e di una gloria perenne.
• La bellezza del Re-Messia sfavilla dalle sue labbra; effettivamente più che sulla grazia e sulla finezza dei lineamenti, la bellezza ha il suo fascino maggiore nel sorriso e nella maniera di parlare. In Gesù, soprattutto nella sua parola: «nessuno ha mai parlato come lui» (Gv 7,46). • La tenuta di guerra, simbolo di forza, è indispensabile alla maestà di un sovrano orientale. Nel Messia si tratta di combattere contro le forze demoniache coalizzate (= le potenze dell’inferno). Nell’Apocalisse di S. Giovanni, al capitolo 19, versetti 11-16, il Cristo glorioso è raffigurato nella sua Parusia sotto la figura di un cavaliere che corre alla vittoria. • L’arco e la spada del Re vittorioso indicano l’azione conquistatrice, missionaria del Vangelo. Le frecce sono le parole destinate a provocare la conversione e la fede. Bossuet scrisse: «Era necessario perforare i cuori de-gli uomini con l’amore divino; la Parola di Gesù fu la freccia che provocò queste ferite salutari». E S. Atanasio parlando degli Apostoli scrisse: «Gli Apostoli sono quelle frecce spirituali che, colpendo al cuore i nemici di Dio, riuscirono a portare il mondo ai piedi di Cristo e vi stabilirono il suo regno». • Presentazione della Sposa regale. il salmista scivola sulla sua bellezza personale e indugia invece a descrive-re i suoi abiti nuziali, di altissima moda. La veste, nel concetto biblico, è un prolungamento della persona e S. Atanasio precisa: «Questi abiti preziosi sono la fede, la speranza e la carità». Al cerimoniale cristiano della Consacrazione delle vergini (l’equivalente dell’attuale professione religiosa) (racconta S. Metodio) si cantava il seguente cantico: «Tibi me servo castam, et splendentem tenens lampadem, Sponse, tibi occurro », cioè: «Mi consacro tutta vergine per te, o mio divino Sposo, e con la lampada accesa ti vengo in contro».

(Canto)

LETTURA CON GESÙ
• La Lettera agli Ebrei descrive il Figlio di Dio, Gesù, «splendente di gloria, immagine della sostanza del Padre; sostiene l’universo con la sua Parola potente» (Ebrei 1,3). • S. Agostino commenta: «Gesù Cristo è bello in cielo come Verbo presso Dio; è bello sulla terra, nella sua natura umana; è bello nel seno della Vergine Maria, e, come bimbo, tra le sue braccia materne; è bello nei miracoli; è bello anche nella flagellazione; è bello quando dà la vita e risuscita i morti e quando non si sottrae alla morte; è bello quando muore; è bello quando risorge; è bello sulla croce; è bello nel sepolcro; bello al suo ritorno in cielo». • Il salmo 44 è per i cristiani il canto ispirato dallo Spirito Santo sulle nozze del Salvatore divino con le anime che si donano all’Amore divino: «Io vi ho fidanzati a un unico Sposo, come una vergine pura io vi ho presen-tati a Cristo», scriveva S. Paolo ai Corinzi (2 Cor 11,2).

(Canto)

LETTURA GAM, OGGI
• Giovane, nell’Apocalisse, al capitolo 22 si legge: «Lo Spirito e la Sposa dicono: Vieni...Oh, si, vieni, Signore Gesù!». Ecco le nozze eterne del Re-Messia con la sua Sposa, il nuovo Israele, la Chiesa. • Il Giudaismo dello Yemen utilizza nella liturgia la seguente parafrasi litanica del salmo 44: «Il Signore mi ha rivestito di splendore e di gloria: oh, sì, alleluia, alleluia! Mi ha purificato da ogni macchia: oh. si, alleluia, alleluia! Mi ha coronato di gloria: oh, si, alleluia, alleluia! Mi ha cinto il collo di una collana di grazia: oh, sì, alleluia, alleluia! Mi ha donato una grande gioia: oh, sì, alleluia, alleluia!». • Giovane, prega così: «O Verbo divino che, divenuto con la tua entrata nel mondo il più bello dei figli degli uomini e che, unto dal Padre di un olio di allegrezza in una trionfale risurrezione, hai accolto in Cielo, a titolo di Regina, la tua stessa Madre immacolata, Madre della Chiesa, fa’ che la Chiesa, ornata’ dei gioielli dei tuoi meriti e docile in tutto al suo Signore, conservi sempre scintillante la veste tessuta di gemme e d’oro della sua innocenza e ti offra la gioia di vivere sempre affascinata dalla tua bellezza. Amen».

(Canto)


SALMO 45

DIO RIFUGIO E FORZA DEL SUO POPOLO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE

Sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio-con-noi (Matteo 1,23).

CANTO
1. Un Fiume allieta la Città: è la dimora del Signore;
Dio è per lei l’Emmanuele, è Shekinàh.
E vacillare mai potrà, perché il Signore in essa sta.
Le armi tutte lui spezzerà, gli scudi al fuoco brucerà.

2. E la protegge una gran Donna il cui bel nome è Maria:
dodici stelle in capo ha, la luna ai piedi.
E vacillare mai potrà, perché il Signore in essa sta.
Le armi tutte lui spezzerà, gli scudi al fuoco brucerà.

TESTO DEL SALMO
1 (Al maestro del coro. Dei figli di Core. Su «Le vergini...». Canto).
2 Dio è per noi rifugio e forza, aiuto sempre vicino nelle angosce.
3 Perciò non temiamo se trema la terra, se crollano i monti nel fondo del mare.
4 Fremano, si gonfino le sue acque, tremino i monti per i suoi flutti.

(Canto) - selà -

5 Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio, la santa dimora dell’Altissimo. 6 Dio sta in essa: non potrà vacillare; la soccorrerà Dio, prima del mattino.
7 Fremettero le genti, i regni si scossero; egli tuonò, si sgretolò la terra.
8 Il Signore degli eserciti è con noi, nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.
9 Venite, vedete le opere del Signore, egli ha fatto portenti sulla terra.

(Canto) - selà -

10 Farà cessare le guerre sino ai confini della terra, romperà gli archi e spezzerà le lance, brucerà con il fuoco gli scudi.
11 Fermatevi e sappiate che io sono Dio, eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.
12 Il Signore degli eserciti è con noi, nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

(Canto) - selà -

DOSSOLOGIA

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...

LETTURA CON ISRAELE
• Il salmo 45 sviluppa un pensiero già espresso in Isaia (2,1-5; oppure cap. 60): il tempio cioè e la città di Dio, costruita su un monte, hanno un potere di attrazione tale da convogliare verso quel punto fiumane di popoli da ogni angolo della terra. Lì è la santa dimora dell’Altissimo. È un pellegrinaggio dell’umanità verso la dimora celeste, verso la "Gerusalemme santa". • Gerusalemme fa dono al mondo (appunto perché dimora di Dio) di giustizia, di pace internazionale, di disarmo. Gli armamenti si convertono in strumenti tecnici di progresso. L’odio, la violenza, il male sono opera di Satana, sono regresso. • Ogni credente sperimenta in Gerusalemme sicurezza e pace perché vi abita Dio. I cataclismi più orribili non possono scalfire che in superficie chi è tutto ancorato in Dio, con la fede. • La città di Dio, descritta come rocca inespugnabile, è anche una città ricca di vitalità e di forza. Il fiume che allieta la città di Dio è «un fiume di acqua viva, limpida come cristallo»: è l’immagine dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è come l’aria, come il profumo, come la luce, come il pensiero.

(Canto)

LETTURA CON GESÙ
• «Ci soccorrerà Dio prima del mattino»: cioè all’alba. L’alba è in generale l’ora in cui il nemico che assedia una città sferra un attacco di sorpresa perché l’assediato è stremato dalla veglia. È quindi l’ora per eccellenza del pericolo, è quindi l’ora dei grandi interventi di Dio. Fu l’ora della vittoria di Dio sul caos primitivo, rappresentato dalle tenebre (Genesi 1,2-5); l’ora in cui si aprì miracolosamente il Mar Rosso all’esodo dall’Egitto (Esodo 14,27); l’ora in cui «l’Angelo del Signore venne e colpì il campo degli Assiri tanto che Sennacherib levò il campo e se ne andò via» (Isaia 37,36-37). È l’ora della risurrezione di Gesù. • «Dio sta in essa»: la Chiesa possiede l’Eucaristia e Gesù sarà con noi sino alla fine dei tempi.
• «Un fiume allieta la Città»: è lo Spirito Santo, fiume di acqua viva che zampilla irresistibile e vivificante. • Maria è l’aurora di Gesù. Solo la luce dello Spirito Santo può far comprendere le grandezze della Madre di Gesù. Tra Dio e gli uomini, vulnerati dal peccato, ci voleva non solo l’uomo-Dio Gesù, ma anche la Vergine-Madre di Dio. Sposa dello Spirito Santo, non ignora nessuno dei suoi segreti di santificazione e vi partecipa attivamente. Nessun cuore fu tanto vicino a quello di Gesù quanto il Cuore Immacolato di Maria.

(Canto)

LETTURA GAM, OGGI
• Giovane, questo salmo 45 è chiamato anche «il Cantico dei Cantici della confidenza» e anche «il salmo della Fede intrepida». Perché? Mette ogni fiducia nella presenza in mezzo a noi di Dio, nel "rimanere-abitare" della Parola di Dio in noi. • Giovane, la famiglia cristiana è immagine della Santissima Trinità; molto più lo sono i Cenacoli, le comunità e le fraternità religiose. Ogni comunità religiosa è un dono che Gesù fa alla terra: piccoli centri di irradiazione della Luce di Gesù, piccole Nazaret accoglienti dove Gesù continua la sua vita, nascosta e operosa, feconda e benedetta. Lo Spirito Santo si espande in queste Comunità-Cenacoli.

(Canto)


SALMO 46

IL SIGNORE, RE DELL’UNIVERSO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE

Siede alla destra del Padre e il suo regno non avrà fine.

CANTO

Cantate inni a Dio Padre, al nostro Re cantate!
E con Maria nello Spirito Santo a Gesù Figlio inneggiate!
Popoli tutti, con grande gioia, a Dio solo acclamate!

TESTO DEL SALMO

1 (Al maestro di canto. Dei figli di Core. Salmo).
2 Applaudite, popoli tutti, acclamate Dio con voci di gioia;
3 perché terribile è il Signore, l’Altissimo, re grande su tutta la terra.
4 Egli ci ha assoggettati i popoli, ha messo le nazioni sotto i nostri piedi.

(Canto) - selà -

5 La nostra eredità ha scelto per noi, vanto di Giacobbe suo prediletto.
6 Ascende Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba.
7 Cantate inni a Dio, cantate inni; cantate inni al nostro re, cantate inni;
8 perché Dio è re di tutta la terra, cantate inni con arte.

(Canto) - selà -

9 Dio regna sul popoli, Dio siede sul suo trono santo.
10 I capi dei popoli si sono raccolti con il popolo del Dio di Abramo,
perché di Dio sono I potenti della terra: egli è l’Altissimo.

(Canto) - selà -

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
• Il salmo 46 dei figli di Core è un inno trionfale in onore di Dio. Re d’Israele, la cui sovranità si estende anche sugli altri popoli. • Il salmo 46 ha tutte le caratteristiche dei salmi regali: la menzione della regalità di Dio («Dio regna»); la titolatura data a Dio: «re grande su tutta la terra»; «nostro re»; il vocabolario regale: «Dio siede sul trono»; il dominio sui popoli e l’omaggio di vassallaggio di tutte le nazioni: «ha assoggettati i popoli». • Il salmo 46 è un canto di vittoria con un primo motivo patriottico (che ricorda gli interventi di Dio in favore di Israele) e un secondo motivo religioso (con una felice constatazione di ravvicinamento dei popoli a Dio). • Il salmo 46 è il preludio a una grande « Operazione-Storia» che contempla il piano di salvezza voluto da Dio per riunire a sé «i figli di Dio che erano dispersi» a mezzo del popolo eletto o, meglio ancora, a mezzo di Gesù. • Il salmo 46 può essere considerato come l’inno nazionale in cui la vittoria e l’esito fortunato provengono solo da Dio; è una specie di «il Piave mormorava» per gli italiani.

(Canto)

LETTURA CON GESÙ
• «Applaudite, popoli tutti», «battete le mani»: è l’ovazione, il "teruà"; il battere le mani, come il battere i cembali, ritmava i salmi ed era l’espressione liturgica della lode a Dio. • «Ascende Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba»: per questa vittoria universale di Dio ogni cristiano, dal più piccolo al più grande, deve impegnarsi a mettere in pratica la consegna finale di Gesù ai suoi: «Andate in tutto il mondo; annunziate il Vangelo a ogni creatura». Allora, nella Parusìa, potrà partecipare con Cristo ai solenni festeggiamenti della vittoria del Regno di Dio.

(Canto)

LETTURA GAM, OGGI
• Giovane, lo sai che l’umanità deve ancora maturare? che la tensione interna e il desiderio di «Vieni, Signore Gesù» deve ancora salire? che il mondo deve trasformarsi e vivere tutta la sua speranza terrestre perché il Figlio dell’uomo arrivi «come il lampo da oriente a occidente»?
• Giovane, leggi attentamente queste stupende parole in prospettiva di S. Paolo, nella 1a Lettera ai Corinzi (15,24-28): «Poi sarà la fine, quando il Cristo consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza (ostile a Dio). Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarò la morte... E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti».

(Canto)


SALMO 47

AZIONE DI GRAZIE PER LA SALVEZZA DEL POPOLO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE

Mi trasportò in spirito su di un monte alto e mi mostrò la città santa, Gerusalemme (Apocalisse 21,10)

CANTO

Grande è il Signore, degno d'ogni lode
nella città, sul santo monte Sion.
È lui la gioia della nostra terra, Dio che ci guida.

L'anima nostra magnifica il Signore
con te, Maria, Madre della Chiesa.

TESTO DEL SALMO

1 (Cantico. Salmo. Dei figli di Core).

2 Grande è il Signore, degno di ogni lode
nella città, sul santo monte Sion.
Il suo monte santo, altura stupenda,

3 è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, dimora divina,
è la città del grande Sovrano.

4 Dio nei suoi baluardi
è apparso fortezza inespugnabile.

(Canto) - selà -

5 Ecco, i re si sono alleati,
sono avanzati insieme.

6 Essi hanno visto:
attoniti e presi dal panico, sono fuggiti.

7 Là sgomento li ha colti,
doglie come il partoriente,

8 simile al vento orientale
che squarcia le navi di Tarsis

(Canto) - selà -

9 Come avevamo udito, così abbiamo visto
nella città del Signore degli eserciti,
nella città del nostro Dio;
Dio l'ha fondata per sempre.

10 Ricordiamo, Dio, la tua misericordia
dentro il tuo tempio.

(Canto) - selà -

11 Come il tuo nome, o Dio;
così la tua lode si estende
sino ai confini della terra;
è piena di giustizia la tua destra.

12 Gioisca il nome di Sion,
esultino le città di Giuda
a motivo dei tuoi giudizi.

13 Circondate Sion, giratele intorno,
contate le sue torri.

14 Osservate i suoi baluardi,
passate in rassegna le sue fortezze,
per narrare alla generazione futura:

15 questo è il Signore, nostro Dio
in eterno, sempre:
egli è colui che ci guida.

(Canto) - selà -

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
* Il salmo 47 (6° salmo dei figli di Core) è un inno liturgico-processionale in lode a Sion, residenza e tempio dell'Onnipotente.
Sostiene la tesi dell'invincibilità della città santa di Gerusalemme.

* Si contano 6, e probabilmente 9 <<cantici di Sion>>. Tutti esaltano Gerusalemme e il suo tempio. La maggior parte dei <<cantici di Sion>>
possono essere pregati in senso mariano, come faceva l'antica tradizione liturgica che utilizzava tutti questi salmi per le feste della Madre di Dio.

* Il salmo 47 comporta due parti: l'elogio di Sion (città magnifica, città del Gran Re, città divinamente protetta, città terribile per quelli che la vogliono
assediare, città inespugnabile) e il ringraziamento a Dio (con azione liturgica nella gioia e nella consapevolezza dell'intervento divino, di cui occorre
perpetuare il ricordo).

* Il salmo 47 è il più tipico dei cantici biblici di Sion. Enumera i grandi "titoli" di Sion: <<città del nostro Dio>> (v. 2; v.9), <<città del grande Sovrano>>
(v.3), <<monte santo>> (v.2),<<gioia di tutta la terra>> (v.3).Menziona le sue caratteristiche: Sion è il monte <<altura stupenda>>, <<Dio l'ha fondata per sempre>> (v. 9).
Cita le costruzioni che fanno la sua gloria: <<i suoi baluardi>> (v. 4), <<le sue torri>> (v. 13), <<le sue fortezze>> (v. 14), <<il Tempio>> (v. 10).

(Canto) - selà -

LETTURA CON GESÙ
* «I re si sono alleati, sono avanzati insieme contro di lei; l'hanno appena vista che attoniti e presi dal pànico sono fuggiti>>: invincibilità della Gerusalemme santa, figura della Chiesa. In S. Matteo (16,18) si leggono queste parole di Gesù a Pietro: <<E io ti dico:Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi (le potenze infernali) non prevarranno contro di essa>>.
I re si sono alleati, sono avanzati insieme contro di lei; l'hanno appena vista che attoniti e presi dal pànico sono fuggiti>>: invincibilità della Gerusalemme santa, figura della Chiesa. In S. Matteo (16,18) si leggono queste parole di Gesù a Pietro: <<E io ti dico:Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi (le potenze infernali) non prevarranno contro di essa>>.

(Canto) - selà -

LETTURA GAM, OGGI
* Giovane, lo sai che l’umanità deve ancora maturare? che la tensione interna e il desiderio di «Vieni, Signore Gesù» deve ancora salire? che il mondo deve trasformarsi e vivere tutta la sua speranza terrestre perché il Figlio dell’uomo arrivi «come il lampo da oriente a occidente»?
* Il grande teologo cardinale Journet parlando di questo salmo 47 che celebra il mistero della Chiesa, città di Dio, realizzato in pienezza e perfezione da Maria,
scrisse: <<Ho visto un rosaio: la rosa era al centro, ma dalla rosa al rosaio c'era continuità. La rosa era la causa, la sorgente, il focolare; tutto il resto attorno
alla rosa non era che la sua esalazione, una risposta meravigliosa all'invito costituito dalla sua presenza; e allora compresi come Dante si fosse ingannato
quando aveva parlato del Paradiso. Aveva visto in Paradiso un trono preparato per la Madonna, più elevato di tutti gli altri. Non è così. non è la Madonna
che è nel Paradiso, è il Paradiso che è tutto quanto costituito sulla Madonna.Nel libro dei Proverbi si avverte l'idea della Vergine che serve di provocazionea tutta la creazione futura.
ore Gesù, ecco questa rosa della Chiesa, Maria, indissolubilmente mescolata al tuo Regno>>.

(Canto) - selà -

LETTURA GAM, OGGI

*Giovane, ti propongo di pregare questo cantico di Sion in un clima mariano, ripetendo a ogni punto fermo un'invocazione- ritornello a Maria, Madre di Dio e della Chiesa>>.
*Pregando questo salmo 47 sentirai d'improvviso sfiorarti l'anima il brivido dell'eternità: tu sei e vivi attualmente nella Chiesa di quaggiù (la cosiddetta Chiesa militante), ma sei e vivi già nella Chiesa di lassù, la cosiddetta Chiesa tronfante. <<Nella speranza, siete già risorti con Cristo>>, grida S. Paolo. <<Dovete rinnovarvi nella misericordia come si rinnova la primavera. Su questo povero mondo sta per passare un alito
di primavera. L'alito vero è il soffio dello Spirito Santo: in lui sarete ristorati>>, scrisse un'anima santa.

(Canto) - selà -


SALMO 48

VANITA' DELLE RICCHEZZE

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SPUNTO DI MEDITAZIONE

Difficilmente un ricco entra nel regno dei cieli (Matteo 19, 23).
Stolto ... quello che hai preparato di chi sarà? Beato chi arricchisce davanti a Dio (cfr. Luca 12, 20.21)

CANTO

Ricchi e poveri, gente e nobili, ascoltateci:
nella prosperità l'uomo non comprende,
ma nella povertà l'uomo ben intende!

Una Vergine poverissima piacque al Signor:
nella sua umiltà sempre ascolto fu
e allo Spirito sempre obbedì!

TESTO DEL SALMO

1 (Al maestro di canto. Dei figli di Core. Su <<La morte>>. Salmo).

2 Ascoltate, popoli tutti,
porgete orecchio abitanti del mondo,

3 voi nobili e gente del popolo,
ricchi e poveri insieme.

4 La mia bocca esprime sapienza,
il muio cuore medita saggezza;

5 Porgerò l'orecchio a un proverbio,
spiegherò il mio enigma sulla cetra.

6 Perché temere nei giorni tristi,
quando mi circonda la malizia dei perversi?

7 Essi confidano nella loro forza,
si vantano della loro grande ricchezza.

8 nessuno può riscattare se stesso,
o dare a Dio il suo prezzo.

9 Per quanto si paghi il riscatto di una vita,
non potrà mai bastare

10 per vivere senza fine, e non vedere la tomba.

11 Vedrà morire i sapienti;
lo stolto e l'insensato periranno insieme
e lasceranno ad altri le loro ricchezze.

12 Il sepolcro
sarà loro casa per sempre,

loro dimora per tutte le generazioni,
eppure hanno dato il loro nome alla terra.

13 Ma l'uomo nella prosperità non comprende,
è come gli animali che periscono.

(Canto) - selà -

14 Questa è la sorte di chi confida in se stesso,
l'avvenire di chi si compiace delle sue parole.

15 Come pecore sono avviati agli inferi,
sarà loro pastore la morte;
scenderanno a precipizio nel sepolcro,
svanirà ogni loro parvenza:
gli inferi saranno la loro dimora.

16 Ma Dio potrà riscattarmi,
mi strapperà dalla mano della morte.

(Canto) - selà -

17 CSe vedi un uomo arrirchirsi, non temere,
se aumenta la gloria della sua casa.

18 Quando muore, con sé non porta nulla,
né scende con lui la sua gloria.

19 Nella sua vita si diceva fortunato:
<<Ti loderanno, perché ti sei procurato il bene>>.

20 Andrà con la generazione dei suoi padri
che non vedranno mai più la luce.

21 L'uomo nella prosperità non comprende,
è come gli animali che periscono.

(Canto) - selà -

17 per vivere senza fine, e non vedere la tomba.

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo...


LETTURA CON ISRAELE
* Il salmo 48 è una meditazione sui veri valori della vita: la richezza e il successo, che sono tanto apprezzati e ricercati dagli uomini, vengono inesorabilmente declassati dal salmista. Diero lo splendore del successo e del denaro si apre la corruzione e la tragicità della morte.
* Il ritornello scandisce le due strofe principali della composizione e suona così (versetti 12 e 21): <<L'uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono>>.
* Il salmista invita tutta l'umanità (ricchi e poveri, nobili e gente del popolo) a meditare una verità, capace di confortare tutti i buoni: una verità che egli eprime acompagnandosi sulla cetra per essere meglio aperto all'azione ispiratrice dello Spirito Santo che è musica e che vuole enunciare con un proverbio, o con immagini poetiche, alla maniera dei profeti.
*E' il problema della retribuzione, cioè della ricompensa al di là della morte che tormenta il salmista. intanto il salmista presenta la morte nella sua inesorabile funzione livellatrice. L'uomo, ogni uomo è come un condannato all'esecuzione capitale che invano chiede di essere riscattato. Nessuna cifra di denaro serve a placare la fame della morte che divora stolti ed empi, ricchi e poveri. <<Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoioni queste , muoiono quelli>> dice il Qohèlet (3,19).
* Seconda meditazione: gli sventurati protesi solo sulla ricchezza non s'accorge di essere un lugubre gregge guidato da uno spettrale pastore: la morte. La vera vita, la vita piena è riservata al giusto che viene "preso" (v.16), afferrato da Dio.

(Canto) - selà -

LETTURA CON GESU'
* Il salmo 48 è come una prefazione del salmo all'insegnamento evangelico sull'incapacità delle ricchezze a procurare all'uomo il bene essenziale, che è la salvezza della propria anima: <<Che serve all'uomo guadagnarre tutto il mondo se viene a perdere la propria anima? o che cosa potrà dare in cambio (in riscatto) per la propria anima?>>, diceva Gesù (Matteo 16,26).
* Il salmo 48 è una stupenda introduzione alla parabola di Gesù sul <<ricco senza nome e il povero Lazzaro>>, in cui sono sottolineati il capovolgimento dei valori nell'aldilà e l'incapacità delle ricchezze a eternizzare la fortuna e la vita quaggiù: <<Figlio mio, ricordati che tu hai ricevuto molti beni durante la tua vita e Lazzaro parallelamente i suoi mali; adesso, egli trova qui conforto e tu sei nella tortura>> (Luca 16, 19-31).


SALMO 49

IL CULTO GRADITO A DIO

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SPUNTO DI MEDITAZIONE
Cristo non abolì il culto antico, ma lo portò alla sua perfezione;
disse infatti: Non sono venuto per abolire, ma per dare compimento (cfr. Matteo 5,17).

CANTO

Offri a Dio un sacrificio di gran lode,
sciogli all’Altissimo i tuoi voti;

tu invoca Dio nella tua sventura;
solo Dio ti salverà!

Una Donna Vergin era adorazione,
Madre di Gesù era riparazione:
giglio di preghiera della Trinità,
era tutta umiltà!

TESTO DEL SALMO

(Salmo . Di Asaf).

Parla il Signore, Dio degli dei,
convoca la terra da oriente a occidente.

2 Da Sion, splendore di bellezza,
Dio rifulge.

3 Viene il nostro Dio e non sta in silenzio;
davanti a lui un fuoco divorante,
intorno a lui si scatena la tempesta.

4 Convoca il cielo dall’alto
E la terra al giudizio del suo popolo:

5 “Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno sancito con me l’alleanza
offrendo un sacrificio”.

6 Il cielo annunzi la sua giustizia:
Dio è il giudice. 

(Canto)

7 “Ascolta, popolo mio, voglio parlare,
testimonierò contro di te, Israele:
Io sono Dio, il tuo Dio.

8 Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici;
i tuoi olocausti mi stanno sempre dinanzi.

9 Non prenderò giovenchi dalla tua casa,
né capri dai tuoi recinti.

10 Sono mie tutte le bestie della foresta,
animali a migliaia sui monti.

11 Conosco tutti gli uccelli del cielo,
è mio ciò che si muove nella campagna.

12 Se avessi fame, a te non lo direi:
mio è il mondo e quanto contiene.

13 Mangerò forse la carne dei tori,
berrò forse il sangue dei capri?

14 Offri a Dio un sacrificio di lode
E sciogli all’Altissimo i tuoi voti;

15 invocami nel giorno della sventura:
ti salverò e tu mi darai gloria”. 

(Canto)

16 All’empio dice Dio:
“Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,

17 tu che detesti la disciplina
e le mie parole te le getti alle spalle?

18 Se vedi un ladro corri con lui;
e degli adùlteri ti fai compagno.

19 Abbandoni la tua bocca al male
E la tua lingua ordisce inganni.

20 Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.

21 Hai fatto questo e dovrei tacere?
Forse credevi ch’io fossi come te!
Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati”.

22 Capite questo voi che dimenticate Dio,
perché non mi adiri e nessuno si salvi.
   
23 Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio.

(Canto)

DOSSOLOGIA
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo…

LETTURA CON ISRAELE
. Il salmo 49 è il primo salmo di Asaf conservato nel salterio. E’ una requisitoria di timbro  profetico all’indirizzo di Israele, caduto nel formalismo del culto e della moralità. Contemporaneo del re Davide, Asaf era stato da lui incaricato della fondazione e della direzione della più importante delle 3 “corporazioni o associazioni” liturgiche. Le sue qualità religiose e letterarie fecero di lui un emulo del re Davide. La sua corporazione liturgica rimase in funzione fino al tempo di Esdra, dopo l’esilio. Ha uno stile rude e vigoroso, ben diverso dallo stile delicato e ricco di sentimento dei figli di Core.
. Un preludio presenta il Giudice divino in una teofania che ricorda la grandiosa manifestazione del Sinai. Dio vuol parlare al suo popolo e, per mezzo del suo profeta salmista, lo convoca solennemente. Dio che è padrone del mondo intero non sa che farsene dei sacrifici di animali e delle offerte dei frutti: lui che scruta i cuori detesta “le parole che il popolo va ripetendo meccanicamente”, con labbra di menzogneri, ipocriti e adulteri.
. Ciò che Dio vuole è la lode e la fede che scaturiscono da un cuore semplice; è l’atteggiamento della creatura che accoglie la volontà di Dio con tutte le sue esigenze e vi conforma la vita.

(Canto)

LETTURA CON GESU’
. Il grande Discorso di Gesù contro gli Scribi e i Farisei ha le seguenti parole: “Guai a voi che pagate la dècima della menta e del cimino… ma trascurate i punti più importanti della Legge: la giustizia, la misericordia, la sincerità. Occorreva praticare queste soprattutto, senza omettere l’altro… Guai a voi, che purificate il di fuori del bicchiere e lasciate che dentro regni la rapina e l’intemperanza” (Matteo 23, 23-25). “Non ti rimprovero per  i tuoi sacrifici – dice il Signore nel salmo 49- i tuoi olocausti mi stanno sempre dinanzi”.
. Oggi, come al tempo di Gesù, il culto esterno anche regolare, e cioè la pietà religiosa, corre un doppio pericolo: il formalismo con cui si crede di essere a posto con Dio quando si sono adempiute tutte le prescrizioni esteriori; e l’intellettualismo, il credere cioè che bastino le belle formule, lo studio della preghiera, uno studio razionale, senza impegnarsi nella vita morale e nella pratica di ogni minuto. Un parroco americano ebbe questa semplice espressione riassuntiva del salmo 49: “La finalità del culto (tutto il suo scopo) è l’Amore”.
. “Alla fine della vita noi saremo giudicati sull’amore” diceva S. Giovanni della Croce.
                                                                                  
(Canto)

LETTURA GAM, OGGI
. Giovane, non ti è mai capitato di obiettare a delle persone che vedevi frequentare la chiesa: “Ma come mai voi non siete migliori delle altre persone che non vanno mai in chiesa?”. Dio ci vuole coerenti; non si contenta di un culto esteriore che non impegni il cuore e la vita: “Il Padre cerca adoratori in Spirito e in Verità”. E  “non si entra nel Regno dei Cieli semplicemente perché mi si invoca: Signore, Signore, ma perché si fa la volontà del Padre mio”. Non si tratta di imparare a memoria la religione, si tratta di viverla.
.  Giovane, tu senti l’esigenza di essere autentico, coerente. Bisognerebbe poter dire di te: “Tu sei come una lampada accesa; dove sei tu, c’è chiaro”.
 Fa tua questa bellissima preghiera di Katherine Mansfield: “Mio Dio, rendimi limpido come cristallo, in modo che la tua luce brilli attraverso di me”. Ci sono dei giovani che sono luce; verso di loro istintivamente si volgono tutti coloro che hanno bisogno di luce per vivere.

(Canto)


SALMO 50

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SALMO 51

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SALMO 52

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SALMO 53

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SALMO 54

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SALMO 55

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SALMO 56

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SALMO 58

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SALMO 59

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SALMO 60

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SALMO 61

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