SPIGOLATURE

 

 

Spigolature dopo i primi mesi di cammino

 

 

Anno Pastorale 2008 / 2009

 

 

     Gruppo Casa sulla Roccia

 

ü    Se confrontata solo con quella dell’anno scorso, la presenza è stata molto più costante e significativa.

 

ü    C’è stato un salto di qualità in quanto negli incontri passati spesso si diceva “Vi ricordate?Si faceva così… così”; negli attuali si parla al presente “Adesso facciamo questo con le nostre attuali possibilità.” Consiglierei ancora più azione e una maggiore libertà e responsabilizzazione ai nostri figli.

 

ü    Il gruppo è più coeso, affiatato e diventa luogo dove si creano nuove amicizie.

 

ü    Più spirito di iniziativa e più voglia di fare che non gli altri anni.

 

ü    Siamo  aumentati in qualità e quantità. Dagli argomenti trattati e dalle esperienze condivise, ho riscontrato una progressiva maturità.

 

ü    La proposta del Blog-famiglie penso potrà aiutarci ancora di più in questo scambio- dono reciproco.

 

ü    Auspicabile organizzare per tempo una giornata, o più giornate, da vivere come gruppo famiglie, e possibilmente aprirla a nuovi amici.

 

ü    Quanto appreso nel gruppo è poi inevitabile portarlo all’esterno. Questa è la nostra prima testimonianza.

 

ü    Anche con pareri che a volte potevano essere discordanti, in realtà il contributo di tutti è stato determinante per il riuscitissimo Capodanno 2009.

 

 

         Gruppo La fede è andar

 

ü    Sono molto contento. Ho e abbiamo rafforzato i legami personali all’interno del gruppo.

 

ü    Il GAM mi ha aiutata ad avere rispetto verso gli altri, e ho scoperto sempre più di avere veri amici nel gruppo, di cui mi posso fidare.

 

ü    Mi è piaciuto molto l’entusiasmo perché in esso sono potute crescere molte cose.

 

ü    Ho compreso alcuni aspetti della vita che prima non riuscivo a capire.

 

ü    Una cosa bella del nostro gruppo è proprio l’entusiasmo. Anche se non siamo più piccoli coltiviamo dentro di noi quell’entusiasmo che tanti nostri coetanei non hanno più.

 

ü    Sono contento perché tanti ragazzi hanno cercato di far parte del GAM, e anche se non hanno sentito poi questa chiamata, se non altro ci hanno provato. Sono felice perché qui, e senza cercare altrove, so di trovare veri amici. Ormai il GAM è entrato nelle mie vene e vi circola insieme al mio sangue.

 

ü    Sono molto contento perché vedo che ad ogni incontro che passa riusciamo a mettervi sempre più di noi stessi, quel qualcosa di personale da condividere: certezze, paure, gioie, difficoltà.

 

ü    Sono molto contento per le nuove amicizie, sto crescendo e maturando di incontro in incontro, anche se la strada che mi sta davanti è ancora lunga. 

 

 

     Gruppo la Luce

ü    Netto salto di qualità, fedeltà e continuità ad ogni incontro.

 

ü    Un gruppo molto più compatto dove la serietà ha contraddistinto ogni incontro ed argomento. Con profondità sono entrato nel cuore di ogni argomento.

 

ü    I rapporti tra i partecipanti sono stati sempre più stretti.

 

ü    Abbiamo pregato molto di più e con più frequenza.

 

ü    Ho capito che il leader prima di essere tale per gli altri deve esserlo in se stesso.

 

ü    C’è stato un confronto più serrato con alcuni amici che non condividono la nostra fede, e questo in realtà l’ha motivata molto di più. Quando la fede è stimolata da un confronto serrato essa si risveglia, si fortifica e cresce.

 

ü    Incontri intensi fin da subito, dove ho dato spazio a una decisa crescita umana e spirituale, abbiamo fatto delle scelte forti e le portiamo avanti. Ogni argomento trattato è stato letto nell’ottica di fede per poi essere misurato alla luce della Parola di Dio.

 

ü    Mi sono allenato a non vergognarmi di quello siamo. Dio è il nostro amico e parliamo di Lui senza inibizione o vergogna.

 

 

ü    Sono al mio primo incontro, e per mia scelta. Voglio conoscere meglio questi miei amici dell’Arte Bianca e continuare a eliminare la mia timidezza, dire ciò che penso senza vergognarmi, e mettermi di più in gioco.

 

ü    Ho sentito la crescita sia personale che comunitaria. Più la proposta diventa impegnativa e più è tosta la risposta.

 

ü    Ho proposto a tanti di partecipare ai nostri incontri, lasciando la libertà ad ognuno di cogliere o meno il messaggio. Parlo più spesso del gruppo a tutti quelli che incontro.

 

ü    Anche sul lavoro o con i nuovi compagni, voglio lasciarmi scoprire gradualmente per non “bruciarmi” subito. Portare la Luce con la testimonianza della mia vita. Pregare prima, per quelli che incontrerò poi.

 

ü    Ho vissuto questi incontri sicuramente in modo diverso dagli altri, in quanto io non riesco a trovare la fede. Ho cercato di capire le motivazioni per le quali i miei compagni credono e io no. Questo è ciò che mi differenzia dai miei compagni, in quanto sul resto abbiamo modi di pensare simili. Ho cercato di confrontarmi per vedere se posso riuscire a migliorarmi.

 

ü    Ho consolidato e rafforzato l’idea che già avevo e cioè che il nostro gruppo è composto da amici che condividono e approfondiscono con maturità, e in ottica spirituale ogni argomento trattato.

 

 

ü    Ho trovato che ci stiamo unendo una volta di più, e questo lo si riscontra anche negli incontri al di fuori. Forte unità e obbiettivi chiari e precisi sui quali impostiamo ogni nostro incontro. Tocco costantemente con mano che entro nel clima dell’incontro con una forza, e quando ne esco, questa è moltiplicata.

 

ü    Al giovedì so di trovare sempre qualcosa i nuovo che riesce a ricaricarmi. Quando torno dall’incontro sento dentro di me una grande gioia. Sono contento di essere cristiano.

 

ü    Esco di casa e trovo un ambiente sano dove sto imparando a parlare, a condividere, a rivelare progressivamente quella parte di me cui ho sempre fatto fatica a esternare.

Ci siamo confrontati su queste domande

 

Il gruppo è tale per tutti? Quando penso al gruppo che cosa scatta in me? Vale anche per noi il detto: “ cari fratelli…fino ai cancelli? ”. Nel nostro gruppo c’è quel qualcosa di più? L’aspetto evangelizzazione, come lo abbiamo vissuto?

 

 

        Gruppo Piccolo Gregge

 

ü    Sono stati un input: devo e posso dare di più. Sono partito tentennando, poi lungo il cammino ho scoperto che devo buttarmi e dare di più, è una forza che chiedo comunque dall’Alto.

 

ü    Dall’inizio sono cambiate tante cose: in me, con il fidanzato, con il GAM. Sto scoprendo sempre più quanto è importante avere un punto di riferimento; sto vedendo il positivo nelle pieghe della vita; mi sono rafforzata. Il GAM è una forza in più.

 

ü    All’inizio ho provato senso di instabilità nel gruppo, quasi un po’ di confusione, poiché molte cose stavano cambiando. Ora ritrovata stabilità e chiarezza sento che il mio SI è incondizionato, come lo sarebbe stato comunque.

 

ü    La mia poca costanza e insicurezza purtroppo mi hanno accompagnata anche in questa nuova avventura. Tuttavia per il 2009 chiedo di avere più ardore per essere capace di una testimonianza visibile e incisiva.

 

ü    Sono felicissima di essere parte viva di questo gruppo, e di fare questo cammino con mio marito. Se necessario facciamo anche i salti mortali ma cerchiamo di essere sempre presenti. Sento che ormai è giunto il momento di “dare”.

 

ü    Sono contento. La Divina Provvidenza è sempre con me anche se non lo merito. Mi è mancata la mamma e di ciò ne ho sentito molto la mancanza. Ecco allora arrivare l’appoggio di mia moglie. Con lei e con questo cammino lo stesso Natale lo abbiamo vissuto in modo diverso: molto più preparato. Lo stesso capodanno è stata una novità inaspettata, che darà il tono a tutto l’anno.

 

ü    Premetto che è un po’ di tempo che non venivo, pertanto sentendo le varie esperienze ho capito che tramite il GAM il Signore sta riaccendendo la fiamma fin ora sopita. Voglio poter dire ancora il mio SI come all’inizio.

 

ü    Il GAM mi ha talmente toccato dentro tanto che ormai è parte viva di me. L’ho sentito un “miracolo” nella mia vita. Non è stato un modo di vedere, bensì un esperienza che mi ha cambiato radicalmente.

 

ü    Il cambiamento da un’abitudine a un’altra non è certo indolore. Questo lo si vede nelle scelte quotidiane dove è stata richiesta la testimonianza di una fede riscoperta. Anche se derisa mi sento motivata dentro, le critiche altro non mi aiutano che ad irrobustirmi e andare avanti con maggior coraggio per la mia strada.

 

ü    Sento che frequentando più costantemente mi arricchirò interiormente sempre di più. Questi primi incontri mi hanno aperto una porta nuova anche se non sono propenso a facili entusiasmi, soprattutto in questo momento difficile della mia vita. Sento un’apertura dell’anima prima sopita. In ogni incontro ho come la sensazione  di star riacquistando un po’ dell’innocenza dell’anima. Ho cominciato ad aprirmi con sincerità e lealtà trovandone altrettanto dall’altra parte.

 

ü    Sicuramente siamo cresciuti tutti. Il gruppo si è abbastanza compattato crescendo in un ambiente serio. La presenza pur viva e costante, caratteristica forte anche degli altri gruppi purtroppo non toglie la “pecca” di non vedere un ricambio, almeno a breve termine, dietro di noi. “Malattia” delle nuove generazioni.

 

ü    Ho maturato un profondo senso di pace, ho parlato di tante cose capendo che in tutto c’è un significato. Ora quando vado a Messa, ripensando a ciò che è stato detto nel gruppo, ascolto più profondamente la Parola e mi impegno a viverla. Questi incontri mi hanno dato una grande forza interiore che mi aiuta a non mollare.

 

ü    Essi sono stati come un’impronta lungo il cammino che sto percorrendo così da non sentirmi solo nel tragitto della vita. Il GAM è come una famiglia dove sto imparando a crescere. Tale esperienza vivendola assieme alla mia fidanzata mi rende forza doppia.

 

 

 

 

 

 

         Gruppo Maria Porta del Cielo

 

ü    Per vari motivi non ho potuto partecipare a qualche incontro. Mi mancava veramente il nostro gruppo, considerato che nella disavventura ho trovato una nuova famiglia.

 

ü    Questi primi mesi di cammino mi hanno aiutato a migliorare molto. Prima piangevo spesso, mi lamentavo, rischiando di cadere in depressione. Ora che vi ho scoperti sento una comunione piena con voi e con i nostri cari ora in Cielo. Sento che stanno lavorando molto e mi stanno aiutando. Un problema insolvibile umanamente, ho pensato di affidarlo a Paola, lei ha preso di cuore questa situazione e le cose ora stanno decisamente migliorando.

 

ü    Ho fatto tanti torti alle mie figlie, ne sono pentito, ma loro oggi capiscono tutto e mi hanno perdonato.

 

ü    Quando presenteremo la storia di mia moglie, scoprirete una figura davvero eccezionale.
Dobbiamo fare conoscere queste figure. Questa società travolge tutto, ma i nostri “santi” riusciranno a capovolgere ogni situazione. Noi li proponiamo, ed essi si attiveranno.

 

ü    Questo appuntamento è un piccolo paradiso. Loro sono con noi, pregano con noi, ci danno la forza di continuare. Offro di cuore al Signore mio figlio, affinché ci aiuti ad arrivare al Paradiso e così non lasciarci più.

 

ü    Ho sentito mio fratello vivo, mi sono rivista con lui nel cortile, ho rivissuto per un momento la mia infanzia. Non venire a questo incontro mi sembra di tradirlo.

 

ü    Ringrazio Suor Emerita, perchè mi ha aiutata tanto e continua  a farlo. Mi ha sempre aiutato a ritrovare nella comunione con Fabrizio la capacità e la forza della fede.

 

ü    Nel dolore dopo la morte di Paola, sentivo l’esigenza di tenerla “viva”. Come fare? Non sapevo. Ecco che le ho chiesto aiuto, e lei ha mosso le pedine giuste ed ora continua a lavorare con molto impegno. Di là sta facendo un mondo di bene, e noi non lo vediamo che in parte.

 

ü    Aspetto con ansia questi incontri, perché mi sono di grande aiuto. Spero sempre di non avere altri impegni  la terza domenica del mese, perché rinunciare a questo appuntamento mi costerebbe molto.

 

ü    Da alcuni mesi frequento anche gli altri gruppi, ma questo è particolare. Questo mi aiuta moltissimo nella mia crescita di fede. Ascoltando, mi sento molto piccolo. Da come vi sento parlare comprendo che loro sono vivi più che mai, e da quando li abbiamo scelti come ambasciatori dei singoli gruppi, tutto è cambiato.

 

ü    La comunione tra i nostri giovani sta diventando sempre più forte e piena, e di conseguenza lo è anche per noi.