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L’ esame sui dieci comandamenti ci abitua a scavare nell’ anima. Le cosiddette Dieci Parole di Dio o Decalogo risuonano dentro di noi e ci obbligano a un severo esame di coscienza.

1. Non avrai altro Dio fuori che me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d’ altri.
10. Non desiderare la roba d’ altri.

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Primo comandamento: “ Non avrai altro dio fuori che
me.”
- Dio è l’ Essere Supremo, è il Padre che ci ha creati e ci mantiene in vita, istante per istante: come lo amo? Come lo adoro? - “Non avrai altro Dio fuori che me”: possiamo avere altre divinità, altri idoli a cui attaccarci? Sì. Per esempio - Faccio di me stesso un idolo? - Faccio di questa terra un idolo? - Del benessere, del comodo, della ricchezza, del materialismo, delle ideologie ne faccio un idolo? - Dico le mie preghiere al mattino e alla sera? Prego in famiglia? - Dico grazie a Dio? Parlo con Lui? Oppure mi è indifferente? - Leggo la sua Parola, questa Lettera d’amore che mi ha scritto da secoli: la Sacra Scrittura? - Il Vangelo come lo leggo? |
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Secondo comandamento: “ Non nominare il nome di dio
invano.”
- Quante volte uso il Nome santo di Dio con irriverente abitudine o nei momenti di rabbia, per sfogare la mia impazienza. Il Nome santo di Dio devo pronunciarlo con amore, con fede e con speranza. Allora quel Nome sarà la mia forza e la mia difesa. - Dio è tutto. Adesso non ci rendiamo conto di quanto noi siamo legati e dipendenti da Dio. Più che il filo di ruscello dipenda dalla sorgente, infinitamente di più noi dipendiamo da Dio. In Lui siamo, viviamo, ci muoviamo. |
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Terzo comandamento: “ ricordati di santificare le
feste.”
La Festa per gli ebrei inglobava tre concetti: era - Il giorno della massima adorazione di Dio. - Il giorno del massimo amore familiare. - Il giorno della massima gioia individuale. La festa è come un rodaggio per la domenica eterna. - Come santifico le feste? - La domenica è diventata per me il giorno più dispersivo, più logorante, più avvilente? - Vado alla Messa? La Messa è il luogo privilegiato dell’assemblea cristiana. - Leggo la Parola di Dio? Prego? - Alla festa mi mostro più sereno del solito, oppure sono agitato, inquieto, proprio in quel giorno più che negli altri? - Cerco di drogarmi coi divertimenti in qualsiasi maniera? - In famiglia, come mi comporto alla domenica? - Santifico la festa in famiglia?
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Quarto comandamento: “ onora il padre e la
madre.”
Questo comandamento mi fa chiedere: - Che onore porto a papà e mamma? Onore vuol dire attenzione quando mi parlano, ascolto e obbedienza quando mi comandano qualcosa, gentilezza nel trattarli, cortesia nel parlargli, rispetto sempre. - Perché li prendo in giro qualche volta? Gli volto le spalle? Non gli rispondo? Mi arrabbio contro di loro? - Mi accorgo che quanto più diventano vecchi, tanto più i miei genitori hanno bisogno del mio affetto, della mia attenzione? - Perché non prego per loro? - Quante volte li disubbidisci ? - Al mattino sono il primo a salutarli ? - Mi ricordo di certe date commemorative del loro matrimonio, del loro compleanno, del loro onomastico? Come li festeggio? - Posso dire sinceramente di voler bene, di onorare babbo e mamma, oppure li trascuro, non gli bado mai? - Mi trovo meglio fuori di casa? Perché scappo di casa? - Cosa faccio per mettere in armonia la mia famiglia?
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quinto comandamento: “ non
uccidere.”
Questo comandamento mi inculca il rispetto della persona e del corpo degli altri. - Quante volte nel mio pensiero io nutro odio, avversione, rancore, rabbia, risentimento, vendetta per gli altri? - Uccido la fama degli altri, l’onore e la reputazione degli altri? - Non sono forse insolente verso gli altri? - Penso che “chi odia il proprio fratello è nelle tenebre” ? - Mi arrabbio, litigo, insulto? - Faccio dispetti? Faccio scenate? Urlo? Sbatto con rabbia le porte? Mordo? Tiro calci? - Dico parolacce? Sono insolente? Rispondo male?
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sesto comandamento: “ non commette atti
impuri.”
Occorre rispettare il proprio corpo: “non sapete che voi siete tempio dello Spirito Santo, e Dio abita in voi? “ scriveva l’ apostolo San Paolo ai cristiani della città di Corinto. Ogni cristiano deve essere una trasparenza di Gesù, deve avere gli occhi limpidi e il sorriso luminoso, deve essere un giglio della Mamma Celeste. “osservate i gigli del campo – diceva Gesù – non filano e non tessono; nemmeno Salomone con tutta la sua ricchezza fu mai vestito come uno di quelli. Il Padre vostro che è Dio li veste così “. - Leggo libri, fumetti, giornalini che mi uccidono la gioia e la Grazia? - Assisto a spettacoli, filmici e televisivi, osceni e sporchi? - Faccio discorsi che mi fanno vergognare? - Frequento compagni cattivi? - Quante volte ho profanato il mio corpo, da solo o con altri? - La mia anima è in Grazia di Dio oppure in stato di peccato grave? - Ho taciuto in passato in Confessione qualche peccato grave? Con la Confessione, lavati dal Sangue di Gesù, si riacquista l’ innocenza battesimale.
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settimo comandamento: “ non rubare.”
Rubare, danneggiare gli altri, portar via, nascondere, sottrarre, accaparrarmi roba che non è mia, prendere possesso di ciò che non mi appartiene, danneggiare, rompere, rovinare e trattare male ciò che non è mio: quante forme di furto! - Perché non sono generoso con gli altri? Perché sono avaro? - Penso che tutto ciò che possiedo, che accaparro mi domina e ciò che dono mi libera? - “ va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri”, dice Gesù. “Chi non è capace di abbandonare ciò che possiede, di staccarsi da ciò che lo domina, non può essere mio discepolo”.
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ottavo comandamento: “ non dire falsa
testimonianza.”
Gesù è esplicito: “Il vostro parlare sia sì quando è s’, no quando è no. Il di più (il compromesso ecc., tutto il resto) viene dal demonio”. Il comandamento “NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA” ci invita a essere autentici, sinceri, non menzonieri, non subdoli, non raggiranti, non infingardi: sì quando è sì, no quando è no. - Mi impegno a essere sincero, spietatamente sincero, soprattutto con me stesso? - Ho tendenza a parlare male degli altri, a calunniare gli altri? Sono tutte forme di falsa testimonianza: il criticare, il dire male degli altri, il pettegolare, il gettare discredito sugli altri, il raccontare ciò che di male fanno gli altri. - Perché non mi impegno a far conoscere e a raccontare ciò che di buono fanno gli altri? |
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Nono comandamento: “ non desiderare la donna d’
altri.”
Questo comandamento ci impegna a non carezzare e a non coltivare pensieri sporchi, pensieri impuri. I pensieri cattivi sono come gli uccelli che volano sulla nostra testa: io non posso impedire che l’ uccello voli sopra la mia testa, ma posso sempre impedire che l’ uccello si fermi sulla mia testa. Bisogna riempirsi di Dio, di un grande sogno, di un forte amore a Gesù, di un ideale, di qualcosa di bello; diversamente si viene distrutti dal demonio dell’ impurità. Gesù parla, in una parabola, dell’ uomo forte che caccia il demonio da una casa, da un’ anima. Il demonio, scacciato, vagabonda nel deserto. Poi torna a vedere la casa; la trova spazzata, infiorata, bella, ordinata, pulita. Che cosa fa? Ritorna nel deserto, chiama altri sette diavoli peggiori di lui, fa irruzione in quella casa,se ne impadronisce e la distrugge. Perché? L’ aveva trovata pulita, spazzata, ma vuota: vuota di Dio, vuota di preghiera, vuota di vita sacramentale (Confessione e Comunione), vuota di amore a Gesù e alla Madonna. |
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decimo comandamento: “ non desiderare la roba
d’ altri.”
Questo comandamento mi impedisce di essere geloso e invidioso. - Perché invidio ciò che di bene hanno gli altri? - Perché sono geloso di ciò che possiedo di buono, io? - Perché sono avaro, tirchio, scontroso quando mi toccano la mia roba? - Perché non godo del successo, dei buoni risultati, del trionfo degli altri?
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Perdono e pietà;
sarò più bianco della neve
col tuo bacio d’ Amor. (2 volte)